CHRISTI DAUGHERTY.
...
.
...
REPLICA DI UN OMICIDIO.
...
.
...
Parte 1.
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Versione digitale curata da: Amedeo Marchini.
...
.
...
Presentazione.
...
.
...
Harper McClain ha dodici anni quando, rientrata da scuola, scopre il corpo di sua madre riverso sul pavimento della cucina, nudo e accoltellato a morte. L'omicida non  mai stato scoperto. Anni dopo, ormai adulta, Harper  diventata il miglior cronista di nera della citt di Savannah, in Georgia; Smith, il poliziotto che aveva seguito le indagini, l'ha presa sotto la sua ala protettrice ed  una specie di mentore per lei che, per, ha anche sviluppato una pericolosa attrazione per Luke Walker, un investigatore che lavora sotto copertura.
.
Quando Marie Whitney, impiegata al college locale, viene trovata morta in casa sua, Harper  la prima giornalista ad arrivare sulla scena del delitto; e ha un terribile dj-vu: Marie  stata accoltellata e giace nuda sul pavimento. Non  una coincidenza:  la replica dell'omicidio di sua madre. Harper  convinta che se trover l'assassino di Mary avr trovato anche quello di sua madre. Nessuno crede alla sua teoria, il suo capo e la polizia sono certi che si tratti di una coincidenza, ma niente e nessuno riusciranno a distogliere Harper da un'indagine che  diventatala sua ragione di vita. Anche se non sa a che prezzo riuscir infine a scoprire la verit.
...
.
...
L'AUTRICE.
...
.
...
Christi Daugherty  stata per molti anni cronista di nera in un giornale del Texas e ha ottenuto numerosi riconoscimenti per la sua attivit giornalistica di lotta alla criminalit e alla corruzione. Sposata con un regista inglese, vive in Gran Bretagna da dieci anni. Replica di un omicidio  il suo primo thriller e si ispira alla sua esperienza come giornalista.
...
.
...
A Loyall Solomon. Che mi ha offerto il mio primo lavoro in un giornale. E che mi ha cambiato la vita.
...
.
.
...
Capitolo uno.
...
Era una serataccia.
Anche se per poco, all'inizio, aveva fatto ben sperare: un paio di accoltellamenti, un
promettente incidente automobilistico. Poi per era saltato fuori che le zuffe erano un affare da nulla e
l'incidente un sinistro di ordinaria amministrazione.
Una notte di calma piatta era quanto di peggio potesse capitare a un cronista di nera.
A un'ora soltanto dalla deadline di mezzanotte, Harper McClain sedeva da sola nella redazione
vuota, senza uno straccio di articolo da scrivere, ingannando il tempo con l'unica cosa che detestava al
mondo: le parole crociate.
Sulla parete opposta, alti finestroni riflettevano l'immagine buia di uno stanzone con colonne
bianche e file di scrivanie vuote, ma Harper non ci fece caso: aveva lo sguardo fisso sulle pagine sul
tavolo. Lettere scarabocchiate e barrate la guardavano di traverso, come a rimproverarle il fallimento.
Perch mai qualcuno dovrebbe conoscere una parola di undici lettere per coraggio
dissennato'? borbott. Conosco gi una parola di otto lettere per coraggio', ed : coraggio'. Non mi
serve una parola pi lunga...
Incoscienza. La voce si era levata dall'altro capo della redazione, dalla scrivania della
caposervizio, proprio vicino all'entrata.
Harper sollev lo sguardo.
La caposervizio della cronaca cittadina sembrava dedicare tutta la sua attenzione allo schermo
del computer, rigirando tra le dita una penna Cross color argento che le luccicava in mano come una
minuscola spada.
Cosa hai detto?
Una parola di undici lettere per coraggio dissennato' ripet Baxter senza distogliere gli occhi
dal monitor.
Incoscienza.
Baxter era vicina ai cinquanta, ma non era facile dire di quanto. Minuta e asciutta, aveva il
fisico perfetto per quei blazer navy che era solita indossare. Il viso spigoloso aveva sempre un'aria di
pungente insoddisfazione e, stranamente, anche questa caratteristica le si addiceva. Tutto in lei aveva
un che di aguzzo: la postura rigida e il caschetto liscio e nero, netto come la lama di un rasoio, tanto
che a sfiorarle il carr sembrava di rischiare un taglio alle dita.
Come diavolo fai a saperlo? Non c'era gratitudine nella voce di Harper. Davvero, a che pro
saperlo? C' forse qualcosa di sbagliato nel non saper rispondere a domande come: parola di undici
lettere per coraggio' senza sentire la voglia di farsi saltare le cerv...?
Vicino al suo gomito, lo scanner radio sintonizzato sulle frequenze usate dalla polizia per
trasmettere le comunicazioni prese a gracchiare. Pattuglia tre-nove-sette. Abbiamo un codice nove,
con possibile codice sei.
Harper tacque di colpo e chin il capo per ascoltare.
Per questa volta sono disposta a perdonare la tua insubordinazione le disse Baxter facendo
sfoggio di magnanimit, ma Harper aveva gi dimenticato del tutto la storia dell'incoscienza.
Sulla sua scrivania il telefono squill. Sollev il ricevitore.
Miles disse. Hai sentito della sparatoria?
S. La serata si movimenta, finalmente. Incontriamoci all'ingresso tra cinque minuti. Il suo
accento del Tennessee colava da ogni parola che gli usciva dalle labbra, denso come miele fuso.
Harper raccolse le sue cose con rapida efficienza, lo scanner gi agganciato alla cintura dei
pantaloni neri. Facendola svolazzare sullo schienale della sedia, si infil una giacchetta nera. In una
delle tasche, insieme a una penna, mise un taccuino da giornalista di quelli piccoli. Il pass e il telefono
nell'altra.
Con passo lesto, imbocc l'uscita.
Baxter le lanci un'occhiata interrogativa.
Sparatoria a Broad Street disse Harper, senza accennare a fermarsi. Possibili feriti. Miles e
io ci stiamo andando per saperne qualcosa di pi.
Baxter prese il telefono per avvisare il caporedattore.
In caso dovessi tenere in sospeso la prima pagina le disse, fammelo sapere non pi tardi
delle undici e mezza.
Dimmi qualcosa che gi non so.
Uscita dalla sala della redazione, Harper s'incammin nel largo corridoio illuminato a giorno
che portava a una scala che dava sull'uscita principale. Le ultime parole della caposervizio aleggiarono
alle sue spalle.
Quando torni, dobbiamo fare quattro chiacchiere sul tuo atteggiamento.
A Baxter piaceva sfoderare questa minaccia e Harper sapeva che non c'era da preoccuparsi.
La guardia all'entrata non sollev nemmeno lo sguardo dal piccolo televisore sopra la scrivania
mentre lei schiacciava con energica impazienza il tasto per uscire, lanciandosi poi fuori dal palazzo per
lasciarsi avvolgere dall'oscurit caliginosa della notte.
Giugno era arrivato da un paio di settimane, portando con s giornate afose. Di sera andava
meglio, ma di poco. Adesso l'aria era come velluto, ma cos densa da poterla infilzare con una
forchetta. Era un'umidit insolita per Savannah: sembrava di respirare sott'acqua.
Gli acquazzoni estivi non erano meno minacciosi della calura in Georgia: potevano spazzarti
via in un botto l'auto, la casa, le speranze e i sogni... Harper sollev lo sguardo in direzione dei
nuvoloni bigi che si affrettavano verso lo spicchio di luna come a volerle suggerire quando sarebbe
caduta la pioggia, ma il cielo per ora sembrava non avere dispacci da diffondere.
Gli uffici del giornale erano vecchi di un centinaio d'anni, si estendevano su tre piani e
occupavano mezzo isolato di Bay Street. L'edificio era abbastanza vicino al placido fiume di Savannah
da poter avvertire l'odore delle sue acque verdi e udire i giganteschi motori dei mercantili che
scivolavano piano verso il mare aperto. Le parole DAILY NEWS splendevano rosse da un'insegna al
neon in cima al tetto del palazzo, una delle ultime cose che probabilmente i marinai vedevano prima
che l'immensit dell'Atlantico si spalancasse dinanzi a loro.
In fondo alla strada, persino a quest'ora tarda, la cupola dorata del municipio brillava,
spiccando tra gli altri edifici e Harper poteva scorgere il viottolo che scendeva verso la riva del fiume.
Viveva a Savannah da sempre ed era trascorso molto tempo dall'ultima volta in cui aveva fatto
caso al paesaggio e all'architettura d'anteguerra. Ai suoi occhi, la citt era semplicemente l, con le sue
piazze piene di verde e gli innumerevoli monumenti in memoria di sfortunati generali della Guerra
civile.
Mentre aspettava, questa volta per Harper non degn di uno sguardo ci che la circondava e,
presa dall'impazienza, cominci a battere un piede. Lo scanner al fianco gracchi. Sul posto stavano
arrivando due autoambulanze ed erano state richieste anche delle pattuglie di rinforzo.
Datti una mossa, Miles disse a bassa voce controllando l'orologio al polso.
C'era un silenzio tale che Harper riusc a sentire i flebili ululati delle sirene in lontananza,
proprio mentre una Mustang nera lucente apparve all'angolo, rombando dritta verso di lei, coi fari
accecanti. L'auto inchiod, e mantenne il motore acceso.
Harper spalanc la portiera e mont su.
Andiamo disse, allacciando la cintura di sicurezza.
Mentre ripartivano a velocit spinta le ruote slittarono sull'asfalto.
All'interno, la Mustang era tutto un vociare. Miles aveva uno scanner attaccato alla cintura, un
altro montato sul cruscotto dove c'era pure una radio, e un terzo che ciondolava dietro alla leva del
cambio. Ogni apparecchio era sintonizzato su un canale differente: uno sulla frequenza principale usata
dalla polizia, un altro su una frequenza secondaria che i poliziotti usavano per conversare tra di loro, e
il terzo monitorava gli spostamenti delle autoambulanze e dei vigili del fuoco.
Era come stare in una stanzetta affollata, dove una ventina di persone si parlava addosso.
Harper ci era abituata, ma le ci voleva sempre un istante per distinguere la provenienza delle varie voci.
Cos' successo? gli chiese, accigliata.
Niente di nuovo. Lui teneva lo sguardo sulla strada. Un'ambulanza  in viaggio. Aspetto un
aggiornamento da un momento all'altro.
Il fotografo Miles Jackson aveva un fisico alto e asciutto, la carnagione olivastra e i capelli
corti. Aveva lavorato all'interno del giornale fino a qualche anno prima, quando tutti i fotoreporter
erano stati licenziati. Da allora, era freelance e accettava i lavori che lo remuneravano di pi. Il sabato
pomeriggio lo si poteva vedere fotografare un matrimonio e poi, la notte stessa, un omicidio.
Se rende, si prende, amava ripetere.
Aveva un bel sorriso beffardo e gli piaceva la velocit. Procedeva al doppio del limite
consentito e, quando svolt rombando in Oglethorpe Avenue, l'auto sband.
Con qualche bestemmia a bassa voce, Miles lott col volante.
Questo catorcio non va un po' pi veloce? disse Harper senza scomporsi, aggrappandosi alla
maniglia del tettuccio.
Spiritosa sibil Miles a denti stretti, e riguadagn subito il controllo dell'auto.
Mentre sfrecciavano oltre Forsyth Park, dove dentro una vasca di pietra una grande fontana di
marmo spandeva un arco d'acqua a forma di gonna di crinolina, Harper inclin la testa per ascoltare
meglio la voce dallo scanner.
Sanno da che parte sono fuggiti i tizi che hanno sparato?
Miles scosse il capo. Li hanno persi nei pressi dei caseggiati popolari.
Proprio in quel momento la radio sintonizzata sul canale usato tra i poliziotti cominci a
trasmettere. Una voce profonda ringhi: Qui  l'unit uno-quattro che parla. Unit tre-nove-sette, cosa
abbiamo per le mani?
Miles e Harper si scambiarono un'occhiata. Quattordici era il codice usato dal tenente Robert
Smith, il capo della Squadra Omicidi.
Miles silenzi gli altri scanner.
Tenente, abbiamo un morto e due feriti che stanno raggiungendo l'ospedale rispose l'agente
sul posto. L'agitazione gli acuiva la voce di una ottava. Parlava in modo talmente concitato che Harper
fu contagiata dall'adrenalina che sospettava gli scorresse adesso in vena. Una resa di conti tra gang. In
tre hanno aperto il fuoco e poi hanno fatto perdere le loro tracce.
Senza sentire il resto, Harper tir fuori il cellulare. Baxter rispose al primo squillo.
Si tratta di omicidio disse senza preamboli. Sembra si tratti di una guerra tra bande.
Accidenti. Harper sentiva la caposervizio che picchiettava la penna argentata sulla scrivania.
Tap tap tap tap. Richiama appena ne sai di pi.
Cadde la linea.
Harper si sistem meglio sul sedile e si rimise il cellulare in tasca.
Se il tizio che  morto faceva parte di una banda, terranno tutti la bocca cucita.
Be', allora speriamo che la nostra vittima sia un'innocente casalinga osserv Miles, svoltando
in Broad Street.
Con gli occhi incollati alla strada, Harper annu. Sognare non ci costa nulla.
Sulle mappe pi antiche Savannah appare come un reticolato di linee dritte, dalla simmetria
perfetta, come se fosse il risultato di un disturbo ossessivo compulsivo, con Broad Street che ne forma
il margine pi esterno. Al di fuori di quella griglia, appare una piatta distesa verde scuro, identificata
con le parole Vecchi campi di riso, vergate con la tipica calligrafia dalla precisione tipografica di un
cartografo del diciannovesimo secolo.
Oggi, a parte i campi di riso, da tempo scomparsi e rimpiazzati dai ributtanti esiti di
un'urbanizzazione selvaggia, quella metodica griglia rimane in gran parte immutata. Broad Street
forma una rapida linea dritta tra i vecchi, splendidi quartieri dai tratti da cartolina, e le zone in cui
Harper e Miles trascorrevano la maggior parte delle loro notti di lavoro.
Mentre si dirigevano a ovest, le gigantesche vecchie case costeggiate da alberi avvolti dal laccio
grigio del muschio spagnolo a poco a poco scomparvero, rimpiazzate da edifici dalla vernice scrostata,
cortili invasi da erbacce e malconci cancelli di metallo.
Da queste parti non c'erano piazze ricche di verde a interrompere le fitte schiere di case del
quartiere. Nessuna fontana riversava a fiotti le sue acque sotto l'ombra di qualche quercia. Invece,
malandati fabbricati di alloggi impilavano le persone le une sulle altre, in condizioni miserevoli e
anguste, con marciapiedi accidentati e illuminati solo dalle chiassose insegne delle catene dei fast-food
e dei discount.
L fuori, le strade brulicavano di gente: gli spacciatori facevano buoni affari a quest'ora.
Le mani di Miles erano incollate al volante, ma gli occhi, che perlustravano gli edifici attorno,
erano mobili e vigili.
Miles era pi grande di Harper, aveva raggiunto la quarantina. La fotografia era il suo secondo
lavoro. Anni addietro, a Memphis, aveva un'altra vita, molto diversa.
Lavoravo in un ufficio le aveva raccontato una volta, mentre smontava la macchina
fotografica. Facevo il passacarte, ma guadagnavo bene. Avevo una grande casa, una bella moglie, il
pacchetto completo insomma... ma non faceva per me.
Lui aveva sempre nutrito una passione per la fotografia e sapeva di avere del talento in quel
campo. Un giorno si era iscritto a un corso. Cos, giusto per far qualcosa, si era detto.
Non ho potuto pi farne a meno.
Da quello che ne sapeva lei, nel giro di un anno, Miles aveva lasciato il lavoro e la moglie e si
era rifatto una vita.
Una volta era andato a Savannah per un convegno d'affari e la citt gli era rimasta addosso, le
aveva detto. Coi suoi ritmi lenti. Con la bellezza dolce, setosa dei suoi luoghi. La lunga curvatura del
fiume.
Le disse che gli era parso di essere dentro a una favola. Perci ci era tornato: per vivere il suo
sogno.
Cominciarono a lavorare al giornale nello stesso anno. Harper come giornalista, Miles come
fotoreporter per il turno di notte.
Erano passati sette anni da allora, ma lui vedeva ancora la citt con gli occhi di un forestiero:
amava l'aria familiare delle tavole calde e le cameriere che lo chiamavano tesoro. Gli piaceva
guidare fino a Tybee Island al tramonto oppure starsene semplicemente seduto su una panchina di
River Street a guardare le barche passare.
Harper non ricordava l'ultima volta in cui aveva fatto qualcosa di simile. Aveva trascorso tutta
la vita a Savannah: per lei, quella citt era semplicemente casa sua.
Davanti a loro, lampi roteanti di colore blu illuminavano la strada come in una discoteca di
morte.
Eccoci arrivati borbott Miles, schiacciando i freni.
Harper guard verso la luce accecante dei lampeggianti e riusc a contare quattro pattuglie della
polizia e almeno altre tre auto di servizio.
A sirene spiegate, un'ambulanza tuon alle loro spalle e Miles accost l'auto per liberare il
passaggio.
Meglio lasciare la macchina qui decise, e spense il motore.
Harper controll l'orologio. Le 23:12. Aveva solo diciotto minuti per far sapere a Baxter se
dovesse o no tenere in sospeso la prima pagina.
Il cuore cominci a batterle in quel modo a lei cos familiare.
Aveva sviluppato una strana attrazione per gli omicidi. Alcuni dicevano che era un'ossessione.
Tuttavia lei aveva le sue ragioni. Ragioni di cui non le piaceva parlare.
Miles cominci a raccogliere l'attrezzatura dal bagagliaio, ma Harper non poteva perdere tutto
quel tempo ad aspettarlo.
Ci vediamo l gli disse.
Salt gi dall'auto e, con il taccuino in una mano, la penna nell'altra, si allontan velocemente
in direzione dei lampeggianti.
Capitolo due
In strada, l'aria umidiccia e soffocante sapeva di gas di scarico e altro ancora: un che di
metallico, difficile da definire. Come la paura.
Nel buio, i lampeggianti la abbacinavano. Harper dovette superare le auto della polizia prima di
riuscire a scorgere un corpo sull'asfalto.
Se si spara a qualcuno mentre fugge, questi crolla a terra. Le gambe piegate a formare un
angolo innaturale, le mani allungate oltre la testa, i vestiti all'aria, come fosse precipitato dal cielo.
Quando lo avevano colpito a morte, questo ragazzo stava scappando.
Taccuino in mano, Harper annot in tutta fretta ci che notava. Blue jeans e Nike ai piedi, una
maglietta larga sollevata su un torso snello, dalla carnagione scura. Una grande macchia di sangue che
formava una pozza irregolare sull'asfalto, sotto di lui. La faccia non si vedeva.
Proprio l vicino, l'ambulanza parcheggiata con il portellone aperto spandeva un po' di luce
nella strada. Una squadra di paramedici stava intervenendo sulle due vittime ancora in vita attaccandole
alle flebo, nel tentativo di fermare le emorragie.
Erano piuttosto in ritardo su quel fronte, per. Il sangue era ovunque.
Entrambi gli uomini feriti sembravano poco pi che adolescenti. Quello pi vicino a lei aveva
ancora le guance paffute di un bambino.
Erano tutti e due vestiti come il ragazzo morto: maglietta, jeans, Nike.
Harper prendeva appunti, ma si teneva a distanza per cercare di restare invisibile.
Si accorse che Miles, dall'altra parte della strada, si era accovacciato per scattare una foto al
cadavere. Doveva stare attento: il giornale l'avrebbe rifiutata se il tizio morto fosse sembrato troppo
morto. Miles infatti si era piegato per inquadrare una mano del ragazzo: le dita protese a cercare
qualcosa perso per sempre.
Il movimento sullo sfondo attir l'attenzione di Harper: sollev lo sguardo e vide due uomini in
completi dalla fattura dozzinale e con gli occhi fissi a terra, che procedevano con deliberata lentezza.
Entrambi ascoltavano attenti un poliziotto in borghese che gesticolava e parlava in modo concitato.
Una volta che si imparava a conoscerli, i detective erano facili da identificare.
Si fece strada verso di loro tenendosi incollata al margine della strada per non pestare il sangue.
Conosceva entrambi gli uomini perch li aveva gi visti su altre scene del crimine. Il detective
Ledbetter era basso e tarchiato, con i capelli radi e un sorriso gentile. L'altro era il detective Larry
Blazer. Alto e magro, i capelli biondo scuro che viravano con sapienza al brizzolato, zigomi invidiabili
e occhi duri, simili a monete di rame.
Tutte le giornaliste televisive avevano un debole per lui, ma Harper lo trovava freddo e troppo
sicuro di s, quella baldanza tipica degli uomini attraenti che usano il proprio fascino come un'arma.
Concentrati sul loro lavoro, nessuno dei due la not mentre lei camminava nell'ombra, finch
non fu abbastanza vicina da sentire ci che dicevano.
Chi ha sparato  arrivato da Anderson Projects, i quartieri popolari. Le vittime non fiateranno
su cosa sia successo tra loro, ma non  stato un coinvolgimento casuale sent spiegare dal poliziotto in
borghese, mentre lei avanzava piano. Qualcuno voleva questi ragazzi morti.
Il tipo era un novellino, magari alla sua prima sparatoria. Le sue parole erano un fiume in piena.
Al contrario, Blazer articolava le sue domande con ritmo lento e calcolato: cercava di
comunicare calma, sperando di trasmettergliela.
Hai detto che le vittime hanno dichiarato che i tre che hanno aperto il fuoco sono scappati
insieme. Sanno dire da che parte sono andati?
Il poliziotto scosse deciso la testa: Tutto quello che hanno detto  stato: Da quella parte'
chiar lui, puntando genericamente il dito verso gli edifici di fronte a loro.
Ledbetter disse qualcosa che Harper non riusc a decifrare. Si sporse perci di un passo.
Al buio, non si accorse della bottiglia di birra vuota messa di traverso nel canale di scolo, e il
tintinnio che provoc nell'urtarla non fu tale da passare inosservato.
Harper si irrigid.
I tre agenti sollevarono lo sguardo. Fu Blazer a scorgerla per primo. Aguzz gli occhi per
vederla meglio.
Attenti disse. Stampa sulla scena del crimine.
Harper fece un passo indietro e aspett cauta, nella speranza che fosse Ledbetter il detective a
capo delle indagini.
Invece fu Blazer ad andarle incontro.
Merda, pens lei.
Miss McClain. La voce era fredda, l'intonazione stranamente piatta. Che sorpresa averla
sulla mia scena del crimine. Non mi pare che lei sia una testimone, o forse mi sbaglio?
Lui era alto, superava l'uno e ottantacinque, e si serviva di tutti quei centimetri per intimidirla,
sovrastandola. Harper per raggiungeva quasi il metro e settantatr e non era tipo da impressionarsi con
facilit.
Mi spiace, detective gli disse, con un tono che era una voluta combinazione di contrizione e
rispetto. Non c'era il nastro segnaletico a delimitare la zona. Non era mia intenzione starvi tra i piedi.
Capisco. Lui la osserv con avversione. E quindi non ha trovato di meglio da fare che
ciondolare qui, dove un giornalista non avrebbe il permesso di stare, e spargere il suo DNA
dappertutto.
Chi voleva prendere in giro? Non avrebbero di certo raccolto quel tipo di campione su una
scena come questa. Ai poliziotti premeva indagare sulla morte di un altro teppistello in citt almeno
tanto quanto importava a Baxter di scriverne sul giornale.
Harper sfoder tutta l'aria innocente di cui era capace.
Lo so che siete impegnati disse con estrema cortesia, ma potreste rilasciarmi solo qualche
informazione di base per il giornale, cos posso togliermi di mezzo? Nome delle vittime? Numero dei
sospetti?
Le indagini sono solo all'inizio. Blazer recit quelle parole familiari con un tono che lasciava
a intendere che le leggeva nella mente. Sarebbe prematuro rilasciare qualunque dichiarazione in
questo momento. Dobbiamo ancora identificare la vittima e comunicare la notizia ai parenti. Ora devo
proprio chiederle di abbandonare immediatamente la scena del crimine.
Era chiaro che non era in vena di generosa loquacit.
Tuttavia, Harper fece un altro tentativo. Detective, c' per caso di mezzo una guerra per la
spartizione delle zone di spaccio? Gli abitanti del quartiere dovrebbero preoccuparsi?
Dondolandosi sulle scarpe, Blazer la scrut con un interesse che non le piacque affatto.
McClain, qualche pesce piccolo ha invaso il territorio di qualche pesce grosso, che ha deciso
di dargli una lezione per fargli capire quanto non avesse gradito l'idea. Ecco, perch non scrive questo,
sul suo giornale da quattro soldi?
Lei apr la bocca per ribattere, ma lui non gliene lasci il tempo.
Era tanto per dire. Al momento, non ho alcuna dichiarazione ufficiale da rilasciare. Adesso, si
levi di torno prima che la faccia arrestare.
Harper sapeva che era meglio non discutere. Alz le mani in segno di resa e se ne and.
Quando giunse nei pressi dell'ambulanza, vi trov Miles appoggiato con disinvoltura sulla
fiancata, impegnato a controllare i suoi scatti sul display della macchina fotografica.
 Blazer a condurre le indagini, perci non ho saputo nulla annunci Harper con aria avvilita.
Quel tizio preferirebbe farsi spuntare un'afta in bocca piuttosto che dirmi qualcosa.
Miles si raddrizz e le fece cenno di seguirlo fino alla Mustang.
Due mesi fa ho fatto il fotografo al matrimonio del paramedico che stasera  la responsabile
dell'ambulanza le disse sottovoce, quando si trovarono a una ragionevole distanza. Le ho fatto un
grosso sconto. Mi doveva un favore.
Harper gli strinse il braccio: Ti ha fatto vedere la carta di identit del morto?
No, qualcosa di meglio. Miles le mostr un pezzo di carta stropicciato. Mi ha spifferato
tutto. Melissa ha trascorso una splendida luna di miele, stasera era in vena di chiacchierare.
Sei un mito! Harper gli sferr un leggero pugno sul braccio. Dimmi tutto.
Miles aguzz la vista per decifrare la propria scrittura.
Il tizio morto  Levon Williams. Diciannove anni, da poco diplomato alla Savannah South
High School, dove giocava nella squadra di baseball. Un gran battitore, mi hanno detto. A quanto pare,
cercava di farsi un nome come spacciatore di eroina. I due feriti sono i suoi compari. Quelli sospettati
di aver sparato sono tre uomini di colore, magri, due di altezza media, con addosso maglietta e jeans,
l'altro basso e ben piantato, con una bandana intorno al collo. Tutti e tre sui vent'anni. Si sospetta che
appartengano alla East Ward. Miles tese il foglio a Harper. Finito.
Harper gli diede una veloce scorsa, ma non ci trov alcunch degno della prima pagina, perci,
appena arrivata alla Mustang, chiam Baxter per comunicarle la brutta notizia.
Accidenti disse la caposervizio, dopo aver ascoltato il resoconto. Torna qui e scrivi un
trafiletto da inserire a pagina sei.  sempre meglio che niente.
Miles mise in moto non appena Harper ebbe chiuso la chiamata.
Pagina sei? tir a indovinare lui.
Harper ripieg il foglio e se lo ficc in tasca.
Praticamente sepolta sotto litri di inchiostro.
Lui fece spallucce: A volte si vince, a volte si perde.
Sterz per fare manovra e uscire dal posto dove aveva parcheggiato, poi inchiod di colpo per
lasciar passare un furgone bianco. La scritta Medicina legale era stampata sulla sua fiancata, in nero
funereo.
Una volta che la strada fu libera, Miles fece inversione con accurata precisione. Si era
allontanato solo di poco, per, quando tutto a un tratto una voce trafelata riemp l'auto.
Pattuglia cinque-sei-otto all'inseguimento di sospetti coinvolti nella sparatoria in Broad
Street.
La penna di Harper si blocc.
Miles sollev il piede dall'acceleratore.
Entrambi rivolsero lo sguardo allo scanner.
Ricevuto, cinque-sei-otto risposero dalla centrale di polizia con tono calmo. Richiesta di
conferma: si tratta dei sospetti della sparatoria sulla Broad?
Affermativo. L'uomo era in affanno, la voce spezzata. Stava correndo.
Tre uomini a piedi si stanno dirigendo a sud, sulla Trentanovesima url. Due alti. Uno pi
piccolo, con una bandana.
In sottofondo, Harper riusciva a sentire l'operatore della centrale che batteva al computer le
informazioni, le dita che si spostavano veloci e leggere sulla tastiera. C'era Sarah di turno stasera,
Harper ne aveva riconosciuto la voce. Sarah era brava.
A tutte le unit. Richiesta di rinforzi per la pattuglia cinque-sei-otto all'inseguimento dei
sospetti di una sparatoria che si dirigono verso sud, sulla Trentanovesima.
La voce di Sarah era cos priva di emozione che pareva leggesse la ricetta di una torta, ma le sue
parole fecero salire l'adrenalina nelle vene di Harper.
Si gir verso Miles:  a soli cinque isolati da qui.
Ricevuto. Miles scal di marcia e acceler, la Mustang reag con uno stridore degli
pneumatici. Un sorriso gli sollev gli angoli della bocca, mentre svoltava sulla Trentanovesima.
Forza, guadagniamoci la prima pagina.
Capitolo tre
Mentre giravano per le strade buie alla ricerca dei sospettati dell'omicidio, Harper guardava
fuori dal finestrino e picchiettava con impazienza la penna sul taccuino. Non avevano molto tempo.
Anche se fosse filato tutto liscio, Baxter avrebbe dovuto posticipare la stampa.
Tutti gli altri, la gente normale, avrebbero rivolto i propri pensieri alla vittima che giaceva in
terra sulla scena del crimine, alla giovane vita stroncata in un istante di violenza, ma la mente di Harper
era gi oltre. Adesso, quello che importava era scoprire chi l'aveva uccisa.
Andava sempre a finire cos. Gli omicidi non turbavano Harper, l'affascinavano.
Le dinamiche che seguivano a un omicidio non avevano segreti per lei: sapeva cosa i detective
stavano facendo in quel momento e cosa succedeva dentro il laboratorio di medicina legale. Sapeva i
canali attraverso cui la famiglia della vittima sarebbe stata informata del decesso e come i parenti
avrebbero reagito alla notizia. Sapeva a menadito come la macchina burocratica avrebbe fatto girare i
propri ingranaggi, distruggendo la vita di chiunque fosse coinvolto in quella storia.
Lo sapeva non solo perch ne scriveva, ma perch l'aveva vissuto sulla propria pelle.
Quando aveva dodici anni, un omicidio aveva stravolto la sua esistenza. Harper poteva far
risalire la traiettoria presa dalla propria carriera, dalla propria vita e il suo interesse ossessivo per il
crimine a quel giorno di quindici anni prima.
Alcuni momenti scavano un solco cos profondo nella nostra mente che ogni respiro dettato da
quegli attimi rimane impresso in noi per sempre. La maggior parte delle volte, si tratta di brutti
momenti. Harper poteva ripercorrere senza alcuna fatica ogni secondo del giorno in cui la madre era
morta, ogni volta che lo voleva. Poteva incidere quelle ore in una bobina mentale e svolgerla poi come
fosse la pellicola di un film. Poteva vedere se stessa, piccola e lesta, sicura che il suo mondo non
sarebbe mai cambiato. Felice e contenta, mentre tornava a casa da scuola. Del tutto inconsapevole che
la vita, cos come la conosceva, gi non esisteva pi.
15:35  Harper, dodicenne, spalanca il cancelletto di metallo di casa e lo richiude dietro di s,
facendo scattare la serratura con un clic argentino.
15:36  Sale correndo i gradini di casa, spalanca la porta gi aperta e poi la sbatte alle sue spalle
con un tonfo. Dio,  tutto cos brillante e vivido nella sua memoria, cos pieno di colori. Urla:
Mamma, sto morendo di fame. Nessuna risposta.
15:37  Urla per le scale: Mamma? Non  ancora preoccupata. Canticchia a bassa voce, d
un'occhiata in soggiorno, poi in sala da pranzo.
15:38  A quel punto entra in cucina.
Ed  l che la sua infanzia finisce per sempre.
C' molto pi colore qui: non solo per il giallo di cui erano tinteggiate le pareti, per i barattolini
e le boccette lucenti di blu, oro e verde, ma per tutto quel rosso. Rosso ovunque. Schizzi sulle pareti e
sulle ante degli armadietti. E sul pavimento, sotto il corpo nudo di sua madre, il sangue ha formato una
pozza.
Il sangue rosso riempie i suoi ricordi di orrore e lascia un trauma che non la abbandoner mai
pi.
Nel film della sua memoria, le lancette del tempo a quel punto si fermano. Rimangono bloccate
sulle 15:38 a lungo.
Nella scena successiva, lei corre al rallentatore al fianco della madre, scivola sul sangue per
terra, perde l'equilibrio. Cerca di respirare, ma  come se qualcuno le avesse sferrato un calcio allo
stomaco. Sente dolore in tutto il corpo e le manca l'aria, non c' aria, mentre cade sul pavimento e il
sangue fa cic ciac sotto le sue ginocchia ossute.
Fu la prima e l'unica volta in cui Harper prov paura all'idea di toccare sua madre. La mano
tremante si allunga a sfiorarne la schiena pallida, liscia. La piccola la ritrae, stacca le dita.
Quella schiena  cos fredda.
Qualcuno in lontananza singhiozza. Mamma? Mamma? E poi, smorzato, un gemito:
Mamma?
Adesso Harper  cosciente che era la sua voce, quella. Tuttavia quando rivede il filmato
impresso nella sua memoria non ne  sicura. Ha la strana sensazione di essere al di fuori e molto
lontana dal proprio corpo.
Nella scena successiva, vede se stessa bambina mentre barcolla e si alza. L'aria le manca
ancora, annaspa, ma i polmoni si rifiutano di funzionare. Scivola per la cucina e spalanca la porta sul
retro per correre verso la casa di Bonnie. Ma dopo il divorzio i Larson si sono trasferiti e i nuovi vicini
non sono gentili e poi adesso non sono nemmeno in casa. Lei bussa lo stesso forte al loro uscio, lascia
macchie di sangue sul legno e sente l'eco dei tonfi cadere nel vuoto.
Mentre torna di corsa in casa per cercare il telefono, piange cos forte che il respiro comincia a
tornarle, costretto nei polmoni dalle lacrime. Il ricevitore per le scivola tra le dita inerti e lucide di
sangue. Tra i singhiozzi, la bambina lo trova sul pavimento. Ansima, cerca di calmarsi. Deve solo
premere tre numeretti. Pu farcela. Deve farcela.
Va bene continua a ripetersi con un soffio di voce, tra le lacrime, mentre compone il numero,
con le mani che le tremano cos tanto da far sussultare il telefono. Va bene. Va bene. Va bene...
Squilli. Una lontana serie di clic meccanici, strani. Risponde un'operatrice e quella voce
femminile irragionevolmente calma, cos avvezza ad ascoltare gli orrori del mondo dalle voci
incorporee e disperate di testimoni e vittime,  una corda a cui lei pu aggrapparsi.
911. Qual  l'emergenza?
Lei cerca di parlare, ma le lacrime e la mancanza di respiro glielo rendono quasi impossibile.
Dalla mente in preda al terrore fino alle sue labbra riesce a farsi strada solo un confuso pugno di parole.
Per favore, aiutatemi singhiozza. La mia mamma. Per favore, aiutatemi.
Cosa  successo alla tua mamma? La voce priva di emozioni della donna  seria, ma
amichevole. Seria per aiutarla a concentrarsi. Amichevole perch parla con lei, che  una bambina.
Adesso Harper deve dire quella parola. Quell'unica parola che non riesce neppure a pensare.
Una parola finora cos distante dal suo mondo, da non aver avuto nelle sue giornate pi peso
dell'esistenza dell'Uzbekistan. La sua mente si rifiuta di farle pronunciare quella parola. Doverlo fare
le provoca dolore.
La mia mamma... c' sangue... penso che... ecco, forse qualcuno l'ha uccisa.
 tutto quello che dice. Singhiozza,  inconsolabile. Il tono dell'operatrice cambia.
Piccola le dice, con tutta la dolcezza di cui  capace per mascherare l'ansia e la tensione del
momento, adesso ho bisogno che tu faccia un bel respiro profondo e mi dica dove abiti. Va bene? Ce
la fai? Cos ti mando subito i soccorsi.
Harper glielo dice. A quel tempo non lo sapeva, ma ora sa che, mentre parla, l'operatrice batte
sul computer quelle informazioni e attira l'attenzione del suo supervisore, mettendo in moto le ruote
che gireranno nella sua vita per gli anni a seguire.
L'operatrice le chiede se  al sicuro e se  la prima volta che si trova da sola in casa con la
possibilit che qualcuno di molto pericoloso sia l vicino. La paura e il panico sono fuori controllo
adesso. L'operatrice le dice di portare il telefono in strada e di rimanere ad aspettare sul marciapiede, e
poi di cominciare a correre e urlare se qualcuno la spaventa.
Harper fa come le viene detto, ogni gradino  duro e irreale sotto i suoi piedi, finch  di nuovo
davanti al cancello di metallo con la serratura a scatto, il telefono stretto nella mano imbrattata di
sangue.
L'operatrice cerca di calmarla. Stanno arrivando, cara. Tre minuti e saranno l. Non
agganciare, piccola...
In lontananza, Harper sente gli ululati delle sirene e nonostante tutto non capisce che stanno
andando l per lei.
Quando la prima auto della polizia inchioda l davanti con i freni che stridono e i lampeggianti
blu, la piccola Harper prova ancora pi terrore, vedendo gli agenti uscire con la pistola in pugno ed
entrare di corsa dentro casa passandole accanto.
Uno di loro le grida: Resta qui.
Lei non si muove.
Accostano altre pattuglie e in men che non si dica Harper  circondata da uomini e donne in
uniforme con le pistole spianate, manganelli e giubbotti antiproiettile.
Tutto bene? continuano a chiederle.
Harper per non sta bene. No.
Poi un uomo, alto, con la voce cavernosa e l'aspetto autorevole, le si affianca. Le prende il
telefono di mano e lo consegna a un altro agente che lo infila  che cosa strana, pensa Harper  dentro a
un sacchetto di plastica.
L'uomo ha il volto vissuto di chi ha visto altri bambini come lei, sporchi di sangue e
terrorizzati. Molti di loro. C' dolcezza nei suoi occhi.
Sono il sergente Smith le dice con voce profonda e tranquillizzante. Non permetter a
nessuno di farti del male.
Harper.
Lei trasal e sbatt le palpebre.
La macchina rallent fino a procedere a passo di lumaca. Erano in una strada buia, circondata
da palazzi fatiscenti, con le finestre sbarrate da assi di legno.
Miles la guardava in modo strano, come se l'avesse chiamata pi di una volta, prima di riuscire
a scuoterla.
Arrivati le disse, tutto bene?
Certo si affrett a rispondere. Poi si volt, come d'abitudine, per setacciare con lo sguardo il
marciapiede e controllare che non ci fossero guai in vista.
Era infuriata con se stessa. Perch aveva rivangato quella storia? Ormai era acqua passata.
Adesso aveva un articolo da portare a casa.
Sei riuscito a vedere qualcuno? gli chiese, scrutando nel buio.
Nessuno. Procedendo piano, Miles sbirciava nei palazzi l intorno. Pare che siamo arrivati
prima dei rinforzi.
Non era normale. Harper si accigli.
Perch ci mettono tanto?
Miles scosse il capo. Non ne ho idea.
La Trentanovesima era una strada pi stretta e molto pi buia della Broad, costeggiata su
entrambi i lati da alcuni tra i pi malfamati caseggiati popolari della citt. Harper era stata l molte altre
volte prima, ma non ricordava d'averla mai vista cos deserta. Nessuno a bighellonare sulle scalinate,
nessun capannello di gente sui vialetti di cemento. Non c'erano squadre a confrontare pitbull, nessun
ragazzo a sgomitare sul campo da basket.
Miles sibil tra i denti un fischio basso.
Be', questo s che  insolito. Parlava piano, come se qualcuno potesse sentirli da dietro una di
quelle finestre.
Harper si sporse per guardare meglio.
Qualcuno ha spento i lampioni della strada.
Cinque-sei-otto, qual  la tua situazione? la voce dell'operatore che usc gracchiando dallo
scanner s'inser stridula in quel profondo silenzio.
Pass un lungo momento di quiete. Tutte le conversazioni radio adesso tacevano, come se ogni
poliziotto in citt attendesse di scoprire come sarebbe finita.
Qui cinque-sei-otto. Ora la voce dell'agente era bassa, poco pi di un sussurro. I sospetti
sono fuggiti nelle Anderson Houses. Li ho persi di vista. Li sto cercando.
Ricevuto, cinque-sei-otto disse l'operatore. Sta' attento, i rinforzi stanno arrivando.
Miles indic in fondo alla strada un lotto decrepito di edifici a tre piani, sbarrati e ricoperti di
graffiti.
Le case popolari Anderson disse. Le hanno chiuse da qualche anno ormai. Sono un ottimo
nascondiglio.
Parcheggi l'auto in un posto vuoto a lato della strada e spense il motore. Il silenzio che ne
segu apparve subito innaturale.
All'unisono, Harper e Miles sganciarono gli scanner dalla cintura e li poggiarono sul pavimento
dell'auto.
Miles la guard, i suoi occhi luccicavano nel buio. Potremmo cacciarci nei guai.
Harper gli sorrise: Qual  la novit?
Chin la testa verso la portiera e a tentoni cerc la maniglia.
Non si scambiarono altre parole. Sapevano entrambi i rischi che stavano correndo.
Uscirono dall'auto nello stesso momento, chiusero le portiere con cautela e cominciarono a
scendere lungo la strada in direzione degli edifici sbarrati.
Fuori, l'umidit fluttuava densa nell'aria calda e cos l'inconsueto silenzio sembr farsi
addirittura pi pesante. Nemmeno un'anima in una strada di solito affollata. Mentre Harper e Miles
avanzavano nell'oscurit, le loro scarpe dalla suola di gomma si posavano morbide sull'asfalto. Eppure
Harper aveva la sensazione di essere seguita passo passo.
Le si rizzarono i peli sottili sulla nuca.
Dove sono finiti tutti? bisbigli.
Miles rallent e con lo sguardo perlustr gli edifici fatiscenti l intorno. Parevano vuoti. Tuttavia
Harper aveva il sospetto che dietro a ogni lastra di vetro scuro ci fosse qualcuno.
Ci aspettano disse lui cupo.
Sul lato opposto della strada qualcosa scatt nell'ombra.
Se ne accorsero insieme, Miles per reag per primo, afferr Harper per un braccio e la spinse
dietro a un'auto posteggiata.
Si accovacciarono.
Scrutando nel buio, Harper riusciva a distinguere tre figure a circa quattrocento metri da lei.
Due erano alti e sottili, l'altro piccolo e tarchiato. Si erano riparati dietro un alto caseggiato in rovina e
non sembrarono accorgersi di essere spiati. Tenevano gli occhi fissi nella direzione opposta.
Harper segu il loro sguardo, ma sulle prime non scorse nulla. Poi not il bagliore di una torcia
spostarsi su e gi in fondo al lungo, polveroso cortile.
Il cuore prese a batterle forte. Doveva essere l'agente cinque-sei-otto.
I killer erano due edifici pi in l e lui si stava dirigendo dalla parte sbagliata. Non aveva alcuna
idea di dove fossero. Per loro sapevano dov'era lui.
Per cercare di capire meglio cosa stessero combinando i tre malviventi, Harper sollev cauta la
testa oltre il cofano di una Chevy impolverata parcheggiata l davanti. Il piccoletto giocherellava senza
sosta con qualcosa intorno al collo. Le ci volle un secondo per capire che era una bandana.
I tre ricercati facevano crocchia, parlottavano tra loro. Pareva litigassero.
Poi il piccoletto disse qualcosa che zitt gli altri. A dispetto della sua taglia, si capiva subito che
era lui il capo.
Quando, con una mano, il piccoletto sollev il fazzolettone fino a coprirsi naso e bocca, come i
fuorilegge dei film western, gli altri due arretrarono.
Port il braccio dietro la schiena ed estrasse una pistola dalla cintura dei jeans.
Harper sent un pugno allo stomaco.
Quello aveva in mente di ammazzare il poliziotto.
Disperata, lanci un'occhiata alla strada vuota alle sue spalle. Dove diavolo si erano cacciati i
rinforzi? Avrebbero dovuto essere gi l da ore.
Tuttavia alle loro spalle non c'era nient'altro che il buio.
Alcuni passi pi in l, Miles aveva posizionato la macchina fotografica in equilibrio sul muso
dell'auto, puntata verso i tre ricercati. Le sue mani non tradivano alcuna emozione.
Harper si sporse verso di lui.
Dobbiamo mettere in guardia quel poliziotto gli bisbigli.
Miles si volt quel tanto da poterle lanciare un'occhiata incredula.
Non poteva certo dargli torto. Sapeva bene, come tutti i giornalisti, che su una scena del crimine
ci si doveva limitare a usare occhi e orecchie: osservare sempre, rimanere coinvolti mai.
Per stavolta era diverso: qualcuno avrebbe potuto rimetterci la pelle e nessun altro poteva
salvarlo.
Prima che lei avesse il tempo di ponderare bene il da farsi, i tre uomini uscirono allo scoperto.
Le sue pupille si erano abituate al buio adesso e Harper riusciva a vedere chiaramente quello
con la bandana che sollevava la pistola e la puntava verso la luce che ballonzolava in lontananza.
Era veramente basso  superava di poco un metro e sessanta  e cos giovane. Poteva benissimo
essere ancora un adolescente.
Per il suo atteggiamento era sicuro. La mano ferma. C'era una sorta di impazienza nella sua
postura: lui si alz sulla punta dei piedi, la pistola puntata. Era come se non vedesse l'ora di uccidere.
La scena era avvolta da una foschia di irrealt. A Harper sembr di osservarla da molto lontano.
Era troppo tardi per chiedere aiuto e i tre ricercati erano comunque troppo vicini a loro.
Di fianco a lei, Miles scatt con cautela le prime foto. Non si ud alcun clic, solo una specie di
fruscio, subito disperso dal vento.
Miles aveva modificato le sue macchine fotografiche perch fossero silenziose.
All'altro capo della strada, l'uomo con la pistola divaric le gambe, pronto a far fuoco. La
pistola scintill argentea nella sua mano.
Harper sent irrigidirsi ogni muscolo del corpo, in attesa del fragore dello sparo. Con le mani si
aggrapp al bagagliaio della Toyota davanti a lei, stringendo cos forte che le nocche le diventarono
bianche.
Non poteva rimanersene l a guardare un uomo morire. Doveva fare qualcosa.
Serr forte gli occhi, fece un respiro profondo. Poi, senza pensarci su due volte, url nel silenzio
della notte.
Polizia. Gi le armi. Poi si ferm, per farsi venire in mente qualcosa di intimidatorio da dire.
Siete circondati!
Con la coda dell'occhio vide che Miles la fissava allibito.
Dall'altra parte del cortile, la torcia del poliziotto dondolava di corsa verso di loro. Lampeggi
una volta, poi scomparve.
I tre ricercati si girarono in direzione della sua voce. I due pi alti estrassero le pistole dalla
cintura e le puntarono contro la Toyota.
Harper e Miles abbassarono la testa al di sotto del finestrino.
Con gli occhi strizzati, Harper tese le orecchie in attesa di un qualsiasi rumore. Il cuore le
batteva all'impazzata contro le costole. I suoi respiri erano corti, affannosi. Decisamente, la sua era
stata una mossa avventata.
Grandioso. Miles si rannicchi vicino a lei. Aveva tutti i muscoli tesi. E adesso cos'hai
intenzione di fare? Difenderci a colpi di penna? sibil a denti stretti.
Harper non aveva uno straccio di risposta ragionevole da dargli. Cosa poteva fare dopo aver
urlato? Urlare ancora?
E dov'era la polizia, Dio santo?
Con molta cautela, Harper sollev la testa per dare un'occhiata attraverso i finestrini sporchi
dell'auto.
Aveva il respiro mozzo e veloce abbass di nuovo il capo. Sentiva i polmoni scoppiargli nelle
costole, non riusciva a respirare.
Se la polizia non arrivava subito, lei e Miles erano spacciati.
Deglut a fatica e cerc di gridare ancora.
Ripeto: abbassate le armi, subito.
'fanculo, sbirro url sprezzante il pi alto dei tre.
Lei sent una serie di clic metallici.
Le si gel il cuore.
Sent Miles sussurrare: Oh, cazzo.
Si appiattirono entrambi al suolo, proprio mentre quelli aprivano il fuoco.
Il fragore di tre grosse pistole che esplodevano colpi all'impazzata era assordante, simile al
rombo di un potente cannone.
Sopra le loro teste, i finestrini dell'auto andarono in frantumi.
Con le mani a proteggersi il capo, Harper serr gli occhi mentre le schegge di vetro le
piovevano addosso.
Erano in trappola.
Capitolo quattro
La pioggia di proiettili non finiva pi. Quando finalmente cess, il silenzio buc il petto di
Harper, lasciandola come svuotata.
Con le orecchie che le ronzavano, cerc a tentoni Miles.
Lui non c'era.
Miles bisbigli lei preoccupata mentre agitava le mani nel vuoto.
Sono vivo le sussurr lui, qualche passo pi in l, ma non grazie a te.
Sbatt le palpebre per liberarsi dalla polvere e dalle schegge di vetro e lo vide accovacciato
vicino al bagagliaio dell'auto.
Sei crepato, sbirro? url in tono di scherno uno dei tre che avevano sparato.
Prima che Harper avesse il tempo di pensare a come cavarsi d'impaccio, una voce fredda arriv
da dietro le sue spalle, sulla destra.
Sono ancora vivo e incavolato nero disse. Adesso abbassate le armi o vi riempio di buchi.
Colta di sorpresa, Harper si volt. Dietro di lei c'era un uomo alto, dalle spalle larghe. Aveva
una nove millimetri semiautomatica puntata contro i tre sospetti.
Era Luke Walker.
Addosso aveva una maglietta nera e dei jeans. Il distintivo che teneva agganciato alla cintura
luccicava. La mano ferma, stretta sulla pistola.
Siete circondati aggiunse, facendo un cenno con la mano libera.
Come rispondendo a un segnale d'entrata, una fila di agenti in incognito, tutti vestiti di nero, si
rivers in strada. Sopra di loro, un elicottero della polizia tuon nel cielo e i suoi fari accecanti
trasformarono la notte in un freddo, luminoso giorno.
Nell'improvvisa assordante confusione, delle voci urlavano comandi secchi.
La cavalleria era arrivata, finalmente.
Colti alla sprovvista, i tre puntavano forsennatamente le armi in tutte le direzioni.
Poi, con lenta riluttanza, il pi alto di loro abbass la pistola. Il piccoletto gli lanci
un'occhiataccia che traboccava disgusto.
Tuttavia, dopo pochi secondi lo imit.
A uno a uno, i tre si inginocchiarono per terra, portando le mani alla nuca.
Mentre la polizia procedeva verso di loro, Miles si stacc dalla Toyota crivellata di colpi e corse
a scattare altre foto.
Harper non si mosse per prudenza: aveva le gambe che vacillavano.
Era accaduto tutto a pochi passi da lei, era ancora troppo scioccata per provare sollievo.
Si gir verso Luke, che ripose la pistola nella fondina.
Harper McClain. Lui non sembrava molto contento di vederla. Perch non sono affatto
stupito di vederti qui?
Perch sono una donna intrepida? Harper si sforz di trasmettere con la voce una
spensieratezza che non sentiva.
Conosceva Luke da quando lei era solo una tirocinante al giornale e lui un agente di polizia alle
prime armi. A vent'anni, Luke era un ragazzo serio e gentile. Erano cresciuti nello stesso quartiere e
avevano la stessa et. Cos, quando la sua caposervizio le aveva assegnato il compito di fare un giro di
pattuglia insieme a lui, era stato quasi inevitabile che legassero subito.
Avevano trascorso tre ore correndo da un piccolo reato all'altro con l'entusiasmo dei
principianti. Lei aveva scritto un articolo dai toni entusiasti sulla vita da recluta di lui. Erano amici da
allora.
Perci Harper lo conosceva abbastanza bene da sapere che Luke era davvero seccato mentre le
si avvicinava, con i vetri che scricchiolavano sotto i tacchi dei suoi stivali.
Non  proprio intrepida' l'aggettivo che mi viene ora in mente, pensando a te le disse, con
una punta di durezza nella voce. Accidenti, Harper, da quando arresti le persone? Potevi essere morta
a quest'ora. Te ne rendi conto?
Cos'altro potevo fare? gli chiese lei. I rinforzi non arrivavano. Quei tizi stavano per sparare
all'agente Torcia laggi. Non potevo stare a guardare.
Avresti potuto aspettarci disse lui, alzando la voce. Avresti potuto cercare un riparo e
chiedere aiuto. Avresti dovuto badare alla tua incolumit. Avresti potuto fare un sacco di cose,
McClain, se ci avessi riflettuto un attimo.
Harper arross.
Ci ho pensato insistette. E sono arrivata alla conclusione che non potevo lasciare che
qualcuno morisse sotto i miei occhi. Cristo, Luke. Dacci un taglio, ok?
Harper si strinse forte le braccia intorno al busto.
Si aspettava che lui ribattesse qualcosa, ma Luke, scrutandola in volto con uno sguardo truce, si
accorse del pallore del suo viso e ricacci in gola le parole di rimprovero che stava per rivolgerle.
Stai bene? Avanz di un passo verso di lei, con un'espressione meno dura. Ero a mezzo
isolato da qui, quando se la sono presa con voi. Per un momento ho pensato che...
La sua voce si affievol.
Sto bene lo rassicur lei. Quelli sono delle mezze seghe con la pistola.
Be', non sono poi tanto delle seghe.
All'altro capo della strada, i poliziotti stavano perquisendo i tre che avevano sparato,
svuotandone le tasche sull'asfalto sudicio. Grossi rotoli di banconote, una manciata di piccole bustine
piene di polvere bianca, un pettine, qualche spicciolo.
Harper cominci a mettere insieme i pezzi di quanto accaduto quella notte. Luke apparteneva
alle unit speciali, quindi per lo pi indagava sul traffico di droga. Non lo vedeva da pi di un mese,
perci di sicuro era impegnato su un caso.
Luke, dimmi: ho per caso mandato all'aria le tue indagini? gli chiese.
Lui scosse la testa.
Tenevo d'occhio questi pagliacci da alcune settimane. Mi  arrivata una soffiata e sapevo che
stasera avrebbero agito contro una banda rivale. La guard. Non riesco ancora a capire come tu e
Miles vi ci siate trovati in mezzo.
Abbiamo intercettato la chiamata di un agente che avvertiva la centrale di aver avvistato i
killer gli spieg. Siamo filati qui di corsa per vedere cosa ne veniva fuori. Non pensavamo certo di
finire dritti in mezzo a una sparatoria.
Harper gesticolava nel parlare e solo allora si accorse che un frammento di vetro le aveva ferito
una mano. Un piccolo rivolo di sangue le scivolava sulla pelle. Harper lo fiss.
Ges, Luke gli disse. Mi hanno sparato addosso. Ti capita questo nel tuo lavoro?
Ogni giorno disse lui, tranquillo.
Lei si asciug il sangue. Be', non ti pagano abbastanza.
Puoi dirlo forte.
Luke rimase in silenzio per un momento, poi tutto a un tratto disse: Siete circondati'? Santo
cielo, Harper... Tu guardi troppa televisione.
Mi  mancato il tempo di pensare a una battuta migliore gli disse, sollevata dal fatto che la
rabbia gli fosse sbollita. Perch, cosa dite in queste circostanze?
Lui ci pens su. Io di solito dico: Gettate le armi a terra o vi faccio saltare le palle'.
Lei rise. Com' possibile che non mi sia venuto in mente?
Sar per la prossima volta disse lui, fissandola.
Quando Luke sorrideva tornava a essere la recluta di sette anni prima. Con la sua mascella
scolpita e i suoi occhi azzurro chiaro.
Il tempo e il lavoro gli avevano giocato un brutto tiro: i lineamenti gli si erano induriti e tutta
l'entusiasta innocenza che lei ricordava era ormai svanita da un pezzo.
Si chiese se forse lui non pensasse lo stesso di lei.
Negli anni che erano seguiti a quel giro di pattuglia, le loro carriere avevano viaggiato su binari
paralleli. Luke era stato promosso a detective lo stesso anno in cui Harper era diventata cronista di nera
a tempo pieno.
Lui era diventato ben presto sergente e aveva cominciato a indagare ai suoi primi casi di
omicidio a soli venticinque anni.
Un legame li aveva sempre uniti: l'eredit di quella notte passata insieme sulle strade. Quando
le capitava di incontrarlo, Harper ne era felice. Non era la prima volta che Luke si materializzava dal
buio su una scena del crimine per accertarsi che lei stesse bene.
Poi di colpo, otto mesi prima, era cambiato tutto. Luke aveva lasciato la Omicidi e aveva
iniziato a lavorare sotto copertura. Si era sempre rifiutato di dirle il perch.
Per Harper non aveva alcun senso. La decisione di lavorare in incognito non gli procurava certo
dei vantaggi significativi. Tutt'altro. Le missioni erano pericolose e complesse. Quando la novit le era
giunta all'orecchio, aveva cercato di scoprirne le ragioni, ma lui aveva schivato qualsiasi domanda,
sgusciando via ogni volta che lei aveva tentato di metterlo alle strette. Harper per aveva il sentore che
qualcosa non andasse.
Da allora, lo aveva visto sempre meno. Luke spariva per lunghi periodi di tempo. Ogni volta
che ricompariva, aveva un aspetto totalmente diverso e, soprattutto, manteneva le distanze. Nelle rare
occasioni in cui si imbattevano l'uno nell'altra, lui non sembrava granch felice di vederla.
Gli lanci un'occhiata di traverso. Dov'eri finito negli ultimi mesi? gli chiese.
Sono molto preso disse lui, distogliendo lo sguardo.
Dall'altro lato della strada, i tre uomini erano finiti in manette e, adesso che erano di nuovo in
piedi, guardavano tutti la polizia con un'identica espressione di smorto disinteresse negli occhi, come
se stessero arrestando qualcun altro e non loro.
Gruppetti di curiosi stupiti dall'accaduto erano apparsi sul marciapiede, quasi si fossero
materializzati dall'aria sottile. In silenzio ostile osservavano gli agenti che scortavano i tre ricercati fino
alla camionetta che li avrebbe condotti in carcere.
Luke!
Un altro agente sotto copertura fece segno a Luke di raggiungerlo.
Lui agit una mano per fargli intendere di aver capito.
Aspetta qui disse a Harper.
Lei lo guard allontanarsi con quella sua falcata lunga e composta. Come lui, l'altro poliziotto
indossava un paio di jeans e una maglietta qualunque. Portava il distintivo appeso a una catenina
intorno al collo.
Osservarono qualcosa che era stato sequestrato ai membri della gang e parlottarono a bassa
voce. Dopo un minuto, l'altro poliziotto and via, con in mano un sacchetto di plastica di quelli che si
utilizzavano per raccogliere le prove.
Luke torn da lei. Si ferm dall'altro lato dell'auto dietro cui Harper si era riparata e la chiam
con un cenno della testa.
Vieni qui. Devo farti vedere una cosa.
Mentre lo raggiungeva, Harper sentiva i frammenti di vetro scricchiolare sotto la suola delle
scarpe.
Ci che vide una volta arrivata le mozz il fiato.
La macchina era distrutta. Tutti i finestrini erano ridotti in frantumi. La scarica di proiettili
aveva ricamato un motivo irregolare di fori frastagliati sulle portiere e sul cofano. Alcuni buchi erano
pi grandi di un quarto di dollaro.
Guarda qui, hai sfiorato la morte. Il suo volto si era fatto di nuovo serio. Harper, sta' pi
attenta o di questo passo finirai per farti ammazzare.
Oh, andiamo, Luke disse lei, stavo solo facendo il mio lavoro.
Farti ammazzare non  il tuo lavoro disse lui con voce tagliente.  il mio.
Harper lo fiss. Prima che potesse pensare a una buona risposta da dargli, per, Miles li
raggiunse.
Il nostro eroe disse a Luke, stringendogli la mano. Grazie per averci salvato la pelle,
amico.
Miles, non dirmi che anche tu eri d'accordo... Luke gli indic l'auto.
Che Dio mi sia testimone, non avevo la minima idea di cosa le sarebbe saltato in testa di fare
disse Miles. Ti chiedo solo di farle scrivere il suo articolo, prima di arrestarla.
Voltandosi verso Harper, Miles picchiett l'indice sul vetrino dell'orologio. A proposito, la
serata  stata piacevole per...
Harper controll l'ora. Mancavano dieci minuti a mezzanotte.
Merda. Dobbiamo rientrare al giornale.
Si volt di scatto e corse verso l'auto di Miles, poi si gir.
Luke era rimasto accanto alla macchina ridotta a un catorcio e la guardava.
Grazie per avermi salvato la vita, Walker gli disse. Ti devo un favore.
Decisamente s!
Qualcosa nella sua voce le fece capire che Luke era serio.
Tornata in redazione, Harper scrisse l'articolo con Baxter che le alitava sul collo.
Sostituisci scappati' con fuggiti' le disse, picchiettando sullo schermo con l'unghia corta,
senza smalto.
Harper corresse senza discutere.
Bene, bene, bene mormorava Baxter ogni volta che Harper scriveva qualcosa che le piaceva.
Emanava un debole odore, non del tutto sgradevole, di Camel Light e Coco di Chanel.
Era mezzanotte e mezzo quando l'articolo fu finalmente inviato in composizione. La foto
perfetta che Miles aveva scattato ai tre sospetti  uno con la bandana che gli copriva il volto e la pistola
puntata verso l'obiettivo  campeggiava in prima pagina. Poco sotto, il titolo: Sospettati di omicidio
arrestati dopo una rocambolesca sparatoria.
Baxter stiracchi le braccia, cercando di sciogliere i muscoli delle spalle.
Perch i criminali non hanno maggior riguardo per le nostre deadline? chiese.
Perch sono stronzi? ipotizz Harper.
Con una sonora risata, Baxter si diresse verso la sala della redazione centrale.
Va' a casa, Harper. Hai fatto gi troppi danni, stanotte.
Quando Baxter se ne fu andata, Harper spense il computer e infil lo scanner nella borsa. Per
poi non si alz. Rimase sulla sedia, a fissare lo schermo nero del pc.
Continuava ad avere davanti agli occhi le facce vuote di quei giovani uomini che le puntavano
la pistola contro. Nella testa, le risuon la voce di Luke: Di questo passo finirai per farti ammazzare.
In un cero senso, sapeva che lui aveva ragione. Le piaceva il pericolo. La attirava.
Stanotte per si era spinta troppo oltre. Altri avrebbero potuto rimanere feriti.
Lei e Miles correvano sempre dei rischi, ma stavolta Harper aveva esagerato: aveva cercato di
fare l'eroe.
Baxter rientr di fretta nella stanza e interruppe i suoi pensieri.
Cos', ti sei incollata qui? abbai la caposervizio. Va' a casa, forza.
Lei si raddrizz sulla sedia.
Allung il braccio verso il telefono. Vado, vado disse. Devo solo fare una telefonata.
Aspett che Baxter recuperasse la borsa e uscisse, poi digit un numero familiare.
LIBRARY url una voce molto seccata.
In sottofondo, Harper sentiva il solito caos del gioved notte al bar: voci alte, qualcuno che
strimpellava, il tintinnio di bicchieri, risate.
Ciao, Bonnie. Harper si appoggi allo schienale della sedia.
Harperina! Dove sei? E perch adesso il tuo splendido sederino non  qui a decorare il mio
bar?
La voce gi roca di Bonnie era ancora pi arrochita dopo una notte passata a urlare per farsi
sentire in tutto quel baccano.
Sono ancora al lavoro disse. Pensavo di fare un salto da te.
Vieni, ti preparo un Mai Tai. Con ciliegine extra.
Harper rise. Il Mai Tai era il suo drink preferito quando lei e Bonnie, ancora adolescenti, si
intrufolavano nei bar servendosi di carte di identit false. Erano anni che non ne beveva uno.
Di colpo, le sembr un'idea splendida.
Arrivo.
Capitolo cinque
Era quasi l'una quando Harper parcheggi sotto i larghi rami di una quercia davanti a casa. I
ciuffi di muschio spagnolo pendevano fino a sfiorare il tettuccio dell'auto, leggeri come le zampe di un
gatto.
Miles non era il solo ad amare le auto veloci. Per, mentre la sua era nuova e lucente, quella di
Harper era una Camaro vecchia di quindici anni. Il contachilometri aveva passato i 240.000, ma il
motore faceva ancora le fusa. Harper non avrebbe mai parcheggiato nei pressi di un bar, soprattutto a
giugno. I turisti che avevano cominciato a riversarsi in citt gi da qualche settimana erano gi un
fiume in piena e tutti ebbri di quel miscuglio tossico di vacanza, sole e happy hour a prezzi scontati.
Poteva arrivare al locale di Bonnie a piedi.
Si preparava a scendere, quando colse di sfuggita la sua immagine riflessa nello specchietto
retrovisore. Il suo viso ovale era lentigginoso e lucido. Aveva uno sbaffo nero di mascara sotto uno dei
suoi grandi occhi nocciola. La pelle a chiazze e i capelli ramati erano un groviglio.
Da quanto tempo se ne andava in giro conciata a quel modo?
Con un sospiro, appoggi la schiena al sedile.
Grandioso, Harper mormor tra s e s, rovistando nella borsa in cerca di una spazzola.
Proprio non ce la fai a comportarti da adulta, almeno una volta.
Si sistem velocemente i capelli e, colta da un'improvvisa ispirazione, si pass sulle labbra un
velo del rossetto rosso della Mac che Bonnie le aveva regalato per il suo compleanno.
Ti chiedo solo le aveva detto l'amica in quell'occasione di usarlo almeno una volta ogni
tanto.
Quando non si sent pi un completo disastro, scese dall'auto e per un secondo rimase a
osservare la sua casa dall'altra parte della strada.
Da cinque anni aveva preso in affitto un appartamento a piano terra in un palazzo vittoriano
rimesso a nuovo sulla East Jones Street, non lontano dall'Istituto d'arte. Il proprietario era un gioviale
americano del Sud, venuto dal niente, Billy Dupre. Tosava l'erba, riparava ci che si rompeva e non le
aumentava mai l'affitto. In cambio, lei teneva d'occhio gli studenti universitari che avevano preso in
affitto l'appartamento al piano di sopra e ogni tanto dava una tinteggiata alle pareti.
Era un accordo vantaggioso.
La casa blu aveva un tetto alto, a spiovente, e un lucernario di vetro colorato che, nelle giornate
di sole, rifrangeva nell'aria luci ambrate e verdi.
Tutte le finestre erano buie stanotte, a parte la luce che brillava rassicurante all'ingresso. La
porta era robusta. Poco dopo essersi trasferita, Harper aveva fatto cambiare tutte le serrature,
sostituendole con quelle blindate.
Era una casa sicura. Harper si era accertata che lo fosse.
Soddisfatta che tutto fosse a posto, si mise la borsa in spalla e s'incammin.
Le case che costeggiavano Jones Street non erano le pi prestigiose in citt, ma avevano il loro
fascino. Durante il giorno, le loro imponenti finestre guardavano dall'alto i bus dei turisti e gli studenti
con le loro cartelle portadisegni che affrettavano il passo verso l'Istituto d'arte. Di notte, per, era una
zona tranquilla, quasi strappata al tempo. Lampioni di ghisa gettavano ombre danzanti attraverso i rami
graziosamente arcuati delle querce.
La luna adesso era scomparsa, le nuvole si stavano ingrossando. Faceva ancora un caldo
soffocante e l'umidit aleggiava cos densa nell'aria da poterla quasi toccare.
Mentre Harper girava a sinistra al primo angolo, il cielo trem al minaccioso, sordo rombo di
tuono.
Nervosa, allung il passo e lanci una rapida occhiata alla strada alle spalle.
La sparatoria l'aveva scossa. Una punta di adrenalina le scorreva ancora nelle vene e provava
ancora la stessa sensazione avuta sul luogo della sparatoria: il sospetto di essere seguita. Tuttavia,
dovunque si girasse, non scorgeva nulla.
Quando raggiunse l'affollata Drayton Street, fu sollevata dall'esplosione di tutte le sue luci.
Qui, anche all'una del mattino, l'atmosfera era animata. Come al solito, la Eric's 24-Hour Diner
 con la sua vivace insegna a neon anni Cinquanta che prometteva Hamburger freschi e frapp gelati
 spandeva un profumo allettante di delizie fritte.
Mentre Harper si faceva abilmente largo tra la folla, presero a cadere le prime grosse gocce di
quello che aveva tutta l'aria d'essere un violento acquazzone.
Affrett il passo e abbandon la strada principale. Sent il fracasso del Library prima ancora di
arrivarci: musica e risate straripavano dalla porta aperta, serpeggiando tra la folla di fumatori. Mentre
entr di corsa, inal la fragranza speziata di sigarette ai chiodi di garofano.
Salve, Harper le disse il buttafuori. Di ritorno dai successi di un'altra notte di lotta al
crimine?
Ben oltre il metro e ottanta, l'uomo aveva una barbetta incolta, la pancia prominente da bevitore
di birra e il nomignolo improbabile di Junior. Una sera, Harper lo aveva visto trascinare fuori dal locale
tre uomini insieme, senza che sulla fronte gli scendesse una sola gocciolina di sudore.
 uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo disse lei, tendendogli la mano stretta a
pugno perch lui la battesse con il suo.
Quando sorrideva, Junior mostrava una fila di denti cos mal assortiti da dare l'idea che li
avesse rubati ad altri.
Bonnie ti aspetta. Ha accennato a una Tequila Sunrise o roba del genere.
Mai Tai lo corresse lei, alzando la voce per farsi sentire in mezzo a tutto il frastuono del
locale, mentre si addentrava nel bar stipato di gente e poco illuminato.
Come suggeriva il nome, il bar era alloggiato dentro quella che in passato era stata una
biblioteca. Lo spazio era tutto sconclusionato per un bar: le vecchie sale da lettura erano troppo piccole
e inevitabilmente sovraffollate, ma in qualche modo l'esperimento pareva funzionare.
A Harper il posto piaceva e non solo perch Bonnie ci lavorava come barista, ma soprattutto
perch l non sarebbe mai incappata in qualche conoscente di lavoro. Il locale attraeva una ventina di
persone che fumavano sigarette aromatizzate e dibattevano animatamente di Nietzsche e politica. Di
poliziotti qui non se ne vedeva l'ombra, mentre i giornalisti preferivano il Rosie Malone, un Irish pub
vicino al fiume dove i politici locali avevano l'abitudine di rilassarsi.
Il Library era il covo di Harper.
Le piaceva che alle pareti fossero ancora incassati gli scaffali originali, ora riempiti di giornali.
Vigeva la norma del Prendi un libro, lascia un libro. L'unica regola era esplicitata su un cartello
affisso di fianco alla porta. Niente porno, per favore, qui siamo tutti bambini intimava.
Il bar principale era stato collocato al posto del banco del bibliotecario, in mezzo alla sala pi
grande. Harper dovette sgomitare per arrivarci.
L'aria era umida, calda e odorava di sudore, di birra rovesciata per terra e di pioggia che entrava
dalla porta aperta.
Era semplice individuare Bonnie: da poco aveva aggiunto delle striature magenta ai suoi capelli
biondi e cos adesso lei luccicava nella penombra come un faro.
Quei colpi di colore si abbinavano perfettamente alla minigonna leopardata e agli stivali da
cowboy che aveva addosso, ma con quel figurino Bonnie poteva permettersi qualsiasi cosa.
Erano amiche d'infanzia, anche se il legame che le univa era pi simile a quello tra sorelle.
Al pari della madre di Harper, anche Bonnie era un'artista. Per, dal momento che non ne
ricavava granch, lavorava anche come barista per quattro sere alla settimana e teneva qualche corso
all'Istituto d'arte locale: tra tutti i lavori, racimolava il giusto per pagare l'affitto di un modesto
appartamento in un quartiere malfamato.
Quando raggiunse il bancone, Bonnie stava riempiendo cinque shot di tequila in un colpo solo,
accompagnando l'acrobazia con la sua parlantina a raffica. Un tipo col pizzetto e la camicia
button-down aspettava i suoi drink, osservando mesto ogni suo gesto.
Quando Bonnie alla fine fece una pausa per respirare, Harper si appoggi al bancone e le indic
i bicchierini.
Grazie, ma non ho cos sete.
Con strepiti di gioia, Bonnie spinse brusca gli shot verso il tipo con il pizzetto e sotto i suoi
occhi sbigottiti scavalc il bancone, abbracciando poi stretta Harper tra le braccia.
Non riesco a credere che tu sia davvero venuta. Detesti uscire con tutti questi turisti in giro.
L'esca di un cocktail tropicale funziona sempre le disse Harper.
Se  cos, ti preparo un Mai Tai ogni sera. Con gli occhi, Bonnie la scrut in viso. Come
stai? Bel rossetto, comunque.
 stata una serata un po' stramba la liquid Harper. E questo rossetto me lo hai regalato tu.
Lo sapevo. Ho un gusto sopraffino. Dovresti farmi scegliere anche le tue scarpe. Si sedette
con un balzo sul bancone, ruot le gambe e salt gi, atterrando con grazia dall'altra parte, davanti a
una lunga fila di bottiglie luccicanti. Rimani. Ti preparo il drink e mi racconti tutto della tua stramba
serata.
Proprio in quel momento, per, un folto gruppo di allegri clienti si avvicin al banco, con la
carta di credito in mano.
Bonnie lanci a Harper un'occhiata esasperata. Prima devo sbarazzarmi di tutta questa folla
del cazzo per.
Senza fretta, Harper tir fuori da sotto il banco uno sgabello e si sedette.
Nonostante il baccano e la confusione, il solo stare l aveva su di lei un effetto calmante. Bonnie
era la sola persona al mondo a sapere tutto di lei e Harper non sarebbe mai riuscita a nasconderle nulla.
Adesso aveva proprio bisogno di qualcuno che le leggesse dentro come un libro aperto.
Si erano conosciute nel giorno della festa per i sei anni di Bonnie. I suoi genitori si erano
trasferiti nella stessa strada di Harper da qualche settimana. Lei aveva intravisto la nuova bambina della
porta accanto molte volte, mentre con i suoi invidiabili lunghi capelli biondi urlava su e gi per il
marciapiede sulla sua bicicletta, tirandosi dietro una manciata di fratelli. Era impossibile non notarla.
Sebbene i loro modesti bungalow del dopoguerra fossero quasi identici, la rumorosa casa di
Bonnie era tutto il contrario di quella di Harper. Harper era figlia unica, cosa che, per come la
viziavano e per tutto l'amore che riceveva in esclusiva, non le dispiaceva certo.
Sua madre era pittrice e insegnava arte. Suo padre faceva l'avvocato ed era sempre in viaggio
per lavoro. I suoi ricordi d'infanzia erano un confuso acquerello di jazz che fluiva dalle casse dello
stereo e colori, colori ovunque. La cucina era giallo limone, il divano rosso fragola. La stanza di Harper
era di un verde acquamarina e i vibranti quadri a olio della madre ne tappezzavano le pareti.
Nelle giornate di sole, la madre sistemava il cavalletto in cucina, dove la luce inondava la stanza
riversandosi all'interno dalle larghe vetrate. Quando Harper era piccola, spesso approntava un piccolo
cavalletto anche per lei, cos da poter dipingere fianco a fianco.
Il giorno della festa di compleanno di Bonnie, Harper sedeva tranquilla in cortile con un libro
da colorare quando, al di l dello steccato, la biondina comparve con una bomboletta di stelle filanti
Silly String.
Posando i pastelli, Harper la guard attraversare, con pacata concentrazione, il prato fino al
recinto di fil di ferro. Il vestito rosa brillante e i capelli biondo cenere le conferivano un allegro aspetto
da elfo. Si aspettava che lei la salutasse, che le chiedesse cosa stava colorando. Invece, senza preavviso
o alcuna provocazione, Bonnie le aveva puntato contro la bomboletta, ricoprendola di fili rosa
appiccicosi.
Harper l'aveva guardata incredula.
Perch l'hai fatto?
Grattandosi una spalla, Bonnie ci pens su.
Perch mi sembri sola disse dopo un secondo. E poi perch ho pensato che sarebbe stato
divertente. Vieni alla mia festa.
Harper, che aveva gi notato i palloncini legati al cancello d'entrata della casa dei vicini, il
cartello BONNIE COMPIE SEI ANNI sulla porta e aveva visto altri bambini arrivare per la festa, se la
prese con calma.
Non sapevo che fosse il tuo compleanno ment.
 cos le assicur lei. Per odio i miei cugini. E i miei fratelli sono degli stronzi. Voglio che
ci vieni tu.
Harper non batt ciglio davanti alla parola scurrile che le era uscita dalle labbra.
E perch? Nemmeno mi conosci.
Bonnie la guard con un'espressione di beata sicurezza.
Mi piacciono i tuoi capelli. Va' a chiedere a tua madre se puoi venire da me e ti prometto che
non ti spruzzo pi.
Irragionevolmente soddisfatta da quella spiegazione, Harper si era tolta le Silly String dai vestiti
ed era andata in cucina a chiedere il permesso alla madre, che sventol un pennello in segno di
approvazione da dietro il suo cavalletto.
Divertiti, tesoro le aveva detto, con gli occhi fissi sulla tela. Stava dipingendo un campo di
margherite sotto il sole e ogni petalo sembrava cos meravigliosamente reale da poterne quasi sentire la
setosa consistenza sotto le dita. E non dimenticare di ringraziare la signora Larson.
Da quel giorno in poi, per ragioni che Harper non aveva mai compreso appieno, lei e Bonnie
erano diventate inseparabili.
La loro amicizia aveva resistito alla prova delle elementari e alla deprimente anarchia delle
medie. Era sopravvissuta ai primi ragazzi, al divorzio dei genitori di Bonnie, al dolore per il
trasferimento dei Larson che avevano lasciato la casa di fianco a quella di Harper. E ad avvenimenti
peggiori.
Ben peggiori.
Bonnie era l'unico ricordo che Harper conservava con piacere della propria infanzia. Bonnie era
l'unica persona che la conosceva da prima.
L'unica che la capiva.
Harper attese paziente che il bar si svuotasse. Poco prima delle due del mattino, Bonnie le aveva
teso il terzo cocktail rosa acceso della serata, con in cima un ombrellino di carta e quattro ciliegie al
maraschino.
Carlo si occuper dei clienti per un po' disse Bonnie, agitando una bottiglia di birra verso il
muscoloso ragazzo moro che la affiancava dietro al bancone. Noi due andiamo a parlare.
Sentendosi molto meglio, Harper teneva il suo drink sotto la luce per ammirarne le esplosive
sfumature.
Questo  il mio drink preferito.
C' tanto succo di frutta dentro e poi tanto rum, piccola, da farne diabete in bicchiere. Bonnie
stiracchi le braccia sopra la testa con un gemito. Ragazzi, che notte infinita. Devo trovarmi un vero
lavoro.
A quest'ora, rimanevano solo i bevitori pi ostinati, quelli che combattevano i loro demoni
bicchiere dopo bicchiere. La musica era stata spenta e l'aria era rinfrescata.
Bonnie e Harper trovarono una delle salette laterali completamente deserta. Era dominata da un
tavolo da biliardo.
Bonnie fece cenno a Harper di unirsi a lei e sal sul piano di feltro verde.
Vieni qui e dimmi che cosa succede.
Harper mont sul tavolo di fianco a lei, ma con meno grazia. Bonnie aveva davvero messo un
sacco di rum in quei drink.
Non succede niente le disse, allungando le gambe fino a che le dita dei piedi non sfiorarono il
bordo opposto del biliardo. Va tutto bene.
Harper. Bonnie le lanci un'occhiataccia. Sei stata seduta nel mio bar a bere drink rosa per
due ore senza dire mezza parola. Con la citt piena di turisti.  chiaro che c' qualcosa sotto.
Harper sorrise. Non poteva mentire a Bonnie.
C' stata una sparatoria. Harper fece un gesto vago con il suo drink. Mi sono spinta troppo
in l e c' mancato poco cos che ci rimanessi secca.
Bonnie bevve un sorso di birra e la squadr con attenzione.
Quanto poco?
Ripensando ai finestrini che esplodevano e ai vetri in frantumi che le cadevano sulla testa,
Harper sollev la mano: l'indice e il pollice a quattro centimetri di distanza.
Poco cos, credo.
Bonnie corrug la fronte. Che diamine, Harper! Devi scrivere di morti, non farti ammazzare.
Era tutto sotto controllo insistette Harper. Non ero in pericolo.
Stronzate disse Bonnie, brusca. Ti sei presa uno spavento. Me ne sono accorta dalla voce
che avevi al telefono. Te l'ho letto in faccia quando sei entrata nel bar. Tu non mi prendi in giro.
Harper tolse l'ombrellino di carta dal bicchiere, lo chiuse e lo riapr con aria assente. Mentre
aspettava che Bonnie si liberasse, aveva avuto un sacco di tempo per pensare all'accaduto. E per
mettere in discussione le proprie motivazioni.
Avvolta dal protettivo torpore dell'alcol, si era fatta una domanda che normalmente non
avrebbe mai formulato ad alta voce.
Dimmi la verit. Pensi che io abbia tendenze autodistruttive?
Bonnie esit troppo a lungo prima di rispondere.
Andiamo le disse alla fine, con un tono di voce pi dolce. Sai di avere delle buone ragioni
per ci che fai.
Era vero. Per non era un no.
All'improvviso, Harper pens a Luke, piazzato sulla strada come il dio della giustizia, che la
guardava come mai prima. Come se fosse preoccupato per lei.
Aveva avuto del tempo anche per pensare a lui, stanotte.
Comunque disse, penso di essermi presa una cotta per un poliziotto.
Avvert Bonnie rilassarsi, il momento delle confessioni serie era passato.
Be', diavolo, tesoro disse lei, dandole un colpetto alla spalla, allora lanciati sul piedipiatti!
Harper scosse il capo. Non posso. Io scrivo delle attivit di polizia. Non posso prendermi una
cotta per un poliziotto.  un... cerc le parole nel recesso della propria mente ubriaca ... conflitto di
interferenza. No, aspetta... sbatt le palpebre, concentrandosi: ... di interesse.
Sul serio? Bonnie sembrava dubbiosa. Andiamo... Cosa pu succedere?
Lui potrebbe essere degradato le assicur lei. La polizia prende queste cose seriamente.
Bonnie sghignazz.
Da quando ti preoccupi di osservare le regole, Harper? La polizia non ha delle telecamere nella
tua camera da letto. In verit,  gi da qualche tempo che penso che tu abbia bisogno di farti una bella
scopata. Quando  stata l'ultima volta che te la sei spassata?
Colta alla sprovvista, Harper non era sicura della risposta.
L'anno scorso? Con quel tizio californiano, pu essere?
Bonnie la fiss come se le avesse appena confessato che le piacesse copulare coi gatti.
Harper, sono passati quasi due anni.  inconcepibile. Adesso dico a Carlo di darti una bella
ripassata, all'istante. Carlo!
Bonnie si gir verso il bar, alzando la voce. Carlo, che stava riponendo i bicchieri dentro la
lavastoviglie, sollev lo sguardo con aria interrogativa, i muscoli tonici sotto le maniche della maglietta
nera con il logo del locale.
Lascia perdere, Carlo! si affrett a urlare Harper. Non  nulla.
Ridendo, diede un pizzicotto al braccio di Bonnie. Fa' la brava.
Lo farebbe le assicur Bonnie. So che ti trova carina.
Non sono carina. Per qualche motivo, Harper trov quell'osservazione offensiva. Sono
timida e ci fosse mai una volta che ricordassi di truccarmi. Ho visto le donne con cui esce Carlo.
Decisamente, non sono il suo tipo.
Bonnie agit la sua birra. Sono tutte il tipo di Carlo. Per, nel caso lui non fosse il tuo... Si
guard in giro per il bar ormai quasi vuoto. C' sempre Junior.
La pianti? la supplic Harper. Senti, te lo prometto, far sesso con qualcuno. Presto.
Fatti il poliziotto le intim Bonnie. Ti piace. Com'? Scommetto che ha l'aria da ranger
texano. Alto e tutto muscoli: un uomo di poche parole e che ha sempre il controllo della situazione.
Taci. Harper era diventata paonazza.
Oh, mio Dio, allora ho ragione. Bonnie rise deliziata. Voglio conoscerlo.
Harper cominciava a sentirsi stordita. Non sapeva se fosse colpa di tutti quei Mai Tai o
dell'argomento di conversazione.
Dobbiamo smettere di parlarne si lament lei, sdraiandosi sul tavolo. Il rivestimento di feltro
era morbido e si gir per premerci sopra il viso. Emanava un odore tranquillizzante di gesso e polvere.
Non addormentarti sul biliardo, Harper. Junior potrebbe darti un passaggio fino a casa e
approfittarsi di te.
Bonnie si chin su di lei e la punta dei suoi lunghi capelli sfior il viso di Harper.
Comunque,  deciso. Devi darti da fare con questo poliziotto. E presto anche. Le scost con
dolcezza una ciocca di capelli dal viso. Era una bella sensazione. Harper chiuse gli occhi.
Placher le tue angosce le promise Bonnie.
Harper pens a Luke Walker che stringeva la pistola. E si chiese se per caso la sua amica non
avesse ragione.
Capitolo sei
Quando entr nella centrale di polizia alle quattro del pomeriggio seguente, Harper si sentiva
come se un camion le fosse passato sopra la faccia durante la notte.
Ai margini del centro cittadino, in una strada tranquilla, la stazione di polizia sembrava una
prigione del diciannovesimo secolo. E lo era veramente. File ordinate di finestrelle ad arco
interrompevano le mura di mattoni, tutte affacciate su un parcheggio piccolo e assolato che, in quel
momento, era al completo.
Harper borbott tra s, trov un posto nella strada all'angolo e inser gli spiccioli nel
parchimetro. Si lasci alle spalle la scintillante luce del sole e imbocc una scorciatoia infilandosi
nell'ombra benedetta del Colonial Park Cemetery.
Riparato dai lunghi rami delle querce antiche, il vecchio terreno di sepoltura dietro la centrale
era pi un parco che un cimitero. Harper lo amava sin da piccola. Si poteva leggere la storia della citt
nei suoi epitaffi: James Wilde. Caduto in duello il 16 gennaio 1815, per mano dell'uomo che, fino a
poco innanzi, non contava altri amici che lui.
A dodici anni, Harper si era sentita indignata per quell'uomo. Oggi avrebbero potuto seppellirla
accanto a lui.
Sulla sua lapide avrebbero letto: Harper McClain.  morta per una sbronza, l'idiota.
Lei e Bonnie erano rimaste al bar fin dopo la chiusura a bere con Carlo e Junior e a giocare
senza molto entusiasmo una partita a biliardo, per presto abbandonarla. Erano forse le quattro del
mattino quando Harper era rincasata.
Si era svegliata a mezzogiorno, con la bocca impastata, un martello nella testa e sul petto tutto il
peso della sua gatta Zuzu, come un tumore di quattro chili.
Scendi gi, perfida palla di pelo mormor lei, tirando via di lato la micia.
La gatta aveva atteso che lei si riaddormentasse per salirle di nuovo addosso, facendo
malignamente le fusa.
A quel punto, Harper si era arresa e si era alzata. Quattro pastiglie di ibuprofene e quattro litri di
acqua pi tardi, si era sentita pronta per andare al lavoro.
Non si tolse gli occhiali quando spinse la pesante porta antiproiettile e abbandon la calura
esterna per abbracciare l'aria condizionata che rinfrescava la centrale.
Mentre lei si avvicinava l'agente al banco informazioni sollev lo sguardo.
Harper! gorgheggi. Che aria misteriosa hai, oggi.
Alta poco pi di un metro e cinquanta, con lucidi riccioli neri e curve che mettevano a dura
prova i bottoni della sua uniforme blu navy, Darlene Wilson aveva una pelle talmente perfetta da
renderne impossibile determinarne l'et: Harper ipotizzava fosse sulla trentina.
Per favore, Darlene le disse in tono supplice, se mi vuoi un po' di bene, parla a bassa voce.
La risata tonante di Darlene rischi di fracassarle il cranio.
Va bene, tesoro. Dimmi tutto disse, abbassando un pochino la voce. Sei andata a una festa
ieri sera o cosa?
Diciamo che una bevuta tra amici  sfuggita un po' di mano.
Mentre parlava, Harper scorse velocemente la corposa pila di verbali che la polizia aveva stilato
nottetempo.
Furto con scasso, furto con scasso, furto con scasso, disturbo della quiete pubblica, guida in
stato di ebbrezza, furto con scasso, accoltellamento...
Harper si sofferm su quest'ultimo, leggendo la descrizione dell'accaduto.
Alle ore 04:00, un trentaquattrenne si  introdotto all'indirizzo su specificato, scagliandosi poi
con un'arma dalla lama affilata contro una trentaduenne, qualificatasi come la sua ex moglie...
Parliamo di un amico o di un'amica? la pungol Darlene.
Non il tipo di amico a cui stai pensando.
Darlene schiocc la lingua. Che peccato.
Vorrei tanto sapere disse Harper, senza staccare gli occhi dai rapporti di polizia perch mai
di colpo tutti paiono cos interessati alla mia vita sentimentale.
Sollevando il sopracciglio con aria espressiva, Darlene si volt verso lo schermo del computer.
Non c' alcuna ragione, infatti disse lei.
A Harper ci vollero circa dieci secondi per decidere di non scrivere dell'accoltellamento. Baxter
detestava le storie di violenza domestica e a lei oggi mancavano le forze per imbarcarsi in una
discussione con la sua caposervizio.
Rimise a posto il verbale, scorse il resto e annot un paio di appunti. Aveva quasi finito, quando
Darlene sollev un dito.
Ah, tesoro, quasi dimenticavo.
Harper sollev lo sguardo e avvert una punta di allarme nella sua voce.
Il tenente vuole vederti nel suo ufficio.
Adesso? Harper corrug la fronte. Ha detto perch?
Non proprio. Darlene si allung verso di lei. So solo che la sparatoria di ieri notte  sulla
bocca di tutti. Dicono che sei rimasta coinvolta.
Col cuore pesante, Harper poggi piano la pila di fogli sul bancone.
Avrebbe dovuto sapere che quell'imprudenza sarebbe arrivata dritta dritta alle orecchie del
tenente.
 molto seccato? Quanto, su una scala da uno a dieci?
Oh, lo sai com' fatto. Darlene si finse occupata a riordinare dei documenti. Gli piace avere
qualcosa di cui lagnarsi.
Per un secondo, Harper fu tentata di svignarsela e tornarsene quatta quatta al giornale, ma non
voleva che il tenente andasse l a stanarla. Lo aveva gi fatto in passato. Una volta, quando lei aveva
ignorato una sua convocazione, lui aveva mandato una moto della polizia con i lampeggianti blu
spiegati a prelevarla per scortarla in centrale.
Accidenti.
Riluttante, Harper arranc verso la porta blindata che conduceva agli uffici interni. Con un
sorriso di solidariet, Darlene schiacci il bottone per farla entrare.
Il trillo acuto che ne segu si conficc come un coltello nella testa pesante di Harper,
trafiggendo pi volte il cervelletto. Con una smorfia di dolore, spinse la porta.
Dall'altra parte, un lungo corridoio attraversava tutto l'edificio. Era senza finestre e mal
illuminato, e sulle due pareti una porta dopo l'altra si apriva sugli uffici del personale. Harper
oltrepass la sala del 911, con i computer accesi sui tavoli. Poi gli uffici dei diversi sergenti, stanzette
affollate di roba e per ora ancora vuote.
A met corridoio, si accorse che due detective in uniforme estiva, quella pi leggera,
avanzavano nella sua direzione, parlottando. Nel vederla, uno diede un colpetto di gomito all'altra.
Il detective Ledbetter era vicino ai cinquanta, grande e grosso come un orso, e un sorriso gli
prendeva tutto il viso. La sua compagna, la detective Julie Daltrey, era di dieci anni pi giovane e una
ventina di centimetri pi bassa. Aveva i capelli neri tirati indietro e una lingua tagliente.
Con un largo sorriso, i due le si pararono davanti e le sbarrarono la strada.
Salve, agente McClain disse la detective Daltrey, mentre Ledbetter ridacchiava. Ho sentito
che ti sei arruolata in polizia.
Oh, no, cazzo. Lei li fiss. Andrete avanti cos per molto?
Fammi un favore la pungol Daltrey, dimmi: Fermi o sparo'. Voglio apprezzare la tua
tecnica.
No, non ha detto cos le ricord Ledbetter. Ha urlato: Siete circondati'.
Scoppiarono entrambi in una grassa risata. Daltrey si pieg in due e si port le mani alla pancia.
Harper gi non ne poteva pi.
Potreste togliervi di mezzo? Incurv le spalle e s'incune tra i due con una tale forza che
quelli dovettero fare un passetto di lato per evitare di ruzzolare per terra. Non avete dei criminali da
acciuffare?
Certo, ma puoi farlo tu in vece nostra disse Daltrey. Noi ci prendiamo la giornata libera.
La loro risata l'accompagn per tutto il corridoio.
Harper sapeva che quello era solo l'inizio. Nessun altro al mondo si diverte a schernire la gente
pi di un poliziotto. Non se ne stancano mai. La notte passata lei si era in pratica appuntata un bersaglio
sulle spalle.
Fu felice di raggiungere l'ultima porta in fondo, dove su una targhetta era inciso Tenente
Robert Smith.
Si tolse gli occhiali e li infil nella borsa. Poi fece un respiro profondo e buss con le nocche
della mano, annunciandosi.
Harper.
Entra. La sua voce era un ringhio basso, baritonale.
Facendosi animo, Harper apr la porta, gi pronta ad arroccarsi in difesa.
Senti, tenente, non ho colpa di quello che  successo ieri notte.
Questo, se permetti, tocca a me giudicarlo.
Il tenente Robert Smith aveva all'incirca cinquant'anni, i capelli folti brizzolati e una mascella
quadrata da boxeur. Era alto quasi un metro e novanta e, anche seduto, dominava la stanza con la sua
presenza.
Anche quando non c'era traccia di un sigaro in giro, sembrava che ne tenesse in mano uno.
Mentre Harper si avvicinava alla scrivania, lui le elenc le accuse con un ringhio freddo.
E cos hai richiamato l'attenzione di tre uomini armati di pistola, senza la protezione di un
giubbotto antiproiettile e per giunta disarmata. Poi ti sei finta un agente di polizia, quando quei tre
criminali ti hanno sparato addosso. Dico bene? Se  cos che  andata, come fai a sostenere che non hai
colpe?
Ho improvvisato. Si accasci su una delle poltrone in ecopelle davanti alla scrivania, e si
premette le dita contro la fronte che le pulsava. Pensavo che avrebbero fatto fuori quello zuccone di
un poliziotto.
Quello zuccone di un poliziotto  un esperto agente delle forze dell'ordine disse Smith,
alzando la voce. Harper trasal.  stato addestrato a portare e usare un'arma da fuoco semiautomatica
standard in dotazione alla polizia e a difendersi in situazioni di pericolo. Indossava un giubbotto
antiproiettile a norma. Tu avevi un taccuino.
Tutto vero concesse lei, ma stavano per far saltare le stupide cervella al tuo addestratissimo
agente. Il viso del tenente si irrigid, ma Harper tenne duro, caparbia. Tenente, il tuo poliziotto stava
andando dalla parte sbagliata. Certo, gli avrei potuto solo urlare: Ehi, idiota di uno sbirro, guarda che
quelli sono laggi'. E quei tizi mi avrebbero sparato lo stesso. Perci ho provato a guadagnare tempo
finch i rinforzi, inspiegabilmente in ritardo, non fossero arrivati sul posto per salvaguardare
l'incolumit degli abitanti della Trentanovesima dalla presenza dei tre killer ricercati. Harper sollev
il suo taccuino: A proposito, hai qualche commento da fare in merito alle ragioni di quel ritardo?
Il tenente fece per aprir bocca, ma poi cambi idea.
Accidenti, Harper. Come fai a rigirare sempre la frittata in modo da far sembrare che sia io
dalla parte del torto?
Sembrava sempre un po' arrabbiato, ma la voce non era pi tagliente come all'inizio.
Harper gli fece un mezzo sorriso di scuse.
Ho imparato dal migliore, tenente.
La piaggeria non ti sar d'aiuto oggi, signorina. Le punt il dito contro. In tutta onest,
avrebbero potuto ammazzarti. Walker mi ha raccontato tutto.
Tenesse mai il becco chiuso, quello sbirro... mormor Harper.
 pagato per fare lo sbirro le ricord lui acido.
Prima che lei potesse ribattere, il tenente si sporse in avanti e appoggi i gomiti sul tavolo.
Cosa ti  saltato in mente, Harper? Io cerco di tenerti d'occhio, ma non posso fare nulla per
proteggerti se fai di tutto per beccarti una pallottola in corpo. Lo capisci?
Non c'era pi rabbia nella sua voce. Harper smise di mantenersi sulla difensiva.
Mi dispiace, tenente disse.  accaduto tutto cos in fretta. Credimi, lo so che  stata una
mossa avventata. Prometto di stare pi attenta.
L'espressione di Smith si addolc.
Non voglio che ti succeda qualcosa.
Lo so disse Harper E non volevo dire quello che ho detto su Luke.  stato grande l fuori.
Mi ha salvato la vita aggiunse con una punta di rimorso.
Luke  uno dei miei uomini migliori disse Smith. Non  venuto da me a fare la spia, ma
perch era preoccupato per te.
Harper non disse nulla, ma l'idea che Luke fosse preoccupato per lei le infondeva una
sensazione stranamente piacevole.
Bene. Smith alz il sopracciglio. Ti sei spaventata? Mi sembri un po' pallida.
No, ho solo bevuto qualche bicchiere con Bonnie ieri notte. Harper si massaggi le tempie,
rimpiangendo la bisboccia. Ho esagerato e adesso sto una merda.
Ah. Il tenente assunse quasi un'aria di indulgenza paterna. Sei andata in quel bar hippy?
Non  un bar hippy disse Harper, anche se in realt lo era.
Spero che poi tu non abbia guidato fino a casa.
Lei alz gli occhi al cielo. Certo che no.
Andava a finire sempre cos. Lui le parlava come se lei fosse un'adolescente e da molto prima
che Harper cominciasse a comportarsi davvero come tale.
Lui prese la penna e la picchiett sul sottomano di pelle.
Prima che mi dimentichi, Pat mi tormenta per farti venire a cena da noi, una di queste sera.
La fiss: Sei libera domenica? Se accettassi, la faresti felice.
Harper si illumin. La moglie del tenente era una cuoca coi fiocchi. Se ci fosse anche la
minima possibilit di gustare i suoi gnocchi, di sicuro avrei la domenica libera da qualsiasi altro
impegno.
Sar contenta di sentirlo disse lui abbassando la voce. Le dico sempre che stai bene, ma
vuole accertarsene di persona.
Smith si fece di nuovo serio.
Adesso senti, Harper, posso dire al vicecapo che la giornalista di nera del nostro stimato
giornale locale ha acconsentito a non fingersi pi un agente di polizia almeno per il prossimo futuro?
Me lo concedi?
Credo di poter accettare la richiesta di non infrangere quella particolare legge disse lei. Mi
dispiace davvero. Dovevo inventarmi in fretta qualcosa e volevo che l'agente Zucca Vuota rimanesse
vivo e vegeto.
Bene, l'agente Zucca Vuota ti deve un favore, mi assicurer che lo sappia. Smith apr un
fascicolo sulla scrivania e inforc un paio di occhiali dalla montatura di metallo. Allora, tira fuori la
penna. La dichiarazione ufficiale della polizia  la seguente: I rinforzi sono giunti sul luogo in ritardo
perch hanno avuto necessit di servirsi di un elicottero nel tentativo di localizzare e isolare i sospetti.
Gli agenti si sono approssimati a piedi dalla prima scena del crimine, nel tentativo di evitare la perdita
di vite innocenti. Gli agenti delle unit speciali sono stati i primi a giungere sul posto, ma hanno atteso
l'arrivo di tutti i reparti. I suddetti agenti sotto copertura stavano investigando sui tre sospetti da molte
settimane, un'indagine che rientrava nel pi esteso progetto di contenere lo spaccio di droga
nell'area'.
Dopo aver appuntato quelle parole, Harper lo guard: Avete prove a sufficienza per sbattere in
galera quei tizi?
Me lo chiedi in via ufficiosa?
Lei annu.
Ah, s. Li abbiamo beccati con le mani nel sacco. Poi il tenente richiuse il fascicolo.  tutto,
agente McClain.
Oh, diavolo. Harper si alz. Non la finirete pi, non  cos?
Il sorriso di Smith era pi che eloquente.
Credo che ti stiano gi facendo fare un distintivo.
Erano quasi le diciassette quando Harper lasci la centrale di polizia. Raggiunse l'auto a passo
lesto: doveva affrettarsi per arrivare al giornale in tempo per l'edizione pomeridiana.
Le cinque del pomeriggio sono per un brutto momento per avere fretta e, mentre imboccava
Habersham Street, si trov quasi subito imbottigliata in una colonna di traffico che avanzava a passo
d'uomo.
Imprecando sottovoce, Harper schiacci il freno e si trov in coda.
Non era rimasta sorpresa dal fatto che Luke fosse andato dritto da Smith. Lui sapeva quanto lei
e il tenente fossero vicini e voleva che Smith le mettesse addosso un po' di sacrosanta paura.
Suo padre da tempo non era pi presente nella sua vita. Si parlavano poche volte all'anno: e per
Harper erano pi che sufficienti.
Adesso che lui viveva al nord e aveva una nuova famiglia, era pi facile che mai per lei far finta
che non fosse mai esistito.
E poi Smith aveva di fatto ricoperto quel ruolo per molti anni. Insieme a sua moglie, l'aveva
aiutata per tutta l'adolescenza, l'aveva sfamata quando i soldi scarseggiavano e le era tuttora vicino.
Harper era grata a entrambi.
Non importava quanti anni lei avesse, Smith la vedeva ancora come una bambina bisognosa di
protezione. In parte perch il giorno in cui si erano conosciuti era ormai marchiato a fuoco nella
memoria di entrambi per sempre.
Era lui l'agente che le aveva preso di mano il telefono il pomeriggio in cui avevano ucciso sua
madre.
Capitolo sette
Quando Harper arriv in redazione venti minuti pi tardi, i reporter del turno di giorno stavano
gi dando gli ultimi ritocchi ai loro articoli. I caporedattori facevano le solite domande, le solite
minacce. Nella confusione, nessuno si accorse di Harper che si sedeva nella sua vecchia sedia nera e
accendeva lo scanner.
Il familiare gracchiare e il brusio degli agenti riemp l'aria.
Stava per accendere anche il computer quando il giornalista alla scrivania davanti alla sua
spinse indietro la sedia girevole e si volt a guardarla.
Salve.
Harper lo fiss: Cosa succede, DJ?
David J. Gonzales si era guadagnato il suo soprannome dopo aver affermato che la firma in
cima agli articoli doveva includere anche l'iniziale del suo secondo nome.
 una parte importante di me aveva spiegato con disarmante franchezza a chiunque lo stesse
ad ascoltare.
A ventitr anni, e al suo primo incarico in un giornale, lui non aveva idea del perch la cosa
fosse cos spassosa per i vecchi giornalisti dalla scorza dura.
All'inizio, ogni volta che lo menzionavano, lo facevano sempre chiamandolo David J. David J.
viene oggi? Hai visto David J.?
Con il passare del tempo, avevano abbreviato il nome alle sole iniziali e da allora lui era
diventato DJ per chiunque lavorasse al giornale.
Baxter ti cercava le disse. Dove sei stata?
I ciuffi ribelli della folta zazzera corvina scendevano a coprirne gli occhiali e il viso rotondo e
gioviale, facendolo sembrare di cinque anni pi giovane di quanto gi non fosse.
Alla centrale di polizia.
Uhm. Ha detto che ha provato a chiamarti.
Oh, cazzo. Davvero? Harper rovist nella borsa in cerca del cellulare. Il messaggio sul
display era un'accusa.
Dieci chiamate perse.
Merda. Ho dimenticato di attivare la suoneria.
Di nuovo? DJ le lanci un'occhiataccia. Questa volta ti ammazza.
Fantastico. Per lo meno avr qualcosa da scrivere disse lei, stizzita.
Si alz e sbirci verso l'entrata della sala, ma la scrivania della caposervizio della cronaca
cittadina era vuota.
Si rimise a sedere. Cosa voleva?
DJ scroll le spalle. In un punto non si era rasato e i peletti scuri della barba risaltavano come
un'impronta digitale sulla sua carnagione bronzea.
Non so.  sul piede di guerra per qualcosa.
E quale sarebbe la novit? Si comporta cos ogni giorno.
Non posso darti torto. Come se la guardasse bene in faccia solo allora, lui not le occhiaie
sotto gli occhi di Harper e il suo pallore malaticcio. Hai un aspetto orribile. Cos'hai combinato ieri
notte?
Premendo tasti a raffica, Harper ebbe accesso al computer.
Il demone dell'alcol sta distruggendo la mia vita lo inform lei con aria solenne. Ho bisogno
di trovare Cristo.
Il suo ghigno sbilenco faceva sembrare DJ ancora pi giovane. Mia madre sa dove trovarlo,
ammesso che ti interessi sul serio. Pu anche darti una dritta di quelle affidabili su dove trovare la
Vergine Maria.
Dette quelle parole, spinse in avanti la sedia e si gir con una mossa cos abile da fermarsi
precisamente alla sua scrivania.
DJ aveva solo quattro anni in meno di Harper, ma erano quattro anni davvero lunghi. Quando
aveva cominciato a lavorare al giornale, per lei era stato come il fratello minore che non aveva mai
voluto e aveva amaramente maledetto Baxter per avergli assegnato una scrivania vicina alla sua. Era
cos inesperto: la tempestava di domande, tanto da farla ammattire.
A poco a poco, per, DJ se la cav meglio e, anche se Harper non poteva dire con certezza
quando ci fosse accaduto, a un certo punto aveva deciso che, dopotutto, quello sbarbatello le piaceva.
Harper tir fuori il taccuino e cominci a scrivere un breve resoconto dei piccoli reati avvenuti
in giornata. Sarebbe stato pubblicato in sesta pagina, in un riquadro chiamato, senza troppa
immaginazione, I crimini del giorno.
McClain. La voce di Baxter si lev sul brusio della sala.
Presente. Harper alz la mano.
Baxter marci fino alla sua scrivania, i capelli ritti, i lineamenti gi spigolosi di natura tesi.
Avanz a pass cos spedito che la giacca svolazz intorno alla sua figura sottile quando alla fine
inchiod davanti al tavolo di Harper.
Questo pomeriggio ho ricevuto una telefonata piuttosto contrariata da parte del vicecapo della
polizia annunci. A quanto pare, ti sei spinta troppo in l mentre ti occupavi dell'omicidio di ieri
notte.  vero?
Mentre parlava, il rumore di sottofondo nella sala si abbass impercettibilmente. Persino dopo
tutti quegli anni al giornale, Harper non riusciva a capire quando Baxter fosse davvero seccata. Quella
donna doveva essere un incubo a un tavolo da poker.
Suppongo di s ammise lei. Quel proiettile mi ha mancato di pochi centimetri.
La stanza adesso era davvero silenziosa. DJ si gir piano per dare una sbirciata.
La mano di Baxter ricadde sulla spalla di Harper con una mossa che poteva essere sia una pacca
che un pugno.
Bel lavoro abbai lei. Questo s che mi piace: vedere un po' d'iniziativa.
La sala riprese vita col solito rumoreggiare.
Un'altra prima pagina cos e ti accorder un aumento. La caposervizio parl a voce
sufficientemente alta da assicurarsi che tutti sentissero.
Alle sue spalle, DJ sollev i pollici verso Harper.
Un aumento? Non  uno dei segni dell'apocalisse? Harper ud qualcuno chiedere in un
malcelato bisbiglio.
Quando la caposervizio fu tornata alla propria scrivania, DJ si accost di nuovo alla scrivania di
Harper.
A proposito. Complimenti per l'articolo: un pezzo straordinario disse. Come la foto.
Scosse la testa. Hai fatto proprio uno scoop. A me non capiter mai di scrivere di roba cos figa.
DJ si occupava di istruzione. La cosa pi eccitante di cui aveva scritto finora era stata l'apertura
di un nuovo dormitorio al college.
Gli orari di lavoro sono uno schifo per gli fece gentilmente notare lei.
Vero. DJ rote di nuovo sulla sedia e torn alla sua postazione.
Harper non riusciva a capacitarsi di come lui potesse farlo cos tante volte al giorno senza
vomitare.
Sulla scrivania di Harper c'era ancora una copia del quotidiano di quella mattina. La prese con
fare indolente. La foto di Miles troneggiava su gran parte dello spazio nella met superiore, proprio
sopra il suo articolo.
L'oscurit e gli armeggi di Miles per allargare il diaframma e scattare di notte senza ricorrere al
flash facevano sembrare la foto quasi in bianco e nero. La canna della pistola era puntata proprio contro
la lente dell'obiettivo. Al di sopra della bandana, i giovani occhi di giada del killer fissavano il lettore
con viscerale disgusto.
Era uno scatto intimo. Minaccioso. Ti afferrava per la gola e si imponeva di prepotenza alla
vista.
Gran bella foto mormor.
Harper mise da parte il giornale e si rimise al lavoro.
Per fortuna quella notte non fu foriera di eventi degni di nota: Harper la pass in gran parte alla
propria scrivania, ad ascoltare il ronzio basso dello scanner, cercando di non farsi sopraffare dal sonno.
A mezzanotte se ne and dritta a casa e collass sul letto. Dopo qualche secondo, gi dormiva.
Il giorno dopo si svegli a mezzogiorno con una fame da lupi. Gli ultimi strascichi della sbornia
erano finalmente spariti.
Dopo una doccia veloce e una rapida scorsa alle e-mail, usc per fare colazione. Seduta da sola
su un divanetto di vinile rosso all'Eric's Diner, Harper stava per addentare uno dei burger di carne
fresca pubblicizzati dal luminescente neon all'esterno, quando Miles le telefon.
Si mise in bocca una patatina fritta e schiacci il tasto per rispondere.
Cosa succede?
Sono su una scena del crimine a Constance Street. Faresti meglio a venire. La sua voce era
bassa, ma intensa.
Cosa sai?
Mentre parlava, Harper cercava di tirare fuori lo scanner dalla borsa, lo trov e lo accese. Un
confuso intrico di voci delle forze dell'ordine sibil nell'aria.
L'uomo al tavolo vicino si gir incuriosito e lei abbass un poco il volume.
Ha tutta l'aria di essere un omicidio disse Miles. Un brutto affare. Si stanno precipitando
tutti qui. Fece una pausa. Questo  uno di quei quartieri bene, Harper. Case costose. Auto di lusso.
Harper gi non vedeva l'ora di ascoltare il resto. Tir fuori dal borsellino una manciata di
banconote, ne lasci cadere qualcuna sul tavolo e corse all'uscita. La porta scampanell allegra mentre
lei la apriva.
Quante vittime? chiese mentre passava dal freschetto dell'aria condizionata alla calura del
sole che splendeva alto in cielo.
Non  ancora chiaro disse Miles. Non riesco a cavare una parola di bocca agli investigatori.
Sono tutti in casa. E dico proprio tutti. Devono esserci almeno sei detective l dentro.
Harper lanci un fischio.
Per un caso di omicidio due detective erano la norma. Che ce ne fossero addirittura sei era
davvero insolito.
Un muro di calore la centr in pieno quando apr la portiera della Camaro. Butt senza troppe
cerimonie la borsa sul sedile del passeggero e fiss lo scanner al cruscotto. Dopo aver inserito il
vivavoce al telefono, avvi il motore e accese l'aria condizionata.
Una folata di aria calda la colp come un pugno.
Cosa te ne pare? gli chiese facendo retromarcia, attenta a gettare uno sguardo dietro di s.
Harper alz il volume: la voce di Miles schizz a coprire il rombo del motore.
A me sembra roba da prima pagina.
Capitolo otto
Quando Harper arriv, l'accesso a Constance Street era sbarrato dal nastro segnaletico e un
agente in uniforme le fece segno di sgomberare. Le troupe dei telegiornali erano gi appostate e i loro
studi mobili avevano occupato gran parte dello spazio disponibile.
Appena fuori dal centro storico, un tempo quel quartiere era abbordabile, ma di recente gli ampi
prati e gli edifici in stile Arta and Crafts erano stati riscoperti e i prezzi erano saliti alle stelle. C'erano
buone scuole nelle vicinanze e i genitori si sarebbero cavati gli occhi per farci entrare i loro figli.
Harper capiva ora cosa intendeva Miles al telefono: era un ambiente alquanto insolito per un
omicidio.
Parcheggi l'auto in retromarcia in un posto vuoto appena dietro l'angolo e corse verso il nastro
segnaletico, tra i giornalisti televisivi che bloccavano la strada con la foresta di tripodi e microfoni a
giraffa che li seguiva ovunque.
Salve, Harper. Josh Leonard, corrispondente di Channel 5, un tipo con la chioma fonata ma
non completamente inoffensivo, le spar un sorriso accecante vedendola avvicinarsi. Ci stavamo
appunto chiedendo quando saresti arrivata.
Non posso credere che tu mi abbia battuta sul tempo disse Harper con aria assente, gli occhi
puntati su ci che faceva la polizia al di l del nastro. C' una prima volta per tutto, a quanto pare.
In verit, la prima volta  stata in occasione di quell'incidente tra auto da corsa le ricord
Josh, sistemandosi i polsini. Ma tanto chi le conta?
Harper inarc un sopracciglio. Tu, a quanto pare.
 successo per cinque volte. Lui alz la mano destra, le dita ben allargate. Per cinque volte,
e posso elencartele tutte, sono arrivato prima di te.
Piantala, Josh. Tanto non  una gara che vincerai. Natalie Swanson, la presentatrice di
Channel 12, si accost a loro: con un tailleur blu impeccabile e tacco dieci, aveva un'aria regale mentre
si agganciava il piccolo microfono al risvolto della giacca. Il suo caschetto biondo riluceva al sole.
Harper le mand un bacio. Sexy come sempre, Natalie.
L'altra donna sorrise placida. Un complimento apre tutte le porte.
Adesso capisco disse Josh al suo cameraman, se dicessi una cosa del genere io non la
passerei mai liscia.
Provaci. E vedrai cosa succede. La voce di Natalie grondava deliziosa perfidia.
Harper osserv la polizia entrare e uscire da una casa di un giallo immacolato con un alto tetto a
spiovente.
Cosa si sa? chiese, alternando lo sguardo tra Josh e Natalie.
Ci hanno detto solo che la vittima  una donna sui quaranta. Natalie abbass la voce: I
poliziotti si comportano in modo strano. La mia producer ha parlato con il portavoce della polizia e non
 riuscita a cavargli una sola parola. Cosa mai successa prima. Qualcun altro ne sa di pi?
Josh scosse il capo. Tengono tutti la bocca cucita.
Forse Miles  riuscito a farsi dire qualcosa di pi. Harper si alz sulla punta dei piedi per
individuarlo tra la folla di curiosi, poliziotti e telecamere. Meglio che lo vada a cercare.
Cellulare in mano, digit un breve messaggio: Dove sei finito? Io sono arrivata.
Si spinse fin dove il nastro le permetteva e si ferm di fianco a un gruppetto di residenti che
facevano capannello, parlottando preoccupati. Erano quasi tutti anziani.
Era comprensibile. Gli altri si trovavano tutti al lavoro, a quell'ora.
Fingendo di consultare il taccuino, Harper li squadr con attenzione. I loro vestiti erano
perfettamente funzionali, ma non costosi. Nulla faceva supporre che potessero permettersi il lusso di
sborsare mezzo milione di dollari per una casa con tre camere da letto. Dunque, dovevano aver
comprato prima dell'arrivo dei banchieri.
Era un bene. I banchieri non le avrebbero detto mezza parola.
Si infil in tasca il bloc-notes e si accost al gruppetto. Harper si muoveva lenta, con uno
sguardo pieno di comprensione che le addolciva il viso.
Mi spiace dovervi disturbare disse, calcando un po' il suo accento della Georgia e tenendo
bassa la voce.
Si voltarono tutti a guardarla.
Sono del Daily News. Qualcuno pu dirmi cosa  successo?
Oh, Signore disse con aria afflitta una donna sulla sessantina con un vestito a fiori. 
arrivato anche il giornale, adesso. Allora di sicuro  morto qualcuno.
Un uomo dalla carnagione scura, coi capelli grigi e un lucente bastone nero, le si avvicin di un
passo. Dovrebbe essere lei a dircelo. Tutto quello che sappiamo  che la polizia  nella casa di Marie.
Non ci dicono niente di pi.  morta?
Non pu trattarsi di Marie, no,  impossibile. La donna che aveva parlato per prima scosse la
testa. O di sua figlia. Dio del cielo, no...
Un brivido di paura scosse il gruppo, come la brezza d'inverno le foglie.
Non voleva apparire invadente e si inser nel gruppo come se fosse una di loro. Mantenne
l'espressione incuriosita, ma anche aperta: una presenza innocua.
Ditemi qualcosa di Marie disse, con aria comprensiva. Chi ?
Marie Whitney rispose l'uomo che aveva parlato per secondo. Vive in quella casa. E con la
punta del bastone indic la casa gialla con il tetto a spiovente. Quella dove adesso c' la polizia.
E vive l da quanto? chiese lei.
I vicini si consultarono.
Mah... saranno due anni ormai ipotizz qualcuno.
Ha traslocato giusto dopo che  caduto uno degli alberi della casa di Landry ricord a tutti
l'uomo col bastone.
Sono circa tre anni, penso disse una donna, dopo un momento di riflessione.
Harper fece un rapido calcolo mentale. Tre anni prima, i prezzi erano gi saliti. Chiunque
avesse comprato quella casa aveva dei bei soldi.
Doveva dire a Baxter di tenere libera la prima pagina.
 sposata? chiese poi con aria indifferente.
No,  divorziata la inform una donna piccola, con un cardigan blu e solo un pizzico di
eccitazione nella voce. L'ex marito vive fuori citt. Passa a prendere la figlia un paio di volte alla
settimana.
La donnina sembrava ciarliera. Harper le si avvicin.
Sa se lavorava?
La signora abbass la voce in tono confidenziale. Lavorava all'universit. Non so cosa facesse,
per. Comunque non era un'insegnante, non credo.
E c' anche una figlia piccola?
La donna annu con tanta convinzione da far dondolare i capelli grigi.
Quanti anni ha Camille adesso? Undici o dodici, forse? La donna guard gli altri per avere
una conferma. Ma oggi dovrebbe essere a scuola. Frequenta un programma speciale, quest'estate.
No, dev'essere gi uscita la contraddisse subito la signora con il vestito a fiori. Sono quasi le
tre.
Quel pensiero raggel il gruppo.
Oh, ma  terribile disse la donna con il cardigan, stringendosi il pullover sulle spalle rotonde.
Terribile.
Qualcuno ha sentito qualcosa? Harper cerc di riavere la loro attenzione. Oppure ha visto
qualcosa di strano?
A un certo punto ho creduto di sentire un rumore. La voce proveniva dal fondo del gruppo,
che si apr davanti a una donna minuta, dalla carnagione pallida, i capelli candidi come cotone.
All'inizio ho pensato che fosse un urlo, ma  stata questione di un attimo. Perci mi sono ricreduta e
mi sono detta che forse era una cornacchia. Abbass le spalle e si guard intorno in cerca di
indulgenza. Ho creduto davvero che fosse una cornacchia.
Nessuno pu biasimarti disse l'uomo col bastone, con fare burbero. Qua in giro non
accadono storie del genere. Avremmo pensato tutti la stessa cosa, al posto tuo.
Harper fece qualche altra domanda poi, estraendo il taccuino, persuase un paio di persone a
darle i loro nomi. Come sospettava, questo pose fine alla chiacchierata.
Stava appuntando velocemente le informazioni che aveva ricavato quando Miles le si accost.
Ho avuto il nome dai vicini gli disse Harper. Marie Whitney. Tu hai scoperto qualcosa?
So solo che si trattava di un codice quattro, quando la polizia  arrivata. Si guard in giro per
assicurarsi che nessuno potesse sentirlo e le sussurr: Un agente di mia conoscenza mi ha detto che l
dentro  un bagno di sangue.
Accigliata, Harper gett uno sguardo alle case perfette dei dintorni, con i loro prati verdeggianti
e le siepi ben tenute. Era una strada inconsueta per un omicidio cos efferato.
Hanno dei sospetti? gli chiese. I vicini parlano di un ex marito.
Lui non fece in tempo a rispondere. All'altro capo del nastro, la squadra di giornalisti si era
messa in moto, gli obiettivi focalizzati su qualcosa che accadeva in fondo alla strada.
Harper e Miles si sporsero all'unisono al di sopra al nastro per avere una visuale pi ampia,
mentre la porta di casa Whitney si apriva e ne emergeva un gruppo di poliziotti.
Miles sollev la fotocamera e mise a fuoco, realizzando una serie di scatti.
Harper scorse per primo Blazer: il suo viso scolpito e i suoi occhi freddi non passavano
inosservati. Ledbetter e Daltrey lo seguivano un po' discosti. Confabulavano cupi e sui loro volti questa
volta non c'era traccia di derisione.
Una figura alta, a lei familiare, stava appena dietro di loro.
Harper si impensier.
Cosa ci fa qui il tenente Smith?
Forse Miles aveva sentito la sua domanda, ma era troppo occupato a scattare foto per
risponderle.
Mentre Harper li osservava, gli agenti uscirono a passo lento dalla casa gialla. Quando furono
nei pressi della strada, il gruppo si sparpagli e lei riusc a vedere chi vi era al centro.
Era una ragazzina, poteva avere dodici anni. I suoi capelli neri, folti, erano raccolti in una lunga
treccia lucente. Con una manina stringeva forte le dita grandi di Smith. Con l'altra, si asciugava le
lacrime dalle guance. Barcoll fino a una macchina parcheggiata, il suo sguardo attonito non sfuggiva
neppure da lontano.
Harper non sent pi la brezza che soffiava tra gli alberi. O il basso mormorio della folla alle
sue spalle. Tutto ci che assorbiva in quell'istante la sua mente era lei.
Quella scena sembrava quasi strappata alla sua tormentata infanzia. Un tempo, Harper stessa era
stata quella ragazzina, davanti a casa sua, con Smith che le stringeva la mano.
La penna le scivol dalle dita inerti. Avanz lentamente di un passo e abbass il nastro
segnaletico. La voce di un agente abbai un richiamo, ma lei nemmeno se ne accorse.
La ragazzina sollev lo sguardo, sorpresa dalle parole di stizza dell'agente. Per un elettrizzante
secondo, i suoi occhi e quelli di Harper si incrociarono.
Harper fiss la dodicenne che un tempo era stata: un volto pallido cosparso di lentiggini,
incorniciato da capelli intrecciati color ruggine e occhi nocciola inondati di lacrime.
Poi sbatt le palpebre e davanti a lei riapparve la ragazzina dalla treccia corvina.
Chinandosi su di lei, Smith le disse qualcosa e la piccola si gir per salire in auto. Harper
sapeva bene come si sentiva adesso: le sue mani dovevano essere cos intorpidite da non avvertire
neppure il tessuto ruvido del sedile. Il suo corpicino si muoveva in modo maldestro, le ginocchia di
colpo avevano dimenticato come flettersi.
Una volta che la ragazza fu in auto, il tenente chiuse la portiera.
Qualche istante pi tardi, anche lui e Daltrey salirono in macchina, poi l'auto acceler fino alla
fine della strada e scomparve dietro l'angolo.
Harper lasci andare un lungo sospiro.
Negli istanti successivi, il capannello di curiosi si zitt tanto da riuscire a sentire Natalie
bisbigliare al suo cameraman: Hai ripreso tutto?
Che tragedia disse Miles, girando la macchina fotografica per controllare gli scatti. Odio
quando ci sono dei bambini di mezzo.
Harper, che stava ancora studiando la casa gialla, non replic.
Miles si gir verso di lei. Not la strana espressione dipinta sul suo volto e acu lo sguardo.
Qualcosa non va?
Non  nulla. Per un lungo momento, Harper tenne gli occhi incollati alla porta d'ingresso
della casa, nella mente ancora lo sguardo di quella ragazzina.
Era una situazione fin troppo familiare. La casa. La bambina. L'ora. Il periodo dell'anno. Una
donna da sola. Ammazzata.
Qualcosa si andava materializzando nella sua mente. Qualcosa di impensabile.
Miles, devo entrare in quella casa.
Lui la guard incredulo.
Come no le disse. I poliziotti non avranno nulla da ridire se fai un salto sulla scena del
crimine. Basta che fai in fretta.
Harper apr la bocca come per dire qualcosa, ma poi ci rinunci.
Sarebbe stato difficile da spiegare.
A quanto ne sapeva lei, Miles era all'oscuro di quello che era successo a sua madre. Poche
persone ne erano al corrente. Lei non ne parlava facilmente. Miles viveva a Savannah solo da sei anni:
al tempo dell'omicidio non era ancora l per leggere la storia sui quotidiani o per vedere la foto
sorridente di sua madre sullo schermo dei telegiornali.
Tuttavia, non era importante che lui capisse appieno le sue motivazioni, le serviva solo il suo
aiuto.
Ti sembrer strano disse a bassa voce, ma devo accertarmi di una cosa. Devo entrare in
quella casa soltanto per due secondi contati.
Miles sembrava ancora perplesso.
Harper, non essere ridicola. Dentro quella casa adesso ci sono tutti i poliziotti di questa citt.
Era vero. Quattro agenti piantonavano l'ingresso. Altri due erano piazzati vicino al nastro
segnaletico, pronti a dissuadere chiunque provasse ad avvicinarsi.
Dopo che Smith e la ragazzina furono andati via, Blazer e gli altri detective erano tornati dentro
insieme al medico legale, il cui furgone era parcheggiato in mezzo alla strada.
Harper si prese un minuto per riflettere e studi corrucciata i dintorni. Doveva pur esserci un
modo per vedere cosa stava succedendo all'interno di quelle quattro pareti.
Lei era cresciuta in un quartiere molto simile, con le abitazioni allineate, cortile contro cortile. Il
suo era molto pi modesto, ma la disposizione delle case era pressoch identica.
Mi basta sbirciare dalla finestra disse, pensando ad alta voce. Sarebbe sufficiente. Non devo
per forza entrarci.
Dallo sguardo che Miles le lanci cap che lui la considerava fuori di testa.
Harper, si pu sapere cosa diavolo ti prende?
Lei esit. Doveva dirgli qualcosa, ma non era il momento di perdersi in lunghe spiegazioni.
Senti si decise a dirgli alla fine, ho una sensazione. Penso di aver gi visto una scena del
crimine simile, qualche anno fa. Una madre morta. Una ragazzina che tornava da scuola. Forse mi
sbaglio. Anzi, con tutta probabilit  solo frutto di suggestione, per l'assassino di quella donna 
ancora a piede libero. Se avessi ragione...
Harper non fin la frase. Non ce n'era bisogno: aveva visto gli occhi di Miles illuminarsi.
Potremmo avere a che fare con lo stesso assassino disse lui, scandendo ogni parola.
I loro occhi si incrociarono. Nessuno dei due si era mai occupato prima di un serial killer.
Ne sei sicura?
Lei scosse la testa. Per niente. Anzi, sarei pronta a scommettere che, se ci do un'occhiata,
vedr una scena del tutto diversa da quella che ho ora in mente. E tornerei qui da te, dandomi della
pazza.
Allora perch  cos importante? chiese Miles. Perch non chiami semplicemente Smith e
gli chiedi cosa ne pensa lui?
Era una buona domanda. Smith era stato su entrambe le scene del crimine. Di sicuro lui poteva
dirle se aveva ragione.
Questa volta per rivolgersi a Smith non le bastava. Doveva vedere coi propri occhi. Per
rendersi conto se ci fosse davvero qualche collegamento tra questa scena del crimine e quella di
quindici anni prima, quando la sua infanzia era finita.
La ragione era che non avevano mai catturato quell'assassino.
Quella ragazzina aspettava ancora che fosse fatta giustizia.
Per favore, Miles lo implor lei. Devo... devo farlo. Mi basta dare una sbirciata all'interno
da una finestra, per due secondi.
Lui la fiss e sostenne il suo sguardo con un'espressione di perplessit mista a preoccupazione.
Harper ormai era certa che Miles si sarebbe rifiutato. Rimanere in buoni rapporti con la polizia
era fondamentale per lui. Dopo essere stato licenziato dal Daily News, Miles aveva dovuto arrabattarsi
lungo il labile confine tra il giornale, gli agenti di polizia e il suo lavoro di fotografo. L'ultima cosa che
voleva era che lei gli scombinasse tutto.
Miles per scosse la testa e sollev le mani in segno di resa.
Dimmi almeno questo prima che tu butti al vento entrambe le nostre carriere: come intendi
oltrepassare illegalmente il cordone della polizia per entrare in quella casa senza che agenti, detective e
la loro allegra banda di compari non ti ammanettino seduta stante?
Harper indic le abitazioni che facevano capolino tra gli alberi alle spalle della casa scenario
dell'omicidio.
Attraverso il cortile.
Capitolo nove
Una cosa che molti non sanno  che raccogliere notizie su una scena del crimine  quanto di pi
noioso possa esserci.
Un giornalista trascorre la maggior parte del tempo ad aspettare. Prima i detective, poi la
Scientifica e dopo ancora il coroner. A volte, passano ore prima che gli dicano qualcosa.
Su una scena del crimine di cos alto profilo poi, Harper sapeva di avere parecchio tempo da
ingannare. Quelli della Scientifica avevano appena cominciato a infilarsi le tute bianche nel momento
in cui lei si allontan dal nastro segnaletico. Non avrebbero detto niente se non dopo aver esaminato la
casa da cima a fondo.
Mentre Harper correva lungo la strada, nessuno si accorse della sua assenza. Erano tutti
concentrati sulla casa gialla.
Girato l'angolo, lontana da curiosi e giornalisti, il vicinato sembrava calmo e tranquillo. Tutto il
contrario di come si sentiva Harper.
Nonostante fosse stata brava a fingere con Miles, era cos nervosa da avvertire bruciori allo
stomaco. Dovette fare forza per disserrare le mani. Si era sempre spinta oltre i limiti, ma non aveva mai
fatto una cosa del genere.
Per prima cosa era una pazzia e poi era del tutto illegale.
Se l'avessero sorpresa, i poliziotti l'avrebbero arrestata. In quel caso, era improbabile che il
giornale le pagasse la cauzione, perch infrangere la legge non faceva parte delle sue mansioni. Non in
modo cos smaccato, per lo meno. Erano contenti di approfittarsene quando lei rompeva le regole e ne
cavava una buona storia, ma se fosse stata pizzicata l'avrebbero abbandonata al suo destino.
Nonostante ci, Harper continuava a camminare. Doveva sapere.
Aveva davanti agli occhi quella ragazzina con ancora addosso la divisa della scuola, confusa e
scioccata, protetta da una schiera di agenti.
Sembrava cos piccola. Cos vulnerabile.
Era cos anche lei quel giorno?
E Smith: cosa ci faceva l? Un omicidio, anche in un quartiere come quello, avrebbe richiesto di
norma solo una supervisione a distanza, non la sua presenza fisica. Harper non riusciva a ricordare
l'ultima volta che lo aveva visto arrivare su una scena del crimine. Di certo, non succedeva pi da
quando era stato promosso a tenente, quattro anni prima.
Da questo momento faccio il passacarte le aveva detto all'epoca, con una punta di orgoglio
nella voce. Sto lontano dalle strade, finalmente. Ho una poltrona che costa quanto guadagno in una
settimana e un gran bell'ufficio. E, per Dio, me li godr.
Aveva tenuto fede alla sua parola. Finora.
E se fosse venuto perch aveva gi visto una scena analoga in passato?
La strada in cui svolt era lo specchio perfetto di Constance Street. Le stesse case costosissime
e dai colori brillanti, con giardini verdeggianti al di l di bassi steccati.
La tinteggiatura blu del numero 3691 era senza macchia e il giardino dinanzi alla casa era
lussureggiante. Una cascata di rose dalle grandi corolle si riversava sulle barre nero lucente del recinto
in ferro battuto.
Quell'abitazione era proprio alle spalle della scena del delitto.
Se si metteva in punta di piedi, Harper riusciva a vedere la casa gialla dal marciapiede.
Dato l'aspetto ben tenuto del luogo, la probabilit che l'avvocato o il banchiere che ci abitava
fosse al lavoro in quel momento era di dieci a uno e dunque il villino era vuoto.
Oppure poteva esserci una moglie trofeo, che guardava la tv via cavo laccandosi le unghie.
C'era un solo modo per scoprirlo.
Con determinazione, Harper sollev il freddo chiavistello del pesante cancello di metallo e si
diresse a passo deciso verso la porta. Quando buss, i colpi riecheggiarono nella strada silenziosa come
degli spari.
Per un lungo istante non si mosse cercando una scusa in attesa di sentire dei passi.
Nessuno venne ad aprire.
Per averne la certezza, buss di nuovo.
Ancora nulla.
A quel punto, tir fuori il telefono dalla tasca e chiam Miles.
Lui rispose al primo squillo.
Sono dentro gli disse, correndo sui gradini a lato della casa. Agisci adesso.
Segu un lungo silenzio.
Sicura di volerlo fare? le chiese lui.
Lo sto gi facendo.
Senza aspettare oltre, Harper riagganci e spense la suoneria prima di rimettere il telefono in
tasca.
In Constance Street, Miles avrebbe gi dovuto essere davanti all'agente di guardia per
chiedergli di parlare con un ispettore capo. Si sarebbe lagnato delle ore gi trascorse e della mancanza
di informazioni. Avrebbe coinvolto nel gioco Natalie e Josh: era uno scherzo farli innervosire, quando
c'era una deadline di mezzo.
Cos, si sperava, avrebbe tenuto occupati tutti davanti alla casa, evitando che qualcuno si
avventurasse sul retro mentre lei era l.
Questo era il piano.
Il fragilissimo piano.
Al numero 3691 non c'era alcun cancello che separasse il giardino sul davanti dal cortile sul
retro. Uno stretto sentiero di fianco alla casa conduceva oltre una siepe di bosso e da l al cortile tenuto
con ogni cura.
Vicino alla porta di servizio c'era un tavolo da esterno circondato da sei sedie di vimini. Un
sentiero ricurvo in pietra portava, attraverso rigogliose margherite e buganvillee rampicanti, fino a due
peri che marcavano il confine del cortile dell'abitazione, proprio accanto al recinto.
Si infil dietro uno di quegli alberi e sbirci nell'altro cortile, quello della casa dove si era
consumato l'omicidio.
Il cortile oltre lo steccato non era affatto come quello in cui si trovava ora Harper: il prato era
ordinato, ma spoglio.
Una bicicletta viola era appoggiata al muro della casa, accanto a un barbecue arrugginito che
aveva tutta l'aria di non venire usato da tempo.
Era l'abitazione di una mamma single troppo presa dai propri impegni per poter curare piante e
fiori.
Da qui Harper poteva vedere che la casa aveva delle grandi finestre sul muro posteriore e una
porta di servizio preceduta da tre gradini che portavano al patio.
Il recinto che divideva le due propriet era una rete metallica alta poco pi di un metro. L era
normale: l'umidit estiva e le pesanti piogge invernali distruggevano il legno con tale rapidit che la
maggior parte della gente non ci perdeva del tempo. Harper avrebbe potuto scavalcarlo con facilit.
Adesso che era l, per, riusciva a pensare solo che tra lei e la galera c'erano soltanto venti
lunghi passi. Non c'era nessun posto dove potersi riparare in quel cortile. E i raggi caldi del sole,
riflettendosi sulle finestre, rendevano impenetrabile alla vista l'interno della casa: avrebbero potuto
esserci cinquanta e passa poliziotti l a vederla e lei non se ne sarebbe mai accorta.
Si morse il labbro e rimase a fissare il tratto di erba verde che aveva davanti.
A quel punto, poteva voltare i tacchi e andarsene. Dire a Miles di aver cambiato idea.
Tornarsene dietro al nastro segnaletico a fare il suo lavoro.
Poi per si ricord di nuovo di quella ragazzina, di quella sua aria disperata tanto familiare da
provocarle dolore.
Doveva sapere cosa c'era in quella casa.
Fece un respiro profondo, sal sulle radici scoperte dell'albero pi vicino per avvantaggiarsi un
poco e poi, aggrappandosi alla parte superiore del recinto, riscaldata dal sole, incastr la punta di una
scarpa in una maglia del reticolo di ferro e si inerpic, scavalcandolo con una gamba e posando il piede
dall'altra parte.
Il tintinnio del metallo contro i pali di supporto le sembr assordante. Una volta oltrepassato il
recinto, Harper si accovacci e rimase immobile, con gli occhi incollati alla casa, in attesa di capire se
qualcuno la potesse vedere.
Nascondersi era impossibile. Le manette ai polsi sarebbero scattate ora o mai pi.
Tutto rimase immobile. Nessuno spalanc la porta sul retro. Nessuno url dei comandi.
La scarica di adrenalina le acceler il battito del cuore. Doveva affrettarsi.
A testa bassa, copr di corsa la distanza tra lei e la casa.
Erano poco meno di dodici metri, ma le parvero non finire mai finch non tocc con una mano
l'assolato muro giallo. Si appoggi di spalle tra la porta e la finestra.
Harper rimase ferma l, in affanno.
C'era uno strano silenzio. Tutti i rumori di un normale pomeriggio tacevano. Nessun bambino
che rideva. Nessun cane che abbaiava. Nessuna auto che passava rombando. Harper sentiva solo il
sangue che le scorreva nelle vene e i propri respiri soffocati.
Le ci volle qualche minuto per distendere i nervi e potersi muovere di nuovo. Strinse i denti, si
spost a piccoli passi lungo il muro, verso la finestra e, arrivata sotto i vetri, si ferm.
Se questa casa era simile a quelle che conosceva, la cucina doveva trovarsi proprio al di l di
quel muro. Tutto quello che doveva fare era guardare dentro quella finestra. E avrebbe saputo la verit,
qualunque essa fosse. Se l dietro non c'era nulla da vedere  se la scena del delitto fosse stata in
camera da letto o nel soggiorno  il suo lavoro l era finito.
Si fece coraggio, si gir e fece un passetto di lato, scivolando sulla sinistra, finch non riusc a
dare una sbirciata di sfuggita all'interno, dalla parte bassa della finestra.
Si trov davanti un agente in uniforme.
Harper si abbass di scatto, il cuore schizzato in gola.
In preda al panico, rimase immobile, con la fronte premuta contro il muro e le unghie a scalfire
la vernice gialla, respirando polvere, calore e la propria paura.
Va tutto bene, si rassicur. Va tutto bene.
Il poliziotto era di spalle. Non poteva averla vista.
Eppure, mentre si sforzava di capire cosa stesse accadendo oltre quel muro, Harper sent
tendersi ogni muscolo del suo corpo.
Non c'era alcun movimento, n allarme dentro la casa gialla. Solo il mormorio degli agenti,
parole troppo sussurrate perch lei potesse capirle.
Si morse forte il labbro e cerc di riflettere sul da farsi. Con quel poliziotto proprio l, davanti
alla finestra, adesso il rischio di venire pizzicata era altissimo.
Mentre cercava di sbirciare all'interno, aveva per intravisto la cucina. E qualcosa sul
pavimento.
Non poteva andarsene proprio adesso, senza prima sapere.
Aveva il respiro strozzato, le mani strette a pugno sul muro assolato. Le ci volle tutta se stessa
per sollevare di nuovo il capo al livello della finestra e provare a dare di nuovo un'occhiata.
Nel frattempo, l'agente si era spostato un po' pi sulla sinistra e aveva appoggiato la schiena
avvolta nella sua uniforme nera contro il vetro. Harper aveva la visuale libera solo alla sua destra.
Dopo qualche istante, gli occhi si abituarono alla penombra della stanza, a dispetto di tutta la
luce che inondava l'esterno.
Era una cucina pi moderna di quella in cui era cresciuta lei, ma non molto diversa: la stessa
pianta squadrata e spaziosa. Le credenze erano moderne e costose. I ripiani multipli erano di design,
grossi e lustri come una Land Rover.
In modo automatico, Harper not i segni di una lotta: alcune sedie erano state rovesciate per
terra e la tavola era stata spinta via.
Un gruppo di uomini e donne con indosso le tute bianche della Scientifica era chino su qualcosa
sul pavimento. Harper riconobbe subito i capelli corti, prematuramente grigi del medico legale. Stava
esaminando qualcosa con una lente di ingrandimento e parlava a bassa voce con il detective Blazer che,
accovacciato l di fianco, osservava ci che lei gli indicava, taccuino alla mano.
Fu solo quando la coroner si raddrizz per prendere un altro strumento che Harper vide il
cadavere.
Il cuore cess di batterle.
Era il cadavere di sua madre.
La donna era nuda, a faccia in gi sulle mattonelle del pavimento, riversa in una vischiosa
pozza scura di sangue. Le ferite sulla schiena e sulle braccia risaltavano sulla pelle candida. Harper
cont tre ferite da coltello ma, con tutto quel sangue, sapeva che ce ne dovevano essere delle altre.
Una mano pallida era buttata sul fianco a mo' di difesa, le dita delicate tese verso qualcosa che
non avrebbero mai toccato. Le unghie erano laccate di rosa chiaro.
Harper non pot trattenere le lacrime. Sapeva quanto era fredda quella pelle, a toccarla.
I capelli mossi della donna erano zuppi di sangue, tanto da nasconderne il colore. Sembravano
rossi, con striature dorate.
Gli stessi di sua madre.
Harper sent un gemito uscirle dal fondo della gola.
Di colpo, il poliziotto che era l a lato si mosse. Trascin i piedi e cominci a girarsi.
In preda al panico, lei si ritrasse in fretta e si appiatt contro il muro, di fianco alla finestra.
I polmoni quasi le scoppiavano, costretti dentro alle costole.
Strizz gli occhi per proteggersi dal sole abbagliante e le immagini di quel giorno lontano
riemersero nella sua mente. Lei che scivolava nel sangue. Le mani fredde come il ghiaccio e vischiose.
Mamma? Mammina?
Era come se il petto stesse per esploderle. Doveva respirare. Doveva allontanarsi da l.
Barcoll alla cieca per il cortile. I piedi che prima si erano mossi lesti ora erano malfermi.
Harper era certa che tutti nell'isolato sentissero il suo cuore battere all'impazzata, i suoi respiri mozzi.
Quando raggiunse il cancello sul retro non si ferm neppure, ma con un balzo si aggrapp al
punto pi alto della maglia metallica per scavalcarla. Gli acuminati fili della rete affondarono come
lame nei palmi delle sue mani, cos lei moll anzitempo la presa, atterrando malamente dall'altro lato,
nel bel cortile curato. Ruzzol sopra le petunie e sent la caviglia torcersi con un preoccupante
scricchiolio.
Per un momento, se ne stette sdraiata l, tra i boccioli colorati, con le mani strette alla caviglia,
respirando a fatica.
Quel corpo. Quella mano tesa.
Non si trattava di una coincidenza. Ci che aveva visto pareva, sotto ogni profilo, la copia
esatta dell'omicidio di sua madre.
Come era possibile?
Capitolo dieci
Quando, qualche minuto pi tardi, Harper torn claudicante davanti al nastro segnaletico, le
troupe televisive se ne stavano appoggiate ai loro studi mobili, bevendo caff da bicchieri di carta.
Natalie la adocchi e inarc le sopracciglia. Cosa diavolo ti  successo?
Harper si era scrollata di dosso il terriccio dai vestiti, ma sentiva gi la caviglia gonfia. Era
accaldata e sudata, e i vestiti le si erano appiccicati sulla schiena.
Sono inciampata su un marciapiede sconnesso. Mi sono storta la caviglia. Fece un gesto
vago, che sperava tanto comunicasse loro: Ci credereste mai? Che giornata, ragazzi... e zoppic fino
a Miles che l'aspettava, in disparte, assistendo senza fare una piega a quello scambio di battute.
Spero che tu abbia avuto successo disse lui, con tono freddo.
 filato tutto liscio si limit a dirgli lei. Da queste parti com' andata?
Lui fece spallucce.
Adesso i giornalisti della tv sono molto preoccupati per la penuria di informazioni. Miles
punt il dito verso l'aria arruffata di Harper. Cosa diavolo  successo l dietro? Sembra che tu sia
inciampata nel nido di un serpente.
Sono caduta mentre scavalcavo il recinto per tornare qui. Solo questo.
Lui le si avvicin.
Sei riuscita a raggiungere la scena del crimine? la voce di Miles era poco pi di un sussurro.
Ci ho dato un'occhiata disse lei. Non sono entrata.
Lui la fiss con riluttante curiosit.
E cosa hai visto?
Nella sua mente, Harper rivide il corpo esangue. La pozza di colore rosso scuro che si allargava
al di sotto. La cucina di sua madre.
Per si sforz di pensare come una giornalista.
La vittima  in cucina riusc a dire alla fine. Sembra si tratti della madre, come avevamo
pensato. Pare non ci siano altri morti. La coroner e Blazer erano entrambi nella stanza con il cadavere.
In questo momento la Scientifica sta esaminando il corpo.
Miles la scrut. La conosceva abbastanza bene da sapere che lei non gli stava dicendo tutto.
Ci nonostante, si limit a chiederle: Le hanno sparato?
 stata pugnalata. Pi volte.
Uno sprazzo di interesse illumin gli occhi di Miles.
L'accoltellamento denota un crimine di natura personale riflett grattandosi il mento. Un
delitto passionale. Staranno cercando di rintracciare il marito.
Non credo ce ne sia uno.
Un ex marito, allora. O un fidanzato. Incroci gli occhi di lei. Hai detto che questo delitto te
ne ricordava un altro. Le due scene del crimine sono identiche?
Harper gli aveva promesso una spiegazione, ma non era ancora il momento di entrare nei
dettagli.
La ricorda molto disse lei. Per esserne realmente sicura devo fare alcune ricerche. Fece una
pausa. L'altro crimine...  vecchio, Miles.
Quanto vecchio?
Risale a quindici anni fa.
Gli occhi di Miles abbandonarono quelli di Harper, guizzando verso la casa in lontananza.
Perch si chiese lui ad alta voce qualcuno dovrebbe tornare a uccidere dopo tanto tempo?
Harper non rispose, ma era una buona domanda.
Perch mai l'assassino di sua madre si sarebbe rifatto vivo proprio adesso per uccidere di
nuovo? Dov'era finito in tutti quegli anni?
La polizia aveva investigato sull'omicidio di sua madre per mesi. I familiari di Harper
l'avevano protetta per quanto potevano da quello che stava accadendo, ma lei ne era comunque
consapevole.
Quelle indagini avevano fatto a pezzi la sua famiglia. E lei era rimasta con niente.
Alla fine, il killer l'aveva anche fatta franca.
Raccontami di questo vecchio omicidio disse Miles. Chi era la vittima? Dovevi essere poco
pi di una bambina quindici anni fa.
Non adesso. Harper fu pi brusca di quanto fosse sua intenzione.
Quando lui le lanci un'occhiata esasperata, lei gli indic la folla l intorno.
C' troppa confusione qui, Miles. Prometto che ti spiegher tutto. Pi tardi per, d'accordo?
Per me va bene rispose lui secco, ma sembrava pi perplesso che irritato.
Di colpo, Miles si scost, la macchina fotografica stretta tra le mani.
Pare che stiano per dirci qualcosa le disse indicando con un cenno del mento la porta della
casa.
Un gruppo di poliziotti ne era uscito e si avvicinava al nastro segnaletico, in direzione dei
giornalisti.
Il detective Blazer guidava la squadra, con la faccia spigolosa seria. Due detective pi giovani
lo seguivano, insieme a qualche agente in uniforme.
Miles stava gi scattando foto mentre i poliziotti passavano sotto al nastro. Le troupe della tv
corsero a posizionare il tripode per la telecamera. Josh e Natalie tesero i loro microfoni rivestititi di
pellicciotto, simili a bruchi giganti, per registrare quanto avrebbe detto.
Harper estrasse il taccuino dalla tasca e oltrepass zoppicando la folla dei vicini per ascoltare
accanto a Natalie.
Quando tutti furono pronti, Blazer parl con tono freddo e piatto.
Questo pomeriggio alle 15:30, il cadavere di una donna  stato rinvenuto al n. 3692 di
Constance Street. Il corpo  stato identificato come Marie Whitney, trentadue anni, residente al
suddetto indirizzo. Le cause della morte sono ancora sotto indagine da parte della Scientifica, ma
l'arma usata sembra essere uno strumento a lama. Il caso  stato classificato come omicidio.
La folla di vicini si lasci sfuggire un rantolo collettivo e si chiuse in s, escludendo i reporter.
Harper ud qualcuno dire: Oh, buon Dio...
Blazer sollev lo sguardo e si accigli.
L'ora della morte  stimata tra le undici e le quattordici. Se qualcuno ha visto o sentito
qualcosa in questo lasso di tempo  pregato di contattare la polizia di Savannah.
Blazer mise via il taccuino. Era una dichiarazione insolitamente stringata, viste le circostanze.
Tutto qui? Josh guard con aria interrogativa la squadra degli inquirenti.
Blazer abbass un sopracciglio. Limitatevi a scrivere quanto detto.
Io non scrivo alcunch gli ricord Josh, acido. Noi lo trasmettiamo in tv.
Blazer gli lanci un'occhiata torva.
Le posso ricordare che una donna  stata assassinata oggi? gli disse. Riesce a mantenere un
po' di contegno per soli cinque minuti?
Detective Blazer, la prego di perdonare il mio collega di Channel 5 Natalie sfoggi il suo
sguardo pi seducente. Forse potrebbe dirci qualcosa in merito alla ragazzina che abbiamo visto
prima?  una parente della vittima?
Nessuno poteva resistere a Natalie quando ci si metteva, nemmeno Blazer, la cui espressione si
raddolc impercettibilmente.
Tutto quello che posso dirvi  che si tratta della figlia della vittima disse. Ed  incolume.
Pu dirci il suo nome? chiese speranzosa Natalie.
Blazer chiaramente si aspettava quella domanda: Camille Whitney.
Josh si protese, allungando il microfono. Ha trovato lei il cadavere?
Blazer lo fiss con occhi di ghiaccio.
Non posso dirvi di pi al momento. Il detective torn a rivolgere il suo sguardo a Natalie.
Sono sicuro che comprenderete la delicatezza della situazione e la nostra volont di salvaguardare gli
interessi di tutti, in particolar modo dei minori.
Detective Harper si sporse di lato. Avete gi qualche indiziato?
Lui la guard con aria indifferente: Non siamo ancora pronti a divulgare tale informazione.
Potrebbe dirci qualcosa in pi sul crimine? tent di nuovo. C'erano segni di colluttazione?
Sospettate forse un parente della vittima?
Blazer serr la mascella.  troppo presto. Lasciateci il tempo di fare il nostro lavoro,
d'accordo?
Anche noi cerchiamo di fare il nostro lavoro, detective gli ricord Josh.
Blazer ne aveva gi abbastanza.
Grazie per la collaborazione disse, non ammettendo repliche.
Ripass sotto il nastro segnaletico e torn verso la casa gialla. Gli altri detective lo seguirono a
breve distanza.
Molte grazie, sergente gli grid Natalie.
Mentre arrotolava il filo del microfono intorno al braccio, Josh la fulmin con lo sguardo.
Un'altra leccata di culo?
Natalie sorrise serafica.
Certo che puoi baciarmi il culo se lo desideri, Josh. Anzi, lo pu fare l'intero staff di Channel
5.
Ma sul serio... Josh fece un cenno con la testa verso gli agenti che si allontanavano. ... Era
un comunicato quello? In sostanza, non ci ha detto un fico secco.
Miles raggiunse Harper, con il telefono in mano. Aveva ancora stampato in volto lo sguardo
perplesso di quando lei aveva insistito per vedere la scena del crimine.
Non caveremo un ragno dal buco a restare qui oggi, penso. Io torno in redazione le disse, con
tono distaccato. Baxter vuole vedere anche te. Dice che ha bisogno dell'articolo prima delle diciotto,
per il sito web.
Lei annu. Mi muovo subito.
Lui fece una pausa e fiss la casa gialla.  stato un comunicato breve, non trovi? Non hanno
detto granch.
Harper prese le chiavi e si volt per raggiungere zoppicando l'auto.
Hanno detto molto, invece.
Tornata in redazione, scrisse un breve articolo per la prima edizione. Miles sedeva a poche
scrivanie di distanza da lei, cercando chiaramente di evitare il suo sguardo, mentre lavorava alle foto.
Harper sapeva di dovergli una spiegazione, ma adesso non c'era tempo.
Per fortuna l'impegno pratico di mettere insieme i pochi fatti che la polizia era stata disposta a
fornire le serv a calmare i nervi. Quando Harper lo fin di scrivere, per, l'articolo le sembr poca
cosa. Doveva saperne di pi.
Accanton tutti gli altri fogli, e diede una scorsa alle annotazioni appuntate sulla scena del
crimine. I vicini non avevano detto che Whitney lavorava all'universit?
C'erano due college a Savannah: il Savannah College of Art and Design e la Savannah State
University. L'Istituto d'arte aveva sede in centro, non troppo lontano da dove Harper viveva. Era una
struttura originale e moderna, frequentata in gran parte da ragazzi tatuati, provenienti da ricche famiglie
del nord.
L'universit era pi decentrata, quasi in periferia, e attraeva ragazzi del proletariato urbano
della Georgia, in cerca di una scuola pi piccola e pi vicina a casa della UGA di Athens.
L per l, Harper non sapeva con certezza a quale di questi due atenei facessero riferimento i
vicini.
Con mosse rapide e sicure, digit al computer il nome di Marie Whitney e quello del college
locale. La ricerca la indirizz su una pagina del sito web della Savannah State University con
l'immagine di una donna magra, dall'aspetto raffinato. I capelli, lunghi fino alle spalle, erano di un
biondo miele, in netto contrasto con i suoi caldi occhi castani. Aveva un generoso sorriso da Miss
America.
Sotto la foto, la didascalia recitava: Marie Whitney, vicedirettrice del dipartimento
Arricchimento e Sviluppo.
Si chin verso lo schermo del computer e osserv la foto: era difficile credere che fosse la
stessa donna che aveva visto qualche ora prima.
La morte ci toglie tutto ci che ci distingue. Tutto quello che ci rende noi.
Da morta, Marie Whitney era una donna anonima. Pelle cadaverica su un pavimento freddo.
Una mano tesa in avanti, supplice.
Da viva, era una donna dal fascino seducente, una bellezza quasi ipnotica: occhi color cannella
e una pelle dorata impeccabile, fresca e luminosa.
Marie Whitney non aveva nell'aspetto alcunch in comune con la madre di Harper.
Sua madre era bella, certo. Tuttavia Harper ricordava a stento le poche volte in cui l'aveva vista
col viso truccato. Portava di solito i lunghi capelli rossi raccolti, fissati alla buona con un pennello o
una matita. Preferiva i jeans sbiaditi, con gli strappi sulle ginocchia, e dipingeva quasi sempre a piedi
nudi.
Non c'era nulla che la collegasse, almeno dal punto di vista fisico, a questa donna dall'aspetto
fin troppo curato.
Per c'erano altri elementi a unirle. Entrambe erano sui trent'anni al momento della morte.
Entrambe madri. Tutte e due erano state accoltellate con diversi colpi dentro la loro casa, in pieno
giorno. Entrambi i loro corpi erano distesi nudi, sul pavimento della cucina. Entrambe erano state
ritrovate dalle rispettive figlie dodicenni, al loro ritorno da scuola.
Non erano certo elementi sufficienti per costruirci sopra qualche teoria e Harper lo sapeva bene,
ma si trattava sempre di un inizio.
 lei?
La voce acuta di Baxter la fece sobbalzare. La caposervizio si era avvicinata senza che Harper
se ne accorgesse e ora stava alle sue spalle, china verso il computer con gli occhi sull'immagine che
occupava lo schermo.
Oh... s.  proprio lei disse Harper, schiarendosi la voce. Sto cercando di capire cosa mai
significhi Arricchimento e Sviluppo.
Soldi disse Baxter.  una perifrasi per indicare tutte le attivit di raccolta fondi'. Baxter
raddrizz la schiena. Trovami DJ e fagli chiamare l'universit perch ci concedano il permesso di
pubblicare questa foto. La caposervizio picchiett la punta del dito sul viso di Marie Whitney. Digli
di farcene avere una versione ad alta risoluzione per la stampa. Io intanto avverto il grafico.
Poi and via di fretta, lasciandosi dietro l'eco delle scarpe basse che tacchettavano sul
pavimento di marmo in stile palladiano.
Quando Baxter si fu allontanata, Harper non cerc subito DJ. Invece, approfond le ricerche su
Marie Whitney.
Era menzionata in qualche articolo sull'universit, in gran parte come personaggio secondario.
C'era un solo pezzo di una certa lunghezza su di lei: un articolo celebrativo pubblicato sul giornale
dell'universit, The Caller. Era stato scritto due anni prima e il titolo recitava: Marie Whitney porta in
cassa un tesoretto.
Straordinaria fundraiser, a Marie Whitney, 32 anni,  stata affidata l'organizzazione di una
campagna di raccolta fondi che ha gi fatto confluire nelle casse dell'universit 4,3 milioni di dollari.
Marie Whitney ha organizzato gal, concerti di varie celebrit e vendita all'asta di pezzi d'arte,
accompagnati da una simultanea iniziativa online. Grazie soprattutto ai suoi sforzi, la scuola ha appena
superato di oltre 500.000 dollari il suo obiettivo annuale di 3,8 milioni.
Sempre sorridente, Marie Whitney  molto benvoluta dai suoi colleghi del dipartimento
Arricchimento e Sviluppo, per la sua effervescente personalit e per la sua generosit.
Tutti vogliono bene a Marie ha detto il suo capo, Ellen Janeworth.  meraviglioso lavorare
con lei. Non c' nulla che non farebbe per l'universit.
Marie Whitney ci ha detto di essere soddisfatta dei suoi recenti successi. Ho amato gli anni
dell'universit ha dichiarato sorridendo. Sono stati il periodo pi bello della mia vita. Voglio
assicurarmi che le future generazioni di studenti, compresa mia figlia, abbiano la mia stessa
esperienza.
L'articolo era accompagnato da una foto non in posa di Marie, sul portico della sede
amministrativa dell'universit. Gonna bianca a tubino, top aderente. La pelle liscia. Il rossetto di un
rosa delicato, nulla di eccentrico. Il sorriso perfetto.
Harper rimase a fissare a lungo quella foto.
Non c'era niente che quadrava. Cosa legava Marie Whitney a sua madre? Chi mai avrebbe
avuto interesse a ucciderle entrambe?
E, se si trattava dello stesso assassino, perch era tornato a uccidere proprio adesso?
Capitolo undici
Due ore pi tardi, Harper lasci le strade della citt su cui gi calava il buio per entrare,
spingendone le pesanti porte di vetro, nella centrale di polizia. L'ingresso era vuoto a quell'ora e i passi
di Harper riecheggiarono nel silenzio. Pur dolendole ancora la caviglia per via della caduta di qualche
ora prima, Harper non zoppicava pi. L'aria condizionata era ghiaccio sulla pelle.
Dwayne Joseph sollev lo sguardo dallo schermo del piccolo televisore che teneva appena sotto
il piano del moderno bancone dell'accoglienza. Vedendola, gli si illumin il volto.
Harper! Ho sentito che lo avete impallinato le disse, il tono enfatico. Qui  successo un
putiferio. Come se qualcuno avesse ucciso il presidente.
Dwayne era scuro di carnagione quanto Darlene, l'addetta alla reception del turno di giorno, era
formosa. Era alto poco pi di un metro e ottanta, ma aveva braccia e gambe troppo lunghe per il suo
corpo: una caratteristica che gli conferiva la tenera goffaggine di un adolescente, anche se Harper
immaginava dovesse avere almeno trentacinque anni.
Lo conosceva da tempo e sapeva quanto lui amasse spettegolare. Adesso, lei aveva bisogno di
informazioni e sperava che lui le confidasse qualcosa di utile. Doveva giocare bene le sue carte, per:
per quanto amasse chiacchierare, Dwayne detestava infrangere le regole, perci il trucco era indurlo a
parlare senza che lui si accorgesse di rivelare cose che non avrebbe dovuto.
Cerc di fingersi non troppo interessata.
Davvero? Perch un putiferio?
Dwayne si allung sul bancone e abbass la voce con fare cospiratorio.
Be', Blazer  passato di qui, poco fa, e non la smetteva pi di imprecare rivel lui con
espressione di forte biasimo. Vaffa... qui. Vaffa... l.
Consapevole che Dwayne aveva un legame stretto e fervente con la propria chiesa, Harper
scosse la testa in segno di disapprovazione.
Sul serio? Oh, cielo, non  proprio da lui... Era proprio tipico di Blazer, in realt, ma Harper
sapeva anche che a Dwayne piaceva pensare bene di tutti. E come mai era cos infuriato?
Ha detto che i giornalisti della tv erano vipere che strisciavano su e gi per la sua scena del
crimine, dicendo un mucchio di s'.
Le ci volle qualche istante perch Harper intuisse che con un mucchio di s' Dwayne voleva
intendere un mucchio di stronzate. Non le era difficile immaginare Blazer venirsene fuori con quella
parola.
Davvero? Harper cerc di sembrare sinceramente sbigottita.
Ha detto che hanno cercato di confonderlo. Dwayne si scald sull'argomento. Di indurlo a
dire qualcosa che non doveva. Di cacciarlo nei guai. Ha detto che c' un assassino a piede libero l
fuori, un assassino di professione, e che quei tizi avrebbero dovuto preoccuparsi di questo, invece di
fargli perdere del tempo prezioso.
Un fiume di eccitazione scorse nelle vene di Harper come una droga: dovette distogliere lo
sguardo, perch lui non glielo leggesse negli occhi.
Un killer professionista? Harper fece finta di essere occupata a cercare qualcosa dentro la
borsa. A Savannah? Ma  forse impazzito?
Dwayne non not la punta di tensione nella sua voce.
Non  impazzito le assicur lui.  sulla bocca di tutti. Non hanno trovato impronte digitali.
N orme di scarpe. Neanche del DNA.
Harper tir fuori il burro cacao, con l'aria d'averlo cercato per tutto quel tempo. Evitando di
guardare Dwayne negli occhi.
Perci non hanno nessun indiziato?
Era stata una mossa azzardata. Dwayne rimase in silenzio e si morse il labbro inferiore.
Non lo so disse, di colpo guardingo. Dovresti chiederlo al detective Blazer.
Come pentito di quelle confidenze, l'uomo arretr di un passo, dietro al bancone.
Hai ragione, dovrei chiederlo a lui. Harper fece la disinvolta, si pass meticolosamente il
burro cacao sulle labbra e poi lo lasci cadere di nuovo nella borsa. Lo trovo nel suo ufficio?
Lui scosse la testa.  all'obitorio adesso.
Meglio cos. Harper non aveva motivo di parlare con Blazer. Non gli avrebbe cavato una sola
parola di bocca. Tuttavia, qualcun altro poteva aiutarla.
E il tenente c'? gli chiese.
I lineamenti di Dwayne si distesero di botto: detestava doverle dire di no.
 nel suo ufficio disse. Ti faccio entrare.
Lei si diresse verso la porta di sicurezza. Grazie, Dwayne.
Erano passate le diciannove e il lungo, stretto corridoio, affollato durante il giorno di poliziotti
in divisa alle prese con i loro fascicoli, di operatori telefonici che andavano a prendere un caff e di
investigatori che raggiungevano le sale degli interrogatori, era adesso immerso nella calma.
Mentre camminava, Harper riesamin le informazioni che Dwayne le aveva incautamente
rivelato. Aveva la mente in subbuglio.
Un killer di professione? E cosa significava? Un sicario forse? O semplicemente qualcuno che
aveva gi ucciso in passato?
E se l'ultima ipotesi fosse stata vera allora poteva trattarsi sul serio della stessa persona che
aveva ucciso sua madre quindici anni prima?
La porta di Smith era quasi in fondo al corridoio. Le luci arrivavano soffuse attraverso il vetro
satinato della porta, mentre Harper si avvicinava.
Di solito non si tratteneva fino a quell'ora. Il caso Whitney doveva tenerlo molto occupato.
Buss una volta.
Avanti rispose lui, brusco.
Harper entr e scorse una traccia di stupore sul suo viso. Lui richiuse il fascicolo che aveva
davanti e ci appoggi sopra un fermacarte, una pesante palla da golf in bronzo.
Harper. Non sembrava felice di vederla. Credevo fossi a scrivere un pezzo sull'omicidio.
Infatti. Sono qui per questo. Ho bisogno di parlarti.
Lui le lanci uno sguardo di monito.
Ascolta, sai che non posso dirti nulla a indagini ancora in corso...
Lei alz entrambe le mani come a dargli ragione. Lo so. Per, c' qualcosa che ti devo
chiedere.
Senza aspettare un invito, Harper chiuse la porta dietro di s, si accomod su una delle sedie di
fronte alla scrivania e si protese verso di lui.
La ragazzina che ho visto con te oggi, Camille Whitney, sta bene?
I lineamenti del tenente si rilassarono un poco.
Sta bene, Harper. Dovresti sapere che ce ne prenderemo cura.
Certo che lo sapeva. Sapeva a menadito cosa sarebbe accaduto ora a Camille. Sapeva che i
poliziotti avrebbero cercato di distrarla, offrendole di continuo bibite di cui lei non aveva voglia e libri
da colorare inadatti alla sua et gi grandicella, finch un assistente sociale o qualcuno della famiglia
non l'avessero fatta uscire di nascosto per portarla al sicuro. Una sicurezza scomoda.
Harper non apr bocca.  tutto qui quello che volevi sapere? le chiese Smith.
L'ho... lei si blocc e abbass lo sguardo sul taccuino che stringeva in mano. L'ho vista,
oggi. Con te.  stato come tornare a quindici anni fa.
Smith gioc col fermacarte sul fascicolo.
Ho pensato anch'io la stessa cosa quando l'ho vista disse lui aspro. Il mio primo pensiero 
stato che ti assomigliava troppo.
Tenente, pensi che... Harper fece una pausa, come a farsi coraggio. Credi che chi ha ucciso
mia madre abbia ucciso anche Marie Whitney?
Una strana espressione attravers il volto di Smith. Una sorta di smarrimento improvviso e
intimo, come se lei gli avesse dato uno schiaffo.
Che razza di domanda ?
La sua profonda voce baritonale risuon nella stanza come un basso, minaccioso rombo di
tuono in lontananza.
Mi puoi rispondere? Harper lo guard implorante.
Smith scosse il capo.
Harper, no. Fidati: tutto ci che hanno in comune questi due crimini  una ragazzina che torna
da scuola.
Il suo tono era fermo: irrefutabile. Tuttavia, lei sapeva che non era sincero.
Non era sicura di come giocarsela. Non poteva spiegargli come faceva a saperlo senza rivelargli
anche di aver dato una sbirciata alla scena del crimine. E a quel punto lui avrebbe voluto conoscere tutti
i dettagli della sua impresa.
Harper non aveva altra scelta.
Ne sei sicuro? Il cadavere di Marie Whitney  stato trovato in cucina, non  cos? Cerc di
sembrare confusa, ma non provocatoria. Nuda e prona sul pavimento. Accoltellata pi volte. Tenente,
proprio come  successo a mia madre.
Lui sgran gli occhi. Harper, intuendo che lui era ormai sul piede di guerra, gli scaric addosso
tutte le domande che le si erano affollate nella mente nelle ultime due ore.
Che tipo di coltello  stato usato? Uguale a quello con cui  stata uccisa mia madre? Avete
comparato i casi? Se si tratta dello stesso individuo, perch...
Harper, basta! Il faccione rugoso di Smith era paonazzo. Come diavolo fai a sapere dove 
stato rinvenuto il cadavere? Nessun particolare  stato rilasciato alla stampa e che io sia maledetto se 
stato Blazer a raccontartelo. Quell'uomo preferirebbe baciare un serpente piuttosto che parlare con un
giornalista.
Non  importante... disse lei. Ci che conta davvero adesso  che se la stessa persona ha
ucciso sia Marie Whitney sia...
Basta cos ringhi lui, interrompendola di nuovo. Non sei tu a fare le domande adesso.
Tocca a me. Allora, chiss come sei venuta a conoscenza di informazioni cui non avresti dovuto avere
accesso su un caso di omicidio aperto. Come capo della squadra investigativa, sono io il primo
responsabile di una scena del crimine. E scoprir chi ti ha fornito questi particolari, oppure telefoner
alla tua caposervizio e la convocher qui perch sia lei a spiegarmelo.
Harper ingoi il boccone amaro.
Di quando in quando, aveva dei piccoli sprazzi su come dovesse sentirsi un sospettato di
omicidio quando veniva interrogato da lui. I suoi occhi blu ravvicinati erano cos freddi e penetranti
che faceva quasi male guardarli. Era come se mettessero a nudo la sua anima.
Ho visto la scena del crimine gli confess allora.
Smith si strofin la fronte, stanco.
Oh, meraviglioso. E come, esattamente, ci sei riuscita?
Dalla finestra disse lei. Mi  capitato di darci un'occhiata di sfuggita. Tutto qua.
Ti  capitato di darci un'occhiata di sfuggita? Smith inclin la testa e la fiss con palese
sospetto. Da quale finestra?
Una di quelle sul retro. Harper fece spallucce.  importante?
S, diavolo,  importante. Perch l'unico modo per vedere attraverso una di quelle finestre...
Scusandosi dentro di s con Miles, Harper disse: ...  con un teleobiettivo dal cortile di casa di
un gentile vicino. Proprio cos. E questo non  illegale, tenente. Come ben sai.
Lui si zitt.
Ci fu una pausa in cui entrambi si guardarono dai due lati opposti della grande scrivania.
Alla fine, fu lui a rompere il ghiaccio.
Harper, perch l'hai fatto? Non  da te. Non c'era pi rabbia nella sua voce, solo stanchezza.
Sai che non  consentito raccogliere indiscrezioni riguardo alle indagini su un caso di omicidio.
Questa volta Harper non ebbe bisogno di trovare una bugia credibile.
Ho visto Camille disse. L'ho vista accanto a te ed  stato come avere davanti agli occhi me
stessa. Dovevo scoprire se i delitti fossero identici. E lo sono.
Il tenente si accasci sulla poltrona.
Non sono identici ribad lui. E tu non sei quella ragazzina.
Tenente, ti prego. Harper si sporse verso di lui, con tono implorante. Devo sapere perch
questa scena del crimine somiglia cos tanto a quella di mia madre. Non voglio litigare, ho bisogno di
capire cosa succede.  una cosa che riguarda me sola, non il giornale. Me. Si port la mano al petto.
Pensi che i due omicidi siano stati commessi dalla stessa persona? L'assassino di mia madre 
tornato?
Profonde rughe segnarono la pelle sopra gli occhi di Smith, mentre lui la osservava con
profonda comprensione.
Mi spiace tanto, Harper disse poi con garbo. Questi due omicidi non sono opera dello stesso
assassino.
Il sottile filo di speranza o di paura che si era attorcigliato al cuore di Harper nel momento in
cui aveva visto Camille in strada, ore prima, si allent. E lei detest sentirlo rarefarsi. Era cos confusa
adesso. La certezza era stata forte.
Ne sei sicuro? chiese Harper con voce strozzata.
S. Lui si sporse in avanti: Ascoltami: non nego che ci siano delle sorprendenti similitudini
con il caso di tua madre, ma vi sono anche delle differenze, Harper. Differenze significative.
Quali?
Il tipo di arma utilizzata, l'angolazione delle ferite, la forza usata nell'attacco omicida: tutto sta
a indicare una mano diversa spieg lui. La persona che cerchiamo  pi alta dell'assassino di tua
madre. Pi pesante. Le ferite che ha inferto sono meno decise, pi esitanti: sul corpo di Marie Whitney
ci sono pi ferite da difesa, perci lei ha avuto modo di lottare con il suo assalitore. Tutto ci ci porta a
concludere che si tratti di un assassino diverso.
Smith esponeva i fatti con sicurezza. Era a suo agio nell'esaminare le prove. Cos come tutti gli
investigatori, abituati a costruire un caso su centinaia di microscopici elementi, al pari di un architetto
che progetta un edificio con un tratto di matita alla volta.
Harper non poteva contraddire le prove.
Tra le due scene abbiamo anche ravvisato differenze sufficienti a rafforzare la mia opinione
che le analogie superficiali che esse presentano non siano altro che mere coincidenze continu lui.
Dammi retta: nel mio lavoro, con l'esperienza ti accorgi di quanto una certa tipologia di omicidio
tenda a ripetersi. Non sono poi tanti i modi di uccidere.
Harper pens a come ribattere, ma di colpo aveva perso la sua combattivit. Non riusciva a
scacciare dalla mente l'immagine di Marie Whitney, la sua mano protesa, le dita curve. E poi sua
madre, immobile e fredda.
Ah. Fu tutto quello che riusc a dire, in un soffio.
Harper disse il tenente con aria preoccupata, stai bene? Hai bisogno di qualcosa? Vuoi che ti
faccia portare un bicchiere d'acqua?
No gli disse lei.  tutto a posto.
Non era vero. Harper avrebbe voluto chiedergli cosa intendesse Blazer nel sostenere che
l'assassino che cercavano era un professionista ma, all'improvviso, si sent soffocare in quella stanza
angusta. Doveva uscire da l.
Si alz di scatto, spingendo indietro la sedia con una spinta tale da farla stridere sul pavimento.
Smith sembr trasalire.
Va bene disse lei, appoggiandosi alla porta. Devo tornare in redazione. Devo chiudere il
pezzo.
Smith annu. Capisco.
Poi si alz, indeciso se accompagnarla o no, mentre lei trafficava con la porta per aprirla.
Guadagnata l'uscita, Harper si volt a guardarlo. Lui non si era mosso, ma i suoi occhi erano
colmi di apprensione.
Sto bene ripet lei. Davvero. Ricordandosi poi che si erano messi d'accordo per cenare
insieme, si affrett ad aggiungere: Ci vediamo domenica, allora. Ok?
Senza aspettare oltre, spalanc la porta e corse in corridoio, raggiungendo a passo lesto la porta
di sicurezza. Poi usc in strada, nella calura estiva della notte.
Capitolo dodici
Cinque ore pi tardi, appena scoccata la mezzanotte, Harper era di fronte a un vecchio
magazzino ristrutturato, affacciato su una strada acciottolata lungo il fiume, strizzando gli occhi al buio
per distinguere i tasti numerati che aveva di fronte.
La lampada sopra la porta si era fulminata due settimane prima e nessuno aveva ancora
rimediato all'inconveniente. Harper decise che uno di quei giorni si sarebbe portata dietro un cacciavite
e avrebbe sostituito quella maledetta lampadina con le proprie mani.
Trovato finalmente il numero 12, lo schiacci forte e aspett, fissando la telecamera sul
citofono. Il piede destro che batteva per terra tradiva la sua impazienza.
Adesso che era l, voleva lasciarsi quella storia alle spalle.
Jackson. Dal piccolo altoparlante, la voce di Miles usc brusca e guardinga.
Sono io disse Harper, dando il volto alla telecamera. Ovviamente.
Con un clunk sordo e meccanico, la pesante porta di ferro si sblocc e si apr silenziosa verso
l'interno.
Una volta entrata, Harper si mosse per un atrio immenso e deserto, fiancheggiato da giganteschi
vasi di palme dal fogliame lucente e alberi di ficus che parevano minuscoli in quello spazio cavernoso.
I proprietari avevano preservato la pavimentazione originale in pietra, piena di avvallamenti e
consunta, dandogli per una lucidata per rendere l'ambiente un po' pi accogliente e al tempo stesso
togliergli l'atmosfera di ci che era stato per pi di un secolo: un gigantesco deposito per ceste di
cotone e tabacco, patate dolci e zucchero di canna.
A dispetto di tutti gli sforzi del costruttore per dargli una ripulita e rimetterlo a nuovo, Harper
pens di poter ancora avvertire nel flusso dell'aria condizionata una traccia del polveroso odore dei
campi.
L'ascensore si apr non appena lei schiacci il tasto di chiamata. Avevano scelto di dargli un
aspetto post-industriale, con la cabina rivestita di lastre in metallo, che davano l'impressione di essere
state sonoramente prese a calci e a pugni finch non si erano sistemate al loro posto.
Mentre saliva, Harper si appoggi a una parete, socchiudendo gli occhi. Lo stomaco le
gorgogli cos forte da sovrastare lo sferragliare delle pulegge dell'ascensore. Non metteva nulla sotto
ai denti da quando aveva interrotto il pranzo all'Eric's Diner. Non ne aveva pi trovato il tempo.
Rientrata dalla centrale di polizia, aveva impiegato ore per mettere insieme un articolo esaustivo
su Marie Whitney in tempo per l'ultima edizione. DJ era rimasto fino a tardi per aiutarla.
Il titolo  Un omicidio scuote un quartiere tranquillo  era mediocre, secondo Harper. Quanto
meno, per, era accurato.
Miles non aveva fiatato con nessuno dello strano comportamento di Harper sulla scena del
crimine. Adesso, toccava a lei dargli la spiegazione che gli aveva promesso.
Al quarto piano, le porte si spalancarono con un debole sibilo su un corridoio ampio, dalle luci
soffuse e con le pareti di mattoni a vista. La porta del numero 12 era gi aperta.
Entr e se la richiuse alle spalle. Dalle casse dello stereo, usciva la voce roca di un cantante
blues.
Ehil?
Era un loft dai soffitti altissimi e con il pavimento fatto di larghe assi di legno di recupero, forse
quercia. Su una parete la fila di finestroni incorniciava le luci scintillanti del centro di Savannah e le
scure, mosse volute del fiume.
Il soggiorno, la sala da pranzo e la cucina costituivano uno spazio unico. Gli arredi erano
moderni: pelle e acciaio cromato. Le luci erano quasi tutte abbassate, eccetto che nella cucina dove,
sotto il bagliore nitido e brillante di una lampada a sospensione, Miles sedeva al tavolo.
Sollev lo sguardo verso di lei e con un cenno del capo le indic il frigo. Gli occhiali dalla
montatura di metallo che Miles inforcava per vedere da vicino luccicarono sotto i raggi della luce.
Dall'espressione del suo viso, Harper non seppe dire se lui fosse ancora arrabbiato con lei.
Prenditi pure una birra.
Miles aveva sparso le parti interne della macchina fotografica sopra un foglio di carta bianco e
armeggiava con una serie di strumenti complessi per ricomporre con meticolosit l'insieme.
Era una sua abitudine: sosteneva che lo aiutasse a riflettere.
Uno scanner radio sul piano di lavoro accanto al frigo ronz e gracchi cos forte da farsi
sentire nonostante la musica.
Harper prese una bottiglia di birra dal frigo.
Sono sorpreso di vederti disse Miles, mentre lei faceva saltare il tappo con un apribottiglie
che lui aveva lasciato sul ripiano. Pensavo che fossi da Rosie's.
Dopo che il giornale era andato in stampa, tutti si erano riuniti al Rosie Malone's per una bevuta
in compagnia.
Era la tradizione, dopo una grossa notizia. Harper immaginava che ci sarebbero stati anche Josh
e Natalie, ma stasera non era in vena di chiacchiere.
Non ero dell'umore gli rispose, mentre tirava fuori una sedia da sotto al tavolo e si
accomodava davanti a lui, facendo attenzione a tenere la birra ben lontana da tutte le componenti in
metallo disposte in ordine di fronte a lei. Una nuova macchina fotografica?
L'ho presa su eBay disse lui tutto soddisfatto, come avesse vinto alla lotteria. Non ho speso
molto. Dicevano che l'otturatore non funzionava bene e che non si poteva riparare. Le indic i piccoli
pezzi di metallo nero disseminati sul tavolo. La sto riparando.
Con l'aiuto di un piccolo aggeggio, Miles scelse una particella misteriosa e la colloc
all'interno della fotocamera svuotata con studiata precisione.
Allora le disse, una volta finito il suo lavoro, a cosa debbo l'onore?
Miles sollev lo sguardo verso di lei, uno sguardo fisso al pari delle sue mani ben salde.
Harper bevve un lungo sorso di birra fredda per farsi coraggio.
Ti devo una spiegazione disse dopo un momento. E sono venuta qui per onorare il mio
debito.
Spara disse lui.
Lei si schiar la voce.
Volevi sapere di quell'omicidio avvenuto quindici anni fa. Quello che il caso Whitney mi ha
fatto venire in mente.
Lui annu con gli occhi sulla macchina, mentre ne regolava qualche ammennicolo all'interno.
S. Sembrava che non avessi molta voglia di parlarne.
Infatti, ma lo far. Harper scoll i margini dell'etichetta della birra. La scena del crimine di
oggi... era esattamente identica a quella. Quella dell'omicidio di mia madre.
A Miles sfugg di mano il cacciavite, che sbatt sul tavolo.
Tua madre  stata assassinata?
Lui la guard scioccato.
S. Harper mantenne la voce calma.  stata accoltellata a morte nella cucina di casa, quando
io avevo dodici anni.
Pos sul tavolo la macchina fotografica, prese il telecomando in fondo al tavolo e spense lo
stereo. Il blues tacque.
Si sistem sulla sedia e la squadr con uno sguardo corrucciato.
E tu eri presente?
Ho trovato io il cadavere gli disse. Esattamente come oggi Camille ha trovato sua madre. In
cucina. Morta accoltellata. Nuda.
Miles si tolse gli occhiali e li poggi sul tavolo. Sembrava sbigottito.
Harper, non me ne hai mai fatto parola prima e lavoriamo fianco a fianco da quasi sei anni
ormai.
C'era una domanda sepolta nel suo imbarazzo. Harper non poteva far finta di non averlo notato.
Lo so.  un argomento di cui non parlo gli disse. Mai.
Rigir la bottiglia di birra tra le mani. L'etichetta, di marca straniera, appariva e scompariva.
E l'assassino? domand lui.
Harper scosse la testa.
Non l'hanno mai trovato.
E pensi che lo stesso individuo che ha ucciso tua madre possa aver ucciso adesso Marie
Whitney?
S ammise lei. Almeno l'ho pensato finch non ne ho discusso con Smith, stasera. Mi ha
detto chiaro e tondo che avevo torto marcio.
Cavoli. Miles si addoss allo schienale della sedia e bevve un sorso di birra.
Puoi dirlo forte disse Harper. Per poi ci ho ripensato e non sono ancora del tutto sicura che
sia lui ad aver ragione.
Miles le lanci un'occhiata.
Ho visto entrambe le scene del crimine, Miles gli disse lei, sfiorando il tavolo con la bottiglia.
All'apparenza erano identiche. La stessa posizione del corpo all'interno della casa. Lo stesso orario.
Lo stesso tipo di arma usata. Harper sottolineava le similarit enumerandole sulle dita della mano. I
dettagli dell'omicidio di mia madre non sono mai stati resi noti, eppure le due scene del crimine sono
uguali da ogni punto di vista. Com' possibile che si tratti soltanto di una coincidenza?
Era questo il vero problema, perch lei aveva avuto tempo di rifletterci e, qualunque cosa ne
pensasse Smith, era pi che mai convinta che non si potesse escludere la sua ipotesi solo basandosi
sulla diversa angolazione dei colpi sferrati con il coltello.
Aspetta un minuto. Ragioniamo con calma disse Miles. Cosa ti ha detto di preciso Smith? Ti
ha chiarito in cosa differiscono le due situazioni?
Harper gli raccont quanto Smith le aveva spiegato sulle diverse dimensioni dell'arma usata e
sulle differenti angolazioni delle ferite inferte, discrepanze che facevano supporre che chi aveva ucciso
Marie Whitney fosse pi alto e pi pesante dell'assassino di sua madre.
Lui la ascolt con attenzione, corrugando sempre di pi la fronte.
Be', non sono poi granch, come differenze riconobbe Miles quando lei ebbe finito di
parlare.
Proprio cos, e pi ci penso pi mi sembrano obiezioni deboli disse Harper. Smith dice che
questo assassino pesa di pi? Sono passati quindici anni, la gente col tempo si appesantisce. E per
quanto riguarda le ferite da taglio... Harper fece spallucce. E se Marie Whitney fosse pi bassa di
mia madre? Questo influirebbe sull'angolazione dei colpi, non  forse cos?
Secondo me, s mormor lui.
Penso continu Harper che Smith la creda un'ipotesi troppo remota. Perch mai il killer ha
aspettato tutti questi anni per rifarsi vivo? Anch'io non riesco a spiegarmelo. Non ha alcun senso, se
davvero si tratta dello stesso assassino. Per, non ha alcun senso neppure sostenere il contrario. Capisci
cosa intendo?
Harper guard Miles, speranzosa.
 molto strano disse lui, dopo una lunga pausa. Ma pu succedere che un assassino torni a
colpire anche dopo molto tempo.
Miles riprese in mano la sua bottiglia di birra. La trov vuota e si alz per andare a prenderne
un'altra dal frigo.
Smith non ti ha detto altro? le chiese dalla cucina. Nient'altro?
No, Smith no disse Harper. Ma Blazer s. A quanto pare va dicendo in giro che il killer  un
professionista. Cosa potr mai significare?
Miles ritorn con due bottiglie e gliene porse una.
Mi hai convinto, c' qualcosa che non quadra disse poi, sedendosi di nuovo. Per di certo
non ci vedo la mano di un sicario. Chi assolderebbe qualcuno per ammazzare una madre single che si
occupa della raccolta fondi di un piccolo college?
 quello che mi domando anch'io. Harper si tese verso di lui, presa dall'entusiasmo. Per,
se Dwayne ha capito bene quello che diceva Blazer, sul luogo del delitto non sono state ritrovate n
impronte digitali, n orme di scarpe, n uno straccio di DNA.
Miles lanci un fischio basso.
Be',  gi qualcosa le disse. Possiamo escludere il crimine passionale. Perch, in quel caso,
uccidi senza pensare e inevitabilmente commetti degli sbagli. Miles prese di nuovo in mano la
macchina fotografica, girandola per illuminarne l'interno. Parliamo di un individuo esperto,
tecnicamente preparato.
Ma, se si tratta dello stesso individuo, perch rispuntare fuori proprio adesso? chiese Harper.
Dove se n' stato rintanato per tutti questi anni? Era in prigione per un altro crimine? Oppure  uno
che si sposta, che  passato di qui una volta e poi ci  capitato di nuovo?
Sono tutte delle buone domande osserv Miles.
Tutto lo sfinimento che poco prima aveva sopraffatto Harper ora era svanito. Il suo cervello
aveva ripreso a funzionare a pieno ritmo. Miles era un uomo cauto, con una conoscenza enciclopedica
del crimine. Se non riteneva folli le sue teorie, allora Harper poteva aver scoperto sul serio qualcosa di
importante.
Allora gli disse, mentre lui si rigirava tra le mani la macchina fotografica, prima di tutto,
dovr fare qualche ricerca sull'omicidio di mia madre. Vedere se c' qualche legame che lo colleghi al
caso Whitney. Poi, devo scoprire di pi sull'assassinio di oggi. Far quadrare i pezzi.
La mano di Miles, tesa verso uno dei suoi strumenti, si ferm a mezz'aria.
Sta' attenta si raccomand lui. Stai camminando su un campo minato. Se i detective
scoprono che stai conducendo un'indagine parallela, la cosa non gli andr affatto a genio. Blazer  un
rompiscatole, non vedrebbe l'ora di approfittarne per farti passare un brutto quarto d'ora.
Star attenta disse d'impulso Harper. L'ultima cosa di cui si preoccupava adesso era che
Blazer andasse a lagnarsi di lei con Smith.
L'eccitazione che le scorreva forte nelle vene le rendeva difficile avere altro per la mente se non
le sue indagini. Per la prima volta in vita sua aveva la possibilit  solo una remota possibilit  di
trovare l'assassino della madre. Se Smith si sbagliava, cosa per lei probabile, Marie Whitney l'avrebbe
condotta dritta da lui.
Va' avanti col tuo piano la incoraggi Miles. Far qualche domanda in giro anch'io.
Vediamo un po' cosa riesco a scovare. Una mia ex fidanzata lavora nell'ufficio del coroner. Prover a
farle una telefonata e, chiss, magari riuscir a mettere le mani sul rapporto della Scientifica.
Miles aveva un sacco di ex fidanzate in un mucchio di posti. E spesso si erano rivelate degli
agganci molto utili.
Grazie gli disse Harper, presa dall'entusiasmo. Il tuo aiuto significa davvero molto per me.
Be' lui pos di nuovo la macchina fotografica e la guard negli occhi. Devo dire che non
avrei mai immaginato una cosa simile, Harper. Non riesco a credere che tu non mi abbia mai confidato
quanto ti  successo da piccola.
Abbiamo tutti qualche segreto Harper prese in mano la sua bottiglia. Solo che alcuni sono
peggiori di altri.
Capitolo tredici
Il giorno successivo Harper arriv in redazione due ore prima. I raggi del sole inondavano la
sala attraverso la fila di finestroni affacciati su Bay Street, conferendo allo stuolo di scrivanie un lucore
etereo che contrastava con il solito trambusto giornaliero di quindici reporter le cui dita erano capaci di
battere sulla tastiera cento parole al minuto e la cui lingua era ancora pi lesta.
DJ per poco non cadde dalla sedia quando la vide arrivare con una tazza di caff in una mano e
il radio scanner nell'altra.
Cosa ci fai qui cos presto?  morto qualcuno? le chiese. Cio... qualcun altro?
Tutti moriamo, DJ disse lei, accendendo il computer.
Ci non bast a placare la sua curiosit, per.
Cosa succede?  per il caso Whitney? Ci sono novit?
Ancora no disse lei con noncuranza. Sto solo cercando di approfondire le ricerche. Magari
spunta qualcosa di nuovo. Ho pensato che sarebbe stato meglio rimboccarmi le maniche un po' prima
oggi.
Era su per gi la verit.
Dopo aver lasciato Miles, Harper non era riuscita a chiudere occhio. Aveva trascorso la maggior
parte della notte a prendere appunti, a predisporre un piano d'azione. Si era assopita sul divano poco
prima dell'alba, con la penna ancora in mano, cadendo in un sonno breve, agitato da sangue e
inseguimenti.
Quando si era svegliata era gi mattino inoltrato: il sole filtrava dalle tende e Zuzu era
acciambellata dietro alle sue ginocchia, facendo le fusa.
Un attimo e Harper era gi pronta a far carburare il cervello. Non aveva voglia di ciondolare per
casa tutto il giorno, in attesa che arrivassero le quattro del pomeriggio. Era impaziente di andare al
lavoro.
A quel punto, guard DJ come se un pensiero le fosse balenato in mente proprio in quell'istante.
A pensarci bene, potresti ancora darmi una mano, se non sei troppo preso,  chiaro.
Illuminandosi tutto, DJ si avvicin a bordo della sua sedia girevole alla scrivania di Harper.
Nient'affatto. Dimmi tutto.
Hai fatto proprio un bel lavoro ieri gli disse.
Era vero. Aveva corso per tutta la citt raccogliendo informazioni e aveva poi scritto il suo
pezzo con una tale tempestivit che il giornale aveva battuto perfino i notiziari delle reti televisive.
Andiamo, non ho fatto granch insistette lui, arrossendo.
Harper represse un sorriso. Il ragazzo non riusciva a mascherare l'emozione.
Sai che non  vero disse lei. Anche Baxter ne  rimasta molto colpita.
Lui abbass la voce per non farsi sentire dai giornalisti che lavoravano alle scrivanie vicine.
Sul serio, Harper: oggi  stata la prima volta che i miei amici hanno letto un mio articolo senza
che li dovessi supplicare. La nera  davvero una figata. Finire cos, da un giorno all'altro, in prima
pagina... mi sono sentito una rock star.
Bene disse lei. Tentiamo di nuovo il colpaccio, allora.
Harper prese la copia del giornale che era sulla sua scrivania e gli indic la foto di Marie
Whitney. Era quella che si erano procurati dal sito dell'universit: quella in cui la donna appariva con
un sorriso abbagliante, l'incarnato dorato e i capelli biondi lucenti.
Dobbiamo scavare pi a fondo nella sua vita. Pensi che qualcuno dei tuoi contatti
all'universit la conosca abbastanza bene da poterci dare qualche informazione in pi? Harper
picchiett il dito sul viso di Marie Whitney. Dobbiamo scoprire chi frequentava. Aveva conosciuto
qualcuno di recente? Hanno notato qualcosa di strano nel suo comportamento nei giorni antecedenti al
suo assassinio? Era in ansia? Spaventata forse? Potrebbero essere dettagli utili.
Dietro le lenti, DJ sgran gli occhi. Stai investigando su di lei?
Harper doveva essere cauta. Non doveva esagerare. L'ultima cosa di cui aveva bisogno era che
DJ si facesse prendere dall'entusiasmo e andasse in giro a raccontare a tutti che stava indagando con lei
su un omicidio.
Non proprio disse con fare indifferente. Voglio solo capire se c' dell'altro da scoprire.
Qualcosa che potrebbe esserci sfuggito ieri. Perch, se  cos, non voglio che Channel 5 ci arrivi prima
di noi.
Il viso di DJ si rabbui. Quello stronzo di Josh Leonard si sta probabilmente dando da fare.
Detesto quel tizio coi capelli fonati.
Proprio cos conferm Harper, sebbene avesse la ragionevole sicurezza che a Josh non
sarebbe mai saltato in mente di fare qualcosa del genere. Fatti un giro dove lavorava la Whitney,
potrebbe rivelarsi una mossa vincente. Scopri se sanno qualcosa. Per non attirare troppo l'attenzione.
Dobbiamo evitare che a qualcuno  soprattutto alla polizia  venga il sospetto che ci stiamo occupando
del caso.
Agire sottotraccia. DJ era elettrizzato. Mi piace. Io sar Woodward. Tu Bernstein.
Non riusciva a rimanere fermo sulla sedia.
Sai una cosa? disse lui, rivolgendo un'occhiata all'orologio. Ci vado adesso e vedo cosa
riesco a scoprire.
Sarebbe grandioso disse Harper. Fa' attenzione e...
La sua voce si smorz. Dall'altra parte della sala, il direttore del giornale era emerso dal suo
ufficio dalle pareti di vetro per dirigersi proprio verso di loro.
DJ si volt per vedere cosa lei stesse fissando.
Oh, merda sussurr lui, sprofondando di nuovo nella sedia.  Dells.
Il direttore Paul Dells non parlava quasi mai con i giornalisti, a meno che li dovesse assumere o
licenziare. Harper lo aveva conosciuto il giorno in cui era stata promossa da praticante a giornalista
professionista, poi non l'aveva pi visto fino a due anni prima, quando si era rivolto all'intera redazione
per annunciare la prima tornata di licenziamenti.
Per quella successiva  quella in cui Miles aveva perso il lavoro  Dells non si era dato la pena
di tenere un secondo discorso.
E adesso si stava dirigendo proprio verso di lei. Col sorriso sulle labbra.
Scusatemi disse con fare gioviale. Non  lei Harper McClain? Mi  giunta voce che
lavorasse qui, ma credevo fosse uno scherzo.
Dells aveva folti capelli neri con striature grigie sistemate ad arte. I suoi denti erano di un
bianco abbagliante. Aveva un aspetto molto curato ed era abbronzato. Il completo che indossava
probabilmente costava pi di quanto Harper guadagnasse in un mese.
Eppure lei non aveva nulla di personale contro di lui. Erano tempi difficili. Nessuno voleva pi
pagare per leggere un quotidiano. Non era colpa di Dells se il mondo era impazzito. Inoltre, lui non
aveva mai interferito con il suo lavoro. E questo le piaceva.
Harper gli rivolse un sorriso garbato. Buongiorno, Mr Dells. Come sta?
La redazione ammutol di colpo. Harper sentiva concentrata su di s tutta l'attenzione della sala,
anche se la maggior parte dei giornalisti continuava a fissare lo schermo del proprio computer.
Mi chiami Paul, la prego. Il suo sorriso si allarg e la pelle intorno ai suoi occhi si incresp in
modo fascinoso. Va tutto bene, a parte il fatto che la sua presenza qui a quest'ora potrebbe essere il
segnale di un evento apocalittico: in tal caso, me lo dica subito, cos corro a rifugiarmi nel bunker.
Harper accenn una risatina per mascherare il suo sconcerto per quell'improvviso sfoggio di
charme.
Non c' alcun bisogno di cercare riparo. Sto solo cominciando a lavorare all'articolo di oggi.
Dells prese in mano una copia del giornale. Marie Whitney col suo bel viso dai lineamenti
delicati guard Harper.
Bene. Non la tratterr oltre. Volevo solo congratularmi per il suo lavoro. Questo di oggi  un
pezzo davvero valido. Eccellente. Ha battuto ogni tv della citt.
Grazie. Harper arross, suo malgrado.
Alle spalle di Dells, vide DJ che osservava la scena con stupore. Con un cenno della testa lo
indic subito al direttore.
Non ce l'avrei fatta senza l'aiuto di DJ.
DJ sorrise come un bambino che aveva appena scoperto che gli avrebbero regalato una
bicicletta per Natale.
Dells si volt verso di lui e gli sorrise: Formate una gran bella squadra. Candideremo l'articolo
per i premi di quest'anno disse poi a entrambi. Continuate cos aggiunse picchiettando sull'angolo
del giornale sopra la scrivania di Harper.
Si conged con un sorriso professionale e rientr nel suo ufficio a vetri.
La sala riprese vita coi suoi rumori.
DJ fiss pensoso il direttore che si ritirava.
Sono qui da un anno e mezzo e non mi aveva mai notato prima. Poi si volt verso Harper.
Giuro su Dio, far qualunque cosa tu mi chieda. Vuoi che venga a pulirti casa? Vuoi che ti lustri le
scarpe?
Harper rispose senza esitare.
Mi basta che tu scopra il pi possibile sul conto di Marie Whitney.
Dopo che DJ era uscito, pi entusiasta del solito di dover fare del lavoro per conto di Harper
che esulava dalle sue mansioni, lei afferr penna e taccuino e si alz.
Pass davanti all'ufficio del direttore e lo vide dietro alla vetrata, seduto alla sua lucida
scrivania di design, parlare a bassa voce al telefono senza sollevare lo sguardo.
Subito dopo, oltre una porta a due battenti, iniziava un lungo corridoio. Era l che pulsava il
cuore del giornale: l dietro c'era la stanza del personale, che trasudava odore di caff bruciato, e gli
uffici dei giornalisti di lifestyle e sportivi. Dall'ultima stanza, una tv farfugliava un flusso continuo di
incomprensibili chiacchiere sul baseball.
La porta in fondo al corridoio si apriva su una scala. Harper la sal, i suoi passi riecheggiarono
morbidi fino al terzo piano. In cima, un altro corridoio si allungava oltre i misteriosi uffici di vendite e
marketing e amministrativo e societario, qualunque cosa volessero dire. Non aveva mai avuto motivo di
entrarci.
Attraverso le porte aperte sentiva il brusio di conversazioni e il trillo insistente di un telefono.
A met corridoio Harper si ferm davanti a una porta bianca. L'unico dettaglio che identificava
la stanza era una targhetta con la scritta ARCHIVIO.
Tutti al giornale chiamavano questa stanza la morgue, da sempre. Tuttavia Harper intuiva che
scrivere cos sarebbe stato di cattivo gusto.
La stanza era spoglia e priva di finestre, le pareti erano beige di polvere e c'erano file su file di
schedari in metallo scuro, organizzati per anno. Nell'aria aleggiava un lieve odore di carta e inchiostro
vecchi.
Cominciando dalla fila a lei pi prossima, Harper controll il cartoncino sugli schedari: quelli
pi vicini contenevano articoli sugli avvenimenti accaduti fino a sette anni prima.
Da quando il giornale si era convertito agli archivi digitali, non avevano mai trovato il tempo di
inserire i dati delle vecchie edizioni sui nuovi server. Era un'attivit in programma, ma poi erano
sopraggiunti i licenziamenti e gli impiegati che avrebbero dovuto occuparsene non lavoravano pi l.
Tutto ci che era accaduto pi di sette prima era catalogato solo nei registri cartacei.
Harper si spost piano lungo la fila: arrivata alla fine, era risalita a dieci anni prima.
Poi gir a destra e si trov catapultata all'improvviso a vent'anni addietro.
Troppo in l.
Harper torn indietro, imbocc la fila a sinistra e, avanzando di anno in anno, raggiunse quello
che cercava.
Al suo interno, ogni schedario era organizzato per soggetto, spesso in ordine casuale: Harper ne
apr un cassetto alla volta e scorse fascicoli con l'etichetta politici, tornado, partite di football e
ampliamenti dell'universit, finch non trov ci che aveva in mente.
McClain, Alicia.
Su quella cartella, la mano di Harper si ferm.
Era sconcertante vedere la propria madre ridotta a un nome tra mille, in un arido armadietto di
metallo accantonato in una stanza in cui quasi nessuno entrava pi. Catalogata da mani estranee che
non l'avevano mai conosciuta, non avevano mai ammirato i suoi dipinti, non l'avevano mai vista
ballare in cucina mentre preparava la cena.
L dentro, lei non era la madre di Harper, ma solo due parole. Due parole non possono
racchiudere l'essenza di un essere umano. Il suo sorriso. Il suo profumo. Due parole sono soltanto un
insieme di lettere disposte in una sequenza riconoscibile.
Harper si sent mancare il respiro, come se fosse stata colpita a tradimento.
Ecco perch, in tutti gli anni passati al giornale, non era mai salita in quella stanza a rovistare
nell'archivio. In cuor suo, aveva sempre saputo che sarebbe stato doloroso.
Eppure adesso era obbligata a farlo.
Con gesto risoluto, Harper prese la pesante cartella e la port al tavolo, poi si sedette su una
fredda sedia di metallo.
L'aria condizionata era programmata troppo alta per quello stanzino e Harper aveva brividi di
freddo mentre sollevava la copertina del fascicolo.
Con attenzione, tir fuori l'articolo in cima: la carta era soffice sotto le sue dita.
Nella foto sulla pagina del giornale c'era la casetta bianca in cui era cresciuta. Vista cos,
appariva familiare e incredibilmente distante al tempo stesso, come le case dove erano ambientate le
vicende di qualche serie tv.
Il titolo strillava: Assassinio al vespro.
Molto d'effetto mormor Harper, ma aveva la voce rotta. Continu a fissare la casa.
Aveva percorso quel vialetto di cemento fino ai gradini davanti alla porta ogni giorno per dodici
anni. Nei suoi ricordi, Harper si vedeva ancora mentre, spensierata, sollevava il chiavistello a forma di
ferro di cavallo e apriva il cancello per tornare alla vita che conosceva.
Con uno sforzo, distolse lo sguardo da quell'immagine e cominci a leggere.
L'articolo era di quelli senza fronzoli, dalla scrittura chiara e precisa. Qualcosa la colp e,
d'istinto, cerc il nome dell'autore: Tom Lane.
Ma certo sussurr.
Lane era il cronista di nera quando Harper aveva iniziato a lavorare come praticante al giornale.
A quel tempo, lui era prossimo ai sessanta. Era un reporter della vecchia scuola: si procurava le fonti ed
era rapido a scrivere. Niente orpelli: solo i fatti. Lui le aveva insegnato gran parte di quanto sapeva
sulla nera.
Lane non le aveva mai accennato di essersi occupato dell'omicidio della madre, per ne aveva
scritto, ovvio. Lui era al giornale da vent'anni quando Harper era arrivata e quando era stata presentata
lui doveva pur averla riconosciuta. Il suo era un nome piuttosto insolito e quello di sua madre era stato
un grosso caso.
Eppure Lane non le aveva detto una parola al riguardo.
Sempre pungente, Lane aveva messo subito in chiaro di non essere affatto entusiasta di doverla
seguire nel suo tirocinio. Aveva poco tempo per le donne in generale e ancora meno per le giovani
donne. Tuttavia, Harper era stata di un'insistenza implacabile, tempestandolo di domande finch lui
non si era arreso e non le aveva insegnato il mestiere.
Era stato Lane a indicarle dove puntare l'attenzione nel leggere un verbale della polizia, come
analizzare una scena del crimine e come tenersi buoni i poliziotti perch continuassero a darti le
informazioni che volevi, anche dopo aver scritto un articolo in cui non facevano una grande figura.
Lui coltivava i rapporti con la polizia con cura, allacciava sempre nuovi legami.
Gli investigatori spesso consumavano la loro cena allo Slow and Easy Caf in Johnny Mercer
Boulevard, perci anche Tom ci andava quando era in pausa. Si rendeva accessibile, ma non invadente.
Si sedeva a un tavolo abbastanza vicino al loro perch lo potessero notare, ma non tanto da farli sentire
assediati.
A volte hanno la lingua sciolta, altre volte no le disse una sera. Se sono in vena di fare due
chiacchiere, io ne ricavo delle belle informazioni. Altrimenti, in quel locale preparano un Reuben
sandwich da leccarsi i baffi, perci... Lane fece spallucce rimedio sempre qualcosa.
Lane manteneva una traccia del suo accento newyorkese anche dopo aver passato pi di
vent'anni a Savannah. Ripeteva sempre di essere finito l per caso: Ho imboccato lo svincolo sbagliato
per uscire dalla Interstate 95, mentre andavo in Florida.
Harper si rese quasi subito conto di non poter lavorare allo stesso modo di Tom: metti una
giovane reporter in una stanza affollata di investigatori maschi e avrai una reazione del tutto diversa
che a metterci un giornalista maschio. Lei era andata allo Slow and Easy Caf solo una volta: un
gruppetto di detective seduti al tavolo aveva allungato il collo verso di lei, ridacchiando di gusto.
Harper aveva imparato molto da quella esperienza.
Nell'articolo che aveva sotto gli occhi, l'attacco era nel tipico stile diretto di Lane: Un
tranquillo quartiere di Savannah oggi  stato scosso dall'assassinio di una madre di trentacinque anni,
pugnalata a morte nella sua casa, in pieno giorno.
Il cadavere di Alicia McClain  stato ritrovato in casa dalla figlia dodicenne appena tornata da
scuola, hanno detto gli inquirenti. Secondo la polizia, la signora McClain  stata accoltellata pi volte
ed  morta dissanguata prima dell'arrivo dei soccorsi.
La polizia afferma che non sono state rinvenute tracce di furto o di effrazione. Sono in corso le
indagini per individuare gli autori di questo delitto...
Harper diede una rapida scorsa al resto dell'articolo, ma non ci trov alcuna novit. Si ferm
per su una dichiarazione: Una bambina ha perso sua madre oggi a causa di un'aggressione omicida
insensata' ha detto il sergente Robert Smith. Troveremo chiunque sia stato e lo consegneremo alla
giustizia'.
Harper ricordava ancora com'era Smith a quei tempi, la sua furia quieta per quanto le era
successo. Un supereroe vendicatore. C'era voluto un po' prima che la polizia rintracciasse suo padre
quel giorno, e Smith aveva badato a lei per tutto il tempo. Le aveva portato qualcosa da mangiare che
lei non aveva neppure toccato perch aveva lo stomaco chiuso, le aveva offerto delle bibite in bicchieri
di polistirolo che lei aveva poi stracciato in morbidi pezzetti bianchi. Aveva persino mandato un agente
in cartoleria perch le prendesse dei libri da colorare, roba adatta a bambini pi piccoli di lei.
Quando suo padre si fece vivo, stravolto e con gli occhi rossi, per riportarla a casa, Harper prese
comunque con s i libri da colorare. Si era fidata di Smith, convinta che lui avrebbe saputo gestire la
situazione meglio di suo padre, che lei, persino a quell'et, per istinto riteneva inadatto.
Facendosi coraggio, gir pagina.
Il secondo articolo risaliva al giorno dopo: L'artista assassinata era un vero talento. Il delicato
viso ovale della madre le sorrideva dalla pagina.
Anche se l'aveva messo in conto, Harper rimase col fiato strozzato.
Nella foto, sua madre sedeva sui gradini di casa, con il sole negli occhi. I capelli di un rosso
acceso erano sciolti sulle spalle. Addosso aveva una camicia di qualche taglia pi grande e dei blue
jeans. Sembrava cos giovane.
Harper non ricordava di aver mai visto quella fotografia. Per un momento si chiese come avesse
fatto il giornale a ottenerla, ma conosceva gi la risposta.
Deve avergliela data pap.
Sapeva come si erano mossi: lei stessa lo aveva fatto gi un centinaio di volte. Tom gli aveva
telefonato, si era scusato profusamente per averlo disturbato in quel difficile momento e con la voce pi
gentile di cui fosse capace gli aveva spiegato che avrebbero voluto mostrare la signora McClain sotto la
miglior luce possibile. Per caso, aveva una foto che gli avrebbe fatto piacere pubblicassero?
Difficile immaginare suo padre alle prese con tutto quel delirio. Era cos perso nei giorni dopo
l'omicidio, mentre cercava di darle conforto e al contempo di farsi una ragione del proprio dolore.
In verit, nessuno dei due si era mai ripreso da quelle prime, traumatiche ore.
Non c'era nulla nell'articolo che lei non sapesse gi. Harper gir pagina.
L'articolo successivo era stato pubblicato qualche giorno pi tardi. Il titolo era ancora nel taglio
alto della prima pagina: Artista assassinata: la polizia interroga il marito.
Qualcuno aveva scattato una foto di suo padre che entrava nella centrale di polizia, scortato
dagli agenti. Indossava un completo scuro, aveva la testa china. Si scorgeva solo un lato del suo volto,
la mascella tesa, la guancia non sbarbata.
Aveva l'aria esausta. E colpevole.
A parte l'insinuazione faziosa del titolo, per, l'articolo non rivelava granch: la polizia ai
tempi non si sbottonava. C'era un unico virgolettato.
Ogni pista  aperta' ha dichiarato il sergente Robert Smith.
Harper allora ne sapeva molto di pi di Tom Lane al riguardo. L'avesse contattata, avrebbe
potuto dargli lei una vera notizia.
La polizia aveva indagato sul padre a fondo. Lo avevano convocato pi volte in centrale per
interrogarlo. Avevano perquisito la loro casa e l'avevano rivoltata come un calzino. Avevano perquisito
la sua auto. Il suo ufficio. Anche se era un avvocato lui stesso, il padre di Harper aveva assunto il
miglior penalista della citt per farsi difendere.
A quel punto, Harper viveva gi con la nonna nella casa colonica dalla pianta irregolare in cui
anche la madre era cresciuta. Tutti erano stati unanimi nello stabilire che fosse la soluzione migliore
per lei, date le circostanze. Lontano dai giornalisti.
Nessuno le aveva parlato apertamente dell'arresto del padre.
La nonna le aveva solo detto, con voce tesa: Il tuo pap sta aiutando la polizia adesso, tesoro.
Torner presto.
Tuttavia il suo linguaggio del corpo  la muscolatura contratta, il viso solcato da rughe di
preoccupazione  diceva tutt'altro. E Harper avvertiva forte l'urgenza di scoprire la verit.
Perci era diventata molto abile nell'origliare, accovacciata fuori dal soggiorno, per ascoltare le
conversazioni degli adulti, l'orecchio schiacciato contro la porta ogni volta che squillava il telefono.
Fu cos che apprese che il padre era uno degli indiziati. E, pi tardi, che sua nonna era convinta
che lui fosse colpevole.
Dov'era quel pomeriggio? la sent chiedere ai parenti, davanti a un bicchiere di t freddo. E
perch non dice la verit alla polizia?
I mormorii che ebbe in risposta indicavano che per tutti loro il comportamento del padre fosse
irragionevole.
Harper ricordava ancora il senso di vuoto che la aggred allo stomaco nel sentire il ghiaccio
tintinnare nel bicchiere quando qualcuno che lei non riusciva a vedere bevve un sorso di t.
Non crederai sul serio che l'abbia uccisa lui... Non  questo che stai dicendo, vero, mamma?
Zia Celia era sbigottita.
 un avvocato disse a quel punto lo zio, il tono carico di sottintesi. Nessuno sa meglio di un
avvocato come coprire le tracce di un crimine.
La zia lo mise a tacere. Non dire cos. Peter non avrebbe mai fatto del male ad Alicia. Non 
vero?
Nessuno rispose.
Adesso, nello stanzino mal illuminato all'ultimo piano del palazzo del giornale, Harper lanci
un lungo sospiro e volt un'altra pagina.
Il marito della vittima la tradiva durante l'omicidio.
Quell'articolo, pubblicato qualche giorno dopo che il padre era stato interrogato circa il suo
possibile coinvolgimento nel delitto, era critico ma distaccato. Parola per parola, Lane spiegava che,
mentre la moglie veniva barbaramente assassinata, il marito si trovava in compagnia dell'amante,
nell'appartamentino di lei, a circa due chilometri di distanza.
Era la prima volta che Harper vedeva quell'articolo, ma i mugolii in soggiorno le avevano gi
rivelato questo e altro ancora.
Il giorno dell'omicidio, il padre non era al lavoro: una cosa che non aveva detto alla polizia
quando lo avevano interrogato la prima volta. In ufficio, tutti pensavano che avesse un appuntamento
con un cliente, il quale aveva per dichiarato agli investigatori di non averlo visto, quel pomeriggio.
Ecco perch la polizia ci aveva impiegato cos tanto a rintracciarlo quel giorno, ed ecco perch
Harper era rimasta in centrale per due ore.
Quando la polizia seppe che non c'era stato alcun incontro di lavoro, ricondussero il padre in
centrale per interrogarlo di nuovo.
Dapprima, lui si rifiut di rivelare con chi era: tentava di proteggere l'amante. Fu quel silenzio
la ragione dei sospetti: a conti fatti, lui non aveva un alibi.
Alla fine, il padre aveva ammesso tutto e aveva raccontato di aver trascorso l'intero pomeriggio
con Jennifer Canon, una bella assistente pi giovane di lui di quindici anni, nel suo appartamento.
La chiusura di Lane era laconica: La polizia, dopo aver verificato il suo racconto, ha dichiarato
che, visti i recenti sviluppi, Mr McClain non  pi uno dei principali indiziati dell'omicidio della
moglie, anche se potrebbe ancora essere perseguito per il reato di falsa testimonianza.
Il padre non fu mai accusato per quella sua reticenza. La polizia aveva ben altro da fare, per
occuparsene. Inoltre, il procuratore distrettuale era un suo vecchio compagno di scuola. Una stretta di
mano e tutto era finito nel dimenticatoio senza troppo scalpore.
La legge lo aveva perdonato, ma Harper non c'era mai riuscita.
La notizia del tradimento aveva spaccato la famiglia. Al funerale la madre di Alicia non aveva
rivolto la parola al genero: un commiato gelido, sotto i riflettori dei media. Le troupe televisive li
filmarono da lontano al Bonaventure Cemetery, mentre si raccoglievano intorno alla fossa, in un
silenzio di pietra, con Harper aggrappata alla mano della nonna.
Da quel momento, i rapporti tra Harper e suo padre si erano incrinati in modo irrimediabile.
Harper non riusciva a scacciare dalla testa il pensiero che lui avrebbe potuto essere a casa, quel giorno.
E che avrebbe potuto salvare sua madre.
Un'idea irrazionale, certo. Se non fosse stato in compagnia di Jennifer, suo padre sarebbe stato
comunque al lavoro: era il pomeriggio di un giorno feriale. In ogni caso, sua madre sarebbe stata da
sola.
Al cuore per poco importava di essere ragionevole.
Quando i media persero interesse per il caso, suo padre si trasfer dalla villetta e lei and a
vivere con lui per qualche tempo, ma non dur. La loro vita insieme era un litigio continuo.
Cos Harper torn dalla nonna appena un anno dopo l'omicidio.
Suo padre spos Jennifer, l'assistente carina, e si stabil con lei nel Connecticut, si costru una
nuova esistenza in una citt in cui non avevano mai sentito parlare di Alicia McClain.
Cos  la vita...
Harper gir pagina.
Gli articoli si facevano sempre pi brevi. L'omicidio di sua madre non era pi una notizia da
prima pagina. In alcuni, compariva giusto come riferimento: una rapina violenta consumata poco
lontano non si credeva correlata all'omicidio di Alicia McClain... Un accoltellamento in un'altra
zona della citt era ... diverso dal caso McClain. E cos via.
In un articolo, per, a qualche mese di distanza dall'assassinio, si riportava che la polizia aveva
cercato di spiegare perch, in tutto quel tempo, non erano emersi ulteriori indizi sul caso. Harper lo
scorse e lesse tutte le frasi di circostanza che la polizia era solita sciorinare quando era al palo: Le
indagini proseguono... stiamo lavorando sodo...  un caso difficile...
Riusciva quasi a vedere i detective fare queste dichiarazioni. Il caso si era arenato. Non c'erano
nuovi indizi. Dopodich, i giornali non ne parlarono pi.
Harper prese l'ultimo articolo, una pagina dieci, a un anno di distanza dal delitto. Era un
trafiletto, non c'erano foto. Il titolo: Il caso McClain ancora irrisolto. Era vero allora come oggi.
Gran parte del pezzo era un rimaneggiamento delle dichiarazioni difensive degli investigatori.
Poi, in fondo, un ultimo virgolettato di Smith: La questione principale, a questo punto,  la totale
mancanza di prove. Nessuno che abbia visto o sentito qualcosa. L'assassino non ha lasciato nessuna
traccia.  come se Alicia McClain fosse stata uccisa da un fantasma.
Harper si sofferm su quella frase e ci picchiett sopra il dito.
Un fantasma, pens. O un professionista.
Capitolo quattordici
I casi di omicidio di solito seguono due strade: o tutto si svolge con molta rapidit e l'assassino
viene spedito in galera entro ventiquattr'ore dal delitto o le indagini avanzano a passo di lumaca.
Dopo la prima ondata di informazioni, quel sabato sembrava che il caso Whitney fosse giunto a
un punto morto.
Dalla polizia non era arrivato niente di concreto a Harper: Blazer rifiutava le sue chiamate e
Smith era irreperibile. Tutto diceva che le indagini stavano perdendo impulso: dalle intercettazioni con
lo scanner non era emersa alcuna novit sull'omicidio della casa gialla. Nessuno era stato condotto in
centrale per essere interrogato e la polizia affermava di non avere un sospettato.
Mancava poco perch il caso diventasse un delitto irrisolto.
Le indagini di Harper progredivano altrettanto lente. DJ era tornato a mani vuote dalla sua
prima sortita all'universit: quel pomeriggio tutto il personale era alla funzione commemorativa in
onore di Marie Whitney, perci non aveva trovato nessuno con cui parlare.
Ci riprovo luned promise a Harper quando se ne and a casa.
Baxter aveva tenuto in sospeso un taglio della prima pagina di domenica per il caso Whitney. 
difficile riempire uno spazio in copertina per scrivere soltanto di non avere novit da riferire ai lettori,
ma Harper fece il possibile.
La caposervizio non ne rimase granch impressionata.
Qui non mi dici nulla di nuovo, Harper la rimprover Baxter ad alta voce dall'altro capo della
stanza, nella notte di sabato.  la minestra riscaldata di ci che sappiamo gi. Avresti potuto scrivere
semplicemente: Per le ultime notizie leggete il giornale di venerd scorso'.
Sto facendo del mio meglio si difese Harper, ma cosa posso farci se la polizia non ha nulla
in mano?
Baxter non era in vena di mostrarsi comprensiva.
Fa' l'impossibile, Harper le disse. O la prossima volta che Dells verr in redazione fino alla
tua scrivania non sar per leccarti il culo.
Quando parcheggi fuori dalla moderna residenza in stile coloniale di Smith, domenica sera,
Harper era decisa a farsi raccontare qualcosa di pi sul caso.
L'abitazione si trovava nella zona sud della citt, in uno dei nuovi quartieri esclusivi dove il
cancello d'entrata recava incisi nomi inventati come Westchester in caratteri svolazzanti.
Un lungo vialetto si curvava fino all'entrata un po' pretenziosa, affiancata da due bossi topiari,
sagomati a palla da bowling, sia per forma sia per dimensioni.
Quando Smith, dopo aver vissuto per una decina d'anni in una casa modesta, si era trasferito qui
con la famiglia, Harper lo aveva preso in giro senza piet.
Il maggiordomo non  venuto ad aprirmi la porta era il suo abituale saluto. Dovresti
licenziarlo in tronco.
Sono io il maggiordomo replicava sempre Smith. Per, ne avessi uno, gli raccomanderei
come prima cosa di lasciarti fuori quando fai la scema.
Lo sai che mi vuoi bene ribatteva Harper, passandogli di fianco mentre entrava in casa.
Oggi, per, fu Pat ad aprirle.
Harper! esclam abbracciandola con calore. Il suo profumo aveva delle note mielate. Giusto
in tempo. Entra, forza.
La moglie di Smith era alta quasi quanto lui, ma aveva un fisico ancora pi spigoloso, un
sorriso largo e attraente, e occhi di un blu luminoso sotto capelli castani dal taglio corto e pratico.
Camminava rapida sul pavimento di ceramica e continu a chiacchierare allegra. La sua voce
riecheggiava nel gigantesco ingresso dal soffitto a volta.
 passato un secolo dall'ultima volta che ci sei venuta a trovare. Dove eri finita? Come sta
Bonnie?
Sono stata molto presa dal lavoro le disse Harper. Ci sono stati un paio di scoop da seguire.
Bonnie sta bene.
Insegna ancora all'Istituto d'arte?
Mmmh.
Pi si avvicinavano alla cucina, pi i profumi intensi che da l provenivano le facevano venire
l'acquolina in bocca. Pat era una cuoca leggendaria.
Ho preparato zuppa di pollo con gli gnocchi, pur di patate e cavolo nero le disse la moglie di
Smith. E le pesche primaticce sono divine, perci per dessert c' del cobbler di pesche. Sar pronto tra
pochi minuti. I miei ragazzi sono tutti in soggiorno. Va' a salutarli, intanto io ti porto un bicchiere di t
freddo.
Il soggiorno, come il resto della casa, era spazioso, con quattro morbidi divani in pelle sistemati
intorno a un grande tavolo da caff. Tutti erano rivolti verso una tv dallo schermo gigante che, in quel
momento, mostrava un lanciatore che sputava su una palla da baseball.
Sulle pareti erano appese, dentro pesanti cornici, delle stampe di paesaggi, in gran parte di
modesto valore. Vicino alla porta poi, c'era una foto di Smith da giovane, che con un ampio sorriso
stringeva la mano del governatore, mentre riceveva una medaglia al valore.
La foto era proprio alla destra dell'uomo in carne e ossa che, in pantaloni cachi e una semplice
polo bianca, se ne stava disteso su un divano, con il giornale in mano e gli occhiali da vista inforcati sul
naso. I suoi due figli, Kyle e Scott, sedevano uno di fronte all'altro, con gli occhi incollati ai rispettivi
cellulari.
Salve, ragazzi. Calando il berretto da baseball sulla testa di Scott, Harper si lasci cadere sul
divano al suo fianco. Basta con tutte queste chiacchiere, va bene? Mi avete sfinita.
Cavoli, Harper si lament Scott, raddrizzandosi il berretto. Aveva tredici anni ed era tutto
gambe, lentiggini e foruncoli.
Kyle ne aveva quindici ed era pi sicuro di s rispetto al fratello. Stacc gli occhi dal cellulare
per salutarla con un cenno della mano e poi torn a fissare la sua attenzione sul display.
Con chi sta parlando? chiese lei, dando un colpetto con la spalla a Scott.
Con la sua ragazza le disse Scott con tono carico di ironia e incredulit.
Chiudi quella boccaccia disse Kyle in modo bonario.
Ogni volta che la nomino sussurr Scott, fa cos.
Qual  il problema?  brutta? Harper stese le gambe e poggi i piedi sul tavolo da caff.
Non  brutta disse Kyle.
Ridacchiando, Scott digit qualcosa al telefono e lo fece leggere a Harper. Diceva: ECCOME
SE LO Ȼ.
E tutti e due si scambiarono sorrisini complici.
Smith ripieg il giornale, con calma. Ragazzi, fate i bravi.
Ecco a te, Harper. Pat arriv dalla cucina con un bicchiere di t freddo decorato in cima con
un rametto di menta fresca.
Harper le prese la bibita di mano. Posso aiutarti io, visto che questi pelandroni se ne fregano?
le disse.
Io l'aiuterei pure insistette Scott, ma quando lo faccio mi dice sempre che le sto tra i piedi.
Grazie, Harper Pat le pos una mano sulla spalla, ma  tutto sotto controllo.
La prima volta che Harper era andata a cena dagli Smith era stato qualche mese dopo
l'assassinio della madre. Smith aveva telefonato alla nonna e le aveva chiesto se avesse gradito unirsi
alla loro tavola con la piccola.
Era stata una serata strana: l'ombra del delitto irrisolto gelava le loro conversazioni. A quel
tempo, Pat era incinta di Kyle. Era stata lei a salvare la serata chiedendo alla nonna di Harper consigli
per il beb in arrivo e le due si erano subito messe a chiacchierare.
Conoscendola meglio, Harper si era poi resa conto che era tipico di Pat, da diplomatica donna
del Sud, sviare con fare pacato i dialoghi pi spinosi, ponendo fine a stupide controversie.
Pi tardi, Pat e la nonna di Harper avevano parlottato in cucina davanti a una tazza di caff;
Harper era rimasta in soggiorno con Smith che leggeva dei documenti di lavoro. Lui aveva poi messo
da parte gli incartamenti per rivolgerle con gentile insistenza domande sulla scuola e sulla sua vita di
ogni giorno.
Tutto a posto gli aveva detto lei, non sapendo bene come spiegargli che della scuola non le
importava pi granch e che per lei vivere ormai era come nuotare nella colla fino alla riva di una
spiaggia cosparsa di rasoi.
A Smith per non era sfuggito il suo disagio.
Se qualcuno ti d noia, vieni da me le disse con voce burbera. Anzi, forse dovresti venire
qui da noi pi spesso. Pat  preoccupata per te e a me non piace vederla angosciata.
Da allora, Harper aveva cominciato a trascorrere sempre pi tempo con gli Smith. Dopo la
nascita di Kyle, l'avevano invitata spesso a casa, con la scusa di aiutare il tenente a prendersi cura del
beb, mentre Pat era in giro per commissioni.
Pi tardi, Harper aveva capito che quelle scuse erano state architettate per permettere a Smith di
tenerla d'occhio e per assicurarsi che lei trovasse la forza di andare avanti. A quei tempi, per, era
semplicemente bello sentirsi di nuovo parte di una famiglia.
Quando era nato Scott, Harper era gi abbastanza grande da potergli fare da baby-sitter e aveva
trascorso molte sere a badare ai due bambini mentre Smith e Pat partecipavano a qualche cerimonia
della polizia.
Persino adesso, sebbene il lavoro al giornale avesse imposto una necessaria distanza tra loro,
Harper andava a casa di Smith una volta al mese circa, cos, solo per stare un po' in compagnia.
Allora disse Smith togliendosi gli occhiali, ho letto il tuo articolo.
Subito in allerta, Harper lo guard sorpresa: stava forse per raccontarle di sua volont qualcosa
sul caso Whitney?
Kyle sollev gli occhi dal cellulare e sogghign. Ti ha fatto girare le palle, pap?
No di certo. Smith sollev i piedi sul divano. E non dire palle' davanti a una signora.
Non  una signora gli ricord Scott, sollevando gli occhi al cielo.  Harper.
Cosa c'entra? ringhi Smith. Harper  pur sempre una signora. Come stavo dicendo...
Scosse le pagine del giornale per ripiegarlo. Il tuo pezzo sulla sparatoria della scorsa notte era
ottimo.
Harper tenne a freno la sua delusione: quella sparatoria era stata un affare da nulla, un
riempitivo a pagina dieci.
Grazie gli disse. La scena era un po' confusa, vero? Non avrei mai creduto che una calibro
.22 potesse provocare un lago di sangue. Appena sono arrivata, ho pensato fossero morte almeno sei
persone.
Una calibro .22 pu fare un sacco di danni le assicur Smith. Francamente, se sai dove
colpire, puoi uccidere un uomo anche con una carta di credito.
Dove, pap? Posando il cellulare, Scott si affrett a sedersi all'altro capo del divano. Dov'
che devi colpire?
Harper lanci un'occhiataccia a Smith, che per non se ne accorse tanto l'argomento lo
appassionava.
C' un'arteria qui gli disse, puntandosi il dito sul lato del collo. E un'altra qui continu,
indicando l'interno coscia. Colpiscile con qualcosa che possa fungere da lama anche rudimentale e
neppure il pi bravo dottore al mondo potr salvarti. Muori dissanguato in pochi minuti.
Wow Scott prese fiato, gli occhi sgranati per lo stupore. Persino Kyle sollev lo sguardo dal
cellulare. Hai mai visto morire qualcuno cos?
Be'... Smith cominci con aria timida, ma non ebbe modo di finire.
Robert. Sulla porta, Pat lo richiam con voce colma di disapprovazione. Non  un
argomento adatto a dei ragazzi.
Smith corrug la fronte. Credo che sia del tutto ragionevole che nostro figlio abbia il desiderio
di imparare qualcosa sull'anatomia umana e la criminologia.
Pat si asciug con un po' troppo accanimento le mani con uno strofinaccio da cucina.
Ha tredici anni, Robert: perch non discuti semplicemente di politica, come tutte le persone
normali?
Non mi piace la politica la inform Scott.
Sua madre sospir.
Bene. La cena  servita disse lei, dirigendosi in sala da pranzo, accompagnata dal fruscio
delle sue espadrillas. E il sangue  bandito a tavola.
Finito di mangiare, Smith aiut Pat a lavare i piatti, mentre Harper e i ragazzi uscirono a giocare
a basket. Harper era sempre riuscita a difendersi bene, ma adesso Kyle era pi alto di lei. E pi veloce.
Quando lui realizz il suo terzo tiro in sospensione, lei si accasci contro il muro del garage.
Da quando gli chiese, ormai senza fiato e con il viso madido di sudore sei diventato cos
bravo?
Mi hanno preso nella squadra giovanile. Un ghigno pieno di boria gli illumin il volto. Si
passava la palla da mano a mano. Gioco da titolare.
Merda. Facendo segno ai due ragazzi di continuare la partita senza di lei, Harper si ritir dal
campetto improvvisato. Fate pure, ragazzi. Mi sono appena ricordata che odio lo sport.
Quando rientr l'aria condizionata le ghiacci il sudore sulla schiena e la fece rabbrividire.
C'era silenzio. La casa  sempre troppo nuova e troppo grande  sembrava deserta.
I suoi passi riecheggiarono tra le pareti mentre lei percorreva il corridoio fino alla cucina,
ancora illuminata dal sole. Il piano di lavoro in marmo grigio era immacolato. La lavastoviglie ronzava.
Non c'era traccia di Pat.
Quando Harper torn in soggiorno, la tv trasmetteva immagini a volume spento. I divani erano
vuoti.
Sospinta dal flusso dell'aria condizionata, Harper avvert la fragranza dolciastra e intensa di un
sigaro. Gir i tacchi e segu l'odore del fumo oltre le scale, dove trov la porta dello studio di Smith
aperta. Era la sola stanza della casa in cui Pat gli consentiva di fumare.
Per un secondo sost nel corridoio, indecisa su come gestire la situazione.
Poi batt le nocche sul legno e scost la porta.
Tenente?
Gli arredi dello studio erano in legno scuro e pelle. Una testa di cervo sormontava la porta. I
suoi occhi vitrei osservavano le pareti su cui erano appese foto incorniciate di Smith insieme a varie
autorit: il capo della polizia, il sindaco... C'erano un paio di scatti in bianco e nero di lui che, da
giovane agente in uniforme, col distintivo appuntato al petto, stava addosso a degli uomini ammanettati
su una scena del crimine.
Sulla scrivania, una foto di Pat e dei ragazzi che sorridevano all'obiettivo era proprio accanto al
laptop, che lui chiuse non appena si accorse della presenza di Harper.
Con la mano che reggeva il sigaro le fece segno di entrare.
Chi ha vinto? le chiese, mentre lei si sedeva sul bracciolo di una poltrona in pelle, di fronte al
tavolo.
Kyle. Harper scosse il capo, ancora provata dall'onta. Dimmi che quel ragazzo  un sosia di
tuo figlio. Perch non mi hai avvisato che  diventato un professionista?
C'era dell'orgoglio nel sorriso di Smith: Mi ha fatto giurare segretezza.
Parlarono per un po' dei ragazzi: di come andava Scott a scuola, della nuova ragazza di Kyle,
una cheerleader.
Stavano ridendo di qualcosa che Scott aveva detto a tavola, quando Harper sferr l'attacco.
Ehi disse, con fare innocuo. Ti ho cercato venerd, ma non sono riuscita a rintracciarti.
Volevo parlarti del caso Whitney.
Smith allung il braccio per scuotere la cenere dal mozzicone. Quando risollev lo sguardo, i
suoi occhi erano circospetti.
Non  permesso parlare di lavoro, la domenica le ricord.
Lo so.
Appoggi la schiena sulla poltrona e gli rivolse un'occhiata di scuse.
 solo che pare che da qualche giorno il caso non presenti novit di qualche rilievo. Ci sono
difficolt? Poi, scorgendo un segnale di monito negli occhi di Smith, aggiunse: Andiamo, tenente.
Non  per avere una dichiarazione.  semplice curiosit.
Lui osserv il sigaro. La semplice curiosit finisce per far licenziare le persone.
Con un'alzata di spalle, come a dire che le andava bene comunque cos, Harper si sporse a
prendere un magazine sulla caccia sopra al tavolino accanto alla poltrona, per poi sfogliarne le pagine
senza prestarci molta attenzione.
Non fa niente disse. Fosse stato per me, non te ne avrei nemmeno fatto cenno, solo che
Baxter mi sta col fiato sul collo per farmi scrivere un articolo su quanto vadano a rilento le indagini. Sai
com' fatta.
Smith tir una boccata dal sigaro e butt fuori uno sbuffo di fumo agrodolce.
Emma Baxter dovrebbe farsi gli affari suoi ogni tanto abbai lui.
Non dirlo a me concord lei. Finora l'ho tenuta a bada, ma quando torner in redazione
marted...
Fece un gesto di sconforto.
Comunque, ritenevo giusto avvertirti. Harper torn a guardare le pagine della rivista, che
brulicava di armi. Cos, per darti il tempo di prepararti. Credo stiano pensando a un editoriale.
Con la coda dell'occhio, vide Smith giocherellare con il mozzicone, le labbra strette in una
smorfia.
Senti le disse dopo un secondo, non ho intenzione di negare che abbiamo per le mani un
caso complesso. I miei ragazzi non hanno molto su cui lavorare. I vicini dicono di non aver visto nulla.
Nessun'auto fuori per strada. Non hanno sentito segnali di colluttazione. Smith fece una pausa.
Chiunque abbia commesso il delitto  resti tra me e te  sapeva bene quello che faceva. La scena 
stata ripulita.
Harper pos la rivista.
E l'ex marito? gli chiese, non dissimulando oltre la sua impazienza. Non potrebbe essere
stato lui? Possiede le competenze adatte?
Smith la scrut. C'era stato un tempo in cui lui le parlava con piacere dei casi su cui la polizia
stava indagando. Le riferiva tutti i retroscena. La chiedeva di indovinare su chi puntavano i suoi
sospetti.
Una volta che lei era diventata cronista di nera, per, quelle chiacchierate in confidenza non si
erano pi ripetute. Avevano dovuto trovare un compromesso tra l'affetto che nutrivano l'uno per l'altra
e il dovere professionale di ciascuno e, finora, se l'erano cavata egregiamente. Questo caso per faceva
storia a s.
Harper era coinvolta in quell'omicidio. Se ne sentiva in qualche modo parte in causa.
E Smith lo aveva capito.
Il padre era al lavoro le disse lui dopo qualche secondo. L'alibi  solido. Doveva passare a
prendere lui la figlia da scuola quel giorno, ma all'ultimo minuto ha ricevuto una telefonata.
Marie Whitney aveva un fidanzato? insistette Harper. Aveva litigato con qualcuno?
Smith serr le labbra e scosse il capo.
Adesso basta, per. Sai quanto mi piacerebbe discuterne con te, ma non posso darti le
informazioni che mi chiedi. Magari potessi, davvero.
Tenente Harper si protese verso di lui, non avete alcun sospetto eppure siete ugualmente
sicuri che questo caso non abbia nulla a che fare con l'omicidio di mia madre? Aiutami. Non riesco
proprio a capire.
Non ti ho detto che non abbiamo indiziati. La voce di Smith si fece d'acciaio. Ti ho detto
solo che l'ex marito non  tra questi.
Ma come possono le due scene essere cos uguali? chiese lei. Le sue parole erano come un
fiume in piena. Sul serio credi si tratti di una coincidenza? Davvero pensi che sia un caso che le due
donne fossero entrambe nude, siano state uccise nello stesso identico modo, nella stessa stanza, con lo
stesso modus operandi?
 proprio quello che ti sto dicendo disse lui alla fine. Lo so che  difficile da accettare, ma a
volte capita che omicidi diversi si rassomiglino. Scorse lo sguardo pieno di scetticismo di Harper e
alz le mani in segno di resa. Hai ragione: le somiglianze qui sono sorprendenti e ho detto al detective
Blazer di tenere presente entrambi i casi nelle sue indagini. Non si sa mai. Ci nonostante, l'istinto mi
dice che non sono opera della stessa mano.
Non era molto, ma era pur sempre qualcosa. Harper intu che non gli avrebbe pi cavato niente
di bocca.
Per favore, tenente, se la polizia scopre qualcosa di nuovo sul caso di mia madre, me lo dirai,
vero?
Il silenzio che segu era carico di memorie condivise di pavimenti insanguinati e mani viscide di
sangue. Dell'inadeguatezza di suo padre e della decisione di Smith di prendere il suo posto e starle al
fianco.
Lo prometto la rassicur lui. Ti dir il possibile.
Prima che lei potesse aggiungere altro, Smith rivolse lo sguardo al mozzicone che aveva tra le
dita e lo spense con una mossa brusca nel massiccio posacenere di legno sulla scrivania, sventolando
poi la mano per disperdere la nuvola di fumo che si era sollevata intorno a lui.
Sar meglio far entrare un po' d'aria. O Pat mi ammazzer. Balz in piedi per sollevare la
finestra a ghigliottina. Senti, fa' una telefonata a Blazer quando torni in redazione. Gli dir di
ragguagliarti su quanto pu essere divulgato.
Il momento delle confidenze era finito.
Capitolo quindici
Marted, Harper dovette accorrere sul luogo di un incidente mortale alle porte della citt e pot
correre al banco accoglienza della centrale di polizia solo passate le cinque del pomeriggio, dopo aver
superato in tutta fretta un'auto di pattuglia e un'ambulanza parcheggiate entrambe di lato all'ingresso.
Darlene guard con espressione eloquente l'orologio al polso.
Oh disse. Qualcuno  in ritardo. Stavo quasi per andarmene a casa.
Harper afferr la pila dei verbali della polizia. C' stato un incidente sulla Veterans' Highway,
con morti. Parl senza guardarla.
Ossignore! Darlene scosse lentamente il capo. Perch la gente quando  al volante si
dimentica di essere mortale?
 una domanda che mi faccio anch'io ogni giorno rispose Harper, scartabellando ancora tra i
fogli. Cosa mi sono persa? C' qualche novit?
Mmmh. Darlene si guard sottecchi dietro le spalle e poi si chin sul banco. Sono tutti
infuriati.
Harper sollev lo sguardo col dito tra i verbali per tenere il segno. Davvero? Cosa succede?
Darlene abbass la voce fino a bisbigliare.  di nuovo per il caso Whitney. C' il sindaco al
telefono. Il capo della polizia sta strillando. Blazer ha l'aria di chi sta per avere l'ultimo attacco di
cuore.
Dimenticandosi dei rapporti di polizia, Harper si appoggi al bancone.
Perch sono tutti cos furiosi?
Darlene le lanci un'occhiata.
Lo sai. Una donna bianca viene uccisa nella sua casa, in un quartiere considerato sicuro e per
di pi in pieno giorno, e loro non hanno uno straccio di indizio. Darlene aggrott cos tanto la fronte
da sfiorare l'attaccatura dei capelli con le sopracciglia. Il sindaco sta per licenziare l'intero edificio.
Vuole fare terra bruciata.
Cos la tranquillit di Smith, domenica, era stata tutta una sceneggiata. Gli stavano col fiato sul
collo.
Harper si sent il petto bruciare dall'eccitazione: dopotutto, forse oggi avrebbe saputo qualcosa
di nuovo sul caso.
Blazer  di l? chiese a Darlene. Smith vuole che gli parli.
La receptionist scosse la testa.  uscito come una furia una mezz'ora fa. Ha detto che sarebbe
tornato per le sei. Darlene abbass di nuovo la voce: Ho sentito che lui e il tenente hanno litigato di
brutto. Smith gli ha detto che farebbe meglio a trovare presto un indiziato.
In quel momento, la porta di sicurezza alle sue spalle ronz e si spalanc. Entrambe le donne
trasalirono.
Darlene rivolse di scatto l'attenzione allo schermo del computer, come se fosse l'oggetto pi
affascinante che avesse mai visto in vita sua. Harper torn a scorrere i rapporti della polizia, sebbene si
trattasse solo di un'accozzaglia di furti, atti osceni in luogo pubblico e consumo d'alcol nei pressi di un
istituto scolastico.
Ciao, Harper! Con un largo sorriso, un uomo dentro un'uniforme verde da paramedico
emerse dagli uffici interni con un portablocco a molla in mano. Aveva su per gi l'et di Harper, ben
piantato, coi capelli biondi e un paio di schietti occhi azzurri.
Harper si rilass.
Ciao, Toby. Sono secoli che non ci si vede. Dov'eri finito?
Il sorriso sulla faccia dell'uomo svan di colpo. Mi hanno trasferito al turno diurno. Lo odio. 
una noia. Nient'altro che incidenti d'auto e traumi da caduta tutto il santo giorno.
Scommetto per che Elaine ne  contenta. Harper gli diede un colpetto di gomito. Almeno
riesce a vederti di nuovo.
Aveva conosciuto Toby Jennings sulla scena di una sparatoria, quando lui era appena uscito da
Medicina, quattro anni prima, dove aveva conosciuto la moglie, che ora lavorava come medico
all'ospedale di Savannah. Toby era giovane a sufficienza da essere una buona fonte di informazioni e
cos divertente da poterlo frequentare anche al di fuori dell'orario di lavoro.
S concesse lui. C' almeno questo vantaggio. Per me ne torno subito ai turni di notte. Ho
gi fatto richiesta. Tu come stai? Corri ancora dietro ai detective?
Sempre la solita solfa. Lo guard con occhi speranzosi. Ehi, sai mica niente sul caso
Whitney?
Accidenti, no, Harper. Rise. Se ne occupa gente che prende venti volte il mio stipendio. In
pi, non chiamano noi paramedici per i morti.
Lo temevo. Lei fece spallucce. Almeno ci ho provato.
Toby guard che ora si era fatta. Meglio che vada. Devo riportare indietro il furgone per il
prossimo turno disse.
Per qualche ragione i paramedici non usavano mai la parola ambulanza.
Be',  stato bello rivederti gli disse. Salutami tanto Elaine.
Lui fece un passo verso l'uscita e si ferm.
Ci vieni alla festa, stasera?
Harper e Darlene lo guardarono entrambe con aria interrogativa.
Quale festa? chiese Harper.
A casa di Riley: c'eri, vero, l'ultima volta? Quella festa folle in cui a un certo punto hanno
cominciato ad arrestarsi fra loro, non ti ricordi? Be', ce n' un'altra stasera. Dovresti venire. Io penso di
farci un salto e andar via prima che diano fuoco alla casa. Credo ci sar anche Elaine.
Harper se ne ricordava eccome. Riley era un agente di pattuglia che organizzava feste che
duravano tutta la notte. L'ultima gli era un po' sfuggita di mano e Harper se l'era svignata quando i
poliziotti avevano cominciato a cantare canzoni di Frank Sinatra e a preparare un fal in cortile.
Non aveva altri programmi per la serata e trascorrere un'ora o due a una festa di poliziotti
poteva tornarle utile: avevano sempre la lingua sciolta dopo qualche bicchiere di birra.
Certo gli disse. Perch no? Non riesco a liberarmi prima di mezzanotte, per.
 cos per tutti: la festa non comincer prima di allora. Poi Toby la salut allegramente con la
mano e usc. Ci vediamo pi tardi.
Questi party notturni stanno diventando anche troppo famosi disse Darlene con aria
sprezzante dopo aver atteso finch non se ne fu andato.
Quando Harper torn al giornale, DJ la stava aspettando con evidente impazienza.
Ho provato a chiamarti. Con la sedia si avvicin a lei. Ma il telefono ce l'hai acceso?
Proprio allora, per, Baxter arriv come un fulmine alla scrivania di Harper, seccatissima.
Dove diavolo ti eri cacciata? Il sito  l che aspetta il tuo pezzo sull'incidente d'auto. E ci serve
un aggiornamento sul caso Whitney.
Veloce, DJ si tolse dalla linea di tiro.
Mi spiace. Harper accese il computer. Sono stata trattenuta alla centrale di polizia.
Baxter non era dell'umore di lasciar correre, per. Perch ti porti appresso un telefono, se non
ti dai nemmeno la pena di rispondere? Per il giornale  un costo fornirti quel cellulare. Per contratto, sei
tenuta a rispondere, almeno di tanto in tanto, anche solo per darci la possibilit di controllare che
funzioni ancora.
Non l'ho sentito squillare disse Harper, frugando nella borsa.
Sospetto che sia perch l'hai come sempre silenziato. Baxter sembrava esasperata. Almeno
dimmi che hai qualche novit sul caso Whitney. Sto tenendo in sospeso la prima pagina.
Non proprio. Poi vide lo sguardo della caposervizio e in sua difesa aggiunse: Ci ho provato,
ma il detective che se ne occupa era fuori.
Accidenti. Baxter tamburell le dita sulla scrivania e guard altrove, pensosa.
Va bene, scrivi un pezzo in cui dici che la polizia sta ancora indagando in cerca di indizi, le
solite stronzate insomma. Metti un po' di pressione agli inquirenti, chiedendoti come mai ci stiano
mettendo tanto. Menziona il fatto che se un caso non viene risolto nelle prime ventiquattr'ore 
improbabile che si giunga mai a una soluzione. Procurami una dichiarazione della polizia o qualcosa di
nuovo dall'ufficio del coroner, chiama la famiglia. Fa' tutto quello che gi sai.
Baxter si volt, continu a borbottare e si ritir. Devi darmi qualcosa, Harper. Non possiamo
avere un buco in prima pagina.
Cavoli disse Harper a bassa voce. Qualcuno dovrebbe passarle del decaffeinato.
Sapeva riconoscere quando la sua caposervizio faceva sul serio e questa era una di quelle volte.
Doveva per forza mettere le mani su qualcosa.
DJ si gir per parlare, ma lei scosse la testa.
Ora non ho tempo gli disse. Parliamo pi tardi.
Afferr il telefono e digit un numero a memoria. Squill solo una volta.
Omicidi. La voce che rispose non le era familiare. Aveva un pesante accento del Sud e
sembrava avere premura. I detective avevano sempre fretta, per.
Parla Harper McClain del Daily News esord lei.
Oh oh disse la voce, con tono allegro.
Istintivamente, Harper calc la sua parlata, per sembrare simile a lui. Innocua.
Con chi parlo?
Con il detective Al Davenport, signora. In che cosa posso avere il piacere di servirla oggi?
Dai recessi della propria mente, Harper disseppell un'immagine caliginosa di Davenport: alto
come uno spaventapasseri e allampanato come Ichabod, con una faccia lunga e stretta, e un modo di
camminare lento, come se nulla potesse essere pi interessante di quanto aveva in quel momento sotto
gli occhi. Era nella Squadra Omicidi da un anno o due, perci finora lo aveva incontrato solo di rado.
Lavorava dietro le quinte.
Sto cercando di rintracciare il detective Blazer gli disse. C'?
Mi spiace doverle spezzare il cuore, Miss McClain, ma il detective Blazer  fuori al
momento.
Harper rimase in silenzio, riflettendo sulla mossa successiva.
Detective, lo so che siete occupati e non voglio disturbare disse con voce melensa. Mi
chiedevo per se lei potesse aiutarmi.
Sarei felice di aiutarla, per quanto possibile.
Una debolissima traccia di prudenza traspar dalla sua voce. Harper smise di cercare di
accattivarselo.
Ho bisogno di aggiornamenti riguardo al caso di Marie Whitney. Prima che lui potesse
replicare, aggiunse: Lo so che non pu rilasciare dichiarazioni ufficiali, ma il tenente Smith mi ha
suggerito di chiamare oggi. Non c' niente che lei possa dirmi?
Ci fu una lunga pausa.
Che tipo di informazioni cerca?
Non si poteva fraintendere la riluttanza nel suo tono, per non aveva ancora riattaccato e questo
era gi qualcosa.
Dovrei scrivere un articolo sui progressi compiuti spieg Harper. Ho bisogno di
informazioni molto elementari. Avete forse interrogato qualcuno?
Un'altra lunga pausa.
Nossignora. Non che io sappia. Non c'era pi traccia di sorriso nella sua voce. Miss
McClain, non desidero rilasciare dichiarazioni ufficiali, non ne so nemmeno a sufficienza su questo
caso per poterlo fare.
Harper ignor l'ultima parte della conversazione. Ma ci devono pur essere delle piste che il
detective Blazer sta seguendo. Me ne pu dare solo un'idea? lo punzecchi.
Non posso dirle niente, adesso... Ci fu una pausa poi, con sollievo palpabile, Davenport disse:
Il detective sta rientrando in ufficio proprio in questo istante. Pu aspettare solo un momento?
Dall'altra parte ci fu silenzio.
Harper sedeva con la cornetta in mano, fissando il legno pieno di graffi della sua scrivania.
Pass un interminabile minuto. Riusciva a immaginare l'alterco in quella stanza.
Un clic e poi un whoosh, come se Blazer avesse teletrasportato il telefono alla sua bocca.
Parla Blazer la sua voce era fredda.
Sono Harper McClain. Anche la sua voce era fredda. Non c'era senso nel cercare di
affascinare una vipera. Chiamo per avere degli aggiornamenti in merito al caso Whitney.
Silenzio.
Harper prov allora con una domanda diretta. Pu dirmi a che punto sono le indagini?
No.  un'informazione riservata.
Harper si premette le dita sulla fronte e tir fuori tutta la grinta di cui era capace.
Detective, il tenente Smith mi ha assicurato che avrei potuto ottenere da lei un aggiornamento,
oggi. Si sbagliava forse? Posso telefonargli e chiederglielo, se preferisce. Come sa, ho il suo numero di
casa.
Il tono era misurato, ma tagliente.
Questa volta Blazer non rispose, lei bad bene a non rompere quel silenzio.
Fu lui ad arrendersi per primo.
Al momento, stiamo battendo ogni pista possibile disse in tono piatto.
Lei strinse i denti e appunt quella non-dichiarazione, nel caso non fosse riuscita a cavargli altro
di bocca.
Avete interrogato qualche sospetto?
Al momento ripet lui, stiamo battendo ogni pista possibile.
Ha gi ricevuto l'autopsia del medico legale?
Potrebbe darsi disse lui, ma di certo non la passerei alla stampa.
Blazer ci stava provando gusto, adesso. Di certo era convinto che lei si sarebbe arrabbiata o
stancata. Non la conosceva bene, era evidente.
Ascolti, detective disse lei serafica. La mia caposervizio  di pessimo umore. Vuole che
scriva un articolo che spieghi come mai una donna rispettabile  finita morta ammazzata in un quartiere
considerato sicuro e il suo assassino sia ancora in libert. Potrei farmi dare dal tenente Smith
quest'informazione. Tuttavia, da quel che sento in giro, il tenente le sta gi col fiato sul collo, perci
forse non le farebbe granch piacere se io lo chiamassi. Quindi glielo chiedo di nuovo. Harper prese
un respiro. Ha gi ricevuto il rapporto del medico legale sul caso Whitney?
Non si dovrebbe poter capire l'odio che qualcuno prova verso di te dal suo silenzio al telefono.
Invece succede.
Il referto  sulla mia scrivania disse alla fine. E non posso rivelarle granch, per ragioni
investigative. Blazer fece una pausa. Comunque, posso dirle che Mrs Whitney  stata assassinata con
un comune coltello da bistecca, del tipo che si trova nella maggior parte delle nostre cucine. Non  stato
ritrovato sulla scena del crimine, perci crediamo che l'assassino l'abbia portato via con s.
Il suo tono era amaro. Come se le avessero cavato di bocca quelle parole con le pinze. Harper
non ci fece caso: il fine giustifica i mezzi.
Quante volte  stata pugnalata? E quante di quelle ferite le sono state fatali?
Mrs Whitney  stata colpita sette volte disse lui. Mostrava anche delle ferite da difesa poco
profonde sulle mani e sugli avambracci, il che indica che la vittima ha lottato con il suo assalitore. Un
colpo di coltello ha troncato la carotide ed  stata questa la causa della morte.
Pu fornirmi una descrizione dell'assassino in base alle ferite o alle prove rinvenute sulla
scena del crimine?
L'assassino  un uomo con un coltello disse sardonico Blazer. Andiamo, McClain. Come
posso descrivere un uomo che nessuno ha visto?
Harper non abbocc all'amo.
L'altezza e l'angolazione delle ferite non sono forse sufficienti a darvi almeno un'idea
approssimativa dell'altezza e del peso del killer? gli chiese senza perdere la calma.  stato ritrovato
qualche capello sulla scena del crimine? Se s, di che colore?
Crediamo che l'assassino sia un uomo, data la profondit delle ferite e la forza richiesta per
infliggerle. L'angolo di penetrazione della lama indica un soggetto forte, alto almeno un metro e
ottanta, forse anche di pi. Non ho altro da dirle.
C' stata violenza sessuale? gli chiese.
Non c' alcuna prova in questo senso.
Harper scriveva rapida. Riusciva a restare al passo senza difficolt. Quando Blazer ebbe finito
di parlare, lei si appoggi allo schienale della sedia. Aveva la sensazione che lui stesse per perdere la
pazienza e avrebbe risposto solo a un'altra domanda: Harper voleva sceglierla con cura.
Perch non si fanno progressi nelle indagini? gli chiese. C' qualcosa che vorrebbe
comunicare ai lettori in merito? Dovrebbero aver paura di questo assassino in libert?
Che razza di domanda ? Blazer alz la voce. In modo ufficioso, McClain, se pensa di poter
fare di meglio, si accomodi pure. In modo ufficiale: le indagini proseguono, ma l'assassino ha preso le
sue precauzioni per proteggere la propria identit. Crediamo che indossasse guanti e altri indumenti di
protezione. Siamo ancora all'inizio,  vero, ma non riteniamo che la comunit abbia ragione di
temere.
Harper pens a ci che le aveva detto Smith: che Blazer sapeva dell'omicidio di sua madre.
Ha qualche ragione di credere che questo assassinio abbia gi ucciso in passato? lo incalz
allora. Ci sono stati altri omicidi simili?
Ci fu una pausa.
Non posso addentrarmi in questi dettagli disse Blazer.
Ma...
Lui la interuppe. Il tenente mi ha detto di aggiornarla:  quello che ho appena fatto. Adesso, se
non le spiace, devo tornare al mio lavoro.
La linea cadde.
Fu solo dopo le nove, una volta che ebbe finito di scrivere il suo pezzo e le acque si furono
calmate, che Harper si ricord che DJ voleva parlarle.
Compose il numero al telefono. Squill cinque volte prima che lui le rispondesse.
Pronto? DJ era in un posto rumoroso, Harper sentiva voci e risate, un televisore acceso.
Ciao disse lei. Sono Harper. Puoi parlare?
Aspetta disse. Esco.
Lo sent trafficare con qualcosa e alzarsi, poi i rumori diventarono sempre pi fiochi, mentre
una porta si apriva e si richiudeva.
Dove sei? gli chiese, appoggiando i gomiti sulla scrivania.
Da Rosie's. A guardare la partita con i ragazzi delle pagine sportive.
Harper arricci il naso. Disgustoso.
Ecco perch non ti ho invitato a venire con me disse lui. Sono contento che mi hai
telefonato, per. Prima volevo dirti che sono ritornato al college per avere delle informazioni su Marie
Whitney. Credo che tu voglia sapere quello che ho scoperto. Harper sent un fruscio di pagine
sfogliate: doveva essersi portato il taccuino al bar, in caso lei lo avesse chiamato.
Marie Whitney non era una donna popolare. Anzi, a dire il vero, forse era un po' troppo
popolare.
Harper alz il sopracciglio, perplessa. Cosa vuoi dire?
Per farla breve, con mia grande sorpresa, un sacco di gente non vedeva l'ora di dirmi che lei
era una puttana disse lui senza troppi giri di parole.
Stai scherzando?
Poteva quasi vederlo scuotere il capo.
Una ruba-mariti. Una ninfomane. Prova a dirmi un epiteto a caso e sta' pur certa che oggi l'ho
sentito.
Harper era stupita. Non si aspettava certo che DJ scoprisse una roba del genere. Allung la
mano per prendere il taccuino, ma non era sicura di cosa scriverci.
E la sua vita sessuale sarebbe collegata con l'omicidio?
Se lo chiedi a professori e dottorandi della Savannah University, lei alla fine s' infilata nel
letto dell'uomo sbagliato e lui l'ha uccisa disse DJ. Tutti pensano che sia questa la soluzione del
caso.
Be' disse Harper, in effetti non  un movente insolito per un omicidio. Hanno fatto qualche
nome? Qualcuno con cui lei usciva ultimamente?
Quando ho chiesto se lei stesse frequentando qualcuno di nuovo di recente, sono tutti scoppiati
a ridere le disse. Un dottorando mi ha detto: Le piacevano solo se erano nuovi'. Mi  sembrato
particolarmente tagliente. Ho avuto la sensazione che un tempo fosse stato lui quello nuovo'.
Ahia. Harper adesso prendeva appunti. Nomi? Sarebbe un bel colpo riuscire a rintracciare
qualcuno di questi tizi.
In lontananza, Harper sent la folla esultare. Qualcuno doveva aver segnato.
Ne ho un paio, s disse DJ. Per nessuno sa quanto fossero recenti queste relazioni. Sembra
che a Marie Whitney piacesse uscire con pi tizi alla volta e che se ne stancasse presto. Alcuni li teneva
segreti. Di altri non faceva mistero. A quanto pare, si divertiva a metterli l'uno contro l'altro. A farli
ingelosire. DJ tir un sospiro. Le informazioni che ho avuto sono coerenti in tal senso. A quella
donna piaceva giocare con gli uomini.
E nessuno di questi tizi era un po' strambo? Nessuno che girasse con un'ascia in mano?
chiese speranzosa Harper.
Ecco la cosa strana disse lui. A quanto pare, era proprio l'opposto.  uscita con qualche
pseudoartista, s, ma per lo pi frequentava uomini di potere. Le piacevano gli avvocati, i politici, i
poliziotti.
La penna di Harper scorreva sulla carta.
Aspetta. DJ, hai detto poliziotti'?
S, sapevo che l'avresti trovato un particolare interessante. A Harper non sfugg il sorriso
compiaciuto nella voce di DJ. A quanto pare aveva un debole per le pistole e per gli uomini che le
portano.
Harper avvert una stretta allo stomaco. Fece un riassunto mentale di tutto ci che sapeva sul
caso Whitney. Una scena del crimine immacolata. Nessun errore. Un professionista.
Poteva esserci dietro un poliziotto.
Merda sussurr lei. Ho bisogno di quei nomi.
Capitolo sedici
Harper per poco non si perse la festa, quella sera.
Dopo aver chiuso la telefonata, DJ le aveva inviato un messaggio con i nomi che era riuscito a
scoprire. Lei non aveva perso tempo e aveva svolto delle ricerche di base su ognuno. Erano tutti
personaggi di spicco: un ex segretario comunale, un senatore dello stato e un amministratore delegato.
Nessuno di loro era un poliziotto, ma DJ le aveva detto che sarebbero saltati fuori altri
nominativi.
Molti di pi disse lui. Continuer a scavare.
Di certo, nessuno citato in quella lista sembrava potesse averla uccisa. E pareva ancora meno
probabile che qualcuno di loro potesse aver ucciso due donne a quindici anni di distanza l'una
dall'altra. Fece delle veloci ricerche sul loro conto. Nessuno aveva precedenti penali. Nessuno aveva
una storia nota di violenza alle spalle.
Harper ci aveva rimuginato su per tutto il tragitto fino a casa. Per un momento, si era convinta
che DJ avesse trovato proprio ci che lei andava cercando. Adesso, a meno di un'ora di distanza, non
ne era pi cos sicura.
Fu solo dopo che ebbe parcheggiato e fu scesa dall'auto che si ricord dell'invito di Toby.
Era cos stanca che se ne sarebbe andata dritta a casa, non fosse che Riley viveva a soli otto
isolati da lei.
Era l'unico poliziotto di sua conoscenza che abitasse nel centro storico della citt. Tutti gli altri
stavano in periferia, il pi lontano possibile da l. Ma lui era diverso da tutti gli altri sotto molti punti di
vista.
Era vegetariano, dal fisico incredibilmente atletico, faceva yoga e non toccava un goccio
d'alcol. E le sue erano le feste pi folli di Savannah.
La sua casa era un bel cottage di fine secolo e Harper aveva sentito che il party era in corso ben
prima di esserci arrivata. Un vociare allegro, il thump-thump-thump di un basso.
Poteva sembrare strano dare una festa di marted sera, ma quelle del fine settimana erano le
notti pi frenetiche per la polizia e cos un sacco di agenti di pattuglia avevano i marted e i mercoled
liberi.
Quando sal i gradini davanti all'ingresso, Harper trov la porta aperta. Pareva fossero tutti l.
Gli altoparlanti sparavano a tutto volume musica rap e pop. I mobili erano stati accostati alle pareti e un
paio di persone stavano gi ballando.
Era strano vedere quei poliziotti senza l'uniforme, vestiti come la gente normale. Era come
vedere un prete in jeans. O il tuo medico in pantaloncini da tennis al supermercato. E non  comunque
lo stesso, perch la poliziottitudine di un agente  un elemento intrinseco. I capelli dal taglio militare,
la postura rigida, la sottile ansia inespressa riguardo all'infrangere le regole: sono cose che saltano
subito agli occhi, una volta che le hai notate.
Harper non avvist nessuno di sua conoscenza e s'incune tra gli invitati che affollavano il
soggiorno e la sala da pranzo per arrivare in cucina, sul retro della casa. Era uno spazio lungo e stretto,
all'antica, ma con qualche tocco di design: gli armadietti a vetro e uno di quei frigoriferi color pastello
tanto di moda, che ricordavano i frigidaire degli anni Cinquanta.
Harper trov Riley con la schiena appoggiata al muro, vicino all'uscita di servizio, con un
bicchiere di birra in mano e in amabile conversazione con Toby e sua moglie Elaine. Quando la scorse,
si scus coi suoi amici e and ad accoglierla.
Ehil, Harper! disse agitando il bicchiere. Non sapevo che saresti venuta anche tu.
Me l'ha detto Toby rispose lei. Sai che adoro le tue feste. Sono sempre cos pacate ed
eleganti.
Riley lo trov divertente.
Eleganti... farfugli. Proprio cos. Prenditi una birra e vedi di ficcare a Toby un po' di sale
in zucca.  pieno di idee balzane.
Il lavello era ricolmo di cubetti di ghiaccio e bottiglie di birra: in pratica era stato trasformato in
una ghiacciaia.
Facendo saltare il tappo di una Corona, Harper si un alla combriccola.
Su cosa ha torto Toby oggi? chiese lei.
Stavo appunto spiegando all'agente qui presente che trasportare un sospetto in ospedale
quando ha gli occhi rovesciati per un'overdose di metanfetamine  pi urgente che condurlo in
prigione le spieg Toby.
Riley ghign. E io stavo spiegando a Toby che met di quelli che arrestiamo finge di essere in
overdose, quando li becchiamo:  per questo che siamo inclini a commettere questo particolare errore.
Sai, un letto d'ospedale  sempre molto pi confortevole della brandina di una cella.
Mio Dio disse Elaine, rivolgendosi a Harper. Falli smettere di punzecchiarsi.
Elaine era minuta, aveva i capelli castani mossi e i suoi lineamenti da bambola inducevano pi
di una persona a sottovalutare la sua intelligenza.
Harper avrebbe voluto essere proprio come lei, da bambina.
Ehi le disse, ignorando la discussione. Non credevo che saresti venuta. Ti pensavo al
lavoro.
Infatti disse Elaine, ma ho preso il mercoled libero questa settimana, perci ho pensato:
perch no, cavolo. Spero tanto di convincere Toby che lavorare in orari decenti non  una condanna
all'ergastolo. Ci si pu ancora divertire.
Toby le lanci un'occhiata piena di commiserazione.
Non ti arrendi mai, eh? le disse.
Nella stanza accanto, qualcuno aveva aumentato il volume. Riley allung il collo per farsi
sentire, nonostante la musica.
Non posso credere che abbiate rinunciato agli orari da vampiro, ragazzi. Com' vivere da
gente normale? Sul serio, dico:  meglio?
Elaine rivolse lo sguardo a Toby, che inarc un sopracciglio.
Guarda disse lei, avere orari regolari  grandioso. Posso dormire di pi. Quando vado al
supermercato vedo solo gente che compra da mangiare, non un manipolo di drogati che rubano barrette
di cioccolato, che  quello che di solito mi succede se ci entro alle tre di notte. E poi ho il tempo di
andare in palestra, uscire a cena con gli amici... Mentre lei parlava, Toby aveva un'espressione sempre
pi irritata, ed Elaine si sbrig a concludere, prima che lui la interrompesse, posandogli una mano sul
braccio: Tuttavia, non nego che al lavoro ci si diverte di meno. Non c' adrenalina quando esegui una
rimozione della cistifellea in programma gi da una settimana. Il suo tono era ironico. Dio,  cos
strano. Non avrei mai pensato che avrei sentito cos tanto la mancanza di una bella ferita d'arma da
fuoco.
Io torno ai turni di notte disse con piglio deciso Toby. Non ne posso pi della normalit.
Sono per le sparatorie e le overdose.
Sollev in aria la bottiglia di birra e tocc quelle di Harper e Riley in un brindisi.
Dopo una piccola esitazione, anche Elaine alz la propria, unendosi a loro.
Al diavolo disse.
Chiacchierarono per un po' accanto alla porta aperta, bevendo troppo in fretta. La birra le and
dritta alla testa e Harper si sent finalmente pi leggera. Qualcuno gliene offr un'altra e lei si scol
pure quella.
Dopo tutto il trambusto degli ultimi giorni, le piaceva non pensare pi a nulla.
Quando Riley descrisse un caso capitatogli la notte prima, in cui una vecchia signora aveva
chiamato il 911 perch non riusciva pi a ritrovare la propria gatta, Harper si sorprese a ridere di gusto.
Le ho detto: Mi spiace, signora. Ritrovare Spangles non  un'emergenza' raccont lui,
riportando fedelmente lo scambio di battute. E allora lei mi fa: L'emergenza c' eccome, finch non
la trovate, giovanotto'.
E tu cosa hai fatto? chiese Harper.
Mi sono messo a cercare quella maledetta gatta confess Riley, facendo scoppiare gli altri in
grasse risate, aggiungendo poi in sua difesa: Quella donna sapeva essere molto insistente.
In quel momento si udirono le prime note di una canzone che piaceva a tutti e Toby ed Elaine
corsero in soggiorno a ballare. Riley prov a convincere Harper a seguirli, ma lei scosse la testa.
Non permetto a nessuno di vedermi ballare insistette lei. Sarebbe deleterio per la mia
credibilit.
Lui le afferr la mano, l'attir a s, spinse allusivamente una gamba tra le sue e le fece fare
morbidi cerchi coi fianchi.
Posso insegnarti io le disse Riley, con fare sornione.
Harper lo spinse via ridendo.
Va' a trovarti una bella recluta se vuoi ballare gli disse. Io non faccio per te.
Lui arretr, ma le tese ancora la mano.
Non rinunciare, piccola la supplic. Sarebbe cos bello.
Vedendo che Harper non cedeva, Riley si abbandon al ritmo e si un agli altri che ballavano in
soggiorno.
Per un po' Harper rimase a osservarli, ma faceva caldo l dentro, anche con le finestre aperte, e
non si sentiva troppo bene. Non avrebbe dovuto bere quell'ultima birra tutta d'un fiato.
La brezza che soffiava da fuori era una manna dal cielo e lei sgattaiol via dalla porta di
servizio senza dare troppo nell'occhio per prendere un poco d'aria. Era una notte calda e umida ma,
dopo essere stata in quella cucina cos affollata, le sembr quasi fresca.
Un sentiero di ciottoli portava in un lungo, stretto giardino. La luna crescente gettava una luce
azzurrina sul cortile.
Harper socchiuse gli occhi e lasci che la brezza le asciugasse il sudore dal viso.
Meglio stare attenti disse una voce alle sue spalle. Ho sentito che ci sono stati un sacco di
crimini in questa zona, di recente.
Lei si gir.
Luke Walker era a pochi passi da lei, appoggiato a un albero, e la fissava con snervante
intensit.
Il cuore di Harper cominci a battere forte. Non lo aveva sentito arrivare.
Ho il 911 registrato sulle chiamate rapide lo inform allora lei.
I tempi di risposta della polizia per fanno schifo. Le si avvicin. L'ho letto sul giornale.
Dove? Su quel giornale da quattro soldi? rise Harper. Non credere a una parola.  pieno di
stronzate.
Al contrario degli altri, Luke aveva un'aria normale in abiti civili. Anzi, coi jeans scuri e la
camicia che lasciava scoperto un triangolo di pelle liscia e abbronzata sotto il collo, il ragazzo stava
proprio bene.
Quel momento al chiaro di luna, con il venticello che le soffiava sulla pelle, sembrava avere un
che di inevitabile. A livello istintivo, nel suo subconscio, Harper sapeva che l ci avrebbe trovato anche
Luke.
Non aveva forse aspettato questo momento sin dalla notte in cui lui era comparso alle sue
spalle, la pistola in pugno, come un angelo custode di un metro e ottanta?
Non ti ho visto in casa gli disse. Stavi ballando?
Lui scoppi in una beffarda risata fragorosa.
Sono appena arrivato. Sono andato in cucina a prendere una birra e ti ho visto uscire di
soppiatto.
Non sono uscita di soppiatto chiar lei, senza che ce ne fosse necessit. Mi sono mossa
normalmente.
Lui diede una scrollata di spalle, come a dire che non importava.
In realt le disse, ti stavo cercando.
Lei lo guard negli occhi.
Mi hai spaventato a morte l'altra sera le disse. Ancora non riesco a capire perch ti sei
cacciata in quella situazione.
Per Harper, la sparatoria era roba di un secolo prima e, sebbene non gradisse affatto che le
dicessero come fare il proprio lavoro, non aveva davvero pi voglia di discuterne.
Senti gli disse, ho fatto male i calcoli. Sono stata troppo avventata. Non accadr pi. E poi
aggiunse con un sorriso triste: Sai qual  la cosa pi divertente? Si sono infuriati tutti, tranne la mia
caposervizio. In pratica, fosse stato per lei, mi avrebbe dato una medaglia.
Lui annu, come se la cosa non lo stupisse affatto.
Lo so. Pi rischi di lasciarci le penne pi ai superiori piace. Dopotutto, mica devono pagarti
loro il funerale.
La sua voce era tagliente. Harper ne rimase confusa.
Questo suo lato amaro la sorprese. Luke aveva sempre amato il proprio lavoro. Qualcosa di
colpo era cambiato.
Ehi gli disse, esitando un po'. Va tutto bene?
Lui la guard per un momento, con un'espressione difficile da decifrare. Quando poi rispose, il
tono era allegro.
Tutto bene. La solita solfa.
Eppure il modo in cui lui capovolse la bottiglia, tracannandola tutta d'un fiato, sment le parole
che aveva appena detto.
Di solito, Harper avrebbe lasciato correre, ma la birra la rendeva audace.
Sai, ancora non capisco perch sei passato al reparto speciale gli disse. Eri bravo alla
Omicidi. Uno dei migliori.
Lui scrut la bottiglia di birra.
Giochi di potere. Il tono stringato la metteva in guardia dal chiedere oltre, ma lei decise di
incalzarlo, solo un poco.
Cosa significa?
Significa disse lui che non ne voglio parlare, Harper.
Be' disse lei, senza fare una piega, sei sprecato per correre dietro agli spacciatori. Dovresti
essere l fuori a risolvere delitti. Come questo maledetto caso Whitney.
Quelle parole catturarono l'attenzione di Luke. Lui inclin il capo.
Perch dici cos? Come stanno procedendo le indagini?
Blazer sta dormendo gli disse lei, in un improvviso scoppio di rabbia. Non ha ancora alcun
sospetto. Non credo abbia uno straccio di indizio. Smith non mi d retta. C' un'altra ragazzina senza
pi una madre e tutti considerano l'omicidio dalla prospettiva sbagliata. Harper agit la bottiglia.
L'assassino  l fuori e la polizia non fa niente per acciuffarlo. Il caso sta sfuggendo di mano.
Nell'improvviso silenzio che segu, lei si lasci andare in un lungo sospiro.
Accidenti. Ma che diavolo ho detto?
Luke non aveva proferito parola: l'aveva lasciata parlare, ascoltandola con un'intensit per lei
insolita, ma non sgradevole.
Adesso, invece di rispondere alla sua domanda, lui allung il braccio per prenderle la bottiglia
vuota di mano. Le loro dita si sfiorarono. La pelle di Luke calda e asciutta sfior quella di Harper.
Sta' qui le disse.
Luke scomparve in cucina, dove il volume del thump-thump-thump della musica era cresciuto.
Passato meno di un minuto, torn con due birre fresche. Facendole segno di seguirlo, la port nella
parte pi lontana del cortile, dove non potevano essere visti da chi era dentro casa e le offr una
bottiglia.
Grazie. Harper si premette il vetro ghiacciato sulla fronte: era un sollievo sulla pelle
accaldata.
Allora disse lui, mi pare d'aver capito che ce l'hai a morte con Blazer, ma non so perch.
Raccontami la tua teoria sul caso Whitney. E comincia dall'inizio.
Harper si morse il labbro. Fino a quel momento non aveva nemmeno preso in considerazione di
raccontare a Luke cosa stava succedendo. E con tutta probabilit questa sua richiesta era un diversivo
per distoglierla dal proposito di chiedergli cosa stava succedendo a lui. Eppure, d'improvviso, le venne
voglia di dirgli tutto.
Ti sembrer folle lo avvert lei, non sono ancora in possesso di tutte le tessere del puzzle,
pi che altro si tratta di una mia sensazione.
Lui agit la sua bottiglia con impazienza.
Senti, Harper, ogni poliziotto che conosco ti dir che tutte le teorie su un caso nascono come
un'idea ingarbugliata. Parlarne aiuta a sbrogliarla: via via elimini tutte le stronzate e arrivi alla verit.
Perci... parla.
Harper tir fuori un lungo sospiro e cerc di calmarsi.
Ho per le mani due scene del crimine simili gli disse. Accadute per a quindici anni di
distanza l'una dall'altra.
Lui dondol la bottiglia e disegn un cerchio con fare ansioso. Il caso Whitney e...
L'omicidio di mia madre.
Gli agenti che lavorano sotto copertura imparano presto a nascondere i propri pensieri. Il solo
indizio da cui lei poteva capire di averlo colto di sorpresa era il tempo che impieg a risponderle.
E qual  il collegamento? le chiese, dopo appena un secondo di troppo.
Lui era calmo e sembrava incuriosito, ma ci che colp davvero Harper fu ci che non le aveva
detto: Luke non le aveva chiesto come o quando sua madre era stata assassinata.
Lo sapeva gi.
Quel pensiero la fece trasalire.
Aveva sempre avuto il sospetto che quasi tutti i detective conoscessero i suoi trascorsi:
dopotutto, qualcuno dei pi vecchi aveva lavorato a quel caso.
Ma Luke era giovane. Era strano pensare che lo avesse sempre saputo e in tutto quel tempo non
gliene avesse mai accennato.
Harper? Luke la sollecit con inaspettata gentilezza.
Le due scene del crimine disse lei, cercando di farsi coraggio. Sono identiche.
In breve, gli raccont quanto sapeva.
Lo so anch'io che sembra una pazzia disse alla fine. Quindici anni sono un bel po' di tempo.
Per se tu avessi visto con i tuoi occhi, Luke... Le scene sono identiche.
Harper fece una pausa, cercando di trovare il modo migliore per spiegarlo.
 come se la morte di mia madre avesse provocato un grande frastuono, tanto tempo fa. E
questo omicidio ne fosse un'eco.
Luke rimase a fissarla al buio, con la mascella tesa. La brezza gli scompigliava i capelli.
Vedendo che non parlava, Harper ne dedusse che anche lui era dell'idea che lei avesse preso un
granchio. Come Smith e Miles, e tutti quelli con cui si era confidata. E forse avevano ragione loro.
Magari lei riusciva a vedere solo ci che voleva.
Mand gi un sorso di birra. Te l'ho detto che ti sarebbe parsa una follia.
Il problema semmai disse lui sottovoce  che  esattamente il contrario.
Harper lo guard sbigottita.
Qualcuno dentro casa scoppi a ridere fragorosamente. Il rumore li fece trasalire entrambi.
Non mi fraintendere. Luke rivolse lo sguardo alla casa e sollev un sopracciglio. Sono
osservazioni che non reggerebbero neppure un secondo all'esame di un tribunale. Per vale la pena
scavare pi a fondo.
Qualcosa si infranse con uno schianto cristallino. Si levarono forti risate.
La festa stava raggiungendo il suo apice. Non sarebbe passato molto e i vicini avrebbero
chiamato la polizia e, non senza una nota d'ironia, qualcuno del turno di notte sarebbe intervenuto a
porre fine alla bisboccia dei colleghi. Nulla di quella serata sarebbe mai comparso nella pila dei
rapporti al banco della reception.
I piedipiatti si coprivano sempre le spalle.
Era chiaro che anche Luke fosse dello stesso avviso.
Senti gli disse all'improvviso,  meglio filarsela. Sei arrivata in auto?
N... no balbett lei, colta alla sprovvista. Sono venuta a piedi.
Il suo sorriso fu come un bagliore nell'oscurit. Ho dimenticato che vivi a Hippyville anche tu.
Sei tale e quale a Riley.
Scommettiamo che il mio affitto  pi basso del tuo? replic lei piccata.
Lui ridacchi piano.
Lasciarono le birre ancora a met sul tavolo del giardino e s'incamminarono verso la cucina.
Da questa parte. Luke le indic un sentiero in ombra che fiancheggiava la casa. Cerchiamo
di svignarcela senza scatenare pettegolezzi. I poliziotti sono peggio delle ragazzine, alle volte.
Mentre se la filavano, i corpi di due ubriachi che fingevano una lotta rotolarono gi dai gradini
alle loro spalle.
Finir che si ammanetteranno l'un l'altro.
Luke sussurr quelle parole nell'orecchio di Harper. Il suo fiato sulla pelle le diede i brividi.
Lei represse un sussulto.
Mentre camminavano al buio, Harper sentiva che ogni senso del suo corpo era all'erta, ogni
nervo teso. Qualcosa stanotte era diverso. Lo avvertiva, lo percepiva nell'aria come fosse fumo. Luke
le era vicino, e si stava lasciando andare come mai prima di allora: le loro mani quasi si sfioravano. E
lui non stava cercando una scusa per andarsene, come faceva di solito. Anzi, si sforzava di mantenersi a
distanza di sicurezza, per non oltrepassare i limiti.
C'era sempre stato qualcosa tra di loro: una forza di attrazione inespressa, che agiva in sordina.
L'avevano sempre ignorata a causa del loro lavoro.
Dalla notte della sparatoria, per, Harper aveva avvertito la strana urgenza che le barriere tra
loro crollassero. Forse era lo stesso per lui.
Sembrava un affare pericoloso. E a lei piaceva il pericolo.
Sgattaiolarono fuori dal cancello a lato della casa e poi camminarono sul marciapiede, lungo la
strada silenziosa. Le case d'epoca, dalla forma irregolare, erano buie a quell'ora. A parte loro due, nei
paraggi c'era solo un gatto nero che, in lontananza, scivol sotto a un'auto parcheggiata.
Harper lanci un'occhiata furtiva a Luke. Lui teneva le mani a penzoloni sui fianchi e gli occhi
concentrati davanti a s. Aveva una camminata sciolta, dinoccolata, come un cowboy appena sceso da
cavallo per entrare in qualche baracca.
Lei si sforz di guardare altrove.
Senti le disse lui, quando il rumore della festa si fu affievolito alle loro spalle. A proposito
del caso Whitney... ho sentito delle cose.
Harper si sent di colpo sobria.
Tipo?
Non  stato raccolto alcun indizio utile sulla scena del crimine disse lui. Era tutto troppo
pulito per essere credibile. Il killer sapeva quello che faceva. Le cose che sai gi. La guard. Non sei
la sola ad averlo notato... la gente parla. Anche al di fuori della Omicidi. Tutti hanno la sensazione che
Blazer non sappia dove andare a parare.
Perch il tenente non fa qualcosa? gli chiese Harper, la frustrazione risuonava nella sua voce.
Dovrebbe sollevare Blazer dalle indagini.
Giochi di potere disse Luke, per la seconda volta quella sera. Smith e Blazer si conoscono
da anni. Smith non ammetter mai di nutrire dei dubbi sul suo operato. Almeno non pubblicamente.
Harper lo capiva. Blazer era il vice di Smith. Si frequentavano al di fuori dell'orario di ufficio.
Spesso d'estate andavano anche a pesca insieme.
Cosa pensi stia succedendo? gli chiese Harper. Credi anche tu che l'assassino sia un
professionista, come afferma Blazer?
Luke fece una smorfia di scetticismo.
Qualcosa non torna. Perch un killer professionista avrebbe dovuto uccidere Marie Whitney?
Sembra quasi una scusa per non risolvere il caso. Esit. Ma... Harper,  molto improbabile che il
caso Whitney abbia qualcosa a che fare con l'omicidio di tua madre. Lo sai, vero? I killer non restano
inattivi per decenni per poi ricomparire e commettere un omicidio analogo al primo.
Harper si volt dall'altra parte.
Lo so disse lei, ma la sua voce era tesa.
Ehi lui le tocc il braccio, ascolta.
Rallentarono il passo. La faccia di Luke era seria.
Se si trattasse di mia madre, farei lo stesso. E se posso fornirti aiuto dall'interno fammelo
sapere.
Harper lo fiss. Questa sua offerta violava tutte le norme e i codici deontologici della polizia. E
non era da Luke infrangere le regole.
Lo faresti sul serio?
Certo. Ficcher un po' il naso in giro, per vedere cosa riesco a sapere. Sorrise nel suo stile da
cowboy. Ho del tempo libero tra un caso e l'altro. Ci fanno sempre aspettare sei mesi prima di
mandarci in una nuova operazione sotto copertura. Tutto quello che faccio al momento  dare la caccia
a piccoli trafficanti di droga. Devo fare qualcos'altro per tenermi occupato.
Grazie disse lei, con sentimento sincero. Mi daresti davvero una grossa mano. Se sono su
una pista sbagliata, voglio saperlo.
In qualche modo finirono davanti alla casa di Harper. Vicino alla porta, si fermarono entrambi e
sollevarono lo sguardo verso l'edificio blu a due piani, dal tetto spiovente. Gli studenti del piano
superiore dormivano gi: tutte le luci erano spente a parte quelle dell'ingresso.
Eccoti arrivata disse Luke piano, voltandosi verso di lei.
I loro sguardi si incrociarono.
Harper sent una stretta al petto. Aveva ragione: c'era qualcosa di diverso stanotte. Non sapeva
perch, ma qualcosa tra loro era cambiato e ne erano entrambi consapevoli.
Non era da Luke offrirsi di violare le regole per lei. E non era da lui presentarsi alla festa di
Riley o accompagnarla a casa. Cos come starle davanti, fissandola come stava facendo adesso.
Come se la desiderasse.
Per era proprio quello che Luke stava facendo e lei non voleva lasciarlo andare via. E Harper
sapeva che anche lui non ne aveva voglia. C'era un muscolo che si contraeva, sulla sua mascella.
Harper credette di scorgere riflesso negli occhi di Luke lo stesso confuso desiderio che provava
lei. Sentire il suo sguardo su di s le faceva avvertire uno strano sfarfallio alla bocca dello stomaco.
Con lentezza quasi dolorosa, lui si protese verso di lei e le scost con la punta delle dita una
ciocca di capelli dalla guancia.
La sua pelle era cos calda. Lei si abbandon al suo tocco.
Harper Luke pronunci il suo nome con debole ritrosia. Come se stesse per dire: Devo
andare o Non possiamo.
Ma non lo disse. Non disse nulla.
La tensione tra loro era fragile come ghiaccio sottile.
Harper cerc di schiarirsi i pensieri. Cos' che lei voleva?
L'unica regola che non avesse mai violato  l'unica che avesse mai avuto senso per lei  era di
non rimanere mai coinvolta sentimentalmente con un poliziotto. Lei scriveva sull'operato della polizia:
gli agenti erano le sue fonti.
Solo che adesso, d'improvviso, non gliene importava pi. Voleva violare quella regola. E alla
grande.
Era questo che voleva davvero?
S.
Harper avvertiva il desiderio trasudare dai suoi pori come il calore. Il suo sguardo era come un
respiro trattenuto.
Dovresti entrare gli sugger con voce roca. Ho del caff.
Per un secondo lui rimase immobile, lanciandosi in una battaglia interiore che lei aveva gi
perso. Poi serr la mascella e le afferr la mano.
Salirono i gradini a due a due.
Harper armeggi con la chiave e apr la porta con impazienza febbrile. Si precipitarono dentro
casa. Le labbra di Luke si posarono su quelle di Harper prima che la porta si fosse richiusa del tutto
dietro di loro.
Il corpo di lui aveva tutti i muscoli tesi mentre la spingeva a s, baciandola con una fame tale da
farle perdere ogni freno.
Inciamparono su un paio di scarpe che Harper aveva dimenticato vicino alla porta e ricaddero
sulla parete dietro di loro.
Lui riguadagn l'equilibrio e la strinse forte a s.
Dovunque la toccasse, lei si sentiva bruciare come fuoco.
Il corpo di Luke si incastrava perfettamente con il suo. Lei lo aveva sempre saputo. Aveva
sempre saputo che lui aveva quell'odore, quel sapore.
Non dovremmo farlo le sussurr Luke. Le sue parole erano un soffio lieve sulla pelle.
Come poteva confessargli che una parte di lei voleva baciarlo da quella notte di pattuglia
insieme, quando avevano entrambi ventun anni ed erano pronti a conquistare il mondo?
Harper fece scorrere le mani lungo la sua schiena. Con le labbra gli sfior l'orecchio.
Io non dir niente, se tu non lo farai.
Poi si baciarono di nuovo, Luke schiuse con la lingua le labbra di Harper e le riemp i polmoni
del proprio respiro. Lui sapeva di sapone, sale e problemi e lei avrebbe voluto passarci la notte insieme.
Luke le dissemin di baci la curva del collo fino all'orecchio. A Harper si mozz il fiato nel
sentire i suoi denti premere sulla pelle fremente.
Potremmo perdere il lavoro entrambi le sussurr lui.
In qualche modo, in quel rischio Harper scorgeva solo la promessa di una notte di sesso
indimenticabile.
Harper si alz sulla punta dei piedi. Ne varrebbe comunque la pena gli bisbigli sulle labbra.
Luke le sfior con la mano le spalle e poi la curva della schiena premendole addosso il proprio
corpo.
Accidenti le disse, guardandola negli occhi. Sai che potresti avere proprio ragione?
Avevano appena superato la linea di confine. Non avrebbero pi opposto resistenza.
Lui le copr la bocca con la sua e le spinse la schiena contro il muro. Lei gli pass le dita tra le
soffici ciocche di capelli, come aveva sempre sognato.
Mentre Harper si sforzava di ricordare se avesse o no lasciato qualcosa di imbarazzante in bella
vista nella camera da letto, un telefono squill.
Raggelarono entrambi.
Il trillo stridulo risuon insistente nel corridoio silenzioso.
Sospirando, Luke premette la fronte su quella di Harper. I suoi occhi erano di un blu limpido,
calmo, e parevano trapassarle l'anima.
Devo rispondere.
Lei gli sfior la bocca con le labbra. Lo so.
Con sofferenza, Luke si stacc da lei e tir fuori dalla tasca il cellulare.
Si schiar la voce. Walker rispose.
Qualcuno al telefono gli rivolse frasi brevi, dal piglio autoritario, che lei non riusc a decifrare.
Luke ascoltava, tenendo gli occhi fissi su di lei.
Ricevuto disse lui dopo un minuto. Arrivo.
Poi chiuse il cellulare e lo rimise in tasca.
Il lavoro chiama. Devo andare. Le accarezz il mento con la punta delle dita. Non ne ho
alcuna voglia, in realt.
Va' disse lei, con dolcezza. E cattura il tuo trafficante.
Lui la strinse a s e la baci un'ultima volta. Quando finalmente la lasci andare, Harper avvert
un brivido di freddo.
Luke apr la porta e l'aria della notte entr in casa. Prima di andare, le rivolse un sorriso
malizioso.
Harper McClain le disse, tu sei una donna piena di sorprese.
Capitolo diciassette
Harper dorm fino a mezzogiorno. Quando si svegli, la luce filtrava morbida attraverso le
tende alla veneziana. Si stiracchi languida. Poi tutto il corpo le si irrigid di colpo.
Merda.
Si mise a sedere in mezzo al letto di scatto, trascinando con s le lenzuola e facendo cadere la
coperta per terra. Zuzu, che sonnecchiava acciambellata ai suoi piedi, sobbalz.
Luke.
Con la testa fra le mani, Harper ripercorse gli ultimi istanti della notte precedente.
In retrospettiva, le parve quasi un sogno ma, anche nella bruma del mattino, sapeva che non era
cos. Sentiva ancora le sue mani sulla schiena, il soffio dei suoi sussurri sulla pelle: Non dovremmo
farlo.
Il solo ricordo le scald il sangue nelle vene.
Merda. Lo disse ad alta voce questa volta. Merda. Merda. Merda.
Era uno sbaglio grosso quanto una casa.
Lei e Luke erano amici e non c'era niente che rovinasse un'amicizia peggio che finire pelle
contro pelle. E poi lui cos rischiava di perdere il lavoro, per non parlare del fatto che, se la polizia
avesse sollevato un polverone grosso abbastanza, anche lei avrebbe finito per trovarsi in un mare di
guai al giornale.
Sent lo stomaco serrarsi nella morsa di un groviglio contraddittorio di ansia e desiderio.
A essere del tutto onesta, lei voleva solo andare fino in fondo e riprendere ci che avevano
interrotto. Per poteva anche darsi che Luke, dovunque si trovasse al momento, fosse arrivato alle
stesse sue conclusioni: era un rischio spingersi oltre.
Era norma nelle forze di polizia non fraternizzare con la stampa fuori dal lavoro, in modo da
non compromettere l'integrit delle indagini investigative.
S, c'erano sempre stati flirt tra agenti e cronisti  di poliziotti che non avessero mostrato un
certo interesse per Natalie di Channel 12 se ne contavano davvero pochi  ma non era girata mai voce
di agenti finiti a letto con qualche giornalista.
Non solo per una questione di etica professionale. La fondamentale diffidenza tra polizia e
stampa creava una incerta terra di mezzo tra le due. I giornalisti si guadagnavano la pagnotta portando
alla luce roba che i poliziotti volevano tenere segreta. Di solito, non si doveva faticare troppo per
tenerli separati. Erano come l'acqua e l'olio.
Non era cos per Harper. Lei era diversa.
Ci era cresciuta, in mezzo ai poliziotti. Aveva fatto parte della loro famiglia, in un certo senso.
Quando suo padre si era trasferito, la nonna non poteva sempre andare a prendere Harper dopo
la scuola. Cos, di solito andava a casa di Bonnie, altrimenti era Smith che passava a prenderla. A volte
veniva di persona, altre mandava un'auto della polizia  coi lampeggianti accesi e le sirene spiegate 
per condurla in centrale a fare i compiti.
Nell'attesa che Smith smontasse dal lavoro, i poliziotti facevano a gara per intrattenerla. Le
portavano bibite e pacchetti di patatine dai distributori automatici. Gli agenti della Stradale la
portavano a cavallo delle loro moto, facendole fare un giro nel parcheggio.
A dodici, tredici e quattordici anni, Harper era la loro mascotte. Quasi una di loro.
Eppure, nonostante tutto e a dispetto della sua lunga, stretta amicizia con Smith, Harper non era
una di loro. Non proprio.
Luke avrebbe potuto cacciarsi in guai seri.
Di colpo, tutto quello che avevano combinato la sera prima le sembr stupido e avventato.
Qualcuno poteva averli notati insieme in giardino a parlottare o poteva averli visti andar via insieme e
aver fatto due pi due. Erano poliziotti, dopotutto.
Harper era stata immobile cos a lungo che Zuzu sbadigli, arcu il dorso tigrato e trotterell
via, con aria sostenuta.
Pensa agli affari tuoi, tu le url dietro Harper.
Scese dal letto e cammin con passo strascicato per il corridoio, dove la luce del sole
rimbalzava sul pavimento lustro, rifrangendosi sulle pareti linde.
Harper aveva lasciato la casa con pochi arredi, spoglia come la corsia di un ospedale. Aveva
preso solo due divani Ikea grigi e un piccolo televisore. Le piaceva camminare libera per casa senza il
pericolo di inciampare in qualcosa.
Non si era mai soffermata troppo a riflettere sul perch: lei era fatta cos.
Tutte le pareti erano tinteggiate dello stesso bianco avorio di quando era arrivata. Non le era
nemmeno passata per la mente l'idea di cambiarlo. Gli unici sprazzi di colore erano dati dai pezzi
d'arte. Sulla parete tra il soggiorno e il tinello era appesa una grande tela dai colori brillanti che
raffigurava un campo di fiori bianchi e gialli cos ben tratteggiati da sembrare ondeggiassero al vento.
Era il suo favorito tra tutti i dipinti della madre.
Un altro quadro era sopra al caminetto: un pezzo dall'atmosfera un po' sognante, inondato di
luce, dipinto da Bonnie qualche anno prima. Ritraeva Harper pi giovane, con un prendisole bianco, i
capelli rossi fiammeggianti sotto il sole e una delicata spruzzata di lentiggini sulle guance, voltata un
po' di lato a osservare le sfumature dorate di un tramonto.
Era ironico che fosse Bonnie quella con il gene dell'arte e non lei. Tuttavia, Harper non aveva
pi preso in mano un pennello, dopo la morte della madre.
Mi  sempre piaciuto osservare tua madre dipingere le aveva detto Bonnie quando aveva
cominciato a studiare arte sul serio. Sembrava cos felice, cos libera. Nella mia famiglia nessuno
amava il proprio lavoro quanto lei.
Come il resto dell'appartamento, anche il piccolo bagno era in ordine. Gli asciugamani erano
appesi con cura. Il portasapone non aveva una macchia. Senza nemmeno farci caso, prima di entrare
sotto la doccia Harper raddrizz il tappetino di mezzo centimetro.
Pi tardi, rinfrescata e vestita, accese lo scanner e si prepar un caff forte. Mentre aspettava
che la caffettiera fosse pronta ascolt con aria assente gli scambi secchi, piatti, tra pattuglie e centrale
su incidenti stradali e scivolate sui marciapiedi.
La cucina era piccola, ma c'era tutto ci che le serviva, una finestra che si affacciava sul piccolo
cortile sul retro e alti pensili che Billy aveva costruito con le proprie mani. Cos come in corridoio,
anche qui le pareti e gli armadietti erano bianchi.
Harper sent il freddo delle mattonelle bianche e nere sotto i piedi scalzi mentre portava una
tazza di caff fino al piccolo tavolo della cucina.
Zuzu era seduta vicino alla gattaiola sotto la finestra, scodinzolante, poi all'improvviso la
attravers con un salto, come pronta ad avventarsi sul mondo.
Ci vediamo mormor Harper, allungando la mano per accendere il laptop.
Avere un gatto non era stata una sua decisione.
Tre anni prima, un gruppo di inquilini inetti se ne era andato dall'appartamento al primo piano
(con due mesi arretrati di affitto, le confid dolente Billy) abbandonando l la micia. La gatta soriana di
colore grigio, tutta pelle e ossa, si era presentata un pomeriggio davanti alla veranda di Harper,
fissandola con insistenza con i suoi occhi verdi affamati.
Non ci pensare nemmeno le disse Harper, uscendo per andare al lavoro.
Quando rincas alle due del mattino, sotto la pioggia, la gatta era ancora l che cercava di
schiacciare un sonnellino con il dorso addossato alla porta.
La vide tremare mentre le gocce di pioggia le inzuppavano il pelo.
E va bene disse tra s e s, aprendo la porta per farla entrare. Forse le scatolette per gatti non
sono poi cos costose.
Scoprirono di avere molto in comune. Erano entrambe gelose della propria indipendenza. E
tutte e due detestavano dormire da sole.
Harper si sedette a gambe incrociate ed entr nella casella e-mail, ma fece in tempo ad aprirne
una sola che il cellulare squill.
Harper rispose, andando avanti con la lettura.
Sono DJ.
Sentiva il brusio della redazione in sottofondo: conversazioni sommesse, telefoni che
squillavano.
Ciao gli disse. Cosa succede?
Stavo facendo un po' di ricerche sul caso Whitney. Lui parlava cos piano che Harper
stentava a sentirlo. Ho qualcosa per le mani. E credo che ti interesserebbe sapere di cosa si tratta.
Sputa il rospo ordin Harper, cercando carta e penna.
Be'... in realt... DJ sembrava ansioso, la voce ridotta a un soffio. Dove possiamo
incontrarci?
Posso venire al lavoro prima...
No, non qui si affrett a dire lui. Non c' un altro posto?
Harper rimase interdetta.
Non vuoi parlarmi in redazione?
Mmmh... stava proprio bisbigliando, adesso. Che ne dici del tuo bar?
Nella sua voce c'era una punta di trepidazione mista a nervosismo.
Aveva scoperto qualcosa.
Harper pos cos forte la tazza sul tavolo da far straripare il caff.
Il Pangea? Va benissimo. Quando?
Tra mezz'ora?
D'accordo disse lei, con calma. Ci vediamo l.
DJ riattacc e lei corse in camera per finire di vestirsi.
Quando entr nella caffetteria venti minuti dopo, Harper trov DJ gi l, seduto a un tavolino un
po' discosto, sotto un dipinto dagli indefiniti ghirigori blu, con un cappuccino davanti a s.
Ciao gli disse. Posto insolito per vederci...
Pensavo fosse un'idea carina. La sua voce era tranquilla ma, sotto al tavolo, una gamba
tremava.
Forza, smettiamola. Perch tutti questi sotterfugi?
Lei soffi nella sua tazza di caff e lo studi con attenzione. DJ era cos nervoso che lei dovette
sfoggiare tutta la propria calma, per rassicurarlo ed evitare che lui cominciasse a saltare sulla sedia.
DJ perlustr con lo sguardo la sala. Era ora di pranzo e il locale era affollato da una frotta di
ventenni, per la maggior parte con gli occhi incollati sui laptop o smartphone, con la schiena curva per
evitare che i raggi del sole si riflettessero sullo schermo. Gli altoparlanti diffondevano un pezzo di
bossa nova.
Nessuno fa caso a noi lo incoraggi lei. Puoi parlare.
DJ fece un respiro profondo. Mi hai chiesto di tornare al college a ficcanasare un po' in giro,
per vedere quali altre informazioni riuscivo a raccogliere sul conto di Marie Whitney. Be', ci sono
tornato proprio ieri e ho parlato con qualche collega che lavorava nello stesso ufficio della vittima. Mi
hanno riferito ulteriori dettagli sui tipi che frequentava. E su di lei. Roba dell'altro mondo.
DJ si protese verso Harper e scost la tazza.
Nei college girano un sacco di pettegolezzi e di solito si tratta per la maggior parte solo di
stronzate. Per dal modo in cui mi parlavano... ho avuto la sensazione che ci fosse un fondo di verit in
quello che dicevano. Mi hanno raccontato che Marie Whitney aveva la reputazione di una a cui piaceva
allacciare relazioni pericolose. Le piaceva in particolare sedurre i mariti delle altre. Da quello che mi
hanno rivelato  come... DJ si interruppe.  come se si divertisse a far impazzire la gente.
L'impressione che ho avuto io  che godesse nel far soffrire le persone.
Harper lo fiss.
E ti sono parse voci credibili? Chi ti ha raccontato queste cose ti  parso affidabile?
Le donne con cui ho parlato mi sono sembrate molto infervorate sul tema. Era difficile non
crederci disse lui. E ci che mi raccontava una fonte trovava subito conferma nelle parole di un'altra.
Alcune avevano davvero paura di lei.
Harper si gratt la fronte. L'immagine che si era fatta di Marie Whitney, una madre martire cos
simile alla sua, si stava sfocando e veniva pian piano rimpiazzata da una Marie Whitney provocante
dea del sesso.
 cos strano gli disse. La sua biografia  quella di una donna d'affari sicura di s. Una
madre single che cresce da sola la figlia. E adesso tu mi dici che era una sociopatica mangiatrice di
uomini.
Le due cose non si escludono a vicenda le fece notare DJ. Anzi, sono convinto che possano
essere vere entrambe.
Harper si era occupata di diversi crimini in cui un ex marito geloso aveva ucciso la moglie o in
cui una donna tradita si era sbarazzata di chi l'aveva sostituita, ma questa chiave di lettura mal si
adattava a quanto aveva visto in quella cucina.
La morte di Marie Whitney non rientra nei crimini passionali disse con tono piatto.
Lui aggrott la fronte. E tu come lo sai?
Ho visto... Harper si ferm appena in tempo. Ho letto i verbali sull'omicidio. La scena del
crimine era pulita e quasi in ordine. L'assassino non ha lasciato una sola impronta. Neppure un capello.
 stato un atto pianificato nei dettagli ed eseguito con cura. I crimini passionali sono un vero disastro.
Quegli assassini non pensano, agiscono sull'onda emotiva. Mettono a soqquadro la stanza e lasciano
prove dappertutto. I loro sono delitti d'impulso.
Harper fece una pausa, ripensando al cadavere di Marie Whitney. Al viso inondato di lacrime di
Camille. A quella cucina in ordine.
Questo  stato un omicidio a sangue freddo. Progettato con crudelt.
Bene disse DJ. Senti questo, allora. Perch c' dell'altro.
Harper sollev lo sguardo per incrociare il suo. Cos'altro?
Ricordi che mi era arrivato all'orecchio che le piacessero gli uomini di potere?
Harper annu.
Ho parlato con la segretaria dell'ufficio in cui lavorava la Whitney le disse. Mi ha detto di
averla vista mano nella mano con un tizio che portava un distintivo, qualche mese prima della sua
morte. Lui non indossava un'uniforme, per. Era in abiti civili, ma era chiaramente un poliziotto. Lui
la guard. Harper, non  che Marie Whitney usciva con un detective?
Harper sent il cuore accelerare.
Nessuno, nemmeno un poliziotto, aveva accennato al fatto che la vittima frequentasse un agente
di polizia.
Ok disse lei, sforzandosi di riflettere. Potrebbe essere. Oppure potrebbe trattarsi di un
vigilante, di una guardia giurata. Quei tipi che si vestono come dei detective.
L'ho pensato anch'io concesse lui. E gliel'ho anche detto, a quella segretaria. Ma lei mi ha
riferito di aver chiesto alla Whitney se quell'uomo fosse un poliziotto. E Marie, con un sorriso, le aveva
risposto: Vado matta per gli uomini col distintivo'.
Non  un s disse Harper.
La mia fonte non  di questo parere. Lei lo ha interpretato come una conferma.
Cazzo imprec Harper. Perch non le ha semplicemente risposto con un s o con un no?
Sotto il tavolo, la gamba di DJ continuava a battere in preda all'ansia.
Harper, se c' dietro un poliziotto, le faccenda si fa rischiosa.
S gli disse lei. E anche molto interessante.
No, sul serio, Harper. Lui le lanci un'occhiata. Questa non  gente da lasciarti scrivere che
un detective potrebbe aver ucciso una donna. E, senti lui si sistem meglio sulla sedia, le probabilit
che le due cose non siano collegate sono alte, giusto? Lei  uscita con questo tipo tre mesi fa, non ne 
venuto fuori niente, hanno rotto. Questa segretaria mi ha detto che non vedeva questo presunto
poliziotto da mesi. Ipotizziamo, per, che un agente uscisse davvero con lei e che poi l'abbia
ammazzata... Da dietro le lenti, gli occhi marroni di DJ fissarono quelli di Harper. Quello ti ficca un
proiettile in corpo prima che tu possa scriverlo.
La sua preoccupazione era contagiosa. Harper fece fatica a deglutire. Per riusc a tenere a bada
il nervosismo.
Andiamo, DJ. Si sforz di sembrare disinvolta. So quello che faccio. Non sono mica cos
stupida da andare da un detective e dirgli: So quello che hai fatto'. Concedimi un po' di fiducia.
Lui la fiss e scelse con cura le parole. Certo che sai quello che fai disse dopo un momento,
per stavolta devi stare attenta, Harper.
Sto sempre attenta disse lei, e tagli corto. Cosa sa invece la tua amica segretaria sul conto
di questo detective? Potrebbe identificarlo?
Non sa come si chiama disse DJ, con tono di scuse. A quanto pare non  mai entrato
nell'ufficio della Whitney. Lei lo ha visto da lontano.  alto, pi di un metro e ottanta. Tra i quaranta e
i cinquanta. Capelli chiari: biondi o sale e pepe. Fece una pausa. Ah, e ha detto che aveva degli occhi
da paura. Qualunque cosa abbia voluto dire.
I suoni della caffetteria svanirono. La musica, i brusii: tutto silenziato.
Harper riusciva a pensare solo a un detective che si potesse adattare a quella descrizione. E
stava indagando proprio sull'omicidio Whitney.
Il detective Larry Blazer.
Capitolo diciotto
In redazione, quel pomeriggio, Harper segu i ritmi di una giornata normale. Scrisse dei pezzi
brevi sui crimini del giorno per le pagine interne e fece qualche telefonata. Per tutto il tempo, per, la
sua mente rimugin su quanto DJ le aveva detto.
A lavoro finito, la redazione era vuota. Baxter era in riunione col caporedattore. Harper era sola.
Dopo aver tirato fuori il taccuino, appunt tutto ci che sapeva su Marie Whitney, Blazer e la
madre. Riemp a stento una paginetta.
Marie Whitney aveva una vita sentimentale movimentata, numerosi partner. Era detestata da
numerose ex mogli e fidanzate tradite e da uomini a cui aveva spezzato il cuore. Uno qualunque di loro
avrebbe avuto motivo di ucciderla. Marie Whitney, qualche mese prima di morire, forse si vedeva con
un detective che assomigliava a Blazer.
Sua madre, per quanto ne sapeva lei, non aveva una condotta sessuale simile. Il suo era un
matrimonio infelice, ma sembrava una moglie fedele.
Sembrava.
Harper picchiett piano la penna sul taccuino.
Suo padre stava tradendo sua madre proprio nel momento in cui l'avevano assassinata: lei lo
sapeva? Stava forse considerando l'ipotesi di trovare anche lei qualcuno, un amante, per vendicarsi o
anche solo per lenire il suo orgoglio ferito?
Se era cos, quel qualcuno poteva essere il suo assassino.
L'idea che Blazer fosse uno psicopatico che dava la caccia alle donne belle e sole di Savannah,
a quindici anni di distanza, le sembrava una forzatura.
Eppure Harper scrisse un appunto da approfondire: Mamma tradiva pap?
Dopo un secondo, per, tir un brusco tratto su quelle parole e le cancell.
Scriverlo soltanto bastava a darle la sensazione di disonorare la memoria della madre.
Era cos piccola quando lei era morta: il loro legame si era fermato per sempre al momento in
cui Harper aveva dodici anni. Suo padre era sempre via per lavoro, perci era solo a sua madre che lei
si rivolgeva per un consiglio, un aiuto. Per loro non era mai arrivato il tempo di separarsi, di cercare
una loro indipendenza. Di condividere confidenze da adulte.
Per la prima volta, Harper si rese conto di quanto poco in realt sapesse di lei.
Era cos persa nei propri pensieri che la voce stridula di Baxter la fece sobbalzare.
Cosa fai? Aspetti che il giornale si scriva da solo?
La caposervizio era all'ingresso della redazione e la osservava al di l della sfilza di scrivanie
vuote. Fuori, il sole era tramontato e i vetri delle finestre riflettevano l'immagine di Harper: l'ovale
pallido, i capelli raccolti, l'aria stanca.
Aspettavo che arrivasse una sparatoria disse Harper allungando la mano verso lo scanner.
Proprio in quel momento lo scanner gracchi. A tutte le unit, codice nove tra Broward Street
e East Avenue. Abbiamo ricevuto chiamate da diversi testimoni. Un'ambulanza  gi in arrivo sul
posto.
Eccola qua disse Harper, la prima sparatoria della serata.
Hai tirato a indovinare disse Baxter con tono accusatorio.
Hai sentito anche tu. Si alz e raccolse le proprie cose. Stanno mandando un'ambulanza.
Questa  stregoneria borbott Baxter.
Harper la ignor, agganci lo scanner alla cintura e afferr il taccuino, voltando le pagine fino a
che l'appunto sulla madre non scomparve.
In qualche modo, il pensiero di recarsi sul luogo di una sparatoria la rincuorava. Era proprio ci
di cui adesso aveva pi bisogno. Un evento diretto e immediato. Nessun segreto. Solo una pistola, una
ferita da proiettile e una storia da raccontare.
Miles ne  gi al corrente? le chiese Baxter.
Harper si avvicin all'uscita. Lo chiamo dall'auto.
La Camaro era parcheggiata davanti all'entrata. Harper si mise alla guida e fiss lo scanner al
cruscotto. Il motore si avvi con un rombo di potenza pura.
Inserendo il vivavoce, Harper digit il numero di Miles. Con sua sorpresa, le rispose la
segreteria telefonica.
Il messaggio di Harper fu stringato: Sparatoria sulla Broward. Baxter ti vuole l. Io sono gi
per strada.
Lasci cadere il cellulare sul sedile del passeggero. Era preoccupata.
Miles rispondeva sempre.
Broward Street era nella zona sud della citt, non lontano dal luogo dell'altra sparatoria. Con il
solito traffico, poteva arrivarci in quindici minuti. Harper copr la distanza a velocit non del tutto lecite
e scorse i lampeggianti blu della polizia davanti a lei gi dopo dieci minuti.
Dopo aver parcheggiato la Camaro a un isolato dal luogo della sparatoria, fece il resto della
strada a passo lesto.
La notte era afosa: l'asfalto aveva assorbito il calore del sole tutto il giorno e stava restituendo
quel che ne restava. Nell'aria c'era un odore acre di gas di scarico e avanzi di cucina stracotti buttati nei
cassonetti dei rifiuti.
Due ambulanze erano parcheggiate di traverso vicino al marciapiede, sbarrando di fatto
l'accesso alla strada, precedute da quattro auto di pattuglia. Una folla di una trentina di curiosi si era
assembrata sul marciapiede a osservare quello che accadeva.
Ho detto di arretrare url agli astanti un agente madido di sudore, mentre Harper si
avvicinava. Fate tre lunghi passi indietro, altrimenti...
Harper aggir il gruppetto e s'infil di lato per capire cosa succedeva.
Due uomini erano stesi sulle barelle, entrambi con bermuda larghi che arrivavano al ginocchio e
una maglietta. Tutti e due giovani e ossuti, con la stessa espressione scioccata in volto: come se, fino a
quel momento, non avessero mai creduto che dei proiettili potessero fare davvero male.
I paramedici si davano da fare, li attaccavano a tubicini e sacche, strappando loro le maglie per
controllarne le ferite.
Cazzo Harper sent esclamare da un ragazzino mescolato tra la folla.  una maglietta da
cento dollari, quella.
Harper aggrott la fronte.
Ora, l'unica ragione per cui un ragazzo potesse permettersi una maglietta da un centinaio di
dollari in un quartiere dove l'affitto settimanale era solo di poco pi alto era ben chiara.
Harper si fece largo fino all'adolescente che aveva appena parlato.
Ciao disse con fare amichevole. Sono una giornalista del Daily News. Hai visto quello che 
successo?
Lui la scrut con diffidenza. Vide davanti a s solo una donna con una penna in mano e fece
spallucce.
Lo hanno visto tutti. Si sono azzuffati in strada. Poi hanno sparato.
Con chi si azzuffavano? gli chiese Harper.
Tra di loro! risposero tre persone in coro.
Harper si rivolse alla folla. Cosa? Quei due ragazzi si sono azzuffati tra loro e poi si sono
sparati l'un l'altro?
S. Una donna nera, piccoletta, coi capelli grigi, si fece largo tra gli altri per accostarsi a
Harper. Sono mesi che quei due non fanno che dare problemi. Ho chiamato la polizia, ma gli sbirri
non hanno mosso un dito. Era chiaro come il sole che sarebbe andata a finire cos.
La sua schiena era dritta come quella di una ballerina e fissava Harper da dietro gli occhiali
dalle lenti lustre. Sei della polizia tu? Perch vi abbiamo chiamato un sacco di volte, sai...
La folla alle sue spalle annu.
Non sono della polizia, signora disse Harper in modo gentile. Sono una giornalista.
Una giornalista. La signora sembrava tutto fuorch entusiasta. Lavori per il giornale?
S.
Pure il tuo giornale non ci ha dato retta disse la donna con tono di biasimo.
Mi dispiace disse Harper. Ha voglia di parlarmene adesso? Chi sono quei due?
Il ragazzo a sinistra  Jarrod Jones disse l'adolescente anticipando la donna nera.
E l'altro  Lashon Williams specific qualcun altro.
Harper appunt i nomi in fretta.
E se le stavano dando di santa ragione, avete detto? Harper si guard in giro, incoraggiandoli
a parlare.
Qual  la novit? Se le danno da sei mesi ormai la inform l'anziana, colma di
disapprovazione. Uno dice che questo territorio gli appartiene. L'altro ribatte che questa  zona sua.
Sempre cos, giorno dopo giorno. Io gliel'ho detto alla polizia che prima o poi qualcuno ci avrebbe
rimesso le penne.
Questa sera, sono arrivati alle mani spieg il ragazzo, con un certo compiacimento.
Harper aveva tutto ci che le serviva.
Grazie molte disse lei, annotando gli ultimi appunti. Posso citare i vostri nomi nel mio
articolo?
La folla si tir indietro.
Cazzo, no. Il ragazzo era cos spaventato che sembrava quasi che Harper gli avesse chiesto se
poteva bollirlo vivo.
E hai pure il coraggio di chiedercelo? la rimprover l'anziana.
C'era un cipiglio cos autoritario in lei che Harper fece subito marcia indietro.
Mi spiace disse, non volevo...
Per l'amor del cielo disse la donna scuotendo il capo.
La folla di curiosi sembr di colpo meno amichevole.
Vuole metterci tutti nei guai mormor qualcuno e gli altri gli diedero ragione con crescente
disappunto.
Harper farfugli delle scuse e batt strategicamente in ritirata, cercando di scomparire
nell'ombra. Una volta che si fu lasciata la folla alle spalle, si avvicin ai due ragazzi mentre venivano
soc-corsi.
Si mantenne defilata e diede un'occhiata al luogo, illuminato dai lampeggianti blu.
Sul marciapiede, due macchie di sangue bagnavano l'asfalto a non pi di un metro e mezzo di
distanza l'una dall'altra.
La folla aveva ragione: sembrava proprio che i due si fossero sparati a vicenda, a bruciapelo.
Harper! Con il camice verde, Toby salt fuori dal portellone dell'ambulanza con un tubicino
per le flebo in una mano e trotterell fino a lei come un cucciolo dalla forma d'uomo. Guarda qua:
tornato al turno di notte.
Lei lo squadr con occhi dubbiosi. Di' un po', hai rubato l'ambulanza? Qualcuno sa che sei
qui? Devo chiamare la polizia?
No, nessun furto la rassicur lui, con aria affabile. Ho dato la disponibilit per le sostituzioni
notturne e stasera qualcuno si  dato malato.
Lui sollev le mani come a professare totale innocenza e il tubicino gli penzol sul fianco. Sto
battendo il sistema.
Tu sei pazzo, Toby disse lei, ma il suo tono era indulgente.
S, ma in senso buono. Giusto?
Giusto... Harper gli indic i due feriti. Ehi,  vero che quei due si sono sparati l'un l'altro?
Cavoli, s disse con entusiasmo, puntando la mano verso le barelle. Hai sotto gli occhi i
risultati di un fuoco reciproco e simultaneo. Il genio a sinistra pensava che il genio a destra volesse
soffiargli la propria zona di spaccio, cos ha cacciato fuori la pistola. Il genio a destra aveva gi la
pistola in pugno. Hanno sparato nello stesso istante.
Ci sono altri feriti?
Lui scosse la testa. La chiamano divina provvidenza, amica mia.
Il paramedico che stava prestando le prime cure al malvivente di sinistra chiam con un cenno
Toby.
Aspetta un momento le disse. Torno subito.
Harper rimase a guardarlo, mentre lui correva a collegare la sacca della flebo alla cannula gi
infilata nel braccio dell'uomo.
Un minuto pi tardi, Toby ritorn. Si sfil i guanti di gomma blu dalle mani.
Sopravvivr? gli chiese lei.
Oh, s disse lui, scrollando le spalle. Sta perdendo sangue adesso, ma l'emorragia si
fermer.
Con rapidit vertiginosa, lui cambi argomento e le diede un colpetto con la spalla.
Ehi, tu e Walker ve la siete filata alla chetichella l'altra notte le disse con occhi maliziosi.
C' qualcosina che forse dovrei sapere?
Harper s'irrigid. Erano stati visti, dunque.
No, Toby. Harper continu a parlare con fare indifferente, anche se con un pizzico di
irritazione.  solo capitato che andassimo via nello stesso momento. Nulla di pi.
Toby sogghign e le diede un altro colpetto con la spalla, questa volta un po' pi forte.
Walker  un tipo a posto, Harper. Potresti farti di peggio.
Lo so disse brusca lei, sperando che la scontrosit mascherasse il panico che le montava nel
petto, ma non mi faccio nessuno.
Le barelle cigolarono mentre i paramedici le caricavano sulle ambulanze e le mettevano in
sicurezza.
Salta su, Toby url a quel punto qualcuno.
Lui fece un passo indietro.
Forse no. Per spero proprio di s le disse, con occhi birichini. Quell'uomo trasuda sesso da
ogni poro. Me lo farei pure io, ma non ho certe tendenze. In pi, sono gi impegnato.
Toby salt sull'ambulanza, stese fuori le braccia e alz lo sguardo verso il cielo scuro.
Dio, quanto mi  mancato tutto questo!
Qualche secondo dopo, con lo stridore delle sirene a fendere la notte, l'ambulanza si stacc dal
marciapiede. I suoi lampeggianti blu illuminarono gli agenti che, fino ad allora, erano rimasti nascosti
dietro ai mezzi di soccorso.
Proprio al centro, c'era il detective Larry Blazer.
Harper si sent di colpo la bocca secca.
Preso dalla conversazione, lui non l'aveva ancora notata. Harper fece un precipitoso scatto
indietro per ritornare nell'ombra e lo osserv con furtivo interesse.
Aveva, pens, dei bei lineamenti cesellati e zigomi nordici, ma la sua bocca possedeva un che
di crudele. Anche quando sorrideva, quelle labbra non trasmettevano alcun calore.
In una notte qualunque, gli avrebbe chiesto una dichiarazione in merito alla sparatoria, ma
questa volta Harper gir le spalle e and via. Se c'era anche la minima possibilit che Blazer fosse
coinvolto nell'omicidio Whitney, l'eventualit che ci fosse il suo zampino anche nell'assassinio di sua
madre non era poi cos fuori dalla realt.
Non era ancora pronta a fingere indifferenza.
Era quasi arrivata all'auto, quando scorse sotto la luce di un lampione Miles, che controllava gli
scatti sul display della sua macchina fotografica.
Ehi disse Harper. Dov'eri finito? Perch non mi hai risposto?
Lui stacc gli occhi dalla macchina senza sorridere.
Sono finalmente riuscito a fare quattro chiacchiere con la mia amica che lavora nell'ufficio del
coroner. Il suo tono era cupo. Dobbiamo parlare.
Cosa hai saputo? chiese Harper.
Lei e Miles erano seduti nella Mustang, a un isolato di distanza dal luogo della sparatoria.
L'unica illuminazione proveniva dai lampeggianti blu delle auto della polizia in lontananza e conferiva
all'ambiente un'atmosfera irreale, cangiante.
Miles non aveva acceso l'aria condizionata e nell'auto si soffocava. Harper sentiva il top
appiccicarsi sulla schiena.
Lo scanner sul cruscotto era acceso, ma il volume era basso e il brusio irregolare delle
trasmissioni della polizia faceva da sottofondo alla loro conversazione.
La mia amica ha dato un'occhiata agli incartamenti del caso Whitney le disse. Mi ha
accennato alcuni particolari che paiono strani.
Tipo?
La scena era immacolata, dal punto di vista della Scientifica disse lui. Neanche un'impronta,
nemmeno su una superficie. Era tutto lindo. Persino le mani della Whitney erano state pulite.
Harper aggrott la fronte. Le mani?
Lui annu. Qualcuno le ha lavate e asciugate, addirittura si  premurato di rimuovere lo sporco
sotto le unghie. La sua pelle odorava di disinfettante: la mia amica ha detto che sembrava le avessero
pulito anche il volto.
Harper non sapeva pi cosa pensare.
Ma  normale?
Lui scosse il capo. La mia amica dice di non aver mai visto nulla di simile in tutta la sua
carriera.
I detective affermano che si tratta dell'opera di un killer professionista gli disse.
Forse  per questo. Miles si sistem sul sedile, voltandosi per starle di fronte. Senti questa:
la Whitney era nuda quando la figlia l'ha trovata, ma non sono state rinvenute fibre di tessuto nelle sue
ferite.
La fronte di Harper s'incresp. Cosa significa?
Significa che quando  stata uccisa era vestita le spieg lui, ma l'assassino l'ha spogliata
prima di andare via.
Harper sent un formicolio dietro al collo.
Qualunque cosa pensi gli disse, sputala fuori.
Miles la guard negli occhi.
Harper, da quel che ne capisco io, manca tutto ci che un medico legale userebbe di norma per
le sue indagini. I vestiti non ci sono, non c l'arma del delitto, le mani della vittima sono pulite, le
unghie altrettanto e cos anche il viso. Il killer ha persino indossato delle soprascarpe per non lasciare
impronte nel sangue.
Harper sent una strana calma invaderla, come se gi sapesse ci che lui le aveva appena detto.
Tutto puntava in un'unica direzione.
Un assassino comune non sa cosa cerca la Scientifica concluse Miles. Pare invece che
questo tipo ne fosse perfettamente a conoscenza.
Harper guard in fondo alla strada, verso i lampeggianti blu.
Come un poliziotto disse lei in un soffio.
Come un poliziotto ripet lui.
Harper si volt verso Miles. Anch'io devo dirti qualcosa.
In breve, gli riassunse quello che DJ aveva scoperto al college, inclusa la descrizione dell'uomo
con il distintivo. Non gli disse chi gli aveva ricordato quella sorta di abbozzato identikit, per. Voleva
vedere se anche lui sarebbe giunto alla sua stessa conclusione.
Quando lei ebbe finito, Miles si appoggi allo schienale.
Lo scanner gracchi l'invio di autoambulanze, di controlli della polizia e di un furto sulla
Ventisettesima Est.
Sembra il ritratto di Blazer disse lui alla fine.
Harper si sent sollevata e ne fu sorpresa: allora non stava impazzendo.
Potrebbe trattarsi anche di qualcun altro, per prosegu lui, con una nota di prudenza nella
voce. Non possiamo ancora tirare alcuna conclusione. In un sacco di lavori ti danno da indossare un
completo economico e un distintivo. Potrebbe anche essere una guardia di sicurezza.
Una guardia di sicurezza che sa come pulire la faccia della donna che ha appena assassinato?
chiese Harper, alzando la voce. Che sa che deve toglierle i vestiti? Pulirle le mani sotto le unghie? E
che si preoccupa di infilare delle soprascarpe?
La tensione le acu la voce.
Dovrebbe essere premiata come miglior guardia privata d'America dell'anno, accidenti.
Ti capisco le disse Miles, con voce calma. Dico solo che non possiamo saltare a conclusioni
affrettate. Ci sono un mucchio di fattori in gioco.
Vedendo il viso contrariato di Harper, lui sollev un dito.
Per le concesse, hai ragione, sembra proprio che si tratti di un poliziotto. O di qualcuno che
conosce stramaledettamene bene il lavoro della polizia. E non  un buon segno.
No concord lei. Non lo  affatto.
Lui guard fuori dal parabrezza. Pensi che sia qualcosa di cui potresti discutere con il tuo
amico Smith?
Harper scosse decisa la testa.
Sono amici gli disse. E sono entrambi poliziotti.
Non c'era bisogno di aggiungere altro.
Un silenzio pesante come acqua riemp l'auto.
Harper era smarrita. Cosa poteva fare adesso? Non le era mai capitato di dover indagare sulla
polizia per un affare del genere. La sua conoscenza in materia di poliziotti violenti si limitava a quanto
visto nei film: erano individui pericolosi. Personaggi fuori controllo. E chi si metteva di mezzo sulla
loro strada faceva una brutta fine.
Adesso che ne sai di pi disse Miles guardandola, pensi ancora che il tizio che ha
assassinato Marie Whitney abbia ucciso anche tua madre?
Harper ci aveva riflettuto per tutto il giorno, ma ancora non aveva una risposta.
Forse. Persino Harper avvert il seme del dubbio nella propria voce. Devo scoprirne di pi
prima di essere sicura di qualsiasi cosa. Adesso come adesso, tutto quel che ho sono i miei ricordi.
Devo mettere le mani sui verbali dell'omicidio di mia madre. Devo confrontarli con quanto sappiamo
sul caso Whitney.
Tutti quei rapporti sono riservati le ricord lui. Si pu consultare solo il verbale di quando la
polizia  accorsa sulla scena del crimine, lo sai.
Trover un modo. Si gir sul sedile e si volt a guardarlo negli occhi. Per, Miles, se
quell'uomo col distintivo fosse davvero Blazer? Cio... si ferm. Diciamo che  proprio lui. Cosa
diavolo facciamo?
Nella macchina in ombra, i loro sguardi si incrociarono. La preoccupazione che Harper scorse
negli occhi di Miles rispecchiava la propria.
Non so cosa risponderti disse lui. So solo che questo caso scotta. Ti senti pronta, Harper?
In fondo alla strada, la polizia stava caricando l'attrezzatura nelle auto, strappando via il nastro
segnaletico dai pali della luce dopo aver terminato i rilievi. Harper intravedeva le loro figure scure
muoversi veloci, gi pronte ad accorrere alla sparatoria successiva. Al successivo accoltellamento.
I lampeggianti blu si spensero a uno a uno.
Quando lei parl di nuovo, la strada era di nuovo buia.
Non ho scelta.
Capitolo diciannove
Il giorno dopo, alle quattro di pomeriggio, quando Harper fece il suo ingresso nella centrale di
polizia, trov solo una manciata di altre persone ad aspettare nell'atrio.
I suoi passi erano rigidi e cauti, ma lei cercava di mantenere l'espressione neutra. Se anche ci
fosse stato qualcosa di strano in lei, nessuno diede segno di accorgersene.
Oltrepass due agenti della Stradale di sua conoscenza, coi loro elmetti sotto al braccio, gli
occhiali a specchio agganciati al primo bottone delle uniformi blu scuro.
Ehi, McClain disse uno.
Lei li salut con un cenno della mano e poi scambi con loro qualche convenevole che un
secondo pi tardi nemmeno ricordava pi. Era una giornata torrida, ma aveva inspiegabilmente freddo
mentre rallentava il passo, aspettando che i due uscissero dall'edificio prima di avvicinarsi al banco
della reception.
Sforz i muscoli facciali per fingere un sorriso allegro quando vi fu davanti.
Bene, Harper McClain. Darlene la squadr con curiosit. Come mai quegli occhi luminosi e
quella coda bella folta?
Oh, niente di che disse Harper. Sono solo contenta di fare il mio lavoro.
Mmmh. La voce di Darlene trasudava sarcasmo. Non  meraviglioso?
Dopo aver fatto scivolare verso di lei la cartella con i verbali di polizia, appoggi i gomiti sul
suo banco.
Harper apr il fascicolo e prov a concentrarsi sulle parole che aveva sotto gli occhi, mentre
sentiva lo stomaco in subbuglio.
Furto, furto, furto, violenza sessuale, rapina a mano armata, rapina a mano armata, disturbo
della quiete pubblica, furto, furto, furto...
Tir fuori i verbali sulla violenza sessuale e sulle due rapine a mano armata e si finse impegnata
a prendere appunti.
Harper. Darlene tamburell le lunghe unghie multicolore su un foglio di carta. Mi sono
giunte all'orecchio delle strane voci sul tuo conto.
Harper sent il cuore balzarle in gola, per continu a tenere la testa china, il tono distratto.
Quale novit? E cosa ha messo in moto stavolta la macchina del pettegolezzo?
Oh, qualcosa sull'omicidio della scorsa settimana. Quello della donna che lavorava
all'universit.
Harper la guard. E allora?
Darlene abbass la voce. Dicono che hai dato una sbirciata alla scena del crimine con uno di
quei teleobiettivi per le lunghe distanze e il tenente non ne era felice. Persino il capo della polizia lo 
venuto a sapere.  vero?
I muscoli delle spalle di Harper si rilassarono.
Andiamo, Darlene la rimbrott lei e torn a prendere appunti. Ti sembro il tipo?
Sissignora annu Darlene.
Allora probabilmente  vero. Per l'idea non  stata mia, ma di Miles: e come dovrei tenere a
bada un fotografo cos appassionato al suo lavoro?
Quel Miles disse Darlene con aria di colpo sognante.  proprio un bel bocconcino...
Mmmh... Harper si mantenne sul vago.
Un fotografo continu Darlene, come incantata. Un vero artista. E un gentiluomo, anche.
Ogni volta che viene qui  sempre cos educato e paziente.
Darlene si diede un'occhiata di sfuggita dietro le spalle.
Senti, dovresti proprio dirgli che sono single disse lei, tutto a un tratto.
A Harper non parve affatto una cattiva idea.
Contaci le rispose.
La chiacchierata le distese i nervi. Quando fin di prendere appunti e riconsegn la cartelletta a
Darlene, Harper si sent pronta.
Fece per andarsene, poi si blocc di botto, come se un pensiero le avesse appena sfiorato la
mente.
Ah, sto lavorando a un articolo su alcuni vecchi delitti: omicidi di dieci, quindici anni fa.
Anche oltre. Una sorta di retrospettiva. Harper ammicc a Darlene, piena di speranza. Dove posso
trovare i vecchi verbali? Sai, quelli dei casi importanti, che si sono guadagnati i titoloni sui giornali...
Darlene, impegnata a sistemare un fascicolo nel faldone, la guard a malapena.
Be', quelli li trovi tutti in archivio, gi nello scantinato le disse. Non ci sei mai stata l
sotto?
Harper era entrata nell'archivio molte volte. Aveva lavorato alla centrale come tirocinante. Per
sapeva pure che i giornalisti avevano bisogno dell'autorizzazione del capo della polizia per accedervi.
Tuttavia, ci che Harper sperava era che a ignorarlo fosse invece Darlene.
Ah, certo, come ha fatto a sfuggirmi di mente? Con un sorriso divertito, Harper scosse la
testa. Mi fai entrare?
Nessun problema, cara. Il telefono accanto al gomito di Darlene continuava a squillare e lei
sollev la cornetta. Scendi pure. Buon pomeriggio, centralino della polizia.
Con noncuranza, Harper si avvicin alla porta di sicurezza. Mantenne il passo misurato per non
tradire la tensione che la divorava dentro. Come se fosse una giornata qualunque.
Mentre parlava ancora al telefono, Darlene le apr senza sollevare lo sguardo.
Quando Harper aveva detto a Miles di avere intenzione di consultare i vecchi registri della
polizia, lui non aveva insistito per sapere in che modo pensava di riuscirci.
Ecco, era questo il modo.
Il lungo corridoio senza finestre che portava al di l degli uffici dei detective a quell'ora era
affollato. Harper si mescol al flusso di agenti in uniforme, detective e assistenti presi dal proprio
lavoro. Era stata qui molte volte: nessuno faceva caso a lei, non ce n'era motivo.
Eppure sent lo stomaco rivoltarsi mentre passava davanti alla stanza del 911. Uno degli
operatori telefonici la vide attraverso i vetri e la salut con la mano, continuando a parlare nelle cuffie.
Harper agit una mano, ricambi il saluto e corse via, a testa china.
A circa met strada tra la portineria e l'ufficio del tenente c'era una grande scala di servizio. Il
sollievo le flu nelle vene, Harper la imbocc e scese.
Una volta raggiunto lo scantinato, si ferm.
Da quel punto in poi, tutto ci che avrebbe fatto era in aperta violazione del regolamento.
Il dipartimento di polizia prevedeva che chiunque raggiungesse il seminterrato sotto scorta. E a
ragione. L sotto c'erano le celle di custodia, cos come il deposito delle armi. Era un'area di massima
sicurezza.
Spesso era affollata. Non le rimaneva che sperare che la stessa dinamica appena accaduta al
piano superiore si verificasse anche qui. In fondo, in centrale nessuno pensava a lei come a una
normale civile.
Raddrizz le spalle e gir a destra lungo lo stretto corridoio di cemento.
All'improvviso, tre agenti di polizia in uniforme uscirono dallo spogliatoio maschile, poco pi
in l.
Harper sent il cuore schizzarle in gola.
Tenne gli occhi dritti davanti a s, il passo sicuro. Era cosciente che non sarebbe bastato: di
certo uno di loro l'avrebbe fermata e le avrebbe chiesto cosa ci facesse l sotto.
Quelli parlavano fitto e nessuno di loro la not finch non le furono davanti.
Poi un agente  di mezz'et, con i capelli radi e la pancetta abilmente mascherata dal cinturone
carico  sollev lo sguardo e incroci gli occhi di Harper. La sua aria si fece perplessa.
A Harper si secc la bocca.
L'uomo aveva lo sguardo vigile e severo di chi era nato per fare il poliziotto.
Ah disse l'agente sorridendole. Ci scusi... Si gir e fece segno agli altri di spostarsi. Fate
passare la signora.
Gli altri si appiattirono al muro e le fecero spazio.
Harper in qualche modo riusc ad atteggiare le labbra raggelate in un mezzo sorriso di cortesia.
Grazie disse rauca.
Ma loro si erano gi dimenticati di lei.
Prendi di nuovo quell'auto? Hanno gi riparato i freni? chiese uno.
No disse il pelato, rigirandosi mesto tra le mani il berretto. Credo che il sergente voglia
ammazzarmi.
Be', metti un piede per terra, quando devi frenare sugger qualcun altro.
La loro risata risuon forte mentre giravano l'angolo per salire le scale.
Harper tir un sospiro di sollievo e affrett il passo e super in fretta gli spogliatoi da cui
proveniva un fievole odore di bagnoschiuma maschile (qualche fragranza chimica di pino o qualcosa
che ricordava i chiodi di garofano) e lo scroscio di docce aperte. Poi un angolo stretto.
Stava quasi correndo, quando si trov di fronte all'archivio.
Le bast sospingerla perch la porta si aprisse.
Un vasto spazio simile a un magazzino le si spalanc davanti. Lo stanzone, col cemento per
terra e le pareti grezze, era illuminato a giorno e conteneva lunghe file di scatoloni, accatastati su
scaffali a giorno, di ferro, che raggiungevano il soffitto.
Per legge, i rapporti sugli interventi delle forze dell'ordine sono atti pubblici. La polizia 
obbligata a divulgarli alla stampa e a mostrarli a qualsiasi cittadino ne faccia richiesta. Si trattava dei
brevi moduli che la polizia teneva sul banco all'ingresso e che Harper consultava ogni giorno.
I verbali delle indagini di polizia invece sono tutt'altra cosa.
Sono pi lunghi, raggiungono a volte anche dozzine di pagine. Contengono le relazioni stilate
dagli inquirenti o dagli esperti della Scientifica in settimane, a volte mesi, di lavoro. Includono le foto
della scena del crimine, gli interrogatori dei sospetti e dei testimoni, tutte le ricerche effettuate. Un
faldone per ogni grosso caso.
Questa documentazione  riservata.
E Harper sapeva che era archiviata in quella sala.
Ogni scatolone conteneva ci che rimaneva di settimane, mesi, persino di anni di lavoro della
polizia: casi di cui si era scandagliato ogni microscopico dettaglio e poi finiti, soluti o insoluti, dentro le
scatole di cartone di questo stanzone freddo, orrendo e dalle luci accecanti.
Tutti gli scatoloni erano etichettati con una serie di numeri e lettere, e un codice a barre. Solo
questo. Nessun nome, nessuna data.
Il sistema di archiviazione era di una logica ferrea e altrettanto impenetrabile.
La scatola che lei cercava sarebbe stata facile da trovare... se solo avesse conosciuto il numero
sotto cui era stata registrata. Purtroppo, non era cos.
Non aveva osato chiedere a Darlene i numeri dei vari casi, per paura di attirare troppa
attenzione. Senza quel codice, Harper avrebbe dovuto aprire centinaia di scatoloni.
Come minimo.
Al centro dello stanzone c'era un unico computer sistemato su una scrivania di metallo.
Un tempo, ci sarebbe stato un archivista a occuparsi di tutti quei documenti, a gestire la
sistemazione di ogni scatolone e ad assicurarsi che tutto ci che veniva preso fosse poi rimesso al
proprio posto. Quella persona, se ci fosse stata adesso, avrebbe lanciato un'occhiata a Harper e
chiamato all'istante il tenente.
Per fortuna, quella persona era stata licenziata molto tempo prima.
Quando Harper prese il mouse, il monitor si accese e un distintivo della polizia di Savannah
riemp il centro di una schermata blu. Sotto, il motto: Per proteggere e servire. In fondo alla
schermata c'era un piccolo box e il comando Inserire ID.
Harper pos le mani sui tasti ed esit, cercando di ricordare una serie di numeri e lettere che
non usava da tanti anni.
Quando aveva lavorato come tirocinante per il dipartimento, le era stato assegnato un numero
identificativo per accedere al sistema informatico della polizia. I computer interrompevano la
connessione alla rete locale ogni volta che il loro tempo di inattivit superava i cinque minuti, di
conseguenza Harper aveva dovuto inserire quel codice circa un migliaio di volte al giorno. Era ancora
l, sepolto da qualche parte nella sua memoria.
Il vero problema era se fosse ancora attivo dopo tanti anni.
L'ufficio informatico della polizia era piccolo e oberato di lavoro. Assegnare un nuovo ID e
cancellare i vecchi dal sistema era una di quelle attivit che tendevano a essere procrastinate
all'infinito. In realt, spesso l'ufficio preferiva riutilizzare gli ID dei vecchi lavoratori invece di seguire
tutta la trafila per assegnarne uno nuovo di zecca. Almeno  cos che facevano quando Harper lavorava
qui. Lei stessa non aveva ricevuto un nuovo ID, ma aveva semplicemente usato quello di qualcuno che
se n'era andato anni prima. Se Harper aveva ragione, nessuno doveva essersi preso la briga di
cancellare il suo vecchio codice identificativo.
Il punto, ora, era ricordarselo. Oltre al fatto non trascurabile che, magari, potevano aver
finalmente dato una ripulita a tutto il sistema.
L'unico modo di scoprirlo era provarci.
Chiuse gli occhi e immagin di digitare il numero, senza pensarci, muovendo le dita a caso sulla
tastiera.
Cerc di spazzare via dalla memoria i dati di accesso al giornale, la password della sua e-mail,
la password della banca e di tutti i dispositivi che aveva.
815NL52K1.
Trattenne il fiato e premette Invio.
Per un secondo il pc la fece attendere, macinando i dati. Poi sullo schermo apparve uno sfondo
bianco con il messaggio: Benvenuto, Craig Johnson.
Harper sollev il pugno in segno di esultanza.
Il caro vecchio Craig.
La sua euforia fu per di breve durata: da qui in poi, Harper avrebbe infranto la legge.
Le ci volle qualche minuto per ricordare come fosse organizzato il database della polizia, ma le
torn in mente. China sul computer, lavor con velocit nervosa, le orecchie tese a intercettare
eventuali passi in corridoio o voci che si avvicinavano.
Dopo quella che le sembr un'eternit, Harper trov la sezione dell'archivio e digit:
McClain, Alicia.
Apparve all'istante una cartella, il cursore lampeggiava a ritmo costante l accanto.
Harper fece un respiro profondo e clicc sull'icona. La cartella si apr e svel al suo interno un
elenco di una decina di file.
Nessuno di quei nomi aveva alcun senso, perci Harper cominci dal primo e li apr uno per
uno. Quelli in cima erano stralci casuali di moduli: scansioni che avevano da tempo perso significato e
di altre pratiche di routine.
Clicc file dopo file, finch non trov ci che voleva: Rapporto Ufficiale_caso di
OMICIDIO_McClain, Alicia.
Harper prese il taccuino dalla tasca e cominci a scorrere rapidamente il file, lasciando che
fossero le parole stesse a balzarle agli occhi. Morta. Ferite da arma da taglio. Assalitore sconosciuto.
Arma non recuperata. Il suo vecchio indirizzo. Appunt delle note, le dita rigide intorno alla penna.
Poi lo schermo si riemp di immagini che le diedero la nausea: una fotografia dopo l'altra della
sua vecchia cucina. Il tavolo dove aveva mangiato Cheerios a colazione rovesciato con violenza su un
lato. La sedia dove si era seduta, capovolta. Un corpo pallido, nudo, steso a faccia in gi sul pavimento,
una mano tesa in una silenziosa supplica.
Tutto come nei suoi ricordi. Tutto come nella cucina di Marie Whitney.
Harper si sforz di guardare, in cerca di un dettaglio qualsiasi che al tempo poteva esserle
sfuggito.
Distingueva i segni della propria presenza e not le lunghe scie nel sangue dove era scivolata
con le sue scarpe da ginnastica. Ma non c'era una sola cosa  nemmeno una  che non fosse gi
marchiata a fuoco nella sua memoria per sempre.
Harper chiuse il file.
Il successivo conteneva l'esame obiettivo di quell'orrore e un riferimento a lei (Corpo trovato
dalla figlia, Harper, di dodici anni).
Gli diede uno sguardo veloce e si sofferm su due righe. Nessuna impronta digitale  stata
rilevata sulla scena. E poi una nota a margine: Il coroner evidenzia la rimozione postuma del
vestiario della vittima.
Le sobbalz il cuore.
Lesse e rilesse quelle parole.
Rimozione postuma del vestiario.
Era successa la stessa cosa a Marie Whitney. La stessa cosa.
Era forse un indizio?
In qualche modo, per, la conoscenza di quel dettaglio non l'aiutava a rendere pi chiara la
situazione.
Di cos'altro avevano bisogno i detective? Come potevano affermare che i due casi non fossero
collegati?
Non potevano. Era una bugia. Stavano proteggendo qualcuno.
E quel qualcuno era Blazer.
Harper stava cliccando sugli ultimi file, quando sent delle voci avvicinarsi alla porta.
Imprec a bassa voce, annasp con il mouse e si precipit a chiudere tutti i file, cercando
disperatamente di ricordare come fare a uscire dal sistema.
Ti prego, ti prego, ti prego... sussurr, cliccando freneticamente su tutto lo schermo, finch
alla fine non trov l'opzione nascosta nel menu.
Non appena i file scomparvero, mentre il computer macinava ancora dati, Harper con uno scatto
si allontan dalla scrivania e corse tra le lunghe file di scatoloni.
Le voci erano sempre pi vicine. Un borbottio grave, maschile, di parole che Harper non
riusciva a capire perch sovrastate dal martellare del suo cuore.
Si appiatt nell'ombra e cerc nella mente una scusa qualsiasi. Era scesa quaggi solo per
cercare un fascicolo. Non l'aveva trovato. Le dispiaceva molto.
Le voci erano proprio dietro la porta adesso. Harper si aggrapp con le dita allo scaffale di
freddo metallo che aveva alle spalle.
E poi... le voci si allontanarono gi per il corridoio. Passarono di fianco all'archivio e
proseguirono verso il deposito delle armi d'ordinanza, fino ad affievolirsi e svanire.
Per un solo momento, Harper si accasci sulla scatola pi vicina per riprendere fiato.
Poi afferr il taccuino e cominci a cercare i fascicoli sul caso della madre.
La maggior parte di quello di cui aveva bisogno l'aveva gi letto sul computer, ma adesso
doveva sapere tutto. Tutto quello che ne sapeva la polizia.
Con l'aiuto del numero di archivio trovato nel pc, Harper rintracci subito la scatola che
cercava, collocata nella quarta fila in fondo allo stanzone, sullo scaffale centrale. Era del semplice
cartone Manila, proprio come le altre, senza alcun nome.
Con cautela, la tir verso di s. Era sgradevolmente leggera. Se l'era immaginata piena del peso
di una lunga indagine per omicidio e invece Harper la sollev senza alcuna fatica e la pos per terra.
Vi s'inginocchio accanto e con cura la scoperchi.
Come la sua leggerezza le aveva fatto supporre, la scatola era piena a met. Erano quasi tutte
scartoffie: gli originali dei documenti che aveva gi consultato al computer.
Al di sotto, una pila di sacchetti di plastica con le prove raccolte dentro casa sua.
Harper le tir fuori e le esamin una per una. Un piatto rotto, qualche vecchia busta. E, del tutto
inaspettatamente, le sue vecchie scarpe da tennis bianche, macchiate del sangue secco della madre.
Si era sempre chiesta dove fossero finite.
Le balen alla mente l'ultima volta che le aveva viste. Era in centrale, seduta su una poltroncina
di plastica: qualcuno si inginocchi di fronte a lei, le pul le mani, le slacci le scarpe.
Smith aveva mandato un agente a comprargliene un nuovo paio. Lei era cos confusa che a
stento aveva capito cosa stava accadendo quando quelle calzature non sue  rigide e scomode  le
erano state messe ai piedi.
Dove sono le mie scarpe? aveva chiesto.
Dobbiamo trattenerle noi le aveva spiegato Smith. Per queste sono pi belle.
Adesso, nel rigirare tra le mani quel sacchetto di plastica, Harper vide che, fedele alla sua
parola, Smith le aveva davvero conservate per tutti quegli anni.
Riluttante, pos le scarpe e torn a rivolgere l'attenzione alla scatola. Era rimasto un solo
sacchetto di plastica.
Dentro c'erano i pennelli della madre.
Harper sent un nodo improvviso attanagliarle la gola.
Sollev la busta sotto la luce per vederli meglio. Due pennelli avevano ancora della vernice
sulle setole, ora secca e spellata: rosso vermiglio e bianco immacolato.
Non riusciva a immaginare perch la polizia li avesse presi come prova. Forse sua madre li
aveva in mano quando era stata sorpresa dall'arrivo dell'assassino. Forse li aveva fatti cadere sulla
scena del crimine.
Comunque fosse andata, Harper detestava l'idea che fossero qui, dentro una scatola di cartone,
nella quarta fila di dodici, sotto una fredda luce a fluorescenza.
Dovette sforzarsi per riporli di nuovo via, ma era venuta per vedere tutto e non avrebbe smesso
di cercare adesso.
Frug in fretta nella scatola, sempre pi consapevole di stare sfidando la sorte nel trattenersi nel
seminterrato cos a lungo.
Sul fondo del cartone c'era un mucchietto di fogli di carta volanti.
A stare inginocchiata su quel cemento duro, le ossa cominciavano a dolerle. Harper controll
alla svelta i foglietti, mordendosi il labbro inferiore.
Molti erano semplici note che accompagnavano le prove raccolte sulla scena del crimine, scritte
dagli investigatori e indirizzate alla Scientifica. L'ultimo era un modulo con cui i campioni di sangue
erano stati rimandati in esame, con la richiesta di ulteriori approfondimenti. La data risaliva a un mese
dopo l'omicidio della madre.
Le istruzioni stringate, scritte a mano, erano: Ri-determinare tipo sanguigno/DNA.
La firma in calce era chiara e inequivocabile.
Larry Blazer.
Capitolo venti
Quando torn in redazione, un'ora e mezza dopo, Harper la trov deserta, a parte Baxter, che
batteva con piglio furioso le dita sui tasti del computer.
Sei riuscita a scoprire qualcosa? le url senza nemmeno alzare lo sguardo.
Non molto disse Harper, filando dritta alla propria scrivania.
Sper che l'espressione del volto non tradisse il suo scombussolamento emotivo. L'ultima cosa
che voleva adesso era avere Baxter alle calcagna.
Tuttavia, la caposervizio era troppo presa da quello che stava facendo per notare la sua postura
irrigidita e il tono stringato delle sue risposte.
Quella firma l'aveva frastornata. Finch non aveva letto quel nome, Harper aveva dubitato della
propria teoria.
Le era parso troppo improbabile che l'assassino potesse essere Blazer. O un qualsiasi altro
poliziotto che conosceva.
Adesso, per, dopo tutto quello che aveva scoperto nelle ultime ventiquattr'ore, la situazione
era cambiata.
Harper era consapevole di dover restare calma. Per riuscire a pensare lucidamente. Per mettere
insieme un quadro coerente delle prove.
Apr una pagina bianca sul taccuino.
Cosa aveva in mano?
Scrisse:
Scena del delitto professionale: il killer sapeva come lavora la polizia
Blazer collegato alle indagini di entrambi i casi
Possibile che Blazer frequentasse Marie Whitney prima della sua morte
Se vero: Blazer ha nascosto il suo legame con la vittima
La penna esit sulla carta, mentre Harper cercava di farsi venire in mente altri fatti che
potessero compromettere Blazer.
Non ne trov.
Dopotutto, non aveva granch in mano: poco pi che un pugno di mosche. Niente collegava
Blazer a sua madre, niente di niente.
Sembrava quasi che ogni pezzetto di prova che trovava non facesse altro che accrescere i suoi
sospetti su Blazer senza, per, al contempo delineare un coerente quadro d'accusa contro di lui. Non
aveva ancora niente di utile per identificare il killer.
Aveva bisogno di un'impalcatura solida.
In realt, cosa sapeva davvero di Blazer?
Sapeva che era un detective e che aveva scalato con rapidit i ranghi della polizia, era un uomo
fidato di Smith. Era sposato? Aveva dei figli?
Rendersi conto di quanto poco ne sapesse sul suo conto la calm: poteva lavorarci su.
Entr nel database del computer e digit il nome di Blazer.
Saltarono fuori centinaia di articoli. Molti scritti proprio da lei, altri a firma del precedente
cronista di nera, Tom Lane.
Quasi tutti i detective evitavano l'attenzione dei media. Non avere un volto  importante quando
si indaga su degli assassini: meno ne sanno su di te, pi sembri pericoloso. Tuttavia, Blazer non la
pensava cos.
A lui piaceva essere intervistato, soprattutto dalla televisione. In pi di un'occasione, su una
scena del crimine, era passato davanti a Harper senza degnarla di uno sguardo per presentarsi invece di
fronte al manipolo di telecamere, con i capelli pettinati, la cravatta ben sistemata.
La maggior parte degli articoli che Harper aveva trovato erano dichiarazioni su casi che Blazer
stava seguendo: brevi e dirette. Harper non rintracci alcunch di personale. Neppure una parola sul
suo passato, sulla sua et, sulla sua formazione.
Per ottenere quel tipo di informazioni, avrebbe dovuto accedere allo schedario del personale
della polizia. E, non appena avesse provato a ficcanasare in giro, la voce sarebbe cominciata a
circolare.
Pos la penna e si pass una mano tra i capelli.
Di solito, in circostanze del genere, sarebbe corsa dal tenente Smith. Harper nutriva fiducia
nella sua onest. Per Smith e Blazer si conoscevano da vent'anni. Come trovare il coraggio di dirgli
che secondo lei il suo amico poteva essere lo psicopatico responsabile dell'omicidio di sua madre?
E poi la reazione del tenente, quando Harper aveva semplicemente avanzato l'ipotesi che dietro
l'assassinio di Marie Whitney e di sua madre ci fosse la stessa persona, era stata cos negativa da non
lasciare dubbi sul fatto che avrebbe accolto tutt'altro che bene quest'ultima sua teoria.
Si appoggi allo schienale della sedia e si gir verso la finestra. Era calato il buio. Sul fiume,
un'enorme nave container navigava lenta, con le luci che brillavano nell'oscurit. L'imbarcazione era
cos gigantesca da oscurare del tutto i palazzi lungo la riva e creare, solo per un momento, l'illusione
ottica di essere ancorata al fondo, mentre la citt scivolava via placida.
Di punto in bianco, ebbe davanti agli occhi il viso inondato di lacrime di Camille Whitney.
Chiss dov'era. Se qualcuno si stava prendendo cura di lei. Se stava cominciando a comprendere che la
sua vita non sarebbe stata pi la stessa.
Sulla scrivania, il telefono vibr. Distolse lo sguardo dalla nave e allung la mano per
prenderlo.
Un sms da un numero sconosciuto: Non mi piace lasciare le cose a met.
Confusa, Harper lesse la frase due volte.
Poteva averlo scritto chiunque. Una fonte. Qualcuno che aveva letto un suo articolo e Dio sa
come era riuscito a rintracciarla.
Dopo una breve esitazione, digit: Chi sei?
Un secondo pi tardi, il telefono vibr di nuovo. C'era una sola parola sul display.
Luke.
Harper sent una morsa allo stomaco.
Accidenti sussurr.
Con il caso Whitney che assorbiva del tutto le sue giornate, si era quasi dimenticata di lui. In
qualche modo, si era persuasa che Luke si fosse pentito di quanto era successo la sera prima. Insomma,
aveva pur sempre messo a repentaglio il suo lavoro.
In quel caso, lei non poteva certo biasimarlo.
Adesso per le tornava tutto alla mente e si sent avvampare. La sensazione di avere il corpo di
Luke addosso. Il suo odore di fresco. La sua mano che le scivolava sulla schiena.
Accidenti sussurr di nuovo rigirandosi in mano il cellulare.
La domanda era: con tutto quello che stava accadendo intorno a lei, proprio adesso voleva
imbarcarsi in una storia con Luke?
Si trovava in mezzo a un'indagine per omicidio, la notizia pi grossa a cui avesse mai lavorato.
E forse era anche sul punto di risolvere un delitto che le aveva distrutto la vita.
Eppure.
Nel tempo passato con lui, quella notte, tutti i pensieri su omicidi, morte, corruzione erano
svaniti, anche se solo per poco.
Il suo corpo e la sua mente erano stati avvolti dal calore di emozioni e sensazioni.
Era stato meraviglioso.
Le balen l'immagine di Luke in strada, alle sue spalle, la pistola puntata contro i tre fuggitivi
armati. Il suo sguardo di fredda, protettiva furia negli occhi.
Il desiderio le scald il sangue nelle vene.
Prima di cambiare idea, Harper scrisse una breve risposta.
Sai dove trovarmi.
Quando a mezzanotte usc dal giornale, Harper quasi si aspettava di vedere Luke fuori ad
attenderla.
La strada per era deserta.
Odi la sensazione di delusione che la invase.
Ecco perch  una pessima idea, si rimprover.  una distrazione. Hai cos tante cose da fare
adesso. Non  proprio il momento giusto.
Harper avrebbe dovuto pensare al caso Whitney, a sua madre e a come diamine fare per
dimostrare ci che aveva in mente.
Non perdere tempo dietro a Luke.
Sentendosi di colpo esausta, mont sulla Camaro e rimase per un momento con le mani sul
volante, a fissare la strada vuota di fronte a s. Pass un minuto intero prima che lei avviasse il motore.
Per tutto il tragitto verso casa si sforz di non pensare a Luke. Gli avrebbe scritto un altro
messaggio, una volta rientrata. Gli avrebbe detto la verit.
Non era il momento di pensare all'amore. Aveva troppe cose in ballo ora.
Quando parcheggi come suo solito sotto i rami protettivi di una quercia, Harper era risoluta.
Afferr la borsa, scese dall'auto e si gir verso casa.
Solo a quel punto si accorse di lui.
Luke era appoggiato alla portiera di un'auto sportiva di colore nero. Le braccia incrociate sul
petto con aria indifferente. Indossava un paio di jeans e una maglietta nera che ne metteva in risalto i
bicipiti.
Tutti i suoi dubbi evaporarono come respiro caldo nel freddo della notte.
Harper attravers la strada, il passo insolitamente lieve.
Lui l'aspettava senza staccarle gli occhi di dosso.
 una pessima idea gli disse, ma persino lei si accorse di quanta poca convinzione c'era nella
sua voce.
 probabile disse lui.
Le prese la mano.
Le sue dita erano calde e forti. Quando l'attir a s, lei non pot resistere.
Lui chin la testa su di lei. I suoi occhi erano di un blu scuro e lei non riusc a scorgervi
nemmeno l'ombra di un dubbio.
 la migliore pessima idea che ho avuto in tutta la giornata le disse.
Poi con la bocca trov la sua.
Era un bacio pi esigente di quello della notte prima. Pi urgente. E Harper sent il corpo
infiammarsi dello stesso desiderio.
Con un sospiro si premette contro di lui e con le labbra gli tortur gli angoli della bocca. La sua
lingua si insinu nel morbido avvallamento di una ferita sconosciuta, mentre esplorava senza pudore la
sua pelle.
Sal con le mani lungo le sue braccia, saggiando i muscoli tesi delle spalle, per poi perdersi nei
soffici ciuffi dei suoi capelli.
Sent il fiato di Luke mozzarsi, mentre le metteva le mani sui fianchi e la cingeva a s.
I loro corpi si muovevano con naturalezza e familiarit, come se fossero fatti l'uno per l'altro.
Di colpo, a Harper non import pi che le loro carriere al giornale e al dipartimento di polizia
potessero crollare loro addosso come una tonnellata di mattoni. Tanto, se aveva ragione sul conto di
Blazer, a Savannah Harper avrebbe chiuso comunque: la polizia non l'avrebbe mai perdonata.
Smith non l'avrebbe mai perdonata.
Stava per precipitare tutto: Harper gi sentiva le prime scosse far scricchiolare le fondamenta
della vita che si era costruita.
Non si meritava forse un poco di felicit prima?
Si ritrasse.
Luke la scrut in viso. Harper?
Nessuno aveva mai pronunciato il suo nome in quel modo, facendola sentire cos importante.
Sent una stretta allentarsi al petto, come se avesse trattenuto il fiato per anni. E adesso
finalmente poteva di nuovo respirare.
Entriamo in casa.
Capitolo ventuno
Quando Harper si svegli, il mattino dopo, Luke non c'era.
Il suo cellulare aveva squillato per un breve momento alle tre del mattino. Lui aveva bisbigliato
qualcosa prima di uscire dalla stanza.
Lei era sveglia quando Luke era tornato pochi minuti pi tardi, con addosso i jeans e la
maglietta in mano.
Quando si era chinato su di lei per sfiorarle le labbra, Harper aveva avvertito nel suo alito
l'odore del suo dentifricio alla menta.
Devo andare.
Per un secondo, aveva avuto la sensazione che, come era successo la volta precedente, quelle
parole sarebbero state l'unica cosa che le avrebbe detto prima andarsene. Tuttavia, Luke sembr avere
d'un tratto cambiato idea.
Uno dei miei informatori si  fatto arrestare le aveva spiegato, seguendo con la punta delle
dita il profilo nudo delle sue spalle. Devo tirarlo fuori prima che buttino via la chiave.
Harper sapeva quanto fossero importanti per un detective i suoi informatori. E capiva che il
fatto che lui si fosse confidato era un segno di fiducia nei suoi confronti.
Gli butt un braccio al collo e lo attir a s finch le loro labbra non si congiunsero di nuovo,
mentre le lenzuola le cadevano di dosso. Il bacio fu appassionato e prolungato. Le mani di Luke
scivolarono gi a cingerle il seno.
Maledizione, Harper le aveva sussurrato lui sulle labbra. Cos mi rendi tutto pi difficile.
Con riluttante lentezza, Luke si era poi liberato di quell'abbraccio e si era diretto alla porta con
quella falcata lunga e dinoccolata che lei avrebbe riconosciuto tra mille.
Prima di uscire si era fermato a guardarla, le labbra curvate in un malinconico sorriso.
Adesso s che siamo veramente nei guai.
Poi era andato via. Harper era rimasta ad ascoltare i suoi passi percorrere il corridoio. Il cigolio
della porta che si apriva e si richiudeva alle sue spalle con un tonfo attutito. Poi, un minuto dopo, il
rombo del motore dell'auto sportiva che si metteva in moto e si allontanava.
Dopo essersi stiracchiata nel letto, prendendosi tutto lo spazio che voleva, Harper aveva
dormito come una bambina.
Adesso il sole entrava dalle veneziane, striando di luce le lenzuola sgualcite.
Non c'era traccia di Zuzu.
Con un sospiro, Harper si trascin nuda in corridoio fino al bagno. Mentre aspettava che l'acqua
della doccia si scaldasse, allung il braccio per prendere il dentifricio, ma si accorse che non c'era.
Si guard in giro, nella stanza pulita, perplessa. Le sue cose erano state spostate. Il dentifricio
non era a destra del lavandino, dove era sempre stato. Un asciugamano umido era stato appeso lontano
da dove di solito lei lo lasciava. Dentro al portasapone c'era un po' d'acqua.
Dallo specchio sopra al lavandino, la sua immagine riflessa la guardava: pensierosi occhi color
nocciola sottolineati da uno sbuffo grigio di mascara e capelli rossi arruffati intorno a un ovale pallido.
Di solito, a questo punto, l'assaliva l'ansia di avere qualcuno in casa con lei. Qualcuno che
toccava le sue cose. Qualcuno che le stava troppo addosso.
La sua vita sentimentale era sempre stata un disastro. Gli uomini non capivano il suo modo di
vivere. O si sentivano minacciati dal fatto che lei trascorresse la maggior parte delle sue giornate fianco
a fianco con dei poliziotti. E a lei non piaceva ritrovarseli in casa, a spostare le sue cose.
Era pi semplice, alla fin fine, rimanere da sola.
Talvolta le era capitato di uscire con tipi strani, e di solito dietro c'era lo zampino di Bonnie.
Non ne era nato mai niente, per.
Due anni prima era stato il turno di un ricercatore californiano. L'aveva affascinata con quel suo
aspetto da surfista, i capelli arruffati e la pelle abbronzata. La loro vita per era cos diversa: lui
insegnava Thomas Eliot a studenti universitari dagli occhi assonnati, era contrario a tenere in casa una
pistola e trovava il lavoro di Harper bizzarro.
Mostragli il tuo scanner diceva sempre a un certo punto della serata, quando uscivano con gli
amici. E Harper doveva tirar fuori il suo scanner, cos che loro potessero ascoltare le trasmissioni della
polizia.
Corre dietro ai poliziotti spiegava lui, con uno strano miscuglio di orgoglio e disgusto, mentre
loro la fissavano con occhi sgranati.
Harper era consapevole di essere un'incognita per lui. E se gli capitava di rimanere per la notte
a lei pareva un'invasione.
Dopo qualche tempo, Harper gli aveva detto che le cose tra loro non funzionavano ed era finita
l.
Non ne aveva mai sentito la mancanza.
Anche se avesse voluto, frequentare qualcuno era quasi impossibile lavorando dalle quattro del
pomeriggio fino all'una di notte. Quando Harper usciva dal lavoro, chiunque che non fosse un
ubriacone o un criminale era gi a letto da un pezzo.
Le sue possibilit erano limitate agli altri giornalisti, ai poliziotti e ai paramedici. I poliziotti
erano (dovevano essere) fuori portata. I giornalisti erano gente senza speranza. I paramedici erano quasi
tutti gi sposati.
Non rimaneva quasi nessuno.
Harper preferiva stare da sola, comunque: meno complicazioni, meno distrazioni. Il suo lavoro
la assorbiva non solo la notte, ma anche il giorno, in un certo senso.
Bonnie, tuttavia, non era d'accordo. E si faceva sentire. E anche di frequente.
Non prendi in giro nessuno con questa tua posa da lupo solitario le aveva detto pi di una
volta.
Non  una posa rispondeva Harper. Sono davvero una solitaria.
Tuttavia Bonnie non si arrendeva.
Santo cielo, Harper. C' altro nella vita, oltre al lavoro. Dimmi che riesci a capirlo anche tu.
Harper non l'aveva mai capito per davvero, per.
La solitudine era importante per lei. Le sembrava quasi strano che Luke avesse passato met
notte dentro al suo letto e avesse usato il suo asciugamano e il suo dentifricio.
Strano, s, ma  con sua sorpresa  non poi cos male.
Stavolta era diverso.
Il modo in cui lui la guardava, con sincera tenerezza, era autentico. Le cose che si erano detti 
le parole sussurrate al buio  erano vere anche quelle.
Qualunque barriera li avesse tenuti separati in tutti quegli anni la scorsa notte era stata
abbattuta.
Luke era sempre stato cos attento a ci che le diceva: la loro amicizia si fermava sulla soglia
della centrale di polizia. Quando ricompariva da una delle sue missioni sotto copertura, era inutile
chiedergli dov'era stato.
Comunque, anche Harper aveva un sacco di segreti, cose di cui non le piaceva parlare.
La notte appena passata non c'erano stati segreti.
E questa da dove salta fuori? gli aveva chiesto, scorrendo la punta delle dita su una cicatrice
lunga e stretta sopra il suo addome.
Erano le due del mattino e Harper aveva la testa sul petto di Luke, che le accarezzava i capelli.
La notte era languida e infinita.
Ho fatto arrabbiare qualcuno le rispose. E il caso ha voluto che quel qualcuno avesse per le
mani un grosso coltello.
La sola luce nella stanza entrava dalla finestra, dai lampioni in strada, ma anche cos Harper
riusc a vedere che, sebbene la pelle della cicatrice fosse lucida e ben rimarginata, i bordi erano ancora
arrossati.
 recente per. Harper sollev il capo per scrutarlo in viso.
Lui la stava guardando con occhi cupi e lei intu che aspettava senza ostilit la domanda
seguente.
Dov'eri? Cosa  successo?
Era rimasto in silenzio cos a lungo che lei pensava che non le avrebbe pi risposto. Per,
proprio in quel momento...
Stavo indagando su una banda nella contea, fuori citt le disse. Spacciavano droga nei
complessi popolari gi da un po'. Roba purissima. Un sacco di roba. Li ho agganciati presentandomi
come un nuovo fornitore, in grado di procurare coca e farmaci.
Le sue dita le accarezzavano dolcemente i capelli ma, a ogni parola, Harper lo sentiva diventare
pi teso sotto di lei; sentiva i suoi muscoli aggrovigliarsi.
Hanno capito che eri un poliziotto? gli chiese.
No. C'era un tizio a cui non andavo molto a genio. Una sera aveva assaggiato troppi campioni
del suo prodotto.  venuto da me senza preavviso. Lui le poggi una mano sulle sue, spostandole dalla
cicatrice. L'aria si  fatta un po' pesante, ma non  andata cos male come sembra.
Immaginarselo in qualche magazzino isolato, circondato da brutti ceffi e sanguinante, la fece
rabbrividire.
Cosa ne  stato di quel tizio? gli chiese.
Luke sospir. Gli altri ragazzi lo hanno attaccato, me lo hanno strappato di dosso e lo hanno
aperto in due. Scorse l'espressione orripilata sul volto di Harper e si tir indietro i capelli. Non ti
preoccupare: aveva la pelle dura,  sopravvissuto. Ma per un pelo.  stato fortunato.
Lei gli sfior di nuovo la ferita. Tu sei stato fortunato.
Non posso negarlo disse lui.
Harper non sapeva quanto lui fosse disposto a confidarsi, ma decise di calcare un po' la mano.
Di recente, c'erano cos tante cose che non comprendeva pi della sua vita.
Ancora non capisco perch sei passato alle unit speciali gli disse. Ti piace di pi che stare
alla Omicidi? Perch a me sembra un lavoro orribile.
 orribile. La voce di Luke si tinse di autocommiserazione. E non mi piace. Lo detesto. Non
hai idea di cosa dobbiamo fare sotto copertura, Harper. Dobbiamo vivere come loro. Dobbiamo
diventare come loro.  qualcosa che ti cambia. Sta succedendo anche a me, credo.
Cosa devi fare gli chiese, mentre un brivido di preoccupazione le saliva su per la schiena.
Cosa hai fatto?
Luke sembr trattenere il respiro per un momento, con gli occhi fissi nel buio.
Poi scroll le spalle e Harper sent che il momento delle confidenze era passato. Nulla. Sono
solo... sono solo stanco, Harper. Straparlo.
Ma lei non voleva mollare la presa. Non ancora.
Perch lo fai? Harper si sollev e si poggi sui gomiti per osservarlo meglio. Perch non
ritorni alla Omicidi? Eri cos bravo, Luke. Sei un talento naturale come detective.
Non  cos semplice La sua voce divenne affilata. Non si pu fare sempre quello che si
vuole. Non  cos che funziona.
Non le lasci il tempo di chiedergli altro e la tir verso di s.
Non voglio parlarne adesso. La cinse tra le braccia e rotol insieme a lei sul materasso, fino a
che non la sovrast, guardandola negli occhi.
Pensiamo a questo, invece.
La baci con tale insistenza e desiderio che Harper aveva lasciato perdere.
Mentre si spazzolava i denti, per, la mente di Harper ritorn a quel momento.
Sicuramente, qualunque cosa gli fosse capitata nella sua ultima missione gli aveva lasciato
dentro cicatrici ben pi grosse di quella che lei aveva visto.
Luke era sempre stato un poliziotto ligio alle regole: ne era cos ossessionato che gli altri
detective gli avevano affibbiato il soprannome di Robocop.
Quel Luke non si sarebbe mai abbandonato a situazioni come questa. E di certo non le avrebbe
mai confidato quanto gli succedeva sul lavoro.
Questo nuovo Luke non si lasciava sfuggire le occasioni e si prendeva ci che voleva.
Se era impensabile che Harper si rivolgesse a Smith per parlargli di Blazer, poteva forse provare
a discuterne con Luke? Dopotutto, lui le aveva gi offerto il suo aiuto per il caso Whitney.
Harper cancell quel pensiero non appena le sfior la mente.
Coinvolgerlo nelle sue ricerche lo avrebbe messo sotto pressione per ci che stava nascendo tra
di loro. Forse avrebbe avuto la sensazione che lei lo volesse usare. Avrebbe potuto dubitare di lei.
No, non poteva ancora dirglielo. Forse, pi in l...
Adesso, l'unico con cui doveva parlarne era Miles.
Dopo la doccia, Harper raccolse i vestiti che aveva lasciato in giro per l'appartamento e ripose
tutto al suo posto. Dovette cercare un po' prima di trovare il reggiseno, finito chiss come sotto al
divano.
Zuzu non si fece vedere finch Harper non ebbe finito di rassettare: solo allora spunt dalla
gattaiola e la fulmin con i suoi freddi occhi verdi, prima di trotterellare verso la ciotola.
E tu chi sei? Il mio confessore? sibil Harper.
La gatta la ignor con gelida compostezza.
Quando tutte le prove degli intercorsi della notte appena passata furono cancellate e
l'appartamento fu di nuovo in ordine, Harper prese il cellulare e chiam Miles.
Jackson. In sottofondo, Harper sentiva il rombo di un'auto sulla strada.
Dove sei? gli chiese.
Sto andando a Hilton Head le rispose lui. Sono stato ingaggiato da una grossa agenzia che
gestisce la campagna pubblicitaria di un torneo di golf. Mi pagano una fortuna e in pi mi rimborsano
tutte le spese.
Harper imprec sottovoce. Ne avrebbe avuto per tutta la giornata.
Era fuori discussione accennargli di Blazer per telefono. Doveva parlargli di persona, faccia a
faccia.
Quando torni? gli chiese. C' qualcosa di cui dovremmo discutere.
Stasera le disse. Sul tardi. Pu aspettare?
Harper era cos impaziente che per un attimo pens di corrergli dietro  Hilton Head era a sole
poche ore di distanza  ma doveva essere al lavoro per le quattro ed era gi mezzogiorno.
Pu aspettare gli disse riluttante. Chiamami appena torni, per. A qualsiasi ora.
Cosa c'? le chiese, incuriosito.  successo qualcosa?
Harper fece una pausa, poi scosse la testa. Te lo racconto pi tardi.
Va tutto bene?
Tutto bene lo rassicur lei, sebbene non ne fosse proprio sicura.
D'accordo, allora disse Miles. Ti chiamo stasera. Ragazzi, quanto detesto il golf.
Chiusero la chiamata.
Dopo aver parlato con Miles, Harper non riusciva a stare ferma. Era ancora presto per andare al
lavoro, ma si sentiva troppo inquieta per rimanere dentro casa. Doveva fare qualcosa. Indagare su
Blazer. Ma sapeva di essersi spinta fin dove poteva, adesso doveva consigliarsi con Miles.
Si vest alla svelta, afferr tutto ci di cui aveva bisogno, sal sulla Camaro e and al Pangea.
Ancor prima di entrare, sapeva che Bonnie era l. Il suo pick-up rosa, vecchio di vent'anni, era
parcheggiato proprio all'ingresso.
La caffetteria era affollata. Musica jazz si irradiava dalle casse e nell'aria c'era un odore di
caff cos forte che solo a respirarla Harper sent subito gli effetti di un'iniezione di caffeina.
Trov l'amica seduta in un angolo, un blocco da disegno si contendeva il tavolo con una teiera.
Come spesso faceva quando disegnava, aveva raccolto i capelli, dal rosa ormai quasi sbiadito, in una
treccia larga che le ricadeva su una spalla. Magrolina, con la gonna che le arrivava alla caviglia, gli
anfibi ai piedi e innumerevoli braccialetti ai polsi, Bonnie aveva un aspetto etereo: una ragazza bionda,
gitana, bohmienne, con nelle dita un gessetto che danzava sul foglio.
Quando Harper le si sedette di fronte, con una gigantesca tazza di caff in mano, Bonnie si
illumin in viso.
Harperina! Mettendo da parte il blocco da disegno, la ragazza si alz e le and incontro per
abbracciarla, i braccialetti tintinnarono a ogni suo passo, diffondendo intorno a lei un'atmosfera molto
da ashram. Aveva addosso il profumo fresco, dalle note agrumate, che metteva sempre. Hai un aspetto
radioso.
Davvero?
Eccome. Rimessasi a sedere, Bonnie la scrut con sospetto. C' qualcosa di diverso in te.
Hai un aspetto seducente. Cosa hai combinato?
Sto lavorando a un caso importante disse Harper, sorseggiando il caff. E poi ho fatto sesso
con un poliziotto. La solita vita, insomma.
Bonnie pos la sua tazza verde sul tavolo con un tonfo.
Non ci credo.
 verissimo.
Aspetta, aspetta, aspetta. Bonnie si sporse in avanti con un tale entusiasmo che la punta della
sua treccia per poco non fin dentro alla tazza. Con il tizio dell'altra sera? Quello di cui mi hai
parlato?
Proprio quello.
Porca vacca, Harper. Non pensavo che mi avresti presa alla lettera esclam Bonnie, a voce
cos sostenuta da attirare lo sguardo dell'hipster barbuto del tavolo accanto. Raccontami tutto, subito.
 stato bello? Lo ami? Posso farti da damigella d'onore?
Harper le fece una smorfia.  stato bello. Per frena,  capitato solo una volta, ok?
Bonnie per non si lasci scoraggiare.
Raccontami qualcosa di lui. Approverei?  carino?
Harper pens a Luke appoggiato sulla portiera dell'auto, al buio, la notte prima.
S concesse.  carino.
I poliziotti carini sono il massimo. Sotto al tavolo, Bonnie le sfior la gamba con la punta del
piede. Ehi, pu stracciare tutte le multe che ho beccato per sosta vietata? Ne ho perso il conto ormai e
io sono una brava persona, Harper...
Lavora sotto copertura tagli corto Harper. In caso finissi ostaggio di una banda di
spacciatori, lui potrebbe tornarti utile. Altrimenti, non credo possa aiutarti pi di tanto.
Sotto copertura? Bonnie sembrava impressionata.  distrutto da tutto quello che ha visto,
Harper? Devi raccoglierne i pezzi e rendere la sua vita di nuovo degna d'essere vissuta?
Bonnie si era avvicinata po' troppo alla realt.
Piantala l'avvert Harper con un'occhiataccia. Fa' la brava o non ti dir pi nulla.
Ritiro la domanda. Bonnie prese un contegnoso sorso di t. Almeno dimmi come si
chiama.
Harper abbass la voce. Luke Walker.
Bonnie per poco non si strozz.
Luke Walker sputacchi  il nome pi da poliziotto che abbia mai sentito in tutta la mia
vita.
Lei fece una voce profonda: Signora, sono l'agente Luke Walker, sono qui per riparare il
frigo...
Harper non rise. Di solito si divertiva a scherzare sui ragazzi insieme a Bonnie.
Con Luke era diverso.
Accorgendosene, Bonnie la piant subito. Il suo sorriso svan.
Aspetta disse piano. Ti piace sul serio, eh?
Harper non poteva nasconderle niente.
Il fatto  questo disse lei. Conosco Luke da anni. Forse ho sempre avuto una cotta per lui,
ma non l'ho mai ammesso. Adesso... non so se funzioner.
Adesso che gli hai tolto la mutande Bonnie esplicit i sottintesi, hai paura che non potrete
pi essere amici.
Qualcosa del genere concesse Harper. E poi, come ti ho spiegato l'altra sera, un poliziotto
non pu stare con una giornalista.
Bonnie allontan con un gesto della mano quel pensiero.
Andiamo, tesoro. Stiamo parlando di te. Nessuno pu dirti con chi puoi o non puoi uscire. Non
 il tuo capo a scegliere con chi ti puoi fidanzare. Neanche nell'America di oggi.
Esistono delle regole, Bonnie disse Harper.
L'ansia per la situazione in cui si era cacciata aveva reso la sua voce pi dura di quanto Harper
intendesse. Sollev subito le mani in segno di scuse.
Mi spiace, non volevo aggredirti.
Bonnie le fece capire che non era proprio il caso di preoccuparsi.
Harper, mi sembra che tu debba prendere una decisione. Bonnie si fece seria. Puoi dirti che
non vale la pena rischiare. Oppure, se lui ti piace davvero, mandare al diavolo le regole e correre il
rischio.
Lei inclin la testa. I suoi occhi erano di un blu vivido nella sala piena di luce.
Ti piace sul serio?
Harper sostenne lo sguardo dell'amica. Il ronzio del montalatte sommerse tutti gli altri rumori
del locale.
Harper pens alle sensazioni provate a stare con la testa appoggiata sul petto di Luke, mentre la
sua mano le accarezzava i capelli.
S disse, pi a se stessa che a Bonnie. Al diavolo tutto.
Capitolo ventidue
Quanti anni avr Blazer? Harper guard Miles con aria interrogativa. Una cinquantina?
Quasi.
Lui era al volante della Mustang. Lei a bordo della Camaro. Avevano parcheggiato le auto
muso contro coda, perci i finestrini a lato del guidatore erano l'uno di fronte all'altro, abbassati.
Era appena passata la mezzanotte e si trovavano in un parcheggio vuoto, nei pressi del centro.
L'intero perimetro era contornato da siepi e ci rendeva di fatto impossibile che li scorgessero dalla
strada. Si incontravano spesso l, per discutere di lavoro, spettegolare o semplicemente per farsi un po'
di compagnia quando l'adrenalina alle stelle impediva loro di prendere sonno.
Stasera per non c'era spazio per le chiacchiere, n per gli scherzi.
Fedele alla propria parola, Miles aveva chiamato non appena rientrato in citt. La giornata
doveva essere stata pesante: aveva l'aria esausta.
Quando Harper gli disse ci che aveva scoperto nell'archivio riguardo l'omicidio di sua madre,
lui era rimasto quasi in silenzio, rispondendo con frasi brevi, gli occhi puntati su un punto indefinito, in
lontananza.
Perci quando aveva diciamo sui trentadue, trentatr anni, Blazer ha indagato sul caso di mia
madre disse Harper. Poi, quindici anni dopo, frequenta una donna che finisce ammazzata in
circostanze identiche. Miles lo implor lei, non pu trattarsi di una coincidenza. Lo credi anche tu,
giusto?
Lui si strofin forte gli occhi.
Io qui vedo solo che non hai in mano alcuna prova certa. Tutto quello di cui disponi  la firma
di un poliziotto su un vecchio pezzo di carta. Cio niente.
Il suo tono era pungente.
Ma se  stato lui... ribatt Harper.
 troppo presto per i se' la interruppe lui. Non caveremo un ragno dal buco se perdiamo di
vista il perch' e il come'. Per non parlare del perch no'. E ce ne sono a migliaia, di perch no.
Miles si spost sul sedile per guardarla in volto, la sua espressione era molto seria.
Harper, sta' attenta. Non conosco bene Blazer, ma ne so quanto basta per dirti che  uno
stronzo figlio di puttana. E pure di un'ambizione paurosa e, se lo minacci, ha tutti i mezzi per
rovinarti.
La verit insita in quelle frasi le raggel il sangue nelle vene.
E allora cosa mi suggerisci di fare? gli chiese Harper, consapevole della propria impotenza.
Sappiamo entrambi che questo caso  anomalo. Per come posso provarlo?
Miles ci riflett sopra per un momento. In lontananza, un treno merci lanci un fischio, basso e
lugubre.
Mi sembra che il tuo approccio sia sbagliato le disse alla fine. Hai gi scelto la tua
conclusione e stai cercando di mettere insieme dei fatti che la confermino. Hai scelto la tua verit e
adesso distorci tutto per provare che hai ragione.
Harper avvamp all'ingiustizia di quelle affermazioni, ma lo lasci parlare.
Smettila. Devi lavorare a questo caso come hai fatto con tutte le altre storie continu lui. Hai
la prova che Blazer  in qualche modo coinvolto in entrambi gli omicidi. C' un collegamento. Adesso,
devi scoprire il resto.
La faceva cos semplice, lui. E invece non lo era affatto.
Ci sto provando disse Harper, alzando la voce. Ma non so dove cercare. Mi trovo in un
vicolo cieco.
Miles scosse la testa.
Pensaci, Harper: se Blazer fosse il killer, doveva per forza conoscere tua madre. Devono aver
avuto una relazione. Punta a ci che cerca la polizia: opportunit, movente e mezzi. Sappiamo che
Blazer aveva i mezzi.  un poliziotto. I poliziotti sanno come uccidere. Ma cosa ne sai in merito a
opportunit e movente? Perch avrebbe dovuto uccidere tua madre? Cosa ci avrebbe guadagnato?
Avrebbe potuto farlo? Cosa stava facendo quel giorno? Sono tutti pezzi del puzzle che ancora ti
mancano.
Miles si gratt la mascella con una mossa stanca della mano.
Lavora prima sul movente. Quasi nessuno ammazza senza averne uno. Scopri se Blazer aveva
qualche legame con tua madre. Conosceva la tua famiglia? Ricordi di averlo visto quando eri piccola?
No. La risposta di Harper fu categorica.
Magari conosceva i tuoi genitori. Tuo padre  ancora in vita?
Harper annu.
Bene, fagli una telefonata allora. Vedi se si ricorda di Blazer. Rintraccia alcuni dei vecchi
amici di tua madre, mostra loro la sua foto. Scopri se qualcuno di loro si ricorda di averlo visto in giro,
a quei tempi. I figli non sanno tutto della vita dei propri genitori. Forse i tuoi lo hanno conosciuto sul
lavoro.
Un po' della disperazione di Harper sembrava essere svanita.
Ok gli disse, annuendo lentamente.
Per ti dico anche questo, Harper la voce di Miles divenne fredda. Se non ti riesce di trovare
niente, lascia perdere. Non puoi fare il capitano Achab per sempre, con questa faccenda. Dammi retta.
Cercare vendetta ti divorer viva. Non sar Blazer a distruggerti. Lo farai con le tue stesse mani.
Harper si gir dall'altra parte, mordendosi forte il labbro. Non voleva litigare con Miles: era
l'unica persona con cui si era confidata.
Tuttavia, lui non si era trovato nei panni di Camille Whitney, come era invece accaduto a lei e,
soprattutto, anni dopo non si era vista riflessa nello specchio del proprio passato.
Miles non poteva capire i suoi sentimenti. Ma qualcosa doveva per trasparire dal suo
atteggiamento, perch subito dopo Miles sospir forte.
Fa' quello che devi, Harper. Io ti aiuter per quanto possibile. Adesso, ho bisogno di farmi una
dormita. Dovevano esserci quarantatr gradi l fuori oggi e i golfisti non amano l'ombra.
Avvi il motore della Mustang. Il suo rombo potente riecheggi sul cemento intorno a loro.
L'uomo dovette alzare la voce per farsi sentire, mentre le dava il suo consiglio.
Se pensi davvero di dare la caccia a un poliziotto, devi lavorare su questo caso come se tua
madre fosse una completa estranea. Scava nel suo passato. Se riesci a provare che Blazer facesse parte
della vita sua e di Marie Whitney, allora avrai qualcosa di concreto da portare a Smith. Invece, adesso
come adesso, hai poco pi di niente.
Dopo aver trascorso anni a evitare con meticolosa cura il proprio passato, ora Harper non aveva
altra scelta che immergervisi dentro.
Peggio del peggio: si trovava nella necessit di telefonare a suo padre.
Non gli parlava da Natale e per lei andava bene cos. Perci cerc di procrastinare quella
chiamata pi che poteva.
Con l'aiuto di Billy, tir fuori dalla soffitta le scatole con le carte e i ricordi di famiglia e le
alline sul pavimento del soggiorno. Non ce n'erano molte: otto in tutto. Vedersele l davanti, per, le
suscit un certo disagio. Erano come piccole bombe a orologeria.
Cosa stai cercando, cara? chiese Billy, osservando con aria dubbiosa quei cartoni impolverati.
L'uomo non aveva mai perso il marcato accento della Louisiana che ne avvolgeva le parole ed
era come velluto per l'orecchio.
 solo curiosit per la storia della mia famiglia gli disse. Cerco vecchie foto... sai, le solite
cose.
Io non l'ho mai fatto disse lui, le mani affondate nelle tasche dei jeans sporchi di vernice.
Mia mamma teneva tante di quelle foto appese al muro. Ho passato quasi tutta la vita a scappare dalle
facce dei miei parenti morti.
Harper lanci uno sguardo ai raccoglitori.
Io conservo i parenti morti chiusi l dentro disse.
Quando il padrone di casa se ne fu andato, Harper strapp il nastro adesivo dal primo cartone e
vi rovist dentro, senza sapere cosa aspettarsi.
Dopo l'omicidio di sua madre, non era pi tornata a vivere nella loro vecchia casa. Suo padre
aveva impacchettato tutte le loro cose e, mesi pi tardi, aveva messo la casa in vendita.
Quando si era trasferito al nord, tutti gli effetti della mamma di Harper erano stati spediti alla
nonna. E dopo che anche quest'ultima era deceduta, qualche anno prima, e la sua casa era stata
venduta, Harper aveva ereditato quanto era rimasto di quelle scatole.
Le aveva riposte in soffitta, senza neppure aprirle. E l erano rimaste. Lei non aveva idea di cosa
ci fosse dentro.
Nella prima, trov vecchie lettere, pagelle, compiti di scuola (B- Harper deve prestare pi
attenzione ai dettagli...) e fotografie.
Dopo qualche esitazione, Harper divise il contenuto in pile separate: lettere, biglietti, foto, roba
da buttare.
Poteva sbarazzarsi di tutta la corrispondenza, che era in larga parte costituita da note che lei e
Bonnie si erano passate a scuola, di lettere che si erano scritte nei mesi in cui l'una o l'altra era al
campo estivo, di lunghe missive che si erano scambiate al tempo in cui, solo per un breve periodo,
avevano ceduto alla pazzia di tenere un diario, trascrivendo ogni loro pensiero da tramandare a futura
memoria.
Penso che Brad si sia preso una cotta per me aveva scritto Bonnie diciotto anni prima, con la
sua calligrafia disordinata e svolazzante, tra i margini, dove aveva accuratamente disegnato file di
minuscoli banchi di scuola, dietro cui erano seduti microscopici studenti. Mi ha sorriso sei volte oggi.
Sei. Mi ha sorriso persino dopo che gli ho dato un calcio alla caviglia mentre facevamo Educazione
fisica. A me lui non piace.
Scoppiando a ridere, Harper mise da parte il foglietto per farlo vedere pi tardi a Bonnie.
Era strano quanto poco ricordasse della propria infanzia. Aveva la sensazione di curiosare tra le
lettere di qualcun altro. Era come ficcanasare nella vita altrui.
Tirando fuori un'altra busta, Harper si ferm. Una margherita bianca e oro era stata dipinta
accanto al suo nome. Alla vista della familiare calligrafia della madre, ogni lettera perfettamente
arrotondata, le manc il fiato.
Sono felice che ti stia divertendo al campo le aveva scritto. Per mi manca dipingere
insieme a te, nel pomeriggio. E non vedo l'ora di poter tornare alle nostre abitudini.
L'aveva scritta meno di un anno prima che qualcuno la accoltellasse a morte.
Harper port il foglio al naso, ma non vi trov il profumo della madre. N altro della sua
impalpabile anima.
Ripiegando con cura la lettera, Harper la inser di nuovo nella sua busta.
Il resto della scatola non conteneva nient'altro che ricordi ormai dimenticati: un premio che
Harper aveva vinto a scuola, una penna dall'inchiostro secco presa ad Atlanta, un adesivo del Canada.
Quando raggiunse il fondo, Harper tir un sospiro di sollievo e ripose di nuovo tutto nel
cartone, accantonandolo.
Una scatola era fatta. Ne rimanevano altre sette.
Prendendo coraggio, apr la successiva.
In quest'altra c'erano pi effetti della madre. Il contenuto era in disordine, come se il padre
avesse buttato tutto dentro senza nemmeno guardare. Vecchi pennelli, il volantino pubblicitario di un
ristorante, un paio di guanti invernali ormai logori, un piccolo portagioie di alabastro, bollette del
telefono e dell'energia elettrica.
Harper frug velocemente nel caos, finch s'imbatt in una piccola rubrica di pelle.
Subito, ne sfogli le pagine fino ad arrivare alla B, ma non vi trov il nome di Blazer.
La maggior parte dei nominativi presenti erano quelli dei loro famigliari: zie e cugini
innanzitutto, e poi vecchi amici e vicini. Ce n'erano alcuni a lei sconosciuti, per, e Harper mise
l'agendina da parte per esaminarla meglio in un secondo momento.
Sul fondo polveroso del cartone, insieme a una collanina rotta e a una scatola di fiammiferi,
Harper trov della corrispondenza privata. Poche lettere in realt e nulla che fosse di una qualche
rilevanza (brevi scambi di missive tra parenti).
L'ultima era avvolta da una busta spessa, color crema, ed era indirizzata alla madre. Appena
l'ebbe presa in mano, Harper riconobbe la calligrafia del padre. Non c'era l'indirizzo del mittente e il
timbro sul francobollo risaliva a due mesi prima della morte della madre.
Con cautela, Harper apr quelle pagine scritte a mano. L'inchiostro era nero carbone.
Sembravano essere state scritte di fretta, ogni parola in una sferzata di rabbia.
Non c'era alcun saluto affettuoso al principio. L'attacco era un semplice Alicia.
Nel leggerla, Harper rimase a bocca aperta.
Non te la far passare liscia cos cominciava la lettera. Le tue accuse dimostrano che sei
ormai isterica. Mi accusi di tradirti senza neppure uno straccio di prova. Sono indaffarato, Alicia. Devo
provvedere alla nostra famiglia e Dio solo sa se con la tua arte porti a casa qualche soldo. Come osi
accusarmi di avere un'amante? Come osi minacciare di spezzare il mio legame con nostra figlia?
Nemmeno tu sei candida come un giglio. Se non la smetti, giuro che me la pagherai. Sei sempre stata
una puttana egoista. Cresci. Fare la gelosa non ti conviene.
Era firmata solo con una P, per Peter. Scritta con tale forza, che la punta della penna aveva
forato la carta.
Harper la lesse due volte, tenendo stretta la lettera tra le dita.
E cos sua madre era al corrente del tradimento del marito. E gliene aveva chiesto ragione.
Era proprio tipico di suo padre rispondere per iscritto: era un avvocato fino al midollo. Per il
tono acceso e il linguaggio infuocato, quello non era proprio da lui. Si faceva sempre vanto di saper
mantenere la calma in ogni occasione e di sconfiggere ogni avversario con la propria logica
esasperante. Questa volta, per, aveva perso il suo proverbiale sangue freddo.
Come osi minacciare di spezzare il mio legame con nostra figlia?
Sua madre l'aveva forse minacciato di lasciarlo e di portare via con s Harper?
E poi la frase pi intimidatoria: Ti giuro che me la pagherai.
Dondolandosi sui tacchi, Harper fiss la lettera che aveva tra le mani.
Era la prova che suo padre avesse un movente?
Il suo alibi si reggeva sulle sole parole dell'amante. Lei avrebbe potuto mentire. La sola prova
che loro due avevano addotto a conferma del fatto che avessero passato insieme quel pomeriggio era
una ricevuta, datata intorno all'ora dell'omicidio, di una stazione di servizio nei pressi
dell'appartamento della donna.
Non sarebbe stato forse facile per lui giungere a casa da l, uccidere la moglie e poi sgattaiolare
via senza che nessuno lo vedesse?
Quel pensiero le fece rivoltare lo stomaco.
Harper aveva sempre dato per scontata l'innocenza del padre: la polizia aveva rovistato cos a
fondo nella sua vita, che lei si era convinta che, se ci fosse stato qualcosa da scovare, i poliziotti ci
sarebbero riusciti. La rabbia che provava contro di lui scaturiva dal tradimento, non dal sospetto che
potesse essere colpevole.
Tuttavia, questa lettera dimostrava che lei aveva sempre ignorato quali fossero i veri rapporti tra
i suoi genitori. E adesso Harper cominciava a dubitare anche dell'operato della polizia.
Anche se ci che aveva appena scoperto costituiva una falla nella sua teoria che i due omicidi
fossero stati commessi dalla stessa persona  dopotutto, il padre non viveva pi a Savannah da oltre
dieci anni  non poteva ignorarlo.
Doveva aggiungere il padre alla lista dei sospetti. Proprio sotto Blazer.
Capitolo ventitr
Il giorno dopo, Harper port la rubrica telefonica della madre in redazione. Ogni volta che le
capitava un momento di calma, ne approfittava per chiamare i contatti di sua madre, per cercare la
conferma di un suo possibile legame con Larry Blazer. Dopo aver trovato quella lettera, le sembrava
pi urgente che mai stabilire qualche filo che collegasse il detective alla vita della madre.
Ogni conversazione fu di una lunghezza insostenibile e implic infinite spiegazioni. Da allora
non era pi rimasta in contatto con quelle persone e, vista la natura inaspettata della chiamata, ognuno
voleva mettersi in pari con quanto era successo nel frattempo. (Buon Dio, ragazza. Non ti sentivamo
da secoli...)
Harper doveva incanalare a poco a poco le chiacchiere verso le domande che abbisognavano di
una risposta: e ci richiedeva tempo e pazienza.
L'andamento della maggior parte delle telefonate era pressoch identico a quello avuto con una
vecchia amica della madre, artista anche lei.
Salve, Mrs Carney, sono Harper McClain... Pausa. S, quella Harper McClain. Pausa. S,
 passato un po' di tempo. Pausa. Mio padre sta bene, grazie. Vive nel Connecticut ora. Pausa. Lo
so.  lontano chilometri. Pausa. Ma che meraviglia. Un dottore! Ha fatto carriera. E in Florida! Che
bello. Scommetto che lei trascorre delle splendide vacanze laggi. Pausa molto lunga. Mmmh.
Alla fine, dopo quella che le era sembrata un'eternit, Harper era riuscita finalmente a spiegare
la ragione della sua telefonata. Sto cercando un vecchio amico di mia madre. Un agente di polizia. Mi
chiedevo se lei lo conoscesse a quei tempi. Cosa? Come si chiamava? Ah, s, Blazer. Larry Blazer. Le
ricorda qualcuno, per caso?
Di volta in volta, chiamata dopo chiamata, la risposta era sempre la stessa: No.
Era gi tardo pomeriggio quando Harper raggiunse la L. L'unico nome sulla lista era Larson, la
madre di Bonnie.
Mrs Larson rise felice quando Harper le chiese se ci fosse la possibilit che la madre fosse
amica di un detective.
Oh, Harper, tua madre era una hippy di quelle all'antica. Vedeva i poliziotti come il nemico. I
suoi amici erano tutti artisti e musicisti. Ho sempre pensato che fosse cos esotica. La sua voce era
piena di nostalgia. Sono sicura che lei invece mi ritenesse una casalinga noiosa, con tutti quei bambini
e nemmeno uno straccio di carriera. Cielo, quanto adoravo quella donna.
Quando Harper tent di rassicurarla che non era affatto cos, Mrs Larson la zitt.
 tutta acqua passata, adesso, tesoro. Poi fece una pausa, come se le fosse d'improvviso
sovvenuto un pensiero. Se cerchi qualcuno che avesse dei poliziotti per amici, dovresti chiedere a tuo
padre. Usciva sempre con loro, ora che mi ricordo.
Sentirlo fu una tale sorpresa, che Harper dovette sforzarsi di non far trasparire dalla voce il
proprio entusiasmo.
Pap? Ma davvero?
Be', sicuro disse Mrs Larson. Tuo padre era un buon amico di quel giovane procuratore
distrettuale e di sua moglie, come si chiamava? Comunque... Tuo padre partecipava sempre a tutti gli
eventi della polizia: raccolta fondi e cose cos. Ridacchi. Tua madre odiava quelle feste, non faceva
che lamentarsi di quanto fossero barbose. Diceva che bevevano tutti troppo e che parlavano solo di
lavoro.
Seduta alla scrivania, nella redazione quasi vuota, Harper scribacchi un veloce promemoria:
Pap conosceva Blazer? Lo ha presentato lui a mamma?
Accanto al monitor del computer, lo scanner cominci a gracchiare una serie di comunicazioni
concitate, ma Harper non ci fece caso.
Era vicina a una svolta, glielo diceva l'istinto.
Abbass il volume della radio.
Mamma ti ha mai parlato di un detective? Un tipo biondo, Larry? Doveva avere intorno ai
trent'anni allora.
Mrs Larson ci riflett bene. Sono sicura di no disse dopo un poco, aggiungendo a mo' di
scuse: ma forse me ne sono dimenticata. Sai, sto invecchiando, Harper.
Chiacchierarono di altro per un po'  sugli impegni di Bonnie al college e su come uno dei suoi
fratelli avesse trovato impiego a Dubai e non lo vedessero quasi pi, ma almeno lui lavora.
Dopo un po', si salutarono.
Una volta riagganciato, Harper fiss fuori dalla finestra buia.
Prima quella lettera piena di rabbia e adesso questo. Gli indizi conducevano a suo padre.
Harper aveva sedici anni quando lui si era trasferito. Per qualche tempo, l'uomo aveva cercato
di rimanere in contatto con la figlia telefonandole ogni due settimane: quelle conversazioni erano per
entrambi fonte di forte disagio e, col passare del tempo, divennero sempre pi rade.
Suo padre e Jennifer avevano due bambini piccoli adesso, maschietti entrambi.
Suo padre veniva a Savannah di tanto in tanto per affari: ogni volta la invitava fuori a cena e
passavano un paio d'ore a parlare svogliatamente del pi e del meno, conversazioni memorabili
soprattutto per quanto rimaneva inespresso.
Erano passati un paio di anni ormai dalla sua ultima visita in citt.
Ogni Natale, Jennifer le inviava una foto di tutta la famiglia sorridente, sugli sci su qualche
monte innevato o coi piedi a mollo in acque turchesi.
Da quelle cartoline di auguri Harper aveva avuto modo di notare che il padre aveva iniziato a
perdere i capelli; e che Jennifer sembrava sempre meno una giovane conquista e sempre pi una
normale madre di famiglia.
Vedendo il tempo passare, Harper avrebbe potuto sforzarsi di riallacciare i rapporti con lui, ma
non le riusciva proprio di compiere quel passo. Suo padre le ricordava tutto ci che aveva perso. La
distanza era l'unica arma che aveva per ignorare il dolore.
Adesso per non aveva scelta.
Con ritrosia, Harper allung il braccio per prendere il telefono e poi digit il numero.
Pronto?
Il padre sembrava seccato. Harper controll l'ora: erano le dieci passate.
Pap? Sono Harper.
Harper? Una preoccupazione confusa riemp la sua voce. Cosa  successo? Stai bene?
Tutto bene gli disse. Scusami per l'orario.
Oh... Be', fa nulla...
Nonostante le sue parole rassicuranti, lo sconcerto era evidente nella sua voce.
Perch mi chiami adesso? Pensavo mi odiassi.
Senti, mi spiace disturbarti a quest'ora gli disse.  solo che... Senti, stavo sistemando le cose
di mamma e ho bisogno di farti qualche domanda.
Silenzio.
Non c'era un modo pi semplice per farlo. Stringendo i denti, Harper tir avanti. Mi chiedevo
se conoscevi qualcuno della polizia, quando vivevi qui a Savannah.
S, ne conoscevo qualcuno per via del mio lavoro.
Una nota di cautela traspariva dalle sue parole.
Per caso conoscevi un detective di nome Larry Blazer?
Una pausa. Harper immaginava la sua faccia, mentre cercava di capire dove mai la figlia
volesse andare a parare.
Harper, cosa succede?
Lei si premette le dita sulla fronte. Era pi difficile di quanto pensasse.
Lo so che  tutto cos improvviso, ma devo saperlo per... qualcosa a cui sto lavorando.
Conoscevi un detective di nome Larry Blazer?  importante.
No... non lo so. Forse... Conoscevo un sacco di gente allora. Sembrava irritato, confuso. Per
Harper avvertiva anche una traccia di reticenza.
Suo padre le stava nascondendo qualcosa.
Il suo istinto non sbagliava. Aveva intervistato centinaia di persone negli anni. Suo padre non
aveva idea di quanto fosse brava in quel campo.
Rilassando la postura, Harper assunse un tono di voce calmo, inoffensivo.
Lo so che ne conoscevi tanti e che parliamo di tanto tempo fa. Nessuno te ne far una colpa se
l'hai dimenticato. Perci, non ti ricordi se lo conoscevi o no?
Il nome mi risulta familiare disse allora il padre con riluttanza. S, potrei averlo conosciuto.
Harper sent una stretta al petto. Dovette lottare con tutte le proprie forze per mantenere la
curiosit lontana dalla propria voce.
Per lavoro o... Eravate amici?
Non eravamo amici la voce di suo padre era secca. Mi ricordo dei miei amici.
 possibile chiese Harper quasi serafica che tu l'abbia presentato a mamma?
Il silenzio si protrasse cos a lungo che a Harper venne il sospetto che la linea fosse caduta.
Poi, lui parl di nuovo.
Harper, cosa c'?
La sua voce era rude e professionale ora. Un avvocato che contestava le domande di un
investigatore.
Guardando l'oscurit oltre i vetri della finestra, Harper si morse il labbro. Quanto poteva tirare
ancora la corda? Era arrivato il momento di dirgli un pezzo di verit.
C' stato un altro omicidio disse alla fine. Commesso esattamente con lo stesso modus
operandi di quello di mamma.
Ah.
Non era una parola, pi un rantolo. Come se con quell'informazione lei gli avesse sferrato un
pugno.
Gli ci volle qualche momento per riprendersi.
E la polizia pensa che...?
C'era qualcosa nella sua voce che lei non si aspettava: dolore. E speranza. Come se anche lui
aspettasse da anni che qualcuno venisse finalmente assicurato alla giustizia.
Harper era confusa.
La polizia non lo sa gli disse semplicemente. Stanno indagando.
Cosa c'entra Blazer in questa storia? Il padre era ancora sconvolto, ma si stava facendo forza.
Usava la logica per restare a galla, proprio come aveva fatto lei.
Non lo so ammise Harper, prendendo coraggio. Mi sto muovendo per conto mio, cercando
di capire cosa ne pensa la polizia, cosa sta cercando. Blazer  un poliziotto, di certo non credono che
possa essere lui il colpevole. Per ci sono alcuni particolari che mi hanno insospettito.
Pensi che possa averla uccisa un poliziotto? Sembrava dubbioso. Alicia non  mai stata una
fan della polizia.
Lo so conferm lei. Per potrebbe averlo incontrato tramite te. Se tu lo conoscevi, ci
potrebbe dare risposta a qualche domanda.
Cercher nel mio archivio le disse, dopo una breve pausa. Tuttavia, anche se lo conoscevo,
non eravamo cos intimi da ricordarmene. Di conseguenza, lo stesso valeva per Alicia. Senti, Harper.
Perch non lasci che se ne occupi la polizia?
Una nota di impazienza si era insinuata ora nella sua voce. La telefonata di Harper era giunta
inaspettata e inopportuna e lui era pronto a chiuderla l. Lei era una seccatura. L'unico ricordo di una
vecchia vita che lui voleva lasciarsi alle spalle.
Harper ripens alla lettera furiosa ritrovata tra le carte della madre. E all'improvviso si chiese
perch lui l'avesse conservata col rischio che un giorno lei la trovasse, invece di stracciarla.
Quel pensiero dissip il velo di empatia che aveva cominciato a vorticare intorno alla figura del
padre.
Veramente, sto cercando di tenere la polizia alla larga da te, pap.
Non era affatto vero, ma lei aveva bisogno di colpirlo duro, per fargli perdere l'equilibrio. E
ottenere quanta pi verit possibile da lui.
Funzion, proprio come sperava.
Alla larga da me? Ma che diavolo...? Cosa avrei a che fare io con questa storia?
Il padre di Harper sembrava in preda al panico. Spaventato. La sua calma cos accuratamente
coltivata era svanita di colpo.
Niente, pap gli disse. Ho appena trovato una lettera tra le cose di mamma.
Harper fu spietata. Ogni parola un proiettile. Per faceva pi male di quanto lei si aspettasse.
Una lettera che le hai scritto qualche mese prima che l'ammazzassero. Lei sospettava che tu la
tradissi. L'hai minacciata.  roba brutta da leggersi, pap. Se arrivasse nelle mani della polizia...
Harper disse lui, incredulo. Cosa dici?
Nulla, pap disse lei fredda. Ti sto solo chiedendo se conosci un tale che si chiama Larry
Blazer. Hai mai sentito parlare di una donna di nome Marie Whitney?
Ci fu un prolungato silenzio. Lo scanner sulla scrivania gracchi i suoi messaggi, inascoltato.
Non ho mai sentito parlare della donna che hai appena menzionato. La sua voce era fredda
come pietra. E ti ho gi detto che non ricordo di aver mai incontrato un uomo di nome Blazer. Fece
un respiro. Se la polizia ha bisogno di parlarmi, hanno il mio numero. E penso che tu preferisca non
chiamarmi pi.
Il telefono divent muto.
Harper si premette il freddo ricevitore contro la fronte e serr gli occhi. Da lungo tempo c'era
poco affetto tra lei e il padre. Era quasi certa che i pochi sedimenti rimasti fossero stati appena drenati
via.
Harper aveva il cuore pesante. Suo padre era ci che le rimaneva della sua famiglia. E lei, con
quell'ultima telefonata, lo aveva come tradito.
Dopo qualche istante, Harper pos lentamente, con cura, il telefono sulla scrivania e ritorn a
esaminare il proprio taccuino.
Dopo avergli parlato, era quasi certa che il padre non avesse mai conosciuto Larry Blazer. E il
nome di Marie Whitney non aveva suscitato alcuna reazione sospetta in lui.
Il riferimento alla lettera  e alla minaccia implicita di consegnarla alla polizia  aveva suscitato
rabbia e dolore. Non freddo calcolo.
E poi lui le era sembrato sinceramente sconvolto dalla notizia di un altro omicidio.
Suo padre non si era comportato in modo sospetto, anzi.
Sulla scrivania, lo scanner gracchiava continui messaggi su ambulanze e rinforzi. Harper lo
guard con espressione vuota, la mente presa dal ripercorrere quella telefonata pi e pi volte.
Suo padre era all'oscuro di quanto stesse succedendo a Savannah, Harper era pronta a
scommetterci. Perci, a che punto era adesso?
La voce di Baxter si lev attraverso la sala vuota, scuotendola dal torpore.
Harper! Vieni qui.
Harper batt le palpebre.
Cosa succede?
Baxter era dietro la sua scrivania, con il telecomando stretto in mano e gli occhi rivolti al
televisore montato sulla parete.
Seguendo la traiettoria del suo sguardo, Harper vide il viso perfetto di Natalie Swanson sullo
schermo. Era di fronte a una fila di macchine della polizia, i cui lampeggianti accesi conferivano ai suoi
capelli biondi uno sfarfallio blu.
Harper sent una stretta allo stomaco.
Spingendo indietro la sedia, raggiunge l'altro capo della sala.
Quando fu davanti alla scrivania della caposervizio, il sottopancia sullo schermo diceva: Rissa
con sparatoria a sud della citt. Tre vittime.
I detective hanno comunicato di essere sulle tracce di due uomini spieg Natalie, con aria
compunta. Sono giovani. Si pensa siano armati e pericolosi. Uno ha con s una pistola automatica. 
un triste scenario diventato ormai pi che familiare agli abitanti della zona sud di Broad Street. E
stanotte la violenza ha mietuto tre nuove vittime. Ti restituisco la linea, Bob.
L'immagine sullo schermo ritorn a inquadrare la redazione, dove il giornalista moro in studio
scosse la testa.
Grazie, Natalie. Fa' attenzione l fuori.
Togliendo l'audio, Baxter punt il telecomando contro Harper.
Ne sapevi niente?
Harper guard la tv alle spalle di Baxter come aspettandosi che le suggerisse la risposta a quella
domanda.
Io non...
Tutto quel cicaleccio allo scanner doveva riferirsi a quell'episodio. Era stata cos presa dalle sue
telefonate da non aver colto il codice che indicava una sparatoria o l'invio di ambulanze e di rinforzi.
Harper si sent svenire.
Mi dispiace davvero, Baxter disse alla fine. Non ho fatto caso allo scanner.
Non hai fatto caso...? La caposervizio era sconcertata. Come hai fatto a non sentire il tuo
scanner?  sulla tua scrivania. Harper, io riesco a sentire il tuo scanner da qui.
Non lo so ammise Harper, senza scuse.
L'espressione di Baxter era furente. Cosa diavolo ti succede Harper? Da quando lavori al
giornale non hai mai bucato una notizia. Negli ultimi tempi invece arrivi in ritardo, sparisci per ore, ti
fai soffiare una notizia da sotto al naso... mi verrebbe quasi da dire che neanche sei qui. Dove sei,
Harper?
Sono qui insistette lei. Ho solo un sacco di pensieri per la testa. Problemi di famiglia.
Problemi di famiglia? Baxter la fiss. Tu non hai una famiglia quando lavori per me. Miles
non ha una famiglia. Io stessa non ho una famiglia. Nessuno qui ha una famiglia quando c' una
sparatoria con tre vittime.
Harper apr la bocca per difendersi, ma Baxter non aveva ancora finito.
Lavori qui per otto ore al giorno. A volte anche di pi. Scorgendo l'espressione dipinta sul
viso di Harper, la caposervizio si era affrettata ad aggiungere quell'ultima precisazione. Ti chiedo
soltanto che per quelle otto ore tu faccia il tuo lavoro. Nient'altro.
Alzando il polso con gesto spazientito, Baxter controll l'ora.
Non ho tempo per discutere adesso. E tu hai un articolo da scrivere. Le indic lo schermo.
Hai un'ora. Mettiti al telefono e porta a casa questa notizia come puoi.
La caposervizio si allung a prendere il telefono, dicendole le ultime parole con chiarezza
gelida.
Vedi di metterci una pezza, Harper. O non ti dare la pena di tornare qui, domani.
Capitolo ventiquattro
Il giorno dopo, Harper si fece scrupolo di presentarsi al lavoro mezz'ora prima.
Non aveva quasi chiuso occhio. Era rimasta in piedi quasi tutta la notte, in ascolto dello
scanner. Ogni volta che la fredda voce dell'operatore inviava una pattuglia a seguito di una
segnalazione di effrazione, di un borsellino scippato o della presenza di un ubriaco che vagava per
strada al centro della carreggiata, Harper aveva un tuffo al cuore.
All'alba era esausta, seduta sul divano con una tazza di caff stretta in pugno come un'arma.
Non riusciva a credere di aver bucato la sparatoria.
Alla fine, dopo qualche telefonata ai suoi contatti in polizia, Harper aveva raccolto abbastanza
dettagli sull'incidente da abborracciare un articolo in tempo per la deadline.
Era venuto fuori che Miles l'aveva chiamata per avvertirla. E per ben cinque volte. Ma lei era al
telefono.
I suoi messaggi erano diventati via via sempre pi apocalittici.
 un esperimento per farti licenziare, Harper? gli aveva chiesto a un certo punto, in un
messaggio che lei aveva ascoltato molto pi tardi nella notte. Baxter si incazzer nera se buchi la
notizia.
Grazie alle sue foto e alle conoscenze di Harper, nessun lettore avrebbe mai sospettato che lei
non fosse sul posto, a curare la notizia dal vivo. Per, Miles aveva ragione sul conto di Baxter.
Harper era quasi certa che lei avrebbe continuato a prenderla a male parole anche oggi.
Per sua fortuna, la caposervizio non era alla sua scrivania quando Harper arriv. La redazione
era in fermento, con lo staff diurno che stava dando gli ultimi ritocchi ai propri articoli. Le luci grigie
del pomeriggio penetravano dalle alte finestre. Nella stanza c'era un debole odore di caff bruciato.
Harper sintonizz lo scanner, mettendolo vicino alla tastiera.
Da ogni suo gesto traspariva risolutezza e seria determinazione. Era concentrata e decisa a
restare tale. D'ora in avanti avrebbe indagato sull'omicidio della madre nel proprio tempo libero.
Ci nonostante, Harper non aveva smesso di pensarci per tutta la notte.
Nella mente aveva ancora la voce di suo padre: Non ho mai sentito parlare della donna che
hai appena menzionato... Penso che tu preferisca non chiamarmi pi.
L'aveva detto come se provasse disgusto verso di lei.
Harper stessa era disgustata di s. Non era necessario essere cos crudeli.
Tuttavia, era inutile piangere sul latte versato.
Harper. La voce di Baxter recise il brusio della redazione. Vieni qui.
Quando Harper sollev lo sguardo, la caposervizio era alla sua scrivania con una faccia da
plotone di esecuzione.
Facendosi coraggio, Harper si alz in piedi.
Sentiva su di s gli sguardi degli altri reporter che la seguivano per la stanza, finch non si
ritrov, piuttosto a disagio, al cospetto di Baxter.
La caposervizio la fissava con uno sguardo gelido.
Ieri sera ti ho detto che non avevamo finito di parlare. Credo te ne ricordi.
Harper mantenne l'espressione calma e amareggiata.
S.
La notte scorsa hai pestato una merda le disse Baxter. Non hai scuse per aver bucato quella
storia. In alcuni giornali in cui ho lavorato, adesso saresti gi a casa a rigirarti i pollici. Conosco
capiservizio che ti avrebbero licenziata in tronco. Congiungendo le mani sulla scrivania, Baxter si
sporse in avanti. Cosa ti prende, Harper? Non  mai successo che ti lasciassi sfuggire una notizia. E
una sparatoria con tre vittime poi!  il tuo pane quotidiano. Cosa diavolo succede? E, per favore, se
vuoi tenerti stretto il tuo lavoro, non dirmi ancora che si tratta di problemi di famiglia'.
Harper aveva trascorso gran parte della notte pensando a questo momento. Adesso si lanci in
una spiegazione che si era preparata nella pesante oscurit delle tre del mattino.
Mi sono fatta troppo coinvolgere da un caso su cui sto facendo delle ricerche disse calma.
Mi sono distratta.
Baxter la guard con sospetto. Quale caso?
L'omicidio Whitney.
L'omicidio Whitney? Baxter si accigli. Ci lavori ancora? C' qualche novit?
Non c'era alcuna consapevolezza nella sua voce che la stessa storia di cui aveva un disperato
bisogno di notizie solo la settimana prima adesso era giudicata una perdita di tempo bella e buona.
Ci sono delle discrepanze nei verbali su quel caso. Credo che ci sia sotto molto di pi di
quanto la polizia lasci trapelare spieg Harper, con un sottilissimo filo di speranza che Baxter trovasse
il particolare interessante. Sto cercando di mettere assieme i pezzi. Ci stavo lavorando su la scorsa
notte, ecco perch non ho sentito lo scanner.
Le rughe sulla fronte di Baxter si approfondirono.
Ne hai parlato con la polizia? Le hai dato possibilit di replica?
Loro... Harper esit. Non sono dello stesso mio parere.
Baxter sembr confusa.
Se sono quasi due settimane che stai scavando alla ricerca di notizie su quel caso e non 
ancora saltato fuori nulla, significa che stai solo sprecando il tuo tempo. Tutte le tue energie dovrebbero
essere focalizzate sul tuo lavoro quotidiano. La gente legge i tuoi articoli perch vuole sapere cosa
accade adesso. Non cosa  successo una settimana fa. Il caso Whitney ormai  una storia vecchia. Mi
hai capito?
S disse Harper, mansueta. Non era il momento di discutere.
La caposervizio si sporse in avanti, il blazer blu navy sfior il bordo della scrivania.
Se perdi un'altra notizia perch hai disobbedito a un mio esplicito ordine su questa faccenda,
non sar in grado di garantirti pi un lavoro. Indic con gesto teatrale il corposo fascicolo che aveva
posto sulla scrivania. In questa cartella c' una cinquantina di curricula di giornalisti che muoiono
dalla voglia di prendere il tuo posto. Nessuno  insostituibile.
Qualunque cosa Harper volesse ribattere le mor sulle labbra. Non riusciva a staccare gli occhi
da quella cartellina e dalla pila di cv che ne spuntava fuori.
Adesso ringhi Baxter, torna al lavoro.
Afferrando un pacchetto di sigarette e un accendino da sopra la scrivania, la caposervizio gir i
tacchi e imbocc la porta, con passi veloci e stizziti. DJ entr proprio mentre lei stava uscendo. Gli
pass davanti senza rivolgergli nemmeno una parola.
Lui si appiatt al muro, guardandola confuso mentre Baxter scendeva le scale con la furia di un
ciclone.
Cosa le prende? chiese a Harper, una volta che le fu vicino.
Ho bucato una sparatoria la notte scorsa gli disse, mentre raggiungevano le rispettive
scrivanie. Non ne sapevamo nulla finch non hanno dato la notizia in tv.
Lui strabuzz gli occhi. C'erano le troupe di tutti e due i canali?
S.
Lui lanci un fischio basso.
Ehi, lavori ancora qui?
Era una battuta, ma Harper non riusc a riderne.
Per un pelo gli rispose.
Poi sedette alla scrivania, lanciando un sospiro. Era andata meglio di quanto si aspettasse in
realt, ma si sentiva ancora scottata. C'erano abbastanza scrivanie vuote in quella redazione da farle
supporre che la caposervizio non facesse davvero sul serio.
Per Harper era cosciente di quanto fosse andata vicino a perdere tutto.
Vedi, credo che il tuo problema sia che sei troppo brava. DJ gir la sedia, avvicinandosi a lei.
Tutti bucano una notizia di tanto in tanto, ma a te non era mai successo. E adesso Baxter pensa che il
mondo vada a pezzi solo perch adesso  capitato anche a te. Appoggi con la schiena alla sedia,
incrociando le braccia. La morale della nostra storia : vedi di sbagliare pi spesso.
DJ stava tentando di tirarla su, ma lei aveva il morale sotto le scarpe.
S disse abbacchiata, penso che tu abbia proprio ragione.
Detto questo, come cavolo hai fatto a perderti quella sparatoria? DJ indic lo scanner, che
gracchiava un fiume di crimini minori e lievi incidenti stradali. Pensavo che quel coso l fosse
collegato direttamente al tuo cervelletto.
Di solito  cos. Harper si mise un po' sulla difensiva. Sono stata molto occupata questa
settimana, e questo  tutto.
L'espressione sul volto di DJ era una perfetta mistura di comprensione e pragmatismo.
Senti, non dovrebbero prendersela tanto per un errore solo le disse, ma fanne due e ti
metteranno alla porta senza troppi complimenti. Perci... dimmi se posso aiutarti in qualche modo,
capito?
DJ parlava sul serio. Le avrebbe volentieri dato una mano.
Harper lo guard piena di riconoscenza.
Grazie gli disse.
Un mezzo sorriso gli illumin il volto.
Ehi, se ti licenziano, mi dai la tua graffatrice?
Trattenendo a stento un sorriso, Harper sollev lenta il dito medio.
'fanculo, DJ.
Ridendo, lui si gir e si mise alla propria scrivania. Harper accese il computer. Le apparve di
fronte il logo del giornale.
Lei rimase a fissare lo schermo con sguardo assente.
DJ scherzava, ma aveva colto il punto. Per via della sua troppa disponibilit a lavorare senza
sosta e grazie alle sue conoscenze in polizia, Harper era sempre stata intoccabile. Su di lei erano
propensi a chiudere un occhio pi che su altri giornalisti. E la lasciavano pi libera di correre rischi.
Qualcosa era cambiato adesso, per. Lo percepiva nell'aria.
Era sul ciglio di un burrone.
Lavorare al giornale era sempre stato il suo sogno. Tuttavia, a Baxter non aveva detto altro che
bugie. Non poteva fermarsi adesso. Doveva arrivare alla verit. Doveva capire cosa si nascondeva
dietro la morte di sua madre e di Marie Whitney. Cosa legava Blazer a entrambe. Se non era suo padre,
allora qual era il legame?
Se voleva mantenere il proprio posto di lavoro e indagare su Blazer, non poteva farcela da sola.
E Miles e DJ non potevano aiutarla granch. Aveva bisogno di qualcuno che le desse una mano
dall'interno.
Prese il cellulare e lo tenne in mano a lungo.
Scorse la rubrica finch non trov il nome che cercava. Con mosse rapide, decise, Harper
scrisse un breve messaggio.
Possiamo incontrarci? Ho bisogno di aiuto.
Meno di un minuto pi tardi, il telefono trill.
Il nome di Luke apparve sul display.
Vediamoci alle 00:30, stanotte. A The Watch.
...
.
...
FINE Parte 1.